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A spasso per l’Emilia-Romagna

Mercatini di Natale: Vintage & Handmade in Emilia Romagna

Abiti vintage e capi firmati, bijoux e oggetti preziosi, ma anche mobili di qualche anno fa e oggetti d’artigianato che non avreste mai pensato di trovare sul banco di un mercatino. Il tutto a prezzi accessibili!

Natale è alle porte e con lui sta per scoccare l’ora X per iniziare a stilare la propria lista delle persone a cui rivolgere un pensiero. Ogni anno è un dramma che non lascia indenne nessuno di noi: bisogna scervellarsi per trovare il regalo giusto, non troppo costoso, in grado di donare un pizzico di felicità ai nostri interlocutori. Senza poi contare il rischio di finire risucchiati nel traffico del sabato pomeriggio, magari travolti dalla folla di un centro commerciale, oppure trascorre notti insonni attaccati allo schermo di un pc a navigare su un’e-commerce.

Per fortuna che negli ultimi anni la moda del vintage e dell’handmade ha preso sempre più piede in Italia, dando vita a nuove realtà che se prima non esistevano, ora rappresentano ottime occasioni per incontrarsi, conoscersi, scambiarsi idee o semplicemente darsi la mano.

Per questo anche quest’anno ho preparato per voi una lista dei migliori mercatini natalizi vintage & handmade in Emilia Romagna, dove trascorrere piacevolmente le vostre giornate di shopping e trovare degli esclusivi e insoliti doni di Natale.

Garage Sale Xmas Edition

Dove: Ravenna | Artificerie Almagià, via dell’Almagià 2
Quando: venerdì 8 dicembre dalle 10.30 alle 19.30
Ingresso: libero

Spostandoci a Ravenna lungo la Darsena, raggiungiamo l’Almagià. All’interno di questo spazio polivalente, un tempo magazzino per la raccolta dello zolfo, torna il consueto appuntamento con il Garage Sale, con una versione del tutto speciale in previsione del Natale.
Un temporary shop a misura d’uomo, perfetto se siete alla ricerca di oggetti vintage e seconda mano ma anche solo se desiderate trascorrere una piacevole giornata in compagnia di amici tra ottimi ascolti musicali, cibo di qualità e installazioni artistiche. Non manca anche in questo caso l’attenzione ai più piccoli con uno spettacolo di burattini a quattro mani a cura di Muka Loca e uno Swedish Lab condotto da Pernilla M K Vall e dalla SveRa – Swedish Cultural Association.


Matrioska

Dove: Rimini | Castello Sismondo – Piazza Malatesta
Quando: venerdì 7 dalle 16.00 alle 21.00, sabato 8 e domenica 9 dicembre dalle 10.00 alle 21.00
Ingresso: 4€ un giorno; 6€ tre giorni


Quest’anno Matrioska fa le cose in grande e per la sua 14° edizione, quella natalizia, si sposta a Palazzo del Podestà e Sala dell’Arengo nel cuore di Rimini. In questa splendida cornice più di 80 espositori, tra artisti e artigiani della manualità, avranno modo di presentarvi le loro idee e i loro ultimi prodotti. A rendere tutto maggiormente suggestivo una serie di eventi collaterali arricchiti da musica, performance, mostre, laboratori, aperitivi e tanto divertimento.


A/mano Market

Dove: Piacenza | Portici di Piazza Cavalli (sabato 1 dicembre) e Auditorium Sant’Ilario – Corso Garibaldi 17 (sabato 22 e domenica 23 dicembre)
Quando: sabato 1 dicembre, sabato 22 e domenica 23 dicembre dalle 11.00 alle 19.00
Ingresso: libero

Dal 2011 A/Mano Market è il festival dell’handmade e della creatività di Piacenza. Dalla sartoria all’oggettistica, passando per i gioielli ai complementi d’arredo, questo mercato rappresenta un’ottima occasione per trovare oggetti esclusivi, soprattutto in vista del Natale nonché un punto di incontro per giovani designers e artigiani del territorio (e non). Uno spazio sociale molto dinamico arricchito da performance musicali e piacevoli stand gastronomici.


 The Craft Factory

Dove: Bologna | Scuderia Future Food Urban CooLab, Piazza Verdi 2
Quando: venerdì 7 dicembre dalle 17.30 alle 21.00, sabato 8 e domenica 9 dicembre dalle 11.00 alle 19.00
Ingresso: libero

Al grido di “Fatto a mano è meglio!” torna nella cuore del campus universitario più antico del mondo, il craft market di Bologna in versione natalizia: ottimi prodotti handmade che spaziano dai bijoux agli elementi di arredo, dall’abbigliamento al mondo dei bimbi. Anche in questo caso cibo e musica di qualità assicurati, per un’edizione davvero da favola!


Dyna Market di Natale

Dove: Bologna | Green, Via Petroni, 32/c
Quando: domenica 2, 9 e 16 dicembre dalle 15.00 alle 21.00
Ingresso: libero

Dyna Market di Natale 2017

In sella a una bicicletta, rimaniamo a Bologna e raggiungiamo il Green di Via Petroni. In questo spazio sociale il Dyna Market di Natale si ripromette anche quest’anno di stupire i suoi visitatori con prodotti vintage e artigianali di altissimo livello, il tutto accompagnato da sfiziosi aperitivi e Dj Set.


Makers Mrkt

Dove: Cesena | Cesare, Via Cesare Battisti 46
Quando: da venerdì 30 novembre a lunedì 24 dicembre dalle 10.00 alle 19.30

Un negozio nel cuore di Cesena gestito da artisti e artigiani locali “a chilometro zero”, riuniti all’interno dell’Associazione Culturale “Makers”. Se siete alla ricerca di un regalo insolito per Natale che strizzi l’occhio al design e all’handmade, il mio consiglio è di fare un salto in questo temporary shop nel cuore di Cesena che si presenta come una vera e propria esperienza per tutti gli amanti del design autoprodotto.


Commonplaces

Dove: San Mauro Pascoli | Spazio Ex Mir Mar, Via Roma 27
Quando: sabato 1 dicembre dalle 15.00 alle 23.00, domenica 2 dicembre alle 10.00 alle 20.00
Ingresso: offerta libera

Un contenitore di creatività e ricerca. Questo, e molto altro, è Commonplaces, un’iniziativa che da alcuni anni viene promossa dell’Associazione Culturale il Cantiere Artistico nel cuore della Romagna. Quest’anno per l’edizione natalizia sarà nuovamente occupato l’ex calzaturificio Mir Mar.
In mostra collezioni handmade, prodotti di artigianato e design, arredo, abbigliamento e oggettistica, il tutto condito con spettacoli, buona musica e cibo a km 0. Se avete figli, poi, nessun problema! Come da tradizione sarà presente uno spazio riservato ai più piccoli per stimolare la loro creatività.

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Arte e Cultura

Le “Città Ideali” dell’Emilia Romagna

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Arte e Cultura

Emilia Romagna Low Cost: 5 cose da fare e vedere gratis (o quasi)

Al di là dei classici itinerari turistici, l’Emilia Romagna è una terra ricca di sorprese e possibili suggestioni difficilmente descrivibili se non vissute sulla propria pelle e ammirate con i propri occhi.

Non sempre serve pagare un biglietto per ammirare tanta bellezza. A volte basta un consiglio di un amico oppure affidarsi a qualcuno che il territorio lo conosce e lo ama davvero, e non lesina certo consigli alla prima richiesta d’aiuto.

In questo caso se i soldi in tasca non sono molti e non volete proprio rinunciare a visitare la nostra regione, continuate a leggere qui sotto perchè questa mini guida secondo me fa proprio al caso vostro!

 

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In bicicletta lungo il fiume Lamone

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Arte e Cultura

L’autunno nelle Città d’Arte dell’Emilia Romagna

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Arte e Cultura

Dante Alighieri e l’Emilia Romagna

Fonte d’ispirazione e modello di riferimento per una folta schiera di letterati che dal 1300 in poi hanno dovuto confrontarsi con la sua poetica, Dante Alighieri è probabilmente il più famoso poeta italiano al mondo.

La sua Commedia è universalmente considerata l’opera più importante scritta in lingua italiana ed è uno dei maggiori capolavori della letteratura mondiale.
Attraverso di lei, intrecciata alla vita reale segnata dal doloroso esilio da Firenze, Dante ha descritto i sentimenti più profondi dell’animo umano: passioni, drammi, fantasie ma non solo. Nella sua poesia si nascondono anche tanti riferimenti geografici e visivi che arricchiscono il racconto e forniscono il giusto contesto in cui calare la propria lettura.

Tutto in Dante ha un valore soggettivo. La Commedia non è solo la storia dell’anima cristiana che si volge a Dio, ma è soprattutto anche una vicenda personale, inestricabilmente intrecciata agli avvenimenti che narra.
Sfogliando l’opera si ritrovano, infatti, diversi riferimenti geografici che ci parlano dei luoghi che il Sommo Poeta visitò durante il suo esilio. Molti di questi, ovviamente sono in Emilia Romagna, in virtù del fatto che proprio qui trovò ospitalità da parte dei Signori locali.

Riprendendo alcuni dei frammenti della sua Commedia, facciamo allora un giro per la nostra regione per conoscere meglio qualcuno di quei luoghi che egli stesso indicò nella sua opera.


Come in molti sanno RAVENNA è la città di Dante Alighieri. La sua tomba si trova in pieno centro, accanto alla Basilica di San Francesco che nel 1321 vide celebrare le sue spoglie: un luogo pieno di pace e di spiritualità dove i visitatori sono invitati a rispettare la consegna del silenzio, mentre passeggiano nel chiostro avvolti da un bel giardino.

A Ravenna Dante fu accolto dal signore della città Guido Da Polenta, padre di quella celebre Francesca che appare nel V Canto dell’Inferno travolta dal grande amore per Paolo Malatesta.

Siede la terra dove nata fui
su la marina dove ‘l Po discende
per aver pace co’ seguaci sui.
(Inferno, Canto V, vv. 97-99)

Oltre a questo, sono altri i punti in cui l’ex capitale bizantina viene menzionata nella Commedia. Tra tutti, uno in particolare ci ricorda l’esistenza della verde pineta di Classe, quel polmone verde che ancora oggi è un tratto caratteristico della costa adriatica immediatamente a sud della città.

Tal qual di ramo in ramo si raccoglie
per la pineta in su ’l lito di Chiassi,
quand’Ëolo scilocco fuor discioglie
(Purgatorio, Canto XXVIII, vv. 19-21)

La cascate dell'Acquacheta | Foto © parcoforestecasentinesi.it
La cascate dell’Acquacheta | Foto © parcoforestecasentinesi.it

Per chi non lo sapesse esiste poi da qualche anno un percorso (Il cammino di Dante) che segue idealmente – da Firenze fino a Ravenna – il cammino che il Poeta dovette intraprendere per giungere in Romagna.

Lungo di esso, se ci spostiamo ad esempio nell’area del forlivese, incontriamo il borgo di SAN BENEDETTO IN ALPE, un piccolo gioiello immerso nell’Appennino Tosco-Romagnolo che compare nel XVI Canto dell’Inferno in un celebre passo in cui il violento scrosciare della cascata dell’Acquacheta viene paragonato al fiume Flegetonte.

Come quel fiume c’ ha proprio cammino
prima dal Monte Viso ’nver’ levante,
da la sinistra costa d’Apennino, 96

che si chiama Acquacheta suso, avante
che si divalli giù nel basso letto,
e a Forlì di quel nome è vacante, 99

rimbomba là sovra San Benedetto
de l’Alpe per cadere ad una scesa
ove dovea per mille esser recetto
(Inferno, Canto XVI, vv. 94-102)

È qui che, aggirandosi tra gli alberi del Parco delle Foreste Casentinesi, si incontra uno tra i luoghi più suggestivi di tutta l’area. Nei pressi della cascata, più su c’è il piccolo villaggio dei Romiti che consigliamo assolutamente di visitare (e che anche Dante sicuramente dovette attraversare), un tempo eremo dell’abbazia di San Benedetto in Alpe.

A qualche chilometro di distanza, PORTICO DI ROMAGNA – bandiera arancione del Touring Club – è legato invece alle vicende personali del Poeta.
Tradizione vuole – anche se completamente infondata – che Dante avesse incontrato proprio qui presso Palazzo Portinari la sua amata Beatrice. Oggi il centro storico mantiene inalterato il suo fascino medievale avvolto dal verde del Parco delle Foreste Casentinesi.

Portico di Romagna (FC)
Portico di Romagna (FC)

Altra cittadina che l’Alighieri ebbe modo di conoscere è CASTROCARO TERME, sulle colline appena sopra Forlì, come dimostra il Canto XIV del Purgatorio dove il borgo viene citato a fianco di BAGNACAVALLO. Mentre la prima impressiona con la sua imponente fortezza medievale, la seconda si mostra come una piccola città d’arte nel cuore della Romagna, a pochi chilometri dall’Adriatico e da importanti città come Ravenna, Faenza, Bologna, Ferrara.

Ben fa Bagnacaval, che non rifiglia;
e mal fa Castrocaro, e peggio Conio,
che di figliar tai conti più s’impiglia
(Purgatorio, Canto XIV, vv. 115-117)

A queste si aggiungono BERTINORO, meglio noto come il “Balcone della Romagna” per via della vista magnifica che offre sul mare e sulla collina circostante, e che ancora oggi conserva l’antica struttura con stradine acciottolate e scorci di altri tempi.

O Bretinoro, ché non fuggi via,
poi che gita se n’è la tua famiglia
e molta gente per non esser ria?
(Purgatorio, Canto XIV, vv. 112-114)

C’è poi FORLÌ dove, camminando per le strade del centro storico, si possono rintracciare diverse iscrizioni che riportano versi danteschi. Il Poeta fu ospite qui nel 1303 di Scarpetta Ordelaffi, presso il quale lavorò come segretario.

La terra che fé già la lunga prova
e di Franceschi sanguinoso mucchio,
sotto le branche verdi si ritrova
(Inferno, Canto XXVII, vv. 43-45)

Pietra di Bismantova Castelnovo Ph @melissa.cherubini
Pietra di Bismantova (RE) | Foto @ melissa.cherubini

Anche IMOLA, l’unica città italiana ad avere la propria pianta disegnata da Leonardo da Vinci, è ricordata nell’opera di Dante attraverso una perifrasi geografica che la accomuna alla vicina FAENZA.

Le città di Lamone e di Santerno
conduce il lïoncel dal nido bianco,
che muta parte da la state al verno
(Inferno, Canto XXVII, vv. 49 – 51)

Ma molti altri sono i luoghi dell’Emilia Romagna presenti nella Commedia, direttamente o attraverso la menzione di personaggi legati ad essa.
E così che si incontra l’abbazia di Pomposa nel XXI Canto del Paradiso, la torre Garisenda di Bologna nel XXXI Canto dell’Inferno, il borgo medievale di Verucchio nel XXVII Canto dell’Inferno, San Leo e la pietra di Bismantova al Canto IV del Purgatorio (tra l’altro alcuni pensano che proprio a quest’ultima si sia ispirato Dante immaginandosi le fattezze del Purgatorio), etc.

Un lungo e interessante citazionismo che rende la nostra regione ben presente nella poetica di Dante Alighieri, ne offre uno spaccato geografico e un contesto ambientale molto interessante nel quale ancora noi, cittadini e turisti, ci muoviamo alla ricerca delle tracce più vive di un periodo ormai lontano ma paradossalmente tanto vicino.

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Autunno in Emilia Romagna, 5 idee di viaggio

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Arte e Cultura

Il mistero delle ossa di Dante Alighieri

Come in molti sanno le spoglie del Padre della Letteratura Italiana Dante Alighieri si trovano a Ravenna in un tempietto costruito alla fine del ‘700.
Siamo nel centro storico dell’antica capitale bizantina, davanti a una piccola struttura in stile neoclassico che ogni giorno vede frotte di turisti provenienti da ogni parte del mondo fermarsi ad omaggiare il Sommo Poeta.

Tomba di Dante (Ravenna)
Tomba di Dante (Ravenna) | Foto © Giacomo Banchelli, Archivio Fotografico Comune di Ravenna

Tutta l’area in realtà è legata al ricordo di Dante e nell’immediato circondario sono diverse le testimonianze che ricordano il suo soggiorno in città. La “Zona del Silenzio” – comunemente detta – accoglie infatti gli Antichi Chiostri Francescani, la Basilica di San Francesco, il Quadrarco di Braccioforte, il Museo Dantesco e altri segnali lasciati dal tempo e dalla memoria. Un segno indelebile per Ravenna che fa di questo luogo uno dei punti di maggiore interesse per tutta la sua comunità.

C’è però uno strano mistero che aleggia attorno alle spoglie della padre della Letteratura Italiana che non sono in molti a conoscere, anche tra i ravennati, e che per più di due secoli ha lasciato senza risposte moltissime domande.

Ma facciamo un passo indietro.
Il 14 settembre del 1321 Dante moriva a Ravenna, probabilmente a seguito di un attacco di malaria contratta di ritorno da una missione diplomatica svolta a Venezia. I funerali solenni furono tenuti dell’adiacente Basilica di San Francesco, a cui il poeta era molto legato, e il suo corpo collocato in un sarcofago marmoreo posto all’esterno della chiesa, accanto alle mura del convento dei Francescani.

Basilica di San Francesco, Ravenna
Basilica di San Francesco, Ravenna | Foto © Archivio Fotografico Comune di Ravenna

Per quasi due secoli la situazione rimase immutata. A dire il vero Firenze cercò più volte di riprendersi le spoglie del nobile concittadino ma ogni tentativo si rilevò sempre con nulla di fatto: la prima volta accadde settantacinque anni dopo la morte di Dante; in seguito nel 1428 e nel 1476.
C’erano quasi riusciti nel 1519 ma qualcosa andò storto. L’allora papa Leone X, fiorentino di nascita (suo padre era Lorenzo il Magnifico), aveva autorizzato le richieste dell’Accademia Medicea di trasferire le ossa di Dante a Firenze. Tra i firmatari c’era anche Michelangelo che si era addirittura candidato per realizzare un monumento funebre all’altezza del Sommo Poeta. Tutto ormai sembrava scritto e Ravenna non poteva opporsi al volere del papa, essendo ormai passata tra i suoi possedimenti. Quando però i delegati si trovarono ad aprire il sarcofago, delle ossa di Dante non si trovò alcuna traccia: la tomba era praticamente vuota!

Chi aveva trafugato le ossa del grande poeta? Chi aveva notte tempo intrapreso quell’inaccettabile furto?
Nonostante le indagini e le mille congetture per ben due secoli il mistero rimase insoluto e le spoglie ormai date per disperse.

La verità venne in luce solo più tardi nel 1865 quando, nell’abbattere un tratto di muro nei pressi della cappella di Braccioforte, fu trovata una cassetta di legno, apparentemente anonima, che riportava la scritta “Dantis ossa (…)” (oggi la cassetta è conservata all’interno del museo Dantesco).

A quanto pare i frati, ai tempi della delegazione pontificia del 1519, per evitare che le spoglie del poeta fossero portate via da Ravenna, avevano praticato furtivamente un foro nella tomba e sottratto gran parte dei resti. Questi rimasero celati all’interno del convento e custoditi gelosamente.

Tomba di Dante (Ravenna)
Tomba di Dante (Ravenna) | Foto © Giacomo Banchelli, Archivio Fotografico Comune di Ravenna

Nel 1780-1781, in occasione della costruzione dell’attuale tomba, furono nuovamente ricollocate nell’urna originaria ma vi rimasero ben poco. Nel 1810, infatti, a causa delle leggi napoleoniche, i frati furono costretti a lasciare il convento, ma prima si premurarono di nascondere la cassetta con le ossa in una porta murata del Quadrarco di Braccioforte.
Li rimase fino al 1865 quando fu casualmente ritrovata.

In quell’occasione la salma fu ricomposta, esposta al pubblico in un’urna di cristallo per qualche mese, quindi ritumulata all’interno del tempietto che oggi conosciamo.
Da allora, a parte dei piccoli trasferimenti avvenuti durante la Seconda Guerra Mondiale per evitare possibili distruzioni, le spoglie del Sommo Poeta non hanno subito più alcun spostamento, mettendo così la parola fine a una roccambolesca vicenda che per secoli ha pervaso di mistero le ossa del grande Poeta.

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