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Storia e ricetta del Tortellino, il re del Natale (ma non solo)

Se chiedete tra Bologna e Modena quale sia il piatto preferito dai bambini da 0 a 99 anni, con buona probabilità riceverete un 100% di risposte concordanti: i tortellini in brodo! Non solo per il loro gusto unico, ma anche per il sapore di casa e di famiglia che portano con loro.

Tradizione vuole che i tortellini non possano mancare quando tutta la famiglia è raccolta attorno al tavolo a Natale, e la preparazione stessa dei tortellini richiede la collaborazione di tutto il parentado: c’è chi tira la sfoglia, chi la taglia a piccoli riquadri, chi mette la nocciolina di ripieno sul quadrato e chi lo chiude con abilità, facendolo girare attorno al dito mignolo. Una piccola “catena di montaggio” familiare, un momento magico che fa pregustare l’atmosfera natalizia in arrivo, unisce gli animi e appiana i piccoli dissapori.

La storia

Ma dove e quando è nato il tortellino? E qual è la sua storia?
In realtà le origini del tortellino non sono chiare e la sua nascita si confonde con la leggenda.

Innanzitutto il luogo: Bologna e Modena si sono contese per secoli “l’invenzione” del tortellino, finché la disputa fu chiusa, in tempi relativamente recenti, alla fine dell’800, con un accordo tra intelligenti buongustai*: grazie all’arguzia di Giuseppe Ceri, venne concordato che il luogo di nascita ufficiale del tortellino fosse Castelfranco Emilia, un paese che sorge lungo la Via Emilia proprio a metà strada tra Bologna e Modena. E proprio qui si svolge infatti ogni anno, nella seconda settimana di settembre, la Sagra del Tortellino tradizionale, organizzata dall’Associazione La San Nicola.

Sempre grazie a Giuseppe Ceri nacque la leggenda sull’origine del tortellino: egli parodiando la Secchia Rapita (il poema eroicomico scritto dal Tassoni nel 1614), completò la storia immaginando che Marte, Bacco e Venere fossero giunti in una locanda di Castelfranco, per dar manforte ai modenesi. Marte e Bacco di buon ora si alzarono mentre Venere rimase a letto. Svegliatasi e trovandosi sola si attaccò al campanello per chiamare l’oste, che giunto, trafelato, trovò la dea tutta discinta. Colpito dalla bellezza del divino ombelico, scese in cucina, prese una sfoglia fresca e “l’arte di fare il tortellino apprese.”*

Dopo Ceri, altri ricamarono sulla leggenda del tortellino, calandola su persone e su fatti ben più terreni, e addirittura individuando la locanda dove ciò sarebbe successo.

Di certo c’è solo che le sue origini risalgono sicuramente al Medioevo: in una pergamena datata 1112 si legge infatti “Tertia pars turtellorum monachorum est” (la terza parte dei tortelli spetta ai monaci), mentre da una bolla di Papa Alessandro III del 1169 apprendiamo che una chiesa doveva assegnare “duas partes turtellorum”.
Dopo questi primi due riferimenti, i “tortelli” vengono citati più volte in documenti dal 1200 in poi, tanto che nel Trecento e nel Quattrocento i “torteletti” – i diretti antenati del tortellino – erano abbastanza diffusi, almeno tra la fascia più ricca della popolazione, seppure la loro ricetta fosse ancora lontana da quella attuale.

Per trovare nei documenti il vero e proprio termine “tortellini” arriviamo al 1708, quando il menù del pranzo natalizio dei monaci di San Michele in Bosco riporta una “minestra di tortellini”.
Proprio al ‘700 risale inoltre l’inserimento tra gli ingredienti del ripieno del tortellino il midollo di bue. Prima di storcere il naso sappiate che questa ricetta di Alberto Alvisi, cuoco del vescovo di Imola, ebbe talmente tanta fortuna che nel tortellino per tutto l’800 e nella prima metà del ‘900 il midollo era quasi d’obbligo.

Per l’inserimento nel ripieno della mortadella dobbiamo invece aspettare il 1800.
La ricetta del ripieno che nel 1891 Pellegrino Artusi propone nel suo manuale “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” è composta da 30 grammi di prosciutto crudo, 20 grammi di mortadella, 60 grammi di midollo di bue, 60 grammi di parmigiano, un uovo e odore di noce moscata.

Pochi sono al giorno d’oggi quelli che usano il midollo di bue nel ripieno, a riprova del fatto che la cucina segue i gusti della sua epoca, oltre al fatto che ogni famiglia ha la propria variante della ricetta, che custodisce e tramanda di generazione in generazione.
Ma se dovessimo ad oggi trovare la ricetta ufficiale, quale sarebbe?

La ricetta

Noi – per non far torto a nessuno – vi proponiamo quella depositata dalla Dotta Confraternita del Tortellino presso la Camera di Commercio di Bologna (qui la pergamena ufficiale)

Preparazione per circa 1.000 Tortellini

Ingredienti
pasta fresca gialla preparata con 3 uova e 3 etti di farina;
per il ripieno: 300 gr. di lombo di maiale rosolato al burro, 300 gr. di prosciutto crudo, 300 gr. di vera Mortadella di Bologna, 400 gr. di formaggio Parmigiano-Reggiano, 3 uova, 1 noce moscata.
per il brodo: 1 kg di carne di manzo (doppione); 1/2 gallina ruspante; sedano, carota, cipolla, sale

Procedimento
Preparare il ripieno dei tortellini macinando molto finemente la carne e incorporarvi le uova, il Parmigiano, la noce moscata. Il composto così preparato va lasciato riposare almeno 12 ore in frigorifero.

Preparare il brodo mettendo la carne e la mezza gallina in una pentola con 4 litri d’acqua fredda e portarla ad ebollizione, quindi togliere con la schiumarola la schiuma formatasi sull’acqua, aggiungere le verdure, aggiustare di sale e fare bollire molto lentamente per almeno 3 ore.

Preparare i tortellini stendendo la pasta sul tagliere di legno con il matterello fino a renderla molto sottile, tagliare dei quadretti di circa 3 centimetri di lato, al centro di ogni quadratino collocarvi una noce di ripieno, quindi piegare la pasta a triangolo facendo combaciare i lati, piegare il triangolo così ottenuto girandolo attorno al dito e sovrapponendo i due angoli opposti, premere il tortellino in modo che la pasta si attacchi saldamente e il tortellino rimanga in forma. Man mano che saranno pronti riporli su un ripiano.

Scolare il brodo dalla carne e portarlo di nuovo ad ebollizione, poi tuffarvi i tortellini piano piano e lasciarli cuocere a fuoco medio per almeno 3/4 minuti, prima di servire caldissimi con abbondante Parmigiano grattugiato al momento.*

Tortellini in brodo Ph. @lalunasulcucchiaio via Instagram
Tortellini in brodo Ph. @lalunasulcucchiaio via Instagram

* Ringraziamo la Dotta Confraternita del Tortellino per le informazioni, tutto ciò che nel testo è in corsivo è tratto dal sito confraternitadeltortellino.it

 

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Andar per sagre in Emilia Romagna: è tempo di olio, tartufo e fossa

A novembre le giornate si accorciano, la nebbia sale e tutto invita a non uscire di casa… ma è anche il momento giusto per andar, su per i colli colorati dei caldi colori d’autunno, per sagre di quei prodotti propri di questo periodo.
Ecco perché abbiamo deciso di segnalarti tutte le sagre in Emilia Romagna al profumo di olio, tartufo e formaggio di fossa…

Sagre in Emilia Romagna al profumo di formaggio di fossa

Secondo la leggenda, le origini del formaggio di fossa risalgono alla metà del 1400, periodo in cui  i contadini della zona per difendersi dai saccheggi, presero l’abitudine di nascondere le provviste nelle fosse scavate nella roccia arenaria.

Formaggio di Fossa di Mondaino ph Paritani arch. Prov. Rimini
Formaggio di Fossa, ph. Paritani – arch. Prov. Rimini

Fiera del Formaggio di Fossa – Talamello (RN)

17 e 18 novembre
Se deciderai di partecipare all’evento potrai osservare le fosse e rimanere stupito dal colore ambrato delle arenarie che per mesi hanno conservato quel “prezioso segreto” che Tonino Guerra  definì “ambra di Talamello”. Tanti i momenti di festa previsti, dall’aperitivo in musica alle miniguide degli studenti con tutto il paese in festa per questa sempre più importante manifestazione.

Fiera del Formaggio di Fossa – Sogliano al Rubicone (FC)

18 e 25 novembre e 2 dicembre
L’evento in cui gustare il formaggio con il sapore che va dal dolce al piccante o all’amarognolo a seconda del latte usato e delle fosse stesse è articolato in tre domeniche. A corollario anche tante mostre, spettacoli teatrali, convegni e stand di allevatori e coltivatori locali. Previsti anche momenti ricreativi, attività per bambini e spettacoli musicali.


Sagre in Emilia Romagna al profumo di olio

Anche l’Emilia Romagna ha una tradizione olearia secolare con prodotti di qualità come il Brisighello DOP.

brisighella, ravenna Olio d'oliva di Brisighella ph. Giorgio Salvatori
Olio d’oliva di Brisighella, ph. Giorgio Salvatori

Fiera dell’oliva e dei prodotti autunnali – Coriano (RN)

18 e 25 novembre
Una mostra mercato di prodotti agro-silvo-pastorali con degustazioni olearie e vinicole, stand gastronomici tipici. A completamento artigianato tipico, mostre sulla civiltà contadina romagnola, dibattiti e conferenze e musica e intrattenimento.

Sagra dell’ulivo e dell’olio – Brisighella (RA)

25 novembre
Giunto alla 59° edizione nasce per celebrare la coltivazione dell’ulivo, che in terra brisighellese risale a tempi antichissimi visto che già in epoca romana l’ulivo era conosciuto, apprezzato e valorizzato. Protagonista il ricercato olio extravergine, il “Brisighello”, olio con denominazione d’origine protetta D.O.P. e il raffinato “Nobil Drupa” che durante l’evento può essere acquistato, fresco di molitura.


Sagre in Emilia Romagna al profumo di tartufo

Bianco, nero o pregiato, sua maestà il tartufo può essere odorato e gustato come meglio preferisci!

Tartufo-nero-di-Fragno-(Pr)-Ph. A. Samaritani-Meridiana-Immagini
Tartufo nero di Fragno (PR), ph. A. Samaritani -Meridiana Immagini

Festival Internazionale del Tartufo Bianco Pregiato di Savigno e dei Colli Bolognesi – Savigno (BO)

10, 11 , 17 e 18 novembre
Nel weekend le storiche botteghe del Paese e le aziende agricole del territorio mettono in mostra i loro prodotti per richiamare i palati fini di tutt’Italia. Giunto alla 35° edizione il Festival offre una ristorazione di grande qualità che valorizza il re della tavola.

Fiera del Tartufo Nero di Fragno – Calestano (PR)

11 novembre
Nella cornice naturale della Val Baganza si festeggia il Tartufo nero parmense con mercatini, gare di abilità, animazione, visite alle tartufaie e soprattutto con tante possibilità di gustare il prezioso tubero.

Festa del Tartufo – Viano (RE) 

11 novembre
Potrai gustare ed acquistare tanti prodotti gastronomici a base di tartufo, parmigiano e aceto balsamico: ma anche assistere agli antichi mestieri artigianali nei pressi dell’antico mulino di Cadonega, in funzione per l’occasione.

Sagra del Tartufo Bianco – Cusercoli (FC) 

11 e 18 novembre
A novembre ogni anno il borgo medievale si trasforma con tante bancarelle dedicate al tartufo e altri prodotti tipici agroalimentari. Apice della manifestazione la premiazione del tartufaio detentore del tartufo più grosso.

Sagra di Sua Maestà il Tartufo – Brisighella (RA)

18 novembre
Il tartufo, pregiato tubero, il prodotto più ricercato della collina faentina, durante la sagra viene abbinato ai piatti tipici della nostra tradizione preparati da abili chef presso i ristoranti locali. In vendita il “bianco autunnale” che emana un profumo particolarmente intenso e il tartufo “nero”.

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Le Sagre di Ottobre in Emilia-Romagna

L’autunno è ormai inoltrato e durante i prossimi weekend, con le giornate che si accorciano e le temperature che pian piano scendono, non c’è niente di meglio che una gita mangereccia fuori porta, alla ricerca dei migliori prodotti tipici dell’Emilia-Romagna (la Regione che, ricordiamo, vanta il maggior numero di prodotti DOP e IGP d’Italia).
Ecco una selezione dei festival gastronomici di ottobre da non perdere..e ce n’è per tutti i gusti!


Fiera del Tartufo Bianco Pregiato di Sant’Agata Feltria (RN)

Tutte le domeniche di ottobre (6 – 13 – 20 – 27 ottobre 2019) per le strade e i vicoli di questo pittoresco borgo nascosto tra i colli di Rimini c’è la Fiera dedicata al prezioso tubero locale, o -come vene definito da Pico nel 1788- il Tuber Magnatum, il tubero dei magnati, dei ricchi signori. Ecco il programma completo delle iniziative, tra spettacoli itineranti, gare e premiazioni.


Festa dei Frutti Dimenticati e del Marrone di Casola Valsenio (RA)

Nei due weekend centrali del mese di ottobre torna per le vie di Casola Valsenio, delizioso borgo in provincia di Ravenna, l’appuntamento con il mercato dei prodotti locali autunnali e dei frutti antichi. Un programma tutto dedicato alla vita rurale di un tempo, per riscoprire le tradizioni contadine locali tra degustazioni guidate, mostre e laboratori.


Sagra della Castagna di Montefiore Conca (RN)

Come da tradizione le domeniche di ottobre a Montefiore Conca, la capitale medioevale della Valle del Conca nonché uno dei paesi dei Malatesta più affascinanti e meglio conservati, sono dedicate al frutto per eccellenza dell’autunno: la castagna. La Sagra della Castagna torna ogni anno con stand gastronomici, mercatini e la possibilità di visitare la rocca con orario continuato dalle 10.30 alle 21.00, con visite guidate nel pomeriggio.

montefioreconca
Ph. @montefioreconca

Tartufesta dell’Appennino Bolognese

La Tartufesta è la tradizionale manifestazione che nei fine settimana di ottobre e novembre anima i comuni dell’Appennino bolognese con mercatini, menù a tema e tante iniziative incentrate sul Tartufo bianco pregiato dei Colli bolognesi. Un modo divertente per passare una giornata tra i profumi e i sapori indimenticabili della tradizione enogastronomica del territorio.

Tartufesta, Sasso Marconi ph. @bomberventuri
Ph. @bomberventuri

La Bonissima a Modena

Da venerdì 18 a domenica 20 ottobre 2019 la Piazza Grande di Modena accoglie il mercato di alta gastronomia La Bonissima, che riunisce una trentina di produttori del territorio. Come ogni anno gli amanti della buona cucina possono trovare e scoprire prodotti esclusivi, acquistandoli direttamente dai produttori, ma anche degustare specialità tipiche preparate sul momento, come gnocco fritto, ciacci di castagne, tigelle, borlenghi e altro ancora.


‘Ste Sroden a Fanano (MO)

Domenica 13 ottobre 2019 a Fanano torna il tradizionale appuntamento con ‘Ste Sroden, Questo autunno. Per l’occasione questo delizioso borgo sull’Appennino di Modena si veste d’autunno e, in una magica atmosfera di foglie, castagne e colori autunnali, vengono allestiti stand a cura dei ristoratori locali che servono specialità stagionali a base di funghi, castagne, zucca e tanto altro, dal primo al dolce.


Pan Cot e Cumpandegh a Sestola (MO)

Rimanendo sull’Appennino di Modena, domenica 20 Ottobre 2019 l’appuntamento è con Pan Cot e Cumpandegh, una festa che unisce la gastronomia alla tradizione.
Obiettivo della manifestazione è la riscoperta di vecchie ricette e sapori di una volta lungo le vie del paese, dove gli stand allestiti prepareranno piatti a base di farina di castagne, funghi e altri prodotti locali.
Un modo per scoprire la cultura montanara locale, degustandone i piatti tipici!

Tigelle, Pancot e cumpanadegh, ph, Comune di Sestola
Ph. Comune di Sestola

Giovinbacco in Piazza a Ravenna

“GiovinBacco. Sangiovese in Festa” è la più grande manifestazione enologica del Sangiovese e degli altri vini romagnoli. 3 giorni, da venerdì 25 a domenica 27 ottobre 2019, nel cuore di Ravenna (Piazza del Popolo, Piazza Kennedy e altri luoghi del centro città) dedicati al buon vino e del buon cibo di Romagna.

Ph. @Ravennanotizie
Ph. @Ravennanotizie

Il Pesce fa Festa a Cesenatico

Da giovedì 31 ottobre a domenica 3 novembre 2019 lungo il porto canale, nelle piazze e nelle vie del centro storico di Cesenatico sarà un trionfo di profumi e sapori tra grigliate di pesce, fritture e piatti della tradizione marinara: torna come ogni anno la festa dedicata al prodotto principe della cucina locale, il pesce dell’Adriatico.

Ph. @ferlinifrancesco
Ph. @ferlinifrancesco
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Il Tartufo in Emilia Romagna | Luoghi da Sapere e da Mangiare

Vero e proprio diamante delle nostre tavole, il Tartufo è di certo un prodotto della terra tra i più pregiati che ci siano.

A questo prezioso frutto cantato anche dai poeti latini, Giovenale attribuita la paternità del “Tuber Terrae” ad un fulmine scagliato in prossimità di una quercia dal Dio Giove, si sono sempre attribuite qualità particolari, tra le quali l’essere un prodotto spiccatamente afrodisiaco.

Frutto dell’amore o meno il Tartufo nasconde dietro la sua immagine di tubero un vero e proprio mondo della cultura gastronomica nazionale ed ogni anno, in concomitanza dell’arrivo dell’autunno, fioccano in tutto il territorio nazionale feste e sagre a lui dedicate.

Ovviamente anche l’Emilia-Romagna è una terra ricca di questi preziosi frutti, tanto che se ne possono trovare pressoché in ogni provincia, sia essa di territorio montuoso o pianeggiante.

Ma andiamo con ordine

 

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Acetaie Aperte 2019

Una domenica all’insegna della scoperta dell’Oro Nero di Modena: come ogni anno a fine settembre, anche quest’anno torna l’appuntamento con Acetaie Aperte, l’evento organizzato dal Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP e dal Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale DOP che aprono le porte delle acetaie ai visitatori.

acetaie aperte 2019

Domenica 29 Settembre oltre 40 acetaie della provincia di Modena aspettano i visitatori per portarli a scoprirne i segreti di produzione, per imparare a degustarlo, apprezzando le particolarità dei due più preziosi tesori gastronomici del territorio.

Molte poi le iniziative collaterali organizzate dalle diverse acetaie: dalle degustazioni di Aceto Balsamico di Modena IGP e Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP con prodotti tipici del territorio, alle dimostrazioni di cottura e pigiatura del mosto, dagli show-cooking per scoprire abbinamenti e utilizzi dell’Oro Nero in cucina, a percorsi “museali” con esposizione di antichi strumenti di laboratorio e attrezzature per la lavorazione dell’aceto.

Tutte le informazioni si possono trovare su acetaieaperte.com

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Settembre – gli appuntamenti col gusto in Emilia-Romagna

Benvenuto settembre, spartiacque tra l’anguria sotto l’ombrellone e la castagna ai piedi degli Appennini.
Le giornate iniziano inesorabilmente ad accorciarsi e noi piano piano torniamo ai nostri ritmi, lasciandoci alle spalle l’estate. Con i ricordi delle vacanze ancora ben fissi in mente, siamo pronti adesso ad aspettare un nuovo autunno, e tutte le gioie dalle tavola tipiche di questa stagione dalle tinte gialle e di rosse.

Ecco allora una rassegna dei principali eventi del mese alla scoperta delle tante manifestazioni enogastronomiche e sagre a spasso per la nostra regione: 30 giorni che riusciranno certo a farvi leccare i baffi.

VITI, VIGNE , UVA E TANTO VINO!

vino

Uno dei prodotti più apprezzati e certamente più famosi della nostra regione è senza dubbio l’uva. Questa può essere gustata come delizioso frutto a fine pasto o trasformata nel più dolce nettare vinicolo. Molte località lungo la via Emilia sono pronte a festeggiare l’arrivo di settembre con una serie di eventi in vigna. Pronti ad alzare i calici?

Valtidone Wine Fest – PC 1-22 settembre 2019

Festa dell’Uva al Castello di Gropparello – PC 1-29 settembre 2019

Festa dell’Uva di Castellarano – RE 11-15 settembre 2019

Sagra Provinciale dell’Uva a Riolo Terme – BO 12-15 settembre 2019


AI PIEDI DEL BOSCO

funghi

Proprio ai piedi del bosco in questo periodo iniziano a spuntare quei “cappelli” marroni che tanto amiamo….i funghi! Dalle tante forme e colorazioni, i funghi sono certamente uno dei prodotti più comuni della cucina autunnale dell’Emilia-Romagna. Immancabili quindi tante sagre e manifestazioni culinarie ad hoc. E per i palati ancor più raffinati, imperdibili anche gli eventi a base di tartufo.

Fiera del Fungo Porcino di Borgotaro – PR 14-22 settembre 2019

Sagra del Tartufo di Castel del Rio – BO 7-15 settembre 2019

Sagra del Tartufo di Sant’Agostino – FE 29 agosto-10 settembre 2019


CARNIVORI SULLA VIA EMILIA

Una serie di eventi per veri carnivori, tra le meraviglie del cibo di Emilia-Romagna. Affettati, bistecche, ma anche anguille grigliate…e chi più ne ha più ne metta! Scopriamo tutti gli eventi a base di carni nella nostra bella regione.

Festa della Coppa Piacentina DOP a Carpaneto – PC 30 agosto-2 settembre 2019

Festival del Prosciutto di Parma – PR 6-15 settembre 2019

Modena Street Festival – MO 31 agosto-2 settembre 2019

Carrera “autopodistica” e Sagra della Braciola a Castel San Pietro Terme – BO 8 settembre 2019

Sagra del Pinzino e dell’Arrosticino – FE 4-15 settembre 2019

Festa della Salamina da sugo al cucchiaio di Madonna Boschi – FE 19 settembre-13 ottobre 2019

Sagra dell’Anguilla di Comacchio – FE 28 settembre-13 ottobre 2019

Griglie in festa – Forlì FC 6-8 settembre


GUSTI DI UNA VOLTA

Festa della Chisöla, Borgonovo Val Tidone

Ci sono ingredienti e piatti che un tempo facevano parte della quotidianità, mentre oggi abbiamo perso l’abitudine ad utilizzarli o prepararli; ecco allora alcuni cibi da riscoprire e tornare a gustare grazie alle sagre ad essi dedicate.

Festa della Chisöla a Borgonovo Val Tidone – PC 30 agosto-1 settembre 2019

Fiera della Zucca a Reggiolo – RE 21-29 settembre 2019

Sagra dell’Ortica a Malalbergo – BO 28 agosto-8 settembre 2019

Sagra del Ranocchio a Conselice – RA 12-16 settembre 2019


DOLCEZZA A NON FINIRE

MIELE

Dulcis in fundo…settembre ci porta anche alla scoperta di uno dei prodotti della Food Valley più affascinanti: accostabile ad affettati e formaggi, il miele dell’Emilia-Romagna! Ma la dolcezza in Romagna si trasforma anche in “savor”, con un grande calderone di mosto bollente e una pioggia di frutti, e in dolci della tradizione. Ecco gli appuntamenti da non perdere:

Festa della smielatura a Camugnano – BO 1 settembre 2019

Festa del Miele a Montebello – RN 1 settembre 2019

Sagra del Savor a Savignano sul Rubicone – FC 27-29 settembre 2019

Sagra della Cantarella a Gatteo Mare – FC 27 settembre-6 ottobre 2019


DI SANTI E DI PAESI

In Emilia-Romagna ogni occasione è buona per gustare del buon cibo in compagnia, tra risate e tanto divertimento. Ci sembra opportuno quindi portarvi anche a scoprire le piccole manifestazioni paesane, tra sagre ed eventi in cui è immancabile la tradizione culinaria, tra banchi, ristoranti e osterie in cui scoprire i piatti più tipici.

Rivivi il Medioevo a Castell’Arquato – PC 7-8 settembre 2019

Festa della Beata Vergine della Cintura a Budrio – BO 31 agosto-2 settembre 2019

Il Barbarossa a Medicina – BO 13-15 settembre 2019

Festa della comunità di San Prospero – Imola BO 8 settembre 2019

Sagra delle erbe palustri a Villanova di Bagnacavallo – RA 6-9 settembre 2019

Festa dell’Ospitalità di Bertinoro – FC 29 agosto-1 settembre 2019

Un giorno nella Rocca di Forlimpopoli – FC 6-8 settembre 2019

A.D.1387 Battaglia a Terra del Sole – FC 28-29 settembre 2019

La pis un po ma tot a Bellaria Igea Marina – RN 13-15 settembre 2019

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Tramonto DiVino 2019: vini e cibi dell’Emilia-Romagna in degustazione

Ogni anno, quando l’estate entra nel vivo, torna Tramonto DiVino, il festival gastronomico itinerante dedicato ai migliori vini dell’Emilia-Romagna, in abbinamento ai prodotti e piatti più tipici della tradizione.
Il tour di questa 14ima edizione prevede dal 18 luglio al 20 ottobre 9 tappe in giro per la Regione, tra città d’arte, borghi e località della Riviera:

giovedì 18 luglio | Milano Marittima, sulla nuovo lungomare, in gemellaggio con il Consorzio della Franciacorta
mercoledì 31 luglio | Imola, in Piazza Matteotti
venerdì 2 agosto | Cesenatico, in Piazza Spose dei Marinai, dove verrà anche assegnato il premio Miglior Spumante Metodo Classico dell’Emilia-Romagna
domenica 4 agosto | Forlimpopoli, nella corte di Casa Artusi
mercoledì 4 settembre | Ferrara, in Piazza Municipio
sabato 7 settembre | Piacenza, in collaborazione con il Consorzio Salumi Piacentini in concomitanza con il festival gastronomico “Piacenza è un mare di sapori”
sabato 14 settembre | Fontanellato, nella scenografica corte della Rocca Sanvitale
sabato 21 settembre | Scortichino di Bondeno (FE), una tappa della solidarietà organizzata dall’associazione sportiva Nuova Aurora
venerdì 20 ottobre | Fico Eataly World (BO) con la premiazione del contest #TramontoDiVino2019

tramontodivino 2019

Il cuore dell’evento, nato nel 2006, è ovviamente la degustazione dei vini regionali di eccellenza, quelli selezionati dai sommelier di AIS Emilia e AIS Romagna come vini dell’anno e presentati nella guida Emilia Romagna da Bere e da Mangiare. I vini, provenienti dai quattro angoli della regione, sono serviti dai sommelier di AIS, che guidano i degustatori in un assaggio consapevole, fornendo informazioni sulla storia e il territorio di ogni azienda e suggerendo gli abbinamenti ideali con i prodotti in assaggio.

Per favorire la conoscenza e meglio orientare la scelta dei partecipanti fra le centinaia di etichette presenti in ogni tappa, i vini sono suddivisi nel seguente modo: in Romagna, dove sono presenti 40-50 cantine locali in ogni tappa, ogni azienda locale ha tutti i propri vini raggruppati insieme, mentre l’ampia selezione di vini emiliani è suddivisa per tipologia di vino; al contrario nelle tappe emiliane le cantine da Bologna a Piacenza sono divise per azienda produttrice e le etichette romagnole sono raggruppate per tipologia. A Fico, invece, la presentazione è guidata dall’appartenenza territoriale, in modo da offrire uno spaccato della Regione partendo dai vitigni.

Ai vini sono come sempre abbinati i più golosi prodotti DOP e IGP dell’Emilia-Romagna (che variano di data in data, in base alla località), preparati e serviti dai cuochi e dagli allievi dell’Istituto alberghiero Artusi di Forlimpopoli.
Parallelamente anche quest’anno in ogni tappa si svolge uno show cooking, curato da Chef professionisti e presentato da Daniele De Leo, con protagonisti i prodotti dei Consorzi partner di TramontoDiVino. Lo Chef di turno prepara e presenta il proprio piatto, che è poi a disposizione di chi tra il pubblico lo voglia assaggiare, con un ticket supplementare di 3€.
Quest’anno ogni piatto presentato è inoltre protagonista dello spettacolo “Matrimonio e Tradimento”: un doppio abbinamento con due vini autoctoni, uno in matrimonio con un vino del territorio di provenienza, l’altro in tradimento con un vino di un altro territorio regionale. Due sommelier-attori, con una arringa di 3 minuti ciascuno, devono convincere il pubblico su quale sia il vino migliore per l’abbinamento e perché. A fine degustazione una votazione da parte del pubblico elegge il sodalizio perfetto.

Durante le serate non manca poi la musica dal vivo, con i delicati suoni di un sassofonista e una vocalist.

Mercatino
Novità di questa edizione 2019 è il Mercatino di Tramonto DiVino presente nella tappa di Cesenatico, nel quale alcune aziende gastronomiche selezionate dai Consorzi sono presenti per promuovere e – per la prima volta – vendere i loro prodotti DOP e IGP.

Selfie Corner
Altra novità dell’anno è il selfie corner con foto istantanee: ogni partecipante può farsi scattare una foto e riceverne subito in omaggio una copia stampata, a patto che si scarichi sul proprio smartphone l’app Via Emilia Wine&Food, la guida completa dell’enogastronomia dell’Emilia-Romagna.

Contest Facebook e Instagram
Che cosa rende unica agli occhi dei wine-lovers l’Emilia-Romagna e la sua offerta enogastronomica?
È a questa domanda che deve rispondere chi desidera partecipare al contest #TramontoDiVino2019. Sta ai fotografi amatoriali esprimere al meglio la propria risposta tramite un post su Facebook o Instagram, associando all’immagine anche alcune efficaci parole di racconto. Il contest si conclude a fine settembre e i vincitori saranno premiati con prodotti enogastronomici durante l’ultima tappa.

Il biglietto di ingresso ad ogni serata è di 20€, comprensivi di calice con marsupio, degustazione libera dei vini, carnet di assaggi per i prodotti della gastronomia e la guida Emilia Romagna da Bere e da Mangiare. L’assaggio limitato della ricetta a cura dello Chef richiede invece -come già detto- un ticket supplementare di 3€.

Per seguire l’evento sui social ed essere sempre aggiornati sulle iniziative in programma, visitate la pagina Facebook Emilia Romagna da Bere e da mangiare e seguite l’hashtag ufficiale #TramontoDiVino2019.

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Festa Artusiana, cucina casalinga di qualità

“Usate sempre roba della più fine che vi farà ben figurare”
Pellegrino Artusi

Nel cuore della Romagna, l’antica Forum Popilii, fondata dai Romani e crocevia tra l’antica “via del Sale” e la via Emilia, oggi è patria di storia, arte e buon gusto.
Ecco spiegato perché la moderna Forlimpopoli, patria di Pellegrino Artusidal 22 al 30 giugno 2019 si trasforma nel paese del Mangiar Bene in occasione della Festa Artusiana.
Un’occasione perfetta per sperimentare o riapprezzare la nota ospitalità romagnola, che coniuga sapientemente gastronomia, arte e cultura.

I protagonisti della Festa Artusiana?
Le buone materie prime.
I prodotti di stagione e del territorio, legati preferibilmente alla cucina di casa.
La valorizzazione della memoria gastronomica.

La giusta eredità di quanto tracciato dall’Artusi con “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”, una raccolta di 790 ricette da tutta Italia la cui prima edizione risale al 1891, che dette dignità alla cucina casalinga valorizzando le risorse alimentari locali e regalando all’Italia il senso di una gastronomia unitaria.

La Festa Artusiana è:

° un ricco programma di spettacoli pop (diminutivo di popolare) come la gastronomia di Pellegrino Artusi;

° ristoranti che propongono menù nel rispetto della tradizione e della tipicità;

° la scuola di cucina a Casa Artusi;

° APP-eritivo, applicazione per il buonessere, buone letture e buon cibo: vetrina dedicata ai libri ed autori che parlano di cibo;
° incontri culturali e laboratori didattici per scoprire, in nome del padre della cucina italiana, la buona cultura gastronomica e la pratica domestica;

° mostre a tema gastronomico -ma non solo- per tutte le età;

° il mercato all’insegna della buona tavola e delle migliori tradizioni: quale migliore occasione per fare acquisti di qualità passeggiando per le vie del centro artusiano?

° il Premio Marietta conteso dai migliori 5 cuochi non professionisti (uomo o donna non fa differenza) animati dal sacro fuoco per i fornelli che realizzeranno i loro piatti ispirati al manuale artusiano;

° teatro e musica di strada, nel quale l’intrattenimento itinerante si alterna a spettacoli teatral-gastronomici, giocoleria, acrobazia e illusionismo, mimica, teatro per ragazzi e musica popolare;

° visite guidate anche serali al MAF-Museo Archeologico T. Aldini con degustazione di vino delle cantine del territorio;

° ArtusiJazz , il festival diventato un appuntamento immancabile per gli appassionati e per tutti coloro che vogliono ascoltare dal vivo i nomi più importanti del panorama jazzistico italiano.

[cta url=”http://www.festartusiana.it/wp-content/uploads/2019/06/Festa-Artusiana-2019_Libretto.pdf” txt=”Scopri il programma completo della Festa Artusiana”]

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Food Valley

Al Mèni, sapori fatti a mano!

Siete pronti a fare un viaggio nel gusto? Il 22 e 23 giugno il celebre chef Massimo Bottura torna a Rimini con il suo equipaggio di 24 chef (12 cuochi emiliano-romagnoli e 12 cuochi internazionali selezionati) ed un ricco tesoro gastronomico fatto con le mani e con il cuore.

Tutto questo è Al Mèni (in dialetto romagnolo ‘le mani’, dal titolo di una poesia di Tonino Guerra), una grande festa dedicata alla gastronomia, che è tecnica e artigianato, tradizione e innovazione. Due giorni da leccarsi i baffi tra chef stellati, produttori, artigiani e designer.

Dalle 10 del mattino fino a notte, un colorato tendone da circo che si trasforma in una grande cucina a vista, a due passi dal mare, dove c’è tutto quello che puoi immaginare…

Al Mèni è…

  • il grande tendone da circo 8 e 1/2, omaggio allo spirito onirico di Fellini, sotto il quale lo chef Bottura e i 24 chef selezionati propongono idee e ricette con show cooking e degustazioni: guarda il programma degli showcooking;
  • il mercato dei produttori allestito sul Lungomare Tintori dal circo al porto, dove si possono ammirare e gustare molti dei 44 prodotti DOP e IGP regionali;
  • il mercato degli artigiani e designer di Matrioška Lab Store in Piazzale Fellini, dove trovare vestiti, gioielli, arredi, ceramiche, illustrazioni, lampade e tanti prodotti dedicati al cibo, realizzati con creatività e originalità;
  • street food stellato e gelato gourmet nei punti ristoro allestiti attorno al tendone da circo 8 e 1/2;
  • laboratori del gusto, incontri di educazione dei sensi per allenare mente e palato;
  • fare la spesa con i personal shopper di Slow Food, che svelano come riconoscere i prodotti del territorio (su prenotazione direttamente allo stand);
  • Al Mèni Night Out, musica e drink sulla spiaggia per continuare a festeggiare fino a notte con gli chef protagonisti dell’evento e non solo;
  • Déjeuner sur l’herbe, una colazione pic-nic nei giardini del Grand Hotel di Rimini.

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È proprio il caso di dire che ce n’è per tutti i gusti: scopri il programma completo di Al Mèni 2019.

Mappa Al Mèni 2019

Anche quest’anno Al Mèni è realizzato in collaborazione con Food for Good, l’iniziativa promossa da Federcongressi&eventi, Banco Alimentare ed Equoevento Onlus per recuperare il cibo in eccesso e donarlo a chi ha più bisogno.