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Arte e Cultura

Rocchetta Mattei, un gioiello moresco immerso nell’Appennino bolognese

A pochi chilometri da Porretta, e precisamente nei pressi di Grizzana Morandi, si trova un edificio la cui architettura non può che lasciare a bocca aperta chi vi si imbatte. Proprio tra le verdi montagne dell’Appennino Bolognese sorge infatti un castello che coniuga lo stile medievale a quello arabo-moresco, decisamente originale e atipico per la zona: si tratta della Rocchetta Matteieretta nella seconda metà dell’Ottocento per desiderio del conte Cesare Mattei, letterato e omeopata fondatore di una scienza medica chiamata elettromeopatia, una sorta di mescolanza di omeopatia, fitoterapia, alchimia e magnetismo.

Nato a Bologna nel gennaio del 1809 in una famiglia agiata, Mattei crebbe a contatto con i massimi pensatori dell’epoca; alla morte della madre nel 1844 egli tuttavia lasciò la vita politica e sociale per ritirarsi a mettere a punto (seppur non laureato) una “nuova medicina” che fosse più efficace di quella tradizionale, che aveva fallito nel curare la madre.

Nel giro di qualche anno Mattei mise a punto una scienza basata sull’abbinamento di granuli simil-omeopatici (i cui principi erano estratti da piante officinali e lavorati con una metodologia segreta) con 5 liquidi elettrici, utili a ristabilire il corretto equilibrio delle cariche elettriche del corpo per riportarlo alla “neutralità”.
La pratica medica esercitata da Mattei si diffuse ben presto in tutta Europa e i suoi rimedi divennero molto richiesti, anche all’estero. Mattei venne infatti anche citato da Dostoevskji ne I fratelli Karamàzov.

La costruzione del castello iniziò nel 1850 (sulle rovine dell’antica rocca di Savignano, appartenuta probabilmente a Matilde di Canossa) e proseguì per tutta la vita del conte, che lì risiedeva dirigendone i lavori di riedificazione e ampliamento.
Il castello venne infatti concepito da Mattei per essere la sede della sua”nuova medicina” e per ospitare le persone (tra cui anche numerosi ospiti illustri dell’epoca) che da tutto il mondo giungevano alla Rocchetta per conoscere la sua particolare scienza e farsi curare da lui.

La struttura del castello fu modificata più volte dal conte durante la sua vita, rendendola un labirinto di torri, scalinate monumentali, sale da ricevimento e camere private che richiamano diversi stili, dal medievale al moresco, dal liberty al gotico.
Tra i richiami decorativi più evidenti troviamo quello all’Alhambra di Granada per il Cortile dei Leoni e quello alla Grande Moschea di Cordoba per la cappella dove il conte è sepolto.

 

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Grazie alle sue particolarissime atmosfere la Rocchetta Mattei è stata, inoltre, lo sfondo di un romanzo giallo dello scrittore bolognese Loriano Macchiavelli, “Delitti di gente qualunque”, e set cinematografico dei film “Balsamus, l’uomo di Satana” (1968) e “Tutti defunti tranne i morti” (1977) di Pupi Avati e “Enrico IV” (1984) di Marco Bellocchio.

Alla morte di Mattei nell’Aprile del 1896, la villa venne ultimata dal figlio adottivo Mario Venturoli Mattei, che parallelamente continuò la produzione e distribuzione dei “Rimedi Mattei” fino al 1959, quando i laboratori furono costretti a chiudere.

Dopo vari tentativi di cederlo al Comune di Bologna o ad altri enti, gli eredi conclusero le vendita con un commerciante locale, Primo Stefanelli, il cui obiettivo era quello di farne un’attrazione turistica di interesse. Con la morte di Stefanelli la Rocchetta venne però definitivamente chiusa al pubblico.

Grazie alla Fondazione Cassa in Risparmio di Bologna che l’ha acquistata nel 2005 e riaperta al pubblico nel 2015, e al Comune di Grizzana Morandi che lo gestisce (con il patrocinio dell’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese e della Città Metropolitana di Bologna), la Rocchetta Mattei è un gioiello architettonico che tutti oggi possono visitare.

Per prenotare la tua visita clicca qui.

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Cammini

La Via della Lana e della Seta

La Via della Lana e della Seta è un itinerario trekking che collega le città di Bologna e Prato attraversando l’Appennino Tosco-Emiliano. Anche se è stato inaugurato da poco, questo percorso vanta una storia secolare ed un tempo era la principale via dei commerci tra due città accomunate da un’importante storia produttiva, quella della Seta di Bologna e quella della Lana di Prato.

Via della lana e della Seta
In cammino – Ph. Via della lana e della Seta

Era lungo questo tracciato infatti che gli antichi mercanti commerciavano i loro beni e le loro eccellenze tra due parti distinte d’Italia; la Toscana, affacciata sul Mar Tirreno e lo stivale Italiano, e l’Emilia-Romagna, da sempre in contatto con il Nord Europa e, attraverso i porti adriatici, con il vicino Oriente.

La produzione della Seta a Bologna avveniva fin dal 500 d.C. grazie sia agli stretti rapporti culturali che i vicini porti dell’Adriatico intrattenevano con l’Impero Bizantino e l’Oriente, sia alla ripresa ed alla modifica da parte dei mercanti bolognesi dei filatoi a mano inventati nella città di Lucca. Nella città felisnea infatti, queste antiche macchine erano state dotate di forza motrice idraulica, cosa che aumentava la produzione, rendendola in contemporanea qualitativamente migliore.
Agli inizi del 1500 la città di Bologna era uno dei maggiori centri europei per la filatura del prezioso tessuto orientale, tanto che questo tipo di produzione rappresentava la maggior parte delle esportazioni della città.

Via della Lana e della Seta
Paesaggi – Ph. Via della Lana e della Seta

Le tracce più antiche della lavorazione della Lana a Prato risalgono invece al 1100 d.C., quando i lanaioli pratesi iniziarono ad utilizzare il vasto sistema idraulico di canali e mulini che attorniavano la città (il Cavalciotto) per i propri filatoi, specializzandosi sempre più nell’Arte Calimala, ovvero un ciclo di lavorazione della Lana che rendeva i panni più morbidi e belli.
Quando, verso la metà del Duecento, si costituirono le corporazioni artigiane, quella della lana fu senza dubbio una delle più importanti, a dimostrazione della centralità che i lanaioli pratesi avevano assunto nel XII secolo nella piccola città toscana.

Due importanti e vicini centri di produzione tessile, uniti alle potenti corporazioni cui facevano capo, non potevano rimanere indifferenti per lungo tempo, fu cosi che le due città diedero vita ad una fitta rete di commerci tessili, sfruttando e razionalizzando proprio l’antica rete viaria commerciale che attraversava gli Appennini.

Quello che oggi chiamiamo Via della Lana e della Seta non è altro che il ritrovamento e la sistemazione di questo antico tracciato viario, che ha visto fare le fortune di un intera classe sociale mercantile e che per le due città interessate porrà la basi di una prosperità economica per i secoli successivi.


Specifiche Tecniche e Servizi

Nei sui 130 km di tracciato (di cui circa 70 in Emilia-Romagna) la Via della Lana e della Seta attraversa parchi naturali e rilievi dal fascino selvaggio e inaspettato, rivelando un paesaggio fatto di piccoli borghi e affascianti panorami.

Via della Lana e della Seta
Altimetria – Ph. Via della Lana e della Seta

L’interno trekking è realizzabile in 6 o più giorni da parte di camminatori anche non esperti e famiglie. Il tracciato si sviluppa lungo sentieri CAI con segnavia bianco-rossi e con specifici cartelli che riportano il logo della Via. Si svolge su cime di media montagna e non supera mai i 1.000 metri d’altezza. Occorre esperienza, capacità di orientamento, preparazione: in caso contrario si consiglia di affidarsi a guide esperte. Il percorso è agibile tutto l’anno, è comunque necessario prestare particolare attenzione nel periodo invernale.

Regioni attraversate: Emilia-Romagna, Toscana
Tappe:

Prima tappa: Bologna – Sasso Marconi
Seconda tappa: Sasso Marconi – Grizzana Morandi
Terza tappa:  Grizzana Morandi – Castiglione dei Pepoli
Quarta tappa:  Castiglione dei Pepoli – Montepiano – Vernio
Quinta tappa:  Vernio – Montecuccoli – Vaiano
Sesta tappa:  Vaiano – Valibona – Prato

Lunghezza: 130 km ( il tratto emiliano-romagnolo corrisponde a 69 km)
Livello di difficoltà: medio

Sul sito ufficiale è possibile avere informazioni sui luoghi in cui mangiare e dormire lungo il cammino, cosi come acquistare un utile Cartoguida che fornisce informazioni tecniche specifiche per ogni tappa e rende fruibile l’itinerario anche in autonomia segnalando punti di interesse principali, punti di ristoro e pernottamento. E’ inoltre possibile richiedere via mail le tracce GPX del tracciato.


Informazioni

Via della Lana e della Seta
Telefono: 051 6758409
Mail: info@viadellalanaedellaseta.com
Per richiedere le tracce GPX del percorso:  info@viadellalanaedellaseta.com


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Arte e Cultura

Cosa fare con i bambini a Bologna e dintorni

Bologna la rossa, la grassa e la dotta è anche una città accogliente per essere vissuta in famiglia. Tante sono le attività, infatti, che possono essere vissute assieme ai più piccoli, così come i luoghi da visitare.
Ecco di seguito 10 suggerimenti su cosa fare a Bologna e dintorni con i bambini.

Visitare FICO, la Fabbrica Italiana COntadina

A pochi minuti di autobus dal centro di Bologna c’è un grande parco tematico dedicato al settore agroalimentare e gastronomico italiano. Qui i bambini possono conoscere dal vivo l’agricoltura e l’allevamento, camminando tra piante e frutteti, salendo sui trattori e accarezzando gli animali della fattoria; possono capire di più del pianeta grazie alle giostre multimediali tematiche e anche osservare come vengono realizzati alcuni dei prodotti gastronomici più amati della tradizione italiana, dai prodotti da forno al Parmigiano-Reggiano.


Leggere libri in Sala Borsa

La grande Biblioteca Sala Borsa, che sorge proprio nel cuore della città, ha una ricca sezione dedicata a bambini e ragazzi, con libri adatti da 0 a 12 anni. Per i più piccoli, inoltre, è presente una sala con tappeti e cuscini – con un angolo dove le mamme possono allattare con tranquillità; qui è possibile richiedere anche la chiave del bagno pubblico interno alla biblioteca, dotato di fasciatoio e water per i più piccini.

Correre e giocare nei parchi cittadini

A pochi minuti dal centro di Bologna sorge il grande parco dei Giardini Margherita, l’ideale per una “pausa verde” durante la quale i bambini possono correre, giocare, fare un giro sulle giostre, andare in bici o sui pattini, mangiare un gelato e osservare tartarughe e carpe nel laghetto che attraversa il cuore del parco.
Spostandosi un po’ dal centro invece ci sono altri due parchi facilmente raggiungibili a piedi o in bus che meritano di essere vissuti in famiglia, per una passeggiata o un pic-nic: sono il Parco Villa Ghigi, poco fuori Porta San Mamolo, e il Parco Talon, a Casalecchio di Reno.

Visitare i tanti Musei Curiosi

Nel Bolognese sono tanti i musei dedicati a oggetti, tradizioni e prodotti del territorio che possiamo davvero definire curiosi: qualche idea? Ad Anzola dell’Emilia c’è il Gelato Museum, realizzato da Carpigiani per raccontare in maniera interattiva la storia di questo golosissimo cibo fin dai suoi albori; il museo organizza durante l’anno anche numerosi laboratori che permettono ai bambini di sperimentare e diventare galatai e pasticcieri in erba.
A Budrio c’è invece il Museo dell’Ocarina e degli Strumenti musicali in terracotta, che racconta la nascita e le vicende di questo piccolo flauto in terracotta tipico proprio del bolognese.


Mettere le mani in pasta in un corso di cucina

Cosa c’è di meglio di trascorrere qualche ora con i propri figli pasticciando e mettendo le mani in pasta? A Bologna sono numerose le realtà che organizzano corsi di cucina, alcuni specifici proprio per i più piccoli. Grazie a questi corsi è possibile imparare come si preparano alcune delle ricette più tipiche della tradizione locale (tortellini, tagliatelle e chi più ne ha più ne metta) e magari completare l’esperienza gustando quello che si è realizzato con le proprie manine.

Fare un salto nella Preistoria al Parco dei Dinosauri

Il Parco della Resistenza a San Lazzaro di Savena ospita Dinosauri in carne e ossa, un allestimento che permette di scoprire dal vivo come erano fatti i più celebri dinosauri e altri animali preistorici, come gli antenati del bradipo e del coccodrillo: trenta modelli ricostruiti rigorosamente a grandezza reale, per raccontare la storia e l’evoluzione della vita sulla terra. Occhi sgranati e bocche aperte sono garantiti!


Passeggiare nel Medioevo con la Macchina del Tempo

Presso il Museo Realtà Virtuale in via Zamboni 7 a Bologna è possibile (su prenotazione) fare numerose esperienze con la Macchina del Tempo: “Bononia” è la ricostruzione della Bologna Romana del 1° secolo DC, “Bologna Medievale” permette di volare fra le torri e le strade della Bologna del XIII secolo, mentre “Al Canel” permette di muoversi in una ricostruzione del Canale di Reno del XVIII secolo.
Le esperienze si svolgono indossando un visore di Realtà Virtuale, stando comodamente seduti e sotto la guida di un tutor.

Scoprire la città a bordo di un Trenino

Come visitare la città senza camminare troppo – attività spesso noiosa per i bambini? La soluzione è salire a bordo di uno dei trenini rossi che da Piazza Maggiore partono alla scoperta di alcuni dei luoghi più belli della città.
La scelta è doppia: il CityBOExpress attraversa le vie del centro storico, mentre il SanLucaExpress porta in cima al Colle della Guardia, fino alla scenografica Basilica di San Luca.

Tuffarsi e scivolare all’Acquapark della Salute Più

Durante i mesi di bella stagione sulle colline di Monterenzio è aperto l’AcquaPark della Salute Più, la parte esterna dello stabilimento termale Villaggio della Salute Più. Si tratta di un’oasi verde e azzurra, immersa tra le colline bolognesi, con scivoli e piscine pensate proprio per i più piccoli: il divertimento è assicurato!

Scoprire l’evoluzione del motociclismo al Museo Ducati

Per tutti gli appassionati di motociclismo Borgo Panigale è una sorta di mecca e proprio nello stabilimento della Ducati è sorto il Museo Ducati, che ripercorre tutta la storia dell’azienda attraverso le moto Ducati di serie che hanno segnato le diverse epoche e le moto Ducati racing che con le loro vittorie hanno costruito la leggenda sportiva.

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A spasso per l’Emilia-Romagna

Trekking Urbano #inEmiliaRomagna

Oltre ad Halloween, il 31 ottobre si celebra la Giornata Nazionale del Trekking Urbano, l’iniziativa che ci permette di scoprire gli angoli più sconosciuti e inaccessibili delle nostre città: tema di questa XV edizione “Raccontami come mangi e ti dirò chi sei. Camminando tra cibo, arte e paesaggi.”

Trekking Urbano è una piacevole e salutare attività che unisce al benessere fisico il privilegio di riappropriarsi del tempo, della memoria e dell’identità culturale dei luoghi.
Potrai andare alla scoperta degli angoli più belli e gli scorci più suggestivi dei nostri centri storici a passo di trekking.
Un’avventura per gli ospiti e una scoperta per i cittadini: un trekking per tutti i gusti. Impegnativi per i piedi più allenati e più leggeri per famiglie con bambini.

#InEmiliaRomagna sono 4 le località che aderiscono con tanti percorsi tutti per voi.
Partecipazione gratuita ma con prenotazione obbligatoria.

Per me è stata una piacevole scoperta e, da qualche anno a questo parte, tutte le volte che mi è stato possibile ho partecipato per scoprire tante cose sulla città felsinea che spesso non conoscono neanche i bolognesi purosangue 😉

Scegli il tuo percorso, prenota e prepara le tue scarpe più comode per vivere la città con curiosità al ritmo del tuo passo.


Trekking Urbano a Bologna

Ai g’vol d’la chelma!
Ci vuole calma, ovvero quando il lavoro era “paziente”

Data: 31 ottobre h. 15.20, 2 novembre h. 10.00
Punto di partenza: Piazza della Mercanzia, 4
Durata: ca. 3 h /2 km

Tra le vie del centro storico di Bologna andando alla ricerca dei mirabili manufatti del fabbro e delle tante attività artigianali, scoprendo come prende vita un violino grazie alle abili mani del liutaio e tutti i segreti delle merlettaie bolognesi che danno vita a veri e propri “miracoli”.Lavoro paziente e lento il loro!

Prenotazioni da lunedì 14 ottobre presso Bologna Welcome

Scorci suggestivi, personaggi bizzarri, vecchie tradizioni, ricette improbabili sono gli ingredienti di questa visita gastronomica. Alla scoperta della Bologna delle osterie tra storia, degustazioni e antiche cantine.

Il 31 ottobre sarà possibile scegliere anche altri 3 trekking urbani Vi segnaliamo inoltre che Bologna estende l’evento al 1° e 2 novembre.


Trekking Urbano a Comacchio

 Luoghi di storia, arte e cibo nella ‘piccola Venezia delle Valli

Data: 31 ottobre h. 18.30
Punto di partenza: Cortile di Palazzo Bellini
Durata: ca. 1 h 30 min/4,5 km
Prenotazioni presso Comacchio Slowfest

Comacchio
Ph. Vanni Lazzari

A passeggio con i bastoncini nella “piccola Venezia delle Valli”: un inconsueto e curioso ‘urban walking’ fra ponti e vicoli di Comacchio ed i tanti suggestivi luoghi di storia, arte e cibo che caratterizzano la ‘capitale dell’anguilla’.
L’itinerario si conclude con un aperitivo con vini doc ‘delle sabbie’ del Bosco Eliceo e stuzzicherie locali dopo aver visitato i Trepponti, la Vecchia Pescheria, il Museo del Delta Antico, il Duomo di San Cassiano, la Torre Campanaria e la Manifattura dei Marinati, storica e ancora attiva fabbrica-museo per la lavorazione dell’anguilla.


Trekking Urbano a Correggio

1509. Veronica Gambara e Giberto da Correggio sposi: il banchetto a Palazzo

Data: 31 ottobre h. 21.00
Punto di partenza: Correggio Art Home
Durata: ca. 1 h 30 min/1,5 km
Prenotazioni presso Informaturismo

TrekkingUrbano
Ph. Federico Aili

Nell’ottobre del 1509 Veronica Gambara sposò per procura al conte Giberto da Correggio dove venne accolta da tutta la corte e da Antonio Allegri. L’itinerario, per le vie del centro storico, prevede voci narranti in costume che illustreranno i passaggi cruciali della storia, soprattutto, il conviviale offerto in occasione del suo definitivo insediamento nella contea.
Prevista anche l’illustrazione degli usi, tradizioni e consuetudini gastronomiche locali del tempo nonché le principali figure che ruotavano attorno alla cucina e alla gestione del banchetto.


Trekking Urbano a Forlì

Lo scarafo nella brodazza: a spasso per la città alla scoperta di cibi, gusti e disgusti delle varie epoche forlivesi

Data: 31 ottobre – 3 partenze  alle 14.15/14.45/15.15
Punto di partenza: Piazza Saffi
Durata: ca. 2 h 30 minuti/ 3 km
Prenotazioni fino alle 13.00 di giovedì 25 ottobre presso IAT Forlì

forli-forli-cesena-trekking-urbano-2018

Viaggio nel tempo tra abitudini e eccessi culinari di Forlì. Alla scoperta delle tante tracce dei cibi, che richiamano piccole e grandi storie, aneddoti che vanno dal Medioevo ai giorni nostri e che delineano un percorso parallelo agli episodi più significativi della storia cittadina.
Si parte dalla piazza, sede di un mercato plurisecolare e si procede con suggestioni e memorie legate al cibo da un secolo all’altro, sottolineando le affinità tra le tradizioni del passato più remoto e quello di un passato più prossimo, o addirittura quelle che caratterizzano il nostro presente.


Trekking Urbano a Salsomaggiore Terme

La fabbrica del sale

Data: 31 ottobre h.10.00
Punto di partenza: Terme Berzieri (pozzo Scotti)
Durata: ca. 2 h/ 3 km
Prenotazioni presso IAT Salsomaggiore Terme

Piazza Berzieri Salsomaggiore Terme
Terme di Salsomaggiore Terme, ph. @giorgia_chloe_nesli_orsi

Milioni di anni fa il mare copriva la Pianura Padana e il territorio di Salsomaggiore ne conserva nel sottosuolo un inestimabile tesoro: il sale. Il viaggio nella storia del sale di Salsomaggiore inizia da piazza Berzieri già luogo delle Regie Saline della fabbrica del sale di epoca ottocentesca.
La passeggiata continua lungo le vie del centro cittadino per raccontare la Salsomaggiore di oggi, che si è trasformata grazie al sale e alle sue acque. Al termine rinfresco a base delle produzioni De.C.O. “Denominazione Comunale di Origine”della città termale, sale compreso.


E non dimenticare di raccontare il tuo Trekking Urbano…

Per farlo sarà sufficiente scattare una foto e postarla con l’hashtag #trekkingurbano su Instagram.
Per condividere con gli altri trekker, emozioni, scoperte e curiosità legate ai percorsi a cui hai partecipato.


4 cose da sapere sul Trekking Urbano

CHE COSA È IL TREKKING URBANO?
Un nuovo modo di fare turismo, lontano dai circuiti più conosciuti. Turismo sostenibile e “vagabonding”, privilegia gli angoli nascosti e meno noti delle città d’arte italiane.

CHI PUÒ PRATICARE IL TREKKING URBANO?
Chiunque. Gli itinerari sono differenziati per lunghezza e per difficoltà al fine di poter essere percorsi sia da persone allenate che da trekker meno esperti.

QUANDO SI PRATICA IL TREKKING URBANO?
La giornata nazionale è il 31 ottobre ma ogni momento dell’anno è adatto per provarlo. Di giorno o di notte, d’estate o d’inverno. A differenza del trekking “classico”, quello in città può essere praticato, seguendo gli itinerari proposti, con qualsiasi condizione meteorologica e in qualsiasi momento della giornata.

QUALI SONO I BENEFICI DEL TREKKING URBANO?
Fa bene allo spirito e alla mente e permette di mantenersi in forma, curando anche le conseguenze della vita sedentaria come stress e ansia.
Lo sapevate che per percorsi da 1 a 4 ore, si possono bruciare da un minimo di 450 kilocalorie (percorso di un’ora) a un massimo di 1.800 kilocalorie (percorso di quattro ore)?

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Arte e Cultura

Storie e segreti di Bologna

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Sport

Campionato Europeo Under 21: tutte le partite in Emilia Romagna

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Parlami di tER

[ParlamiditER #269] Diverdeinverde 2019, dal 17 al 19 maggio a Bologna

Parlami di tER è una serie di racconti dall’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da persone che son natie, vivono o semplicemente si sono innamorate di questa singolare, bellissima, terra con l’anima.
Se anche tu vuoi raccontare l’Emilia-Romagna che si vede dalla tua finestra sei benvenuto. Basta una mail a inemiliaromagna@aptservizi.com o un commento qui sotto!


La manifestazione che, ormai da sei anni, apre oltre cinquanta giardini privati alla visita del pubblico, sta assumendo nel tempo significati sempre più ampi. Dall’apertura dei portoni e dei cancelli che permettono di accedere a spazi verdi sorprendenti e nascosti, si ricava un’apertura all’altro, una voglia di condividere che diventa magicamente contagiosa.

E, dunque, nei tre giorni di Diverdeinverde, il centro di Bologna si riempie di persone sorridenti e allegre – perché la bellezza e la sorpresa rendono felici – che chiacchierano tra di loro anche se non si conoscono per scambiarsi informazioni, opinioni e commenti. I proprietari sono orgogliosi di fare vedere agli appassionati il loro luogo del cuore, creato da zero o mantenuto nel tempo: anche la passione è contagiosa.

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Ci piace riportare una frase da una mail che abbiamo ricevuto l’anno scorso da una giovane straniera, che da due anni si è trasferita nella nostra città, perché restituisce pienamente lo spirito della manifestazione:

“… mi chiedono come mi trovo a Bologna, rispondo che ora che ho conosciuto tutti questi giardini mi trovo molto meglio. Bologna può essere troppo chiusa e labirintica nella sua bellezza porticata, ma decisamente conoscere questi segreti verdi la fa diventare più accogliente, almeno per tre giorni all’anno, e sicuramente più affascinante”.

Diverdeinverde è un evento annuale che si tiene nel penultimo fine settimana di maggio a Bologna; è dedicato agli appassionati di giardini ma anche, e forse soprattutto, ai curiosi che vogliono conoscere meglio o scoprire la città da ospiti e da punti di vista diversi dall’usuale.

I giardini aperti in questa sesta edizione sono 51, si accede con una tessera nominale (costo € 10/12) che dà diritto alla visita di tutti i giardini nelle tre giornate.
Il programma dettagliato e le informazioni sono disponibili sul sito diverdeinverde.fondazionevillaghigi.it

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Arte e Cultura

Bologna, la città dei portici

Non esiste al mondo una città con tanti portici quanti ne possiede Bologna: tutti insieme, considerando solo il centro storico, misurano in lunghezza più di 38 km, che raggiungono i 53 km contando quelli fuoriporta.

Un primato internazionale, senza dubbio, che la città acclama da più di 900 anni con orgoglio e vanto, e che oggi – insieme alle sue torri e ai suoi golosissimi tortellini – rappresentano i maggiori tratti identitari di questo centro abitato nel cuore dell’Emilia Romagna.

Alti, larghi, stretti e lunghi: i portici di Bologna sono il vero soggiorno della città, una metafora dell’accoglienza che offre in ogni stagione un riparo sicuro a chiunque si trovi a camminare lungo di essi.

Sono il luogo del ritrovo e della socialità, sono le vie dello shopping ma anche dei locali, le vie dei musei e delle gallerie d’arte. Sono l’ombrello sotto il quale ripararsi quando piove ma anche il posto ideale per cercare refrigerio durante le afose giornate estive.

Sono uno dei siti d’Italia candidati a diventare Patrimonio Unesco dell’Umanità.

Il portico di Santo Stefano, Bologna
Il portico di Santo Stefano, Bologna | Foto © matteo_santori, via Wikimedia

Ma come sono nati i portici di Bologna?

All’origine di queste incredibili bellezze architettoniche, sembra assurdo, ci fu un vero e proprio abuso edilizio messo in atto durante il periodo medievale.

Fu sul finire dell’anno Mille (la prima testimonianza storica risale all’anno 1041) che i bolognesi non potendo allargare oltremodo le loro abitazioni sia in altezza che nel perimetro, attuarono un ingegnoso stratagemma per ovviare a questo limite, prolungando il solaio della propria casa verso l’esterno.

In un primo momento si pensò alla creazione di sporti, ovvero a delle specie di balconi in legno sorretti dal prolungamento delle travi portanti del solaio; successivamente, visto l’aumento dei volumi, si intervenì con la costruzione di colonne di sostegno provenienti dal basso.

I portici favorirono l’espansione di attività commerciali e artigiane, oltre a rendere i pianterreni più abitabili e puliti, isolati dalla sporcizia delle strade.

Il portico delle Case Reggiani-Seracchioli, Bologna
Il portico delle Case Reggiani-Seracchioli, Bologna | Foto © facciamoungiroincentro.blogspot.com

Visto l’aumento della popolazione in città dovuta alla presenza dell’Università e alla forte migrazione dal contado, nel 1288 il Comune di Bologna fu costretto a intervenire per regolamentare questa pratica edilizia.

Fu stabilito l’obbligo di costruire un portico in muratura per ogni abitazione, seguendo dettami tecnici ben precisi: dovevano essere alti e larghi almeno 2,66 metri per permettere il transito di un uomo a cavallo, e i banchi degli artigiani e dei venditori non dovevano impedire il libero passaggio.

Non tutti rispettarono queste normative, soprattutto nei quartieri più poveri, come attestano i verbali dell’epoca e come rilevano ancora oggi i portici con le loro forme e dimensioni differenti.

Più tardi, successivi statuti, come quello del 1352, imposero per i nuovi edifici un’altezza e una profondità maggiore di 3,60 metri e tutta una serie di regole che ancora oggi vengono rispettate.


I portici di Bologna oggi

Nati senza un preciso piano regolatore e in tempi diversi, è impossibile trovare due portici uguali l’uno all’altro.

Alcuni rari portici medievali in legno sono sopravvissuti fino ai nostri giorni. Per vederli con i propri occhi basta, ad esempio, cercare la suggestiva Casa Isolani in Strada Maggiore (risalente al XIII secolo), oppure dirigersi all’inizio di via Santo Stefano per ammirare i porticati delle Case Reggiani-Seracchioli o di Casa Azzoguidi-Rubini in via San Niccolò. Tra gli otto porticati in legno che la città conserva, quello più recente è sicuramente quello di via Gombruti 17, costruito nel XV secolo.

Al periodo rinascimentale risalgono il portico laterale della basilica di San Giacomo Maggiore in via Zamboni, quello di Palazzo Bolognini-Isolani e delle Case Beccadelli in Piazza Santo Stefano, oppure le arcate decorate con motivi floreali del Palazzo del Podestà e l’altissimo portico “dei Bastardini” in via D’Azeglio.

Leggermente più tardo, invece, il grande portico del Paviglione (139 metri e 30 arcate), una lunga loggia che si estende da Via De’ Musei fino a Via Farini, e che si apre nel suo ultimo tratto allo storico edificio dell’Archiginnasio.

Il portico di San Luca, Bologna
Il portico di San Luca, Bologna | Foto © interno19.com

C’è poi il portico più LARGO che è quello della basilica di Santa Maria dei Servi in Strada Maggiore; quello più ALTO del Palazzo dell’Arcidiocesi di Bologna, in via Altabella, che sfiora i 10 metri d’altezza; quello più STRETTO di Via Senzanome con i suoi 95 cm.

E, infine, il Portico di San Luca che, con i suoi 3.796 metri di lunghezza e 664 archi, è il portico più LUNGO al mondo. Un portico che è molto di più una semplice struttura architettonica. Si tratta di un simbolo religioso e civile per tutta la città, che dal 1700 percorre questa lunga strada per venerare l’immagine sacra della Madonna di San Luca e al contempo ammirare la bellezza di Bologna dall’alto del Colle della Guardia.

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Natura

Trekking col treno 2019 – turismo lento per un’esperienza sostenibile e consapevole

Un buon camminatore non lascia tracce.

Lao Tzu – Tao Te Ching

La frenetica vita quotidiana ci pesa sempre di più e bastano le prime giornate di sole e le temperature più miti per stimolare in molti di noi la voglia di stare all’aria aperta e di dedicarsi a ciò che più ci piace, alla ricerca di uno stile di vita più in simbiosi con la natura.
#InEmiliaRomagna, la soluzione che soddisfa in un colpo solo queste necessità l’abbiamo trovata, risponde al nome di Trekking col treno e da 27 anni ci dà anche modo di conoscere meglio la nostra regione.

Si tratta di un calendario – da marzo a dicembre – di escursioni e itinerari poco battuti, organizzati dal CAI di Bologna e Città Metropolitana di Bologna, che prevedono, nel rispetto dell’ambiente,  il raggiungimento del punto di partenza o di qualche tappa intermedia con i mezzi pubblici, treno prevalentemente ma anche bus.

Un’occasione per un’escursione o per viaggio lento, sostenibile e consapevole, alla scoperta del territorio, denso di memoria storica. In questo 2018 più che mai, Anno Europeo del Patrimonio Culturale, un’esperienza per comprendere il passato e adoperarci per un futuro migliore. Oltre 50 le escursioni previste a piedi o in bicicletta che solcheranno i sentieri di valli, colline e cime del territorio bolognese, di cui almeno un terzo anche in inglese*.

Novità di quest’anno le camminate in notturna e alcune tappe della “Via della Lana e della Seta”, nuovo percorso escursionistico che collega Bologna a Prato. Immancabile la classica escursione Barbiana-Monte Sole, un trekking di sette giorni (19-25 aprile) tra Toscana ed Emilia-Romagna: il trekking termina simbolicamente nel giorno della Liberazione a Monte Sole, luogo simbolo della Resistenza, di valori e di memoria.

Perché camminare all’aria aperta, lo sa bene anche chi lo fa anche di tanto in tanto, fa scoprire la storia di luoghi che pensavi di conoscere e le sue genti con saperi che spesso rischiano l’estinzione, permette di allargare i tuoi orizzonti rendendoti più attento e più sensibile. Dà energia nonostante la fatica, rigenera dandoti la carica aiutandoti a riscoprire le vere priorità della vita e talvolta anche a trovare le soluzioni ai tuoi problemi.

Concedetevi il lusso di sentirvi liberi, vedere posti nuovi, toccare con mano tracce di storia, gustare i prodotti del sottobosco, odorare l’aria fine e pura e ascoltare la voce dei ruscelli: vi arricchirete come non avreste mai pensato e non vedrete l’ora di tornarci.

Per voi una selezione di escursioni (sempre con pranzo/cena al sacco), divisi per tema.

Trekking col treno – di via in via 
Trekking col treno – di rifugio in rifugio 
Trekking col treno – in sella alla bici 
Trekking col treno – di esperienza in esperienza 
Trekking col treno – di fiore in fiore 

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Trekking col treno – di via in via

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ph. Trekkingcoltreno.it

La Via della Lana e della Seta / 3ª tappa*
Domenica 25 marzo 2018

Un percorso di media difficoltà, 19 km, che percorre la terza delle sei tappe di questo nuovo trekking che collegherà Bologna a Prato. Alla scoperta dei territori montani, per conoscere storie, luoghi e personaggi dell’Appennino tosco-emiliano.

Mezzo di trasporto – Treno+Bus
Ritrovo – h.6.30 Bologna Stazione Centrale Piazzale Est
Partenza a piedi – h. 8.00 Castiglion dei Pepoli, Piazza della Libertà
Arrivo previsto – h. 17.49 Bologna Stazione Centrale

Cronίche Appenniniche
Sabato 15 settembre 2018

Facile percorso, 11km,  che lungo la Via Francesca, da Pavana a Molino del Pallone, camminando “a vago” condurrà al nido d’aquila della Sambuca.

Mezzo di trasporto – Treno
Ritrovo – h. 7.50 Bologna Stazione Centrale Piazzale Ovest
Partenza a piedi – h. 9.40 Ponte della Venturina
Arrivo previsto – h. 19.32 Bologna Stazione Centrale

Transappenninica da Vernio a Castiglione
Domenica 14 ottobre 2018

Percorso di media difficoltà, 23 km, che conduce, dalla Toscana all’Emilia, lungo i percorsi della fede, della Resistenza e dell’energia.

Mezzo di trasporto – Treno+Bus
Ritrovo – h. 6.30 Bologna Stazione Centrale Piazzale Est
Partenza a piedi – h. 7.40 Vernio
Arrivo previsto – h. 20.35 Bologna Autostazione


Trekking col treno – di rifugio in rifugio

Viaggio lento in primavera con Trekking col treno al-rifugio-piu-basso-ditalia
Ph. Trekkingcoltreno.it

Al rifugio più basso d’Italia
Lunedì 2 aprile 2018

Un percorso facile, 16 km, che raggiungerà il Casetto Bassarone CAI, soprannominato Rifugio, che non è altro che una vecchia casa di guardia del fiume Reno risalente agli anni 800, a ben 2  metri s.l.m.! Per una Pasquetta alternativa nel cuore del Delta del Po.

Mezzo di trasporto – Treno
Ritrovo – h.8.30 Bologna Stazione Centrale Piazzale Est
Partenza a piedi – h. 10.00 Consandolo
Arrivo previsto – h. 19.40 Stazione Bologna

Ha riaperto il nostro rifugio*
Domenica 24 giugno 2018

Un percorso facile, 12 km, per festeggiare la riapertura del Rifugio Duca degli Abruzzi, per la classica escursione sull’Appennino Tosco-Emiliano che inaugura la stagione estiva. Ultima tappa un altro rifugio, quello del Cavone.

Mezzo di trasporto – Treno+Bus
Ritrovo – h.6.50 Bologna Stazione Centrale Piazzale Ovest
Partenza a piedi – h. 9.30 Madonna dell’Acero
Arrivo previsto – h. 19.32 Stazione Bologna

Verso il Duca degli Abruzzi*
Domenica 12 agosto 2018

Un percorso ad anello di 16 km, difficolta media, sull’Alta Via dei Parchi, nel 150° Anniversario della fondazione della Sezione CAI di Firenze che nel 1878, in collaborazione con il CAI di Bologna, costruì in questo luogo il primo rifugio.

Mezzo di trasporto – Treno+Bus
Ritrovo – h.6.50 Bologna Stazione Centrale Piazzale Ovest
Partenza a piedi – h. 9.40 Rifugio Cavone
Arrivo previsto – h. 19.32 Stazione Bologna


Trekking col treno – bici in pista

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Ph. Trekkingcoltreno.it

In bici nella “Bassa” Bolognese
Sabato 7 aprile 2018

Un percorso facile, 60 km, lungo piste ciclabili e stradine secondarie, ghiaiate o asfaltate, e poco trafficate della pianura, da Bologna a S. Giovanni in Persiceto e ritorno.

Mezzo di trasporto – Bici
Ritrovo – h.9.00 Parcheggio Villa Angeletti (entrata Via Carracci)
Arrivo previsto – h. 17.00 Bologna Villa Angeletti

In bici a Monte Bibele
Sabato 14 aprile 2018

Un percorso di 55 km, media difficoltà, fino a Monte Bibele con visita al Parco Archeologico Naturalistico e all’abitato etrusco – celtico sulla Pianella di Monte Savino e alla Necropoli del IV secolo a.c. percorrendo la “Via della Carrozza”.

Mezzo di trasporto – Bici
Ritrovo – h.8.30 Pian di Macina Stazione FS
Arrivo previsto – h. 17.00 Pian di Macina Stazione FS

Orgoglio pieghevole: in bici con la Graziella
Sabato 20 ottobre 2018

Un percorso facile, 40 km, fino a Osteria Grande, passando per San Lazzaro di Savena e Ozzano nell’Emilia: un tuffo nel passato sulla mitica e un po’ retrò, Graziella pieghevole!

Mezzo di trasporto – Bici
Ritrovo – h.9.00 Bologna Piazza Maggiore
Arrivo previsto – h. 17.00 Bologna


Trekking col treno – di esperienza in esperienza

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ph. Trekkingcoltreno.it

Ora volano le cicogne
Domenica 15 aprile 2018

Un percorso facile ad anello, 21 km, dove tenere gli occhi ben aperti per individuare la cicogna bianca che vive nelle aree umide protette tra Bentivoglio e San Pietro in Casale attorno al Casone del Partigiano, un simbolo della resistenza italiana.

Mezzo di trasporto – Bus
Ritrovo – h.7.00 Bologna Autostazione
Partenza a piedi – h. 8.00 San Giorgio di Piano
Arrivo previsto – h. 19.05 Bologna Autostazione

Yoga e trekking*
Domenica 22 aprile 2018

Un percorso facile ad anello, 13 km, per un trekking che include anche una sessione di yoga, svolta da una insegnante certificata. Per coniugare la natura e le energie che ci circondano.

Mezzo di trasporto – Treno
Ritrovo – h. 6.50 Bologna Stazione Centrale Piazzale Ovest
Partenza a piedi – h. 8.15 Riola Stazione
Arrivo previsto – h. 19.32 Bologna Stazione Centrale

In cammino di giorno… e di notte*
Sabato 4 agosto 2018

Un percorso facile di 15 km,  che dai prati di Mugnano condurrà al parco Talon per scoprire che il buio può non far paura e che, per camminare, può anche bastare la luce delle stelle!

Mezzo di trasporto – Bus
Ritrovo – h.16.50 Bologna Piazza XX Settembre, fermata 92B
Partenza a piedi – h. 18.15 Sasso Marconi, fermato Mercato
Arrivo previsto – h. 00.17 Bologna Via Marconi

Tartutrek*
Giovedì 1 novembre 2018

Facile percorso ad anello, 15 km, alla scoperta di Monghidoro e dei suoi dintorni, territorio ideale per provare le specialità di montagna, compreso il pregiato tartufo bianco locale.

Mezzo di trasporto – Bus
Ritrovo – h.7.45 Bologna Autostazione
Partenza a piedi – h. 9.45 Monghidoro
Arrivo previsto – h. 19.05 Bologna Autostazione


Trekking col treno – di fiore in fiore

Viaggio lento in primavera con Trekking col treno orchidea

Peonie nostre*
Martedì 1 maggio 2018

Un facile itinerario, 12 km, che immerso nei boschi, ci regalerà, con un po’ di fortuna, una delle più sorprendenti fioriture di peonie selvatiche del nostro Appennino, vera ricchezza per gli occhi e per lo spirito.

Mezzo di trasporto – Treno
Ritrovo – h.8.50 Bologna Stazione Centrale Piazzale Est
Partenza a piedi – h. 10.00 Grizzana stazione FS, Pian di Setta
Arrivo previsto – h. 18.32 Bologna Stazione

Orchidea
Domenica 6 maggio 2018

Un percorso facile, 17 km, lungo un sentiero punteggiato di straordinarie e colorate orchidee spontanee. Un mondo sconosciuto ai più che impareremo a conoscere, amare e tutelare capendo che “solo il fiore che lasci sulla pianta è tuo” (A. Capitini).

Mezzo di trasporto – Bus
Ritrovo – h.7.45 Bologna Autostazione
Partenza a piedi – h. 9.15 San Benedetto del Querceto
Arrivo previsto – h. 19.05 Bologna Autostazione

Le ortensie di Tresana *
Domenica 8 luglio 2018

Facile itinerario ad anello, 12 km, che conduce a Tresana, suggestivo paesino, che ogni anno è un perfetto teatro per le ortensie: piante generose che sfoggiano lunghe e vistose fioriture di ogni colore.

Mezzo di trasporto – Treno+Bus
Ritrovo – h.6.50 Bologna Stazione Centrale
Partenza a piedi – h. 9.35 Pennola
Arrivo previsto – h. 19.32 Bologna Stazione

 

Come partecipare

Mappa delle escursioni

Libretto escursioni 2018 in pdf

Il nostro consiglio, visto che il tempo può subire sempre sbalzi termici importanti, è quello di prevedere  un abbigliamento consono che preveda anche capi caldi e impermeabili (modalità cipolla ON) e un buon paio di scarpe comode, meglio se  impermeabili.

Buon viaggio trekker!

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