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Appuntamenti

Scappo dalla città: il Natale nei piccoli borghi dell’Emilia Romagna

Parenti, interminabili cene e pranzi in famiglia, tombolate, carte italiane, francesi e chi più ne ha più ne metta. Passare il Natale in famiglia può a volta può trasformarsi in una maratona senza fine, tanto che spesso viene voglia di scappare, uscire dal salone, allontanarsi dal tavolo per una passeggiata con gli amici più cari.
Ecco per tutti coloro che non amano, o sopportano poco, le tradizionali riunioni familiari e preferiscono scappare altrove, oggi proponiamo 5 mete in cui fuggire per Natale: 5 luoghi scelti perché lontani dalla città, in luoghi suggestivi o semplicemente perché rappresentano parte della tradizione natalizia dell’Emilia Romagna.
Buone feste

Natale a Comacchio (FE)

Natale a Comacchio – Ph. nbisi CC BY SA

Canali e barconi addobbati a festa il tutto attorniato dalle atmosfere natalizie della città lagunare, passeggiare per Comacchio durante le festività Natalizie è davvero un’esperienza suggestiva.
Tra le luminarie ed i mercatini, segnaliamo anche il ricco programma di eventi organizzati durante le festività natalizie nei musei lagunari: Museo Delta Antico, Manifattura dei Marinati, Casa Museo Remo Brindisi e Valli di Comacchio
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Natale a Brisighella (RA)

Natale nei borghi dell'Emilia-Romagna
Brisighella – Ph. Vanni Lazzari in CC BY SA

Le festività di Natale immersi in uno dei più bei borghi d’Italia, dove coccolarsi  tra suggestive passeggiate e specialità gastronomiche locali. Questo in breve quello che vi aspetta se deciderete di passare il Natale a Brisighella, piccolo borgo del duecento affacciato sulla Valle del Lamone. E poi siete in Romagna, a due passi dalla Riviera e dai più importanti e rinomati centri del divertimenti italiano; volete mettere?

Città e Presepi di Romagna

Natale in Emilia Romagna - Longiano dei presepi
Natale in Emilia Romagna – Longiano dei presepi

Tornano le visite guidate nei borghi e nelle città della Romagna per le festività natalizie 2019-2020.
Quest’anno sono in programma visite al suggestivo presepe della marineria di Cesenatico, percorsi e camminate per ammirare la magia del Natale nel borgo di Longiano e itinerari alla scoperta delle luminarie del Centro di Cesena.
Dal 14 a 4 Gennaio tante iniziative per un Natale nelle terra di Romagna.
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Natale a Grazzano Visconti (PC)

Il suggestivo borgo medievale dell’Appennino piacentino ospita fino al 6 gennaio eventi, spettacoli e mercatini tutti dedicati al Natale. Da non perdere la camminata notturna nel parco durante la notte di Capodanno, una visita a lume di candela all’interno del Parco del Castello.
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Natale a Verucchio (RN)

Natale nei borghi dell'Emilia-Romagna
Natale a Verucchio – Foto di ProLoco Verucchio

È tra i più belli e rinomati borghi della Valmarecchia, splendida vallata al confine tra Marche, Romagna ed il Mare Adriatico. Verucchio a Natale si trasforma in una esperienza sensoriale attraverso il gusto dei sapori delle feste, gli odori degli antichi natali, i suoni della tradizione collinare italiana.
Un mondo in cui immergersi totalmente, lontano dal trambusto cittadino dove le feste ritrovano la loro dimensione storica e umana…vi abbiamo già convinto?

 

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Borghi

Cerreto di Saludecio: un villaggio dimenticato dell’Emilia Romagna

Sono sparsi in tutta Italia e non mancano mai di suscitare parecchia curiosità ogni volta che tornano, almeno per un istante, alla ribalta della cronaca. Nella maggior parte dei casi sono dislocati tra le montagne e spesso sono accompagnati da leggende che si tramandano di generazione in generazione.
Sono i borghi abbandonati, piccoli paesi rimasti disabitati nel tempo a causa di incuria o fenomeni naturali disastrosi o, semplicemente, a causa della troppa lontananza dai principali centri cittadini.

Panorama sulla Val Conca (Rimini)
Panorama sulla Val Conca (Rimini)

Cerreto di Saludecio è proprio uno di questi. Siamo in Romagna, e più precisamente in provincia di Rimini a pochi chilometri dal villaggio medievale di Mondaino, nei territori del comune di Saludecio.

Adagiato tra le dolci colline che disegnano la bella valle del fiume Conca, questo antico borgo fortificato vanta una lunga storia iniziata attorno al IX secolo d.C. e proseguita fino alle ultime decadi del ‘900 quando gradualmente finì per essere abbandonato. In realtà la prima testimonianza scritta risale al 1231 quando fu sottomesso al comune di Rimini; per poi passare nel XV secolo sotto la dominazione veneziana e poi, fino al 1860, sotto lo Stato Pontificio.

Rinomato un tempo come il “paese degli sciocchi” per via dei comportamenti assurdi dei suoi abitanti, le poche case che oggi compongono il centro sono quasi tutte disabitate e, nelle deserte viuzze, il tempo sembra essersi fermato.

Un’antica leggenda racconta infatti come Cerreto fosse ritenuta la “cretinopoli” dell’intera vallata per le numerose storielle, naturalmente inventate, che avevano come protagonisti gli abitanti del piccolo borgo e i loro presunti, assurdi comportamenti.

Fra le più simpatiche, ne esiste una che narra di un’ipotetica spedizione a Rimini con la missione di acquistare delle dosi sufficienti di intelligenza. A metà strada però, sentendosi ormai stanchi, i cerretani fecero ritorno alle loro case dicendo che l’altra metà di strada l’avrebbero fatta all’indomani.

Borgo rurale fortificato di Cerreto
Borgo rurale fortificato di Cerreto (Saludecio, Rimini)

Un’altra storia parla di un giorno di festa durante il quale in paese si stava cucinando la polenta per tutti. Invece di prepararla ognuno a casa propria, quella volta si decise di utilizzare come “paiolo” il pozzo comune. Mentre i paesani riempivano il pozzo con acqua bollente e farina gialla, uno di loro decise di gettarsi al suo interno per verificare la cottura. Quando, poco dopo, tutti gli altri rimasti in attesa sentirono chiaramente il compaesano deglutire, scoppiò il caos e si ribellarono pensando che volesse mangiare da solo tutta la polenta, gettandosi a capofitto in fondo al pozzo insieme a lui.

Per onorare la memoria e la tradizione di questi strani personaggi che hanno dato vita a queste storie tanto particolari, fino a pochi anni fa si organizzava un importante carnevale, caratterizzato dal falò del pagliaccio e da storielle che richiamavano gli aneddoti sui cerretani. Oggi, le poche case del borgo sopravvissute non sono nemmeno quelle originali di quel popolo tanto sbeffeggiato da leggende di cui non hanno colpa se non per essere state probabilmente persone più eccentriche del solito.

Curiosi di fare una tappa turistica a Cerreto di Saludecio? Ecco come arrivare!
Raggiungete il comune di Mondaino, quindi seguite le indicazioni per Tavoleto (Strada Provinciale 80). Una volta percorsi circa 3 km, in località La Serra, prendete la deviazione per Cerreto segnalata sulla destra.

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A spasso per l’Emilia-Romagna

Il colorato mondo della Biennale del Muro Dipinto

Ogni due anni, quelli dispari, il borgo di Dozza, tra i più belli d’Italia, diventa uno straordinario studio pittorico all’aria aperta in occasione della Biennale del Muro Dipinto.
Nata negli anni ’60, la 27° edizione dal titolo #EmozioniUrbane si terrà dal 9 al 15 settembre 2019.

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Il borgo, una galleria d’arte moderna a cielo aperto visitabile tutti i giorni dell’anno senza code e senza biglietto, ogni due anni si arricchisce con nuovi lavori con il comune denominatore della pittura su muro: murales nel borgo antico di Dozza e opere di writing e wall painting nella frazione di Toscanella.
Tra gli artisti invitati alle precedenti edizioni, tanto per dire, anche Sebastian Matta e Bruno Saetti per i murales e Ericailcane e Eron per la street art.

Solitamente le giornate del weekend sono quelle più gettonate ma, se ti capita, visitala anche nei giorni precedenti: avrai l’occasione, più unica che rara, di prendere parte al momento creativo degli artisti. Il pubblico presente ha anche la possibilità, durante l’esecuzione delle opere, di dialogare con gli artisti per capire le loro ispirazioni, anche in relazione al contesto urbano.
Sono certa che le numerose opere che abbelliscono i muri delle abitazioni ti stregheranno fin da subito, tanto da non sapere da dove iniziare: per questo ti consiglio di dirigerti subito alla Pro Loco per munirti di una mappa del borgo.

Tante le iniziative previste: mostre, concerti ma anche installazioni e incontri. La visita può essere completata alla Rocca di Dozza dove sono raccolte le opere “strappate” dai muri per esigenze conservative e gli oltre duecento bozzetti legati alle opere murali.
Se poi oltre alla passione per l’arte hai quella per il buon vino ti consiglio una capatina all’Enoteca Regionale, sempre in Rocca.

Il rientro a casa ti vedrà contemporaneamente consapevole del valore dell’arte contemporanea e della creatività testimone di quel tesoro che il borgo di Dozza ha saputo valorizzare in questi anni.

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La Riviera

Alla scoperta di marinerie e prodotti ittici

Cosa c’è di meglio che scoprire il territorio attraverso la sua enogastronomia?

Oggi ti proponiamo un viaggio itinerante lungo la nostra regione che ti condurrà a scoprire le marinerie e i prodotti ittici della costa dell’Emilia-Romagna per conoscerle e apprezzarle a tutto tondo: ecco cosa ti riserva il lungo viaggio, che inizia in primavera per chiudersi in autunno.

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Una volta raggiunta la Romagna dovrai solo scegliere tra…

10 marinerie:
Goro, Porto Garibaldi, Ravenna, Cervia, Cesenatico, Bellaria Igea Marina, Riccione, Rimini, Misano Adriatico e Cattolica
6 borghi storici marinari:
Bellaria Igea Marina, Borgo San Giuliano, Cattolica, Cervia, Cesenatico e Comacchio
e tanti appuntamenti:
visite guidate nei mercati ittici, passeggiate patrimoniali e letterarie nei principali luoghi storici e culturali delle marinerie, degustazioni dei prodotti ittici locali, laboratori del gusto e show cooking, per conoscere e apprezzare i prodotti e la cultura legati al nostro mare, incontri e corsi didattico-gastronomici e happening e mostre a tema.

rimini, rimini, porto e faro, ph. E. Salvatori Arch. Fot. Riviera di Rimini
Porto e faro di Rimini | Ph. E. Salvatori Arch. Riviera di Rimini

Questi i prossimi gustosi “appuntamenti Faro” per scoprire le marinerie e i prodotti ittici della costa dell’Emilia-Romagna:

Canocchie, seppie, vongole “poveracce” e veraci, cozze, lumachine di mare, saraghine, sardoncini, triglie e tante altre prelibatezze dell’Adriatico ti aspettano: sei pronto a gustare le sfiziose ricette tradizionali locali proposte dai pescatori?

Salpa con noi e approda in almeno uno degli appuntamenti, capaci di condurti alla scoperta delle Marinerie e dei prodotti ittici della costa dell’Emilia-Romagna.

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A spasso per l’Emilia-Romagna

Rievocazioni storiche #InEmiliaRomagna

Un viaggio nel tempo, tra abitudini perdute e antichi mestieri, per rivivere momenti storici o semplicemente conoscere meglio come si viveva una volta. Non perdere l’occasione di prendere parte ad una delle tante manifestazioni storiche che si svolgono in Emilia Romagna: potrai scegliere tra palii, giostre, rievocazione storiche o religiose, fiere o sagre.

Dai Celti agli Etruschi, dall’Impero Romano al Medioevo, dal Rinascimento al Risorgimento.
Un fitto calendario che offre l’occasione di trascorrere un fine settimana all’insegna della cultura e della storia.
Per comodità abbiamo suddiviso gli eventi per provincia.

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Food Valley

Dozza, la Capitale del Vino dell’Emilia-Romagna

Il borgo di Dozza, che sorge sulle colline che da Bologna guardano verso la Romagna, è celebre per almeno due cose: una sono i suoi muri dipinti, realizzati nel corso degli anni dalla Biennale del Muro Dipinto; l’altra è l’Enoteca Regionale dell’Emilia-Romagna, ospitata nelle cantine della sua Rocca Sforzesca.

L’Enoteca Regionale, a cui la Regione ha attribuito fin dal 1978 lo scopo di promozione e valorizzazione del patrimonio vinicolo locale, vanta oggi oltre 200 associati tra produttori di vino, aceto balsamico e distillati, enti pubblici, consorzi di tutela e associazioni di sommelier regionali.

Enoteca dell'Emilia Romagna, Dozza | Ph. Paolo Barone
Enoteca dell’Emilia Romagna, Dozza | Ph. Paolo Barone

Ubicata nei suggestivi sotterranei della Rocca Sforzesca, l’Enoteca mette in mostra (con possibilità di acquisto) più di 1000 etichette selezionate da un’apposita commissione di degustazione.

Se volete avere un assaggio virtuale di quello che potete trovarvi dentro prima di dirigervi verso Dozza, vi basta dare un’occhiata alla sezione “Vini dell’Emilia Romagna” del sito ufficiale, dove è possibile scoprire -in ordine alfabetico dall’Albana al Trebbiano- i 15 vini tipici regionali: la loro storia, le caratteristiche, le leggende e curiosità relative a questi prodotti, assieme ai modi per gustarli appieno, abbinando il giusto cibo e la perfetta occasione.

Un altro modo per saperne di più è consultare la mappa interattiva dedicata ai vini DOP e il motore di ricerca che permette di selezionare i vini in base ai propri gusti, ricercandoli per categoria, colore (bianco, rosso, rosato) e tipologia (fermo, frizzante, novello, passito, spumante).
Sul sito è inoltre consultabile o scaricabile la guida ai vini regionali recentemente aggiornata dall’Enoteca: per avere sempre in tasca il manuale del perfetto degustatore.

Enoteca Emilia Romagna - Mappa vini DOP

L’Enoteca è aperta tutti i giorni dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 19.00, Ferragosto compreso!
Il Wine Bar presente al suo interno è invece aperto la domenica dalle 14.30 alle 18.30.
Ogni anno, inoltre, nel Wine Bar dell’Enoteca Regionale Emilia Romagna si svolge un ricco calendario di corsi, degustazioni e incontri con i produttori per conoscere meglio il vino e approfondire i diversi prodotti enologici dell’Emilia Romagna; per essere sempre aggiornati sugli appuntamenti si può consultare la sezione News del sito.

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Parlami di tER

[ParlamiditER #248] Una visita a Bertinoro

Parlami di tER è una serie di racconti dall’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da persone che sono nate, vivono o semplicemente si sono innamorate di questa singolare, bellissima, terra con l’anima.
Se anche tu vuoi raccontare l’Emilia-Romagna che si vede dalla tua finestra sei benvenuto.
Basta una mail a inemiliaromagna@aptservizi.com o un commento qui sotto!


L’autunno, così come la primavera, sono stagioni ideali per visitare i bellissimi borghi che abbiamo in Italia ed in particolar modo in Emilia Romagna, per scoprire la loro storia e per degustare le specialità che offrono.
Stiamo parlando di Bertinoro, piccolo borgo medievale che si trova in Romagna, a 15 Km da Forlì, situato su una collina da cui si gode di un magnifico panorama sul mare a sulla pianura romagnola.
Bertinoro è conosciuto come “il Balcone della Romagna”, oltre a essere la “Città del Vino” e la “Città dell’ospitalità”.

Da vedere

Le vie acciottolate di Bertinoro conducono alla Piazza della Libertà, dove troverete concentrati la maggioranza dei monumenti e palazzi. Il più importante è Palazzo Ordelaffi, un antico palazzo municipale risalente al 1306 che contiene all’interno due importanti sale: quella dei Quadri dove ci sono le tele del pittore Zambianchi, e quella del Popolo dove si tengono le riunioni dei cittadini.
Sulla piazza svetta la Torre dell’Orologio che aveva una duplice funzione, quella appunto orologio e quella di faro, considerando la vicinanza di Bertinoro al mare Adriatico.
Nella Piazza c’è anche la Cattedrale a tre navate, ultimata nel 1601 e dedicata a Santa Caterina d’Alessandria, patrona di Bertinoro.
Inoltre troverete la significativa Colonna delle Anella. Perché significativa? Ve lo spieghiamo subito!
Bertinoro è un paese famoso per l’ospitalità. Fin dai tempi antichi la comunità amava ospitare i pellegrini e le famiglie importanti del tempo si trovavano a litigare tra loro perché volevano primeggiare con l’ospitalità e così si pose fine a questi scontri costruendo la Colonna delle Anella. In che modo? Semplice, sulla colonna ci sono 12 anelli che corrispondevano a ognuna delle famiglie del tempo. Ogni pellegrino che giungeva a Bertinoro e che necessitava di ospitalità legava un cavallo ad un anello e veniva ospitato dalla famiglia che lo rappresentava.

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Eventi

A tal riguardo in settembre e precisamente la prima domenica del mese, si tiene la Festa dell’Ospitalità, una rievocazione della tradizione delle famiglie nobili che ripropone il rito dell’Ospitalità. Protagonista è la Colonna delle Anella nella quale si attaccano delle buste contenenti i nomi di famiglie di Bertinoro o ristoranti che in quel giorno intendono ospitare i visitatori, scegliendo una busta si verrà ospitati per il pranzo. Oltre a questo ci sono diversi eventi per tutta la settimana precedente.
Sempre nel mese di settembre per gli amanti del vino è anche possibile conoscere la vendemmia soggiornando in cantina.
Insomma Bertinoro è una continua iniziativa e la sua comunità ama essere circondata di visitatori che apprezzano la loro ospitalità e i prodotti che la loro terra produce.

Due strade da percorrere

In paese ci sono 2 strade importanti da percorrere: una è la Strada dei Mestieri, lungo la quale sono apposti dipinti raffiguranti gli antichi mestieri ormai dimenticati, come il maniscalco o il bottaio; l’altra è la Strada della Vendemmia, che ospita anch’essa quadri riguardanti le scene appunto della vendemmia.

Fuori dal paese

Sopra al paese da non perdere si trova la Rocca, famosa per aver ospitato Dante Alighieri. All’interno oggi si trova il Museo Interreligioso. Molto bella la vista che si gode dalle mura della Rocca su tutta la Romagna.

Valore aggiunto

Non perdetevi la famosa Chiesa della Pieve di San Donato in Polenta, nel paese poco distante di Polenta.
La chiesa divenne famosa perché Giosuè Carducci la celebrò nei versi della sua poesia “La Chiesa di Polenta” (composta nel luglio 1897), in cui il poeta ricorda l’ospitalità ricevuta da Dante Alighieri da parte di Guido da Polenta. Si dice che il Carducci si fermasse qui a pregare quando era ospite dei Polentani a Ravenna.

Prodotti tipici

Bertinoro è rinomato in tutta la Romagna per l’eccellenza dei suoi prodotti primo tra tutti il vino. Ricordiamo il Sangiovese, l’Albana, chiamato anche “l’oro di Bertinoro”, la Cagnina e il Pagadebit.
Il nome Pagadebit lo si deve al fatto che le vigne che producono questo vino anche nelle cattive annate riuscivano sempre a produrre una minima quantità, che permetteva al coltivatore appunto di “pagare i debiti”. Non è simpatico il nome attribuito a questo vino?!?!
Tra i prodotti tipici di Bertinoro ci sono anche l’olio extravergine “Colline di Romagna”, lo squacquerone (formaggio) con l’immancabile piadina romagnola, la saba (sciroppo d’uva ) e il savor, una marmellata contadina.
Noi abbiamo assaggiato degli affettati misti accompagnati dalla piadina romagnola e crostoni di affettati con pomodorini. Ravioli con cacio cavallo strepitosi e di secondo la cartucciera, uno spiedo di costine di maiale accompagnato da peperoni veramente molto buona!

Pensieri dal mondo

Bertinoro è un borgo che all’apparenza può sembrare come altri, ma a noi ha colpito molto la storia dell’ospitalità che ha alle spalle e che cerca di mantenere ancora viva ai giorni d’oggi, cosa alquanto rara. Ci siamo ripromessi di ritornare durante la Festa dell’Ospitalità il prossimo anno: sarà un’esperienza davvero diversa. Non meno importanti sono i prodotti del territorio e i degustatori di vino crediamo che qui possano trovare la loro dimensione!

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Borghi

Alla scoperta dei Borghi Marinari dell’Emilia Romagna

Sono l’anima della tradizione marinara dell’Emilia Romagna e dell’alto Mar Adriatico e nei secoli passati hanno rappresentato importanti snodi commerciali tra la penisola italiana ed i popoli d’Oriente.
Bellaria-Igea Marina, Borgo San Giuliano, Cattolica, Cervia, Cesenatico e Comacchio: sono i 6 borghi marinari dell’Emilia Romagna, dove l’arte della pesca, la conoscenza del mare e della navigazione hanno raggiunto il loro massimo splendore.


Bellaria Igea Marina: il Borgo dei pescatori

Narrano le vecchie storie che il nome Bellaria sia dovuto ad una esclamazione di Papa Gregorio XII che nel 1414, ospite di Carlo Malatesta dopo aver lungamente aspirato l’aria salmastra proveniente dal mare e dalle verdi e profumate boscaglie marine, avrebbe detto: “Oh, che bell’aere”, dando così il nome alla località.
In verità gli studiosi ci insegnano come il nome “Bellaria” sia anteriore a questo episodio: fin dall’anno 1311 infatti un testamento dei Malatesta menzionava “Bellaere” come residenza fortificata nella zona vicina alla chiesa di Santa Margherita a Bellaria Monte. Il piccolo borgo doveva essere al tempo particolarmente importante prima per le Signorie e poi per lo Stato Pontificio; posto alla foce del fiume Uso, il piccolo insediamento di pescatori di Bellaria era infatti una facile preda ed un facile approdo per le frequenti scorribande dei pirati Saraceni, tanto che fu necessario dotare il borgo di una Torre di Guardia, non a caso detta Torre Saracena.
Antica località marinara e meta di vacanza a partire dal 1900, oggi Bellaria Igea Marina è una moderna e graziosa cittadina che mantiene ancora il suo ritmo di vita a misura d’uomo. E’ riconosciuta come località ideale per le vacanze per le cordialità dei suoi abitanti, e per essere un punto di partenza strategico per le città d’arte di fama mondiale come Ravenna, Ferrara, Venezia, Rimini, Urbino e Firenze.

Cosa Vedere

  • Ciclabile del Fiume Uso: 10 km di pista ciclo-pedonale lungo il fiume che raggiunge la vicina località di San Mauro Pascoli.
  • Il Parco del Gelso: più di 25 ettari di macchia mediterranea e di piante d’alto fusto, è il vero polmone verde della città

Borgo San Giuliano: la tradizione marinara dell’Adriatico

E’ uno dei borghi, forse il più antico, che hanno dato vita alla città di Rimini ed un tempo era il luogo in cui risiedevano i pescatori e gli artigiani locali.
Nato intorno all’anno mille accanto la foce del fiume Marecchia, vi si accedeva tramite oltrepassando a nord l’antico Ponte di Tiberio. Le sue viuzze strette, le case accatastate l’una sull’altra erano sicuramente il frutto di una crescita caotica e spontanea, ma come in tutti i borghi di mare, erano anche una formidabile barriera dai forti venti marini, soprattutto durante i rigidi autunni e gli inverni.
Divenuto luogo poco raccomandabile fino alla seconda metà del novecento, oggi vive un periodo di rinascita grazie alla volontà dei riminesi che attraverso iniziative come la Feste de Borg, ogni anno riportano il Borgo alla sua antica tradizione.
Nel 1994 con la morte di Federico Fellini, le case di San Giuliano sono diventate delle tele dipinte che ritraggono le scene tratte dai suoi film più celebri, rendendo unica la passeggiata tra i vicoli di questo borgo che pare fosse amato dallo stesso regista.

Cosa Vedere

  • Le vie di Borgo San Giuliano: ovvero respirare in prima persona la particolare atmosfera dei borghi marinari italiani.
  • I film di Federico Fellini: grazie ai tanti dipinti murali che sono stati realizzati nel tempo lungo le sue vie, Borgo San giuliano è una vera e propria raccolta di dipinti raffiguranti i film di Federico Fellini.
  • La chiesa di San Giuliano: insieme al seicentesco monastero custodiscono la grande Pala di Paolo Veronese (1588) dedicata al martirio del Santo, recentemente restaurata
Borghi Marinari
Borgo San Giuliano – Ph. RivieradiRimini.it

Cattolica: l’ultima stazione della via Flaminia

E’ l’unico borgo marinaro della Romagna che ha una data di fondazione certa: il 16 agosto 1271.
Narra infatti la storia che gli abitanti del Castello di Focara, allorché decisero di sottomettersi al comune malatestiana di Rimini, insediarono un nuovo insediamento sul mare “que vocetur Catholica“, ovvero che veniva chiamato Cattolica.
Qui esisteva già un insediamento di epoca romana, che era essenzialmente una stazione di posta lungo l’antica Via Flaminia con una vocazione economica legata al transito di carovane e viandanti verso Roma e il santuario di Loreto.
Contrada di Taverne, secondo gli storici nel 1500 se ne contavano circa una ventina, la città di Cattolica non ha mai abbandonato la sua vocazione all’ospitalità tanto da renderla rinomata fino ai giorni nostri.
Passato il periodo dei pirati Saraceni, la cittadina iniziò ad espandere la sua economia anche alla pesca ed al turismo, divenendo nel novecento, uno dei maggiori centri di turismo balenare italiani, grazie anche alla costruzione della ferrovia Bologna-Ancona nel 1861 che la rese facilmente raggiungibile.

Cosa Vedere

  • La Rocca: situata in Via Pascoli a Cattolica, è stata eretta nel 1491 con funzione di controllo sui commerci marittimi clandestini.
  • Il Museo della Regina: ristrutturato ed ampliato recentemente, il Museo della Regina a Cattolica ospita due sezioni: l’Archeologica con reperti di epoca romano-repubblicana e la sezione di Marineria.

Cervia: l’impero del Sale

Forse uno dei più antichi insediamenti della costa romagnola, la cittadina di Cervia anticamente non era nel posto in cui sorge oggi. I primi insediamenti si stabilirono infatti in un luogo più intenso, probabilmente per questioni difensive in quelle che un tempo erano le aree paludose in prossimità del Mar Adriatico.
Proprio per questa sua collocazione particolare, nell’arco dei secoli, la popolazione locale diventò molto abile nelle opere di ingegneria idraulica e nella bonifica delle paludi, cosa che cementò l’identità sociale, culturale ed economica della cittadina.
Comunità da sempre dedita all’operosità, già nell’IX secolo il borgo poteva garantire un’economia fiorente ai suoi abitanti grazie all’industria della produzione e del commercio del Sale che poteva contare su una eccellente viabilità verso l’interno e di un posto efficiente verso i paesi più lontani. Tale opulenza non poteva non risvegliare le invidie dei vicini potentati, tanto che la cittadina fu al centro di gravi conflitti con le Signorie continenti fino all’arrivo della Serenissima Repubblica di Venezia prima e dello Stato Pontificio poi.
Nel 1697 dopo numerose richieste all’allora Papa Innocenzo XII, viene concesso all popolazione di spostare letteralmente la città dalla zona originaria, su per giù dove si trovano le odierne saline, per trasferirla in un luogo più salubre vicino al mare. Nel stesso periodo furono quindi costruiti il Magazzino del Sale e la Torre di Difesa che possiamo ammirare ancora oggi.

Cosa Vedere

  • Escursione in barca nelle Saline: il paesaggio è suggestivo soprattutto al tramonto e si può praticare birdwatching. Spesso si organizzano degustazioni e iniziative per i bambini.
  • Il Parco Cerviavventura: per un’avventura sospesi tra i pini del parco naturale di Cervia, consigliato per tutti i bambini.
  • Visita ai Magazzini del Sale: oggi sede di mostre e di MUSA Museo del Sale, la Torre San Michele e la Cattedrale ne sono gli emblemi più significativi.
  • Un giorno alle Terme: nella millenaria pineta sorgono le Terme di Cervia, all’avanguardia per programmi e terapie, grazie anche alla Salina di Cervia dove viene estratto il liman o fango di laguna, preziosissimo per la salute insieme all’acqua madre.
  • Mercato del pesce: come ogni mercato del pesce che si rispetti è d’obbligo andare al mattino.
Borghi Marinari
Cervia – Ph. Comune di Cervia

Cesenatico: la fortezza dell’ Adriatico

Al tempo dell’Antica Roma, la line di costa era molto più indietro rispetto ad oggi ed il lembo di terra su cui sorge il borgo di Cesenatico era per gran parte occupato dal mare Adriatico. Un piccolo borgo sorgeva al posto della città, ma era non più che una piccola stagione di posta lungo il tracciato della Via Popilia che dal nord est della penisola conduceva verso la Via Flaminia prima ed a Roma poi.
La fondazione del borgo di Cesenatico come lo conosciamo oggi avvenne infatti nel 1303, quando il Comune di Cesena decise di dotarsi si uno sbocco a mare, ed iniziò la costruzione di un piccolo porto fortificato con un castello, chiamato “Cesenatico“.
La costruzione di un posto militare fortificato sulla costa Romagnola allertò le litigiose Signorie confinanti (Ravenna, Forlì, Rimini) tanto che l’insediamento fu distrutto e ricostruito più volte lungo le sanguinose guerre che ne scaturirono.
Nel 1500, quando Cesare Borgia conquistò la città di Cesena, Cesenatico divenne un luogo strategico, tanto che nel 1502 il Valentino chiamò Leonardo Da Vinci, il qual disegnò una serie di migliorie e varianti che, successivamente adottate, hanno fatto di quel porto un rifugio sicuro anche sotto il profilo strategico – militare, come fu dimostrato durante il periodo napoleonico.
Crollato il dominio dei Borgia la città passò, per un breve periodo, sotto il dominio dei Veneziani, quindi alla Santa Sede e per oltre tre secoli non ebbe avvenimenti di rilievo ad eccezione, nel 1849, dell’imbarco sui famosi “bragozzi” di Giuseppe Garibaldi il quale, reduce dalla difesa di Roma e lasciato San Marino, tentò di correre in soccorso di Venezia in compagnia di Anita, Ugo Bassi e altri patrioti.

Cosa Vedere

  • Il Porto Canale Leonardesco: realizzato a partire dal 1502 utilizzando un progetto che Leonardo da Vinci effettuò su commissione di Cesare Borgia, conserva oggi tutti i suoi caratteri principali.
  • Spazio Pantani: il museo è dedicato interamente alla memoria del campione di ciclismo Marco Pantani, originario proprio di Cesenatico. Il museo si trova non lontano dalla Stazione dei treni ed è comodamente raggiungibile
  • Il Museo della Marineria: forse l’unico museo navale galleggiante in Italia si compone di dieci imbarcazioni visibili all’esterno, e due all’interno del padiglione corrispondente. Le imbarcazioni sono le tradizionali barche da pesca e da trasporto a propulsione velica utilizzate fino ai primi del novecento e, insieme al museo, rappresentano un importante recupero della memoria e degli oggetti della tradizione marinara dell’alto Adriatico.
  • Piazza delle Conserve: Anticamente le Conserve o Ghiacciaie erano dei pozzi profondi 6 metri e del diametro di 8 metri che venivano refrigerati con strati di ghiaccio ed utilizzati per la conservazione del pescato e di altri cibi.
Borghi Marinari
Porto Canale di Cesenatico – Ph. Carlo Lami

Comacchio: la città sull’acqua

Piccolo borgo della provincia di Ferrara, Comacchio sorge in mezzo alla omonima laguna, tra il Po di Volano e il Po di Comacchio ed anticamente fu edificata unendo con i ponti 13 piccole isolette formatisi sulla foce del Po di Primario con il mare. Prima di subire l’inesorabile insabbiamento dovuto alla vicinanza della foce del Fiume Po, nei secoli fu un importante scalo navale nel mare Adriatico ed uno dei porti fondamentali per i commerci in Emilia Romagna.
Del suo glorioso passato la città oggi conserva architetture ed edifici di grande valore, oltre i caratteristici canali che le hanno reso nel tempo l’appellativo di “Piccola Venezia”.

Cosa Vedere

  • Il Parco del Delta del Po: il borgo di Comacchio è interamente all’interno del Parco, cosa che lo dota di una straordinaria attrattiva naturalistica, soprattutto riguardo le specie volatili e faunistiche che qui si possono ammirare.
  • Il Complesso dei Trepponti: vero e proprio simbolo di Comacchio, un tempo aveva la funzione di porta d’ingresso fortificata della città.
  • Il Museo del Delta Antico: ricchissimo museo archeologico che illustra l’evoluzione del territorio e degli insediamenti umani che hanno caratterizzato la storia dell’antico Delta del Po.
  • Il Loggiato dei Cappuccini: una sequenza di ben 142 archi che dal centro di Comacchio portano all’antico Santuario dedicato a Santa Maria in Aula Regia.
  • La Manifattura dei Marinati: museo che rappresenta un pezzo importante della storia economica e gastronomica della città
  • Il Museo della Valli: un museo a cielo aperto inserito all’interno del Parco del Delta del Po ed insieme un percorso storico naturalistico all’interno delle Valli di Comacchio
  • La Casa Museo Remo Brindisi: soggiorno estivo del maestro Remo Brindisi fino alla sua morte, fu realizzata negli anni tra il 1971 ed il 1973 su progetto dell’architetto-designer Nanda Vigo.
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Centro Storico di Comacchio – Foto di Vanni Lazzari Wiki Loves Monuments

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Parlami di tER

[ParlamiditER #241] Il Big Fish Day a Mercato Saraceno

Parlami di tER è una serie di racconti dall’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da donne e uomini che son nati, vivono o semplicemente si sono innamorati di questa singolare, bellissima, terra con l’anima.
Se anche tu vuoi raccontare l’Emilia-Romagna che si vede dalla tua finestra sei benvenuto. Basta una mail a inemiliaromagna@aptservizi.com o un commento qui sotto!


C’è una festa che racconta un paese, un territorio, una comunità di giovani che ormai sono cresciuti ma che non smette di credere che è possibile ancora trasmettere energia e valori positivi attraverso una festa.
È il Big Fish Day a Mercato Saraceno.

Sono passati 9 anni da quando Mirko (a cui è dedicata la festa) ha avuto quel maledetto incidente in moto e tutti noi (compreso chi scrive) siamo qua, a pensare, discutere, preparare, organizzare, in tutti i minuti possibili rubati alla nostra quotidianità e alle nostre famiglie per mettere in piedi una festa unica, che ogni anno possa superare quella precedente, perché più grande è lo sforzo, più grande è la riuscita e il devoluto in beneficenza, e forse meno pesante diventa la consapevolezza della perdita di un amico.
Allora, ecco che si parte con il motogiro attraverso le più belle colline della vallata del Savio, con quei tornanti impetuosi e quelle discese mozzafiato, con il vento in faccia e l’aria della campagna, per poi ritrovarsi tutti nella piazza Mazzini in centro a Mercato.

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Sembra di essere al centro del mondo, il rombo dei motori è assordante, l’odore dei gas di scarico quasi fastidioso ma i sorrisi dei partecipanti cancellano tutto il frastuono e l’atmosfera è idilliaca; sfottò e ammiccamenti vanno per la maggiore.
Ci si sposta poi verso il centro sportivo dove la festa ha finalmente inizio: stand gastronomici, birra, area per i bambini (eh si perché ora quei ragazzi sono grandi e hanno messo su famiglia) e musica.
Non musica, in generale, ma musica rock. Sì, proprio rock’n’roll.
Quando cala il buio, arriva il video, quello emozionale come si dice adesso, che ripercorre tutto quello che è stato fatto e il perché…cavolo, scende una lacrima.

Di nuovo musica, di nuovo energia e nuovo calore, di nuovo vita.
Tutti insieme, da ogni parte del mondo, ma tutti uniti, uguali, tutti con la maglietta del Big Fish (il grande pesce-Mirko) che si incontrano, che ridono, che giocano, che ballano, che si sfottono, che si baciano, che si amano, che celebrano lo stare insieme, la vita. Per tutta la serata e per tutta la notte.
Fino al mattino.
Rimanendo tutti insieme, vecchi e nuovi amici, dove sembra possibile che non manchi nessuno.