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Arte e Cultura

Il 19 e 20 ottobre appuntamento con i Monasteri Aperti

Questo ottobre arriva un nuovo appuntamento con le aperture straordinarie: il terzo weekend si svolge infatti la prima edizione di Monasteri Aperti, l’occasione ideale per scoprire alcuni dei più importanti luoghi di culto millenari che si trovano lungo alcuni dei Cammini dell’Emilia Romagna.

Sabato 19 e domenica 20 ottobre una ventina di luoghi sacri tra pievi, chiostri, abbazie, monasteri e cripte, ospitano numerosi appuntamenti (gratuiti o a pagamento) tra visite guidate con esperti di arte sacra, laboratori, escursioni e trekking, concerti di musica sacra.

Chi saranno i protagonisti di questa iniziativa? Dalla splendida Abbazia di Nonantola (MO) -recentemente riaperta al pubblico dopo il restauro post terremoto e oggetto quest’anno di uno speciale Giubileo concesso da Papa Francesco- alla Cattedrale di Sarsina (FC), passando per piccoli gioielli meno conosciuti, come il Monastero di San Pietro a Modena e il Monastero di Santa Chiara a Lagrimone (PR).

Scopri tutte le iniziative e prenota la tua

Monasteri Aperti, ottobre 2019

L’iniziativa è promossa da APT Servizi Emilia Romagna e CEER – Ufficio per la Pastorale dello Sport, Turismo e Tempo Libero, in collaborazione con le Diocesi Regionali e le Associazioni dei Cammini della Regione.

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Cammini

I Love Cammini Emilia Romagna: 12 passeggiate da maggio a ottobre

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Cammini

Monasteri e cammini spirituali in Emilia Romagna

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Parlami di tER

[ParlamiditER #246] Via degli Abati: quattro giorni a piedi sull’Appennino

Parlami di tER è una serie di racconti dall’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da persone che son natie, vivono o semplicemente si sono innamorate di questa singolare, bellissima, terra con l’anima.
Se anche tu vuoi raccontare l’Emilia-Romagna che si vede dalla tua finestra sei benvenuto.
Basta una mail a inemiliaromagna@aptservizi.com o un commento qui sotto!


In un mondo invaso da suoni, luci, persone e stimoli continui, è sempre più difficile trovare un luogo dove la pace e il silenzio la fanno da padrone. Gli Appennini sono un raro esempio, una zona ancora poco battuta dal turismo di massa, dove è possibile lasciarsi circondare dalla natura. Viaggiare a piedi aiuta a ritrovare ritmi antichi, percorrendo sentieri di memoria millenaria accompagnati solo dai propri pensieri.

Via degli Abati, Bobbio | Ph. TheCrowdedPlanet
Via degli Abati, Bobbio | Ph. TheCrowdedPlanet

Questa, molto in breve, è stata la nostra esperienza lungo la Via degli Abati, circa 100 km e quasi 4000 metri di dislivello positivo percorsi nell’arco di quattro giorni a Giugno 2018. Quattro giorni in cui abbiamo guadato fiumi, scavalcato alberi, intrapreso salite che sembravano senza fine, attraversato passi di montagna e ammirato panorami spettacolari, senza incontrare neanche un’anima.

Storia della Via degli Abati

La Via degli Abati è un percorso di 120 km che collega la città di Bobbio sull’Appennino piacentino a Pontremoli, sul confine tra Liguria, Toscana ed Emilia Romagna, dove si collega alla Via Francigena.

La storia di Bobbio è legata alla sua abbazia, fondata nel VII secolo d.C. da Colombano, un monaco irlandese. L’abbazia diventò presto un luogo di studio e di preghiera, e dopo la morte di Colombano e la successiva canonizzazione, i suoi devoti iniziarono a visitare Bobbio e dintorni, per poi proseguire verso Roma.

Via degli Abati, Bobbio, San Colombano | Ph. TheCrowdedPlanet
Via degli Abati, Bobbio, San Colombano | Ph. TheCrowdedPlanet

I sentieri di montagna di monaci e pellegrini sono stati riscoperti negli anni ’90 da uno storico locale, creando la Via degli Abati. La Via è più vecchia della Via Francigena: quest’ultima fu percorsa per la prima volta da Sigerico nel 990 d.C., ma ci sono prove che i sentieri della Via degli Abati erano già in uso tre secoli prima, ai tempi di San Colombano.

La Via degli Abati Giorno per Giorno

Il percorso inizia nel cuore di Bobbio dal Ponte Gobbo, un ponte medievale in pietra che attraversa il fiume Trebbia, uno dei tanti ‘ponti del diavolo’ che si trovano nell’Appennino Tosco-Emiliano.

Dopo aver attraversato il ponte, si capisce immediatamente perché la Via degli Abati è considerata una delle escursioni a lunga distanza più impegnative d’Italia. La prima sfida sono 6 chilometri in salita costante fino Coli, il primo villaggio dopo Bobbio, una salita che sembra non finire mai, mettendo a dura prova anche i camminatori più esperti e determinati.

Via degli Abati, Bobbio | Ph. TheCrowdedPlanet
Via degli Abati, Bobbio | Ph. TheCrowdedPlanet

Non lontano da Coli c’è anche una variante per raggiungere la grotta dove San Colombano ha vissuto gli ultimi anni della sua vita in solitudine e preghiera. La variante aggiunge 4 chilometri al sentiero, ma è consigliata a chi cerca un luogo fuori dal tempo, per pregare o meditare.

Durante il primo giorno, il sentiero raggiunge il punto più alto dell’intera Via degli Abati: la Sella dei Generali, 1238 metri sul livello del mare, dove le montagne sembrano non finire, e lo sguardo dei pellegrini si estende in tutte le direzioni.

Dopo il primo, estenuante giorno, il secondo sembra quasi una passeggiata rilassante, ‘solo’ 16 chilometri con 700 metri di dislivello. L’unica sezione impegnativa è il guado del fiume Nure, dove è necessario togliersi gli scarponi e stare attenti a non scivolare. Per il resto, si prosegue su sentieri comodi e ombreggiati fino a Groppallo, un piccolo paese circondato dalle montagne.

Via degli Abati | Ph. TheCrowdedPlanet
Via degli Abati | Ph. TheCrowdedPlanet

Il terzo giorno, dopo aver lasciato Groppallo, il sentiero prosegue in salita costante seguendo una serie di stradine e mulattiere attraverso la foresta, passando per villaggi semi abbandonati con qualche anziano residente.

Quando si raggiunge il Passo Linguadà, che separa le province di Parma e Piacenza, gli escursionisti possono scegliere se proseguire attraversando l’altopiano del Monte Lama, dove sono stati trovati resti paleolitici, o seguendo il sentiero più basso che attraversa la valle fino a Bardi, una città conosciuta per il suo imponente castello, che domina la città in cima a una roccia di diaspro rosso.

Via degli Abati, Bardi | Ph. TheCrowdedPlanet
Via degli Abati, Bardi | Ph. TheCrowdedPlanet

L’ultimo giorno, la Via degli Abati collega Bardi e Borgotaro. Questo è il giorno più duro di tutti, luoghi in cui la natura è veramente selvaggia. Il sentiero attraversa ruscelli, foreste e frutteti, villaggi abbandonati e casali in rovina. Nel villaggio di Osacca, che si raggiunge dopo aver attraversato un bellissimo bosco di faggi, un gruppo di gente del luogo accoglie i pellegrini con un sorriso e una bevanda fresca, seguendo una tradizione di ospitalità immutata da secoli.

La Via degli Abati per qualche tempo segue il percorso della Via Francigena, fino a raggiungere uno dei luoghi più remoti e spettacolari dell’intera escursione: una minuscola, immacolata cappella chiamata La Maestà, che offre riparo dal freddo e dalle intemperie. L’intero percorso della Via degli Abati è gestito da volontari, ognuno responsabile di una sezione specifica, ma l’identità della persona che mantiene pulita la cappella, cambia i fiori sull’altare e spazza il pavimento è un mistero.

Via degli Abati, incrocio Via Francigena | Ph. TheCrowdedPlanet
Via degli Abati, incrocio Via Francigena | Ph. TheCrowdedPlanet

La nostra esperienza lungo la Via degli Abati si è conclusa a Borgotaro, una città che sembrava una metropoli dopo giorni di silenzio e foreste. Eppure, il sentiero prosegue, attraverso le montagne e un’altra valle fino a Pontremoli, e più avanti fino a Roma, seguendo le orme di tanti che hanno attraversato queste montagne nel corso dei secoli, diretti verso la Città Eterna.


Per saperne di più leggi l’articolo completo nella lingua originale.

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Social Trek

SocialTrek: il paesaggio della Via Romea Germanica

Lungo la Via Romea Germanica tra i panorami ed i profumi delle Oasi Naturali dell’Emilia-Romagna. Un ambiente unico, plasmato dalla forza dei fiumi, strettamente regolato dall’uomo e dove le specie volatili hanno trovato un rifugio sicuro.

Via Romea Germanica Logo Evento Socialtrek
Locandina Socialtrek Via Romea Germanica

Sono state la Oasi di Campotto, zona umida naturalistica all’interno del Parco del Delta del Po, lo scenario del 3° Socialtrek di InEmiliaRomagna, il progetto che punta a immergervi nelle “piccole” storie che avvolgono i borghi della nostra regione, percorrendo le antiche vie di pellegrinaggio.

Le iniziative di SocialTrek non sono dei trekking veri e propri, lo scopo di queste giornate di passeggio non è arrivare in vetta, non è chiudere una tappa o scalare un costone, ma è l’esperienza di attraversare il territorio a piedi, di vivere il tempo incontrando altre persone sul percorso e, tra una chiacchiera e l’altra, disvelare lentamente le antiche bellezze di un territorio.

Domenica 16 settembre siamo quindi partiti alla volta di una delle zone umide della Regione Emilia-Romagna per affrontare una parte della 4° tappa dell’itinerario regionale della Via Romea Germanica, che fu una delle più importanti ed utilizzate via di collegamento e pellegrinaggio di tutta Europa.


Il Percorso

Ore 9.00 | La macchina corre tra le alte strade della verde pianura Padana al confine tra la provincia dei Bologna, Ferrara e Ravenna, in un territorio dominato dall’acqua, ampi orizzonti e campi coltivati. Arriviamo al punto di incontro alle Oasi di Campotto alle 9.00 del mattino, il gruppo di escursionisti che ci accompagnerà durante il cammino è già radunato insieme ai nostri accompagnatori: Riccardo Raggi e Lorenzo Gualterotti, le guide AIGAE che ci condurranno all’interno dell’Oasi, Rodolfo Valentini, rappresentante della Via Romea Germanica e Giobbe Pellegrino, community manager di Igers Emilia Romagna che come al solito approfitta delle nostre numerose soste per regalarci preziosi consigli sulla fotografia naturalistica.
Ci addentriamo nel Parco costeggiando il corso del fiume Idice; alla nostra destra gli orizzonti delle Valli, un ampio specchio lacustre che oggi è rifugio di tantissime specie volatili. Nonostante l’Oasi di Campotto sia un Parco, sono state create originariamente con la funzione di essere delle casse di espansione dei fiumi Reno e Idice: vengono infatti utilizzate durante le piene per ricevere le acque della bassa pianura bolognese ed essere poi successivamente scaricate, tramite chiaviche e pompe idrovore, nel fiume Reno.
Il valore ecologico specifico di questa zona, caratterizzato dalla presenza dominante delle acque, ha fatto sì che l’Oasi di Val Campotto sia rientrata fin dalla sua costituzione, nel 1977, nell’elenco delle zone umide di importanza internazionale. Con la successiva costituzione del Parco del Delta del Po, quest’area ne è diventata la VI° Stazione.

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Ore 10.30 | Due ore di cammino, circa 4 km, e siamo al limite estremo del Parco. Da qui le acque fluiscono dolcemente verso le Valli di Comacchio ed il fiume Reno per finire poi in mare. Lungo al tragitto, riusciamo a scorgere qualche Airone Cenerino che si alza in volo e ad apprendere qualche rudimento di Bird Watching per cui il Parco del Delta del Po è famoso. Durante il tragitto di ritorno al punto di partenza abbiamo anche l’opportunità di salire su una torretta di avvistamento degli uccelli, condividendo qualche chiacchiera con gli appassionati locali che si prestano gentilmente a farci da maestri.
Il panorama è dominato dall’acqua e dalle opere di ingegneria idraulica del Consorzio della Bonifica Renana, opere che consentono a questo lembo dsi terra di essere una delle zone agricole più importanti d’Italia.

Ore 12.30 | Quasi 4 ore di cammino e siamo di nuovo al punto di partenza stanchi, assetati e molto accaldati. Giusto il tempo di salutarsi e qualcuno di noi decide di approfittare dell’occasione per fermarsi a mangiare in un ristorante locale. Nonostante infatti siamo nell’entroterra e in una zona di pianura, qui i piatti locali sono a base di pesce di acqua dolce e selvaggina: cervi, caprioli, faraone, anguille e tutte le bontà che questa parte di Emilia-Romagna riserva ai visitatori.
Mangiamo di gusto godendo del clima e dell’atmosfera umida di queste zone, prima di metterci in macchina per tornare ognuno alle nostre case.


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Social Trek

Socialtrek: a piedi sull’antica Via Matildica del Volto Santo

A passo lento lungo l’antica Via Matildica, via di pellegrinaggio che corre lungo una terra antica, immersa in una storia millenaria dove genti, borghi e valli hanno trovato una loro identità nel corso dei secoli.

via matildica
Socialtrek Via Matildica

Questo in breve lo spirito dei Socialtrek InEmiliaRomagna, progetto che punta a immergervi nelle migliaia di “piccole” storie che avvolgono i borghi della nostra regione, percorrendo le antiche vie di pellegrinaggio a passo d’uomo ed incrociando lungo il cammino genti e tradizioni, modi di vivere e territori, plasmati dalla storia.
Le iniziative di SocialTrek non sono dei  trekking veri e propri, lo scopo di queste giornate di passeggio non è arrivare in vetta, non è chiudere una tappa o scalare un costone, ma è l’esperienza di attraversare il territorio a piedi, di vivere il tempo incontrando altre persone sul percorso e, tra una chiacchiera e l’altra, disvelare lentamente le antiche bellezze di un territorio.

Domenica 9 settembre siamo quindi partiti alla volta delle colline reggiane, terra di Matilde di Canossa e di manieri, con l’obbiettivo di percorrere parte della 6° tappa dell’antica Via Matildica del Volto Santo, cammino che dalla città di Mantova arriva fino a Lucca, attraversando il tratto reggiano dell’Appennino Tosco-Emiliano.


Il Percorso

via matildica
Mappa SocialTrek – Sarzano / Marola

Ore 8.30 | Ci ritroviamo di buon ora alle pendici del Castello di Sarzano, una delle imponenti roccaforti degli antichi possedimenti matildici e, dopo una breve presentazione del percorso, partiamo alla volta del borgo di Marola, circa 10 Km di cammino.

Come sempre siamo accompagnati da tre diverse guide: Giorgio, guida AIGAE che ci condurrà lungo i sentieri delle colline reggiane fornendoci tutte le informazioni sulla natura e sul percorso, Giobbe, community manager di Igers Emilia Romagna che approfitta delle nostre numerose soste per regalarci preziosi consigli sulla fotografia naturalistica e Mauro,  memoria storica del territorio e della Via Matildica che lungo il percorso ci racconterà di queste terre, delle loro genti e di tutte le cose buone che qui si producono.
Lungo la Via Matildica abbiamo modo di apprezzare la cura secolare con cui l’uomo ha plasmato queste colline; qui e li castelli e fattorie ravvisano il paesaggio ed in fondo la grande ed alta muraglia delle montagne d’Appennino, tra le più alte dell’Emilia-Romagna. Tra le tante riconosciamo bene la suggestiva forma della Pietra di Bismantova e subito dietro i grandi massicci del monte Cusna, del Monte Ventasso, e dell’Alpe di Succiso.
Con i compagni di viaggio chiacchieriamo della Mucca reggiana, di Parmigiano Reggiano di Montagna e di quello che incontriamo lungo il cammino: le querce, i faggi ed i castagneti, l’antica risorsa di queste zone.

Ore 12.00 | I sali scendi delle colline reggiane se da una parte stancano le gambe, dall’altra ci danno l’opportunità di scoprire i variopinti panorami di queste terre. Ogni tanto un’antica torre di avvistamento fa capolino tra le alte fronde, più spesso siamo accompagnati dai piccoli borghi dell’Appennino. Nonostante infatti l’Appennino Reggiano rimanga un luogo poco antropizzato, qui gli insediamenti sono sparpagliati su tutto il territorio. Sono piccole unità produttive, ci spiegano, sorte anticamente li dove il terreno consentiva la coltivazione, l’allevamento o la produzione di castagne.

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Ore 13.00 | Arriviamo a Marola per mezzogiorno, ancora pochi metri in salita e siamo nell’omonima Abbazia, luogo in cui ci fermeremo per la pausa pranzo.
Secondo alcuni la fondazione di questa austero complesso ecclesiastico, ad opera della contessa Matilde di Canossa, risale agli anni tra il 1076 ed il 1092, con consacrazione nel 1102-1106 e costruzione del monastero in un periodo precedente il 1101 e, data la sua posizione sull’antica via di pellegrinaggio, al monastero era un tempo annesso un ospedale per i viandanti.
Il bosco subito accanto all’Abbazia sembra un luogo perfetto per il nostro ristoro, ci rilassiamo sdraiati all’ombra delle alte conifere che circolano il complesso e, tra una chiacchiera ed un racconto, abbiamo il tempo di mangiare i nostri panini

Ore 15.00 | Tornare a piedi verso il Castello di Canossa avrebbe comportato un cammino di altri 20 Km, decidiamo quindi di prendere un pullman che ci condurrà verso il Castello di Rossena, una delle residenze della Contessa Matilde.

Il tragitto in pullman ci consente di gettare uno sguardo più ampio su queste terre; una successione di calanchi, argille, boschi e campi coltivati fanno da contorno alle rupi rocciose che spuntano dalla vegetazione. Su ogni sperone roccioso sorge una torre o un castello, segno dell’antico feudo di Matilde, e tra tutte svettano la rupe di Canossa e quella di Rossena. La prima è oramai spoglia della sua antica Fortezza, la seconda invece si erge imponente a metà tra la pianura padana e l’Appennino, entrambe costruite su affioramenti di rossastre rocce laviche (da cui deriva anche il nome Rossena); affioramenti geologici che ci dicono di particolare importanza, qui infatti nelle ere passate non è mai esistito un vulcano e questi affioramenti sono il risultato di singolari movimenti tettonici.
La visita al Castello di Rossena non prende più di un paio di ore; abbiamo quindi modo di apprenderne la storia, di vivere i suoi angusti spazi e di affacciarsi dai panoramicissimi camminamenti.
Da qui si domina tutto: Parma, Reggio Emilia e le montagne dell’Appennino; ora capiamo perché Matilde lo abbia un tempo eletto a sua dimora.

Il tempo di riprendere il Bus per rientrare al Castello di Sarzano e siamo di nuovo al punto di partenza, pronti a rientrare a ognuno alla propria casa, ma non prima di esserci dati appuntamento per domenica 16 settembre, quando andremo alla scoperta dell’antica Via Romea Germanica nell’ambiente naturale del Parco del Delta del Po e delle Valli di Comacchio.

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Terme

Cammini e Terme – Weekend tra natura e benessere

Dopo avervi presentato i Cammini  in Emilia Romagna che hanno tappe in località termali oggi vi proponiamo quelli che hanno località termali nel raggio di 10/15 km.
#InEmiliaRomagna i cammini sono tanti ma poco distante da 3 di questi ci sono stabilimenti termali pronti a coccolarti dopo una giornata sui sentieri.
Una vacanza slow a contatto con la natura ormai è il desiderio di molti (e forse anche il tuo…) e se hai già deciso che la tua prossima vacanza sarà in cammino tra storia e natura, perché non sublimare l’esperienza con un break di benessere termale?

Via Francigena
Cammino Sant’Antonio
Cammino di San Francesco da Rimini a La Verna

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Via Francigena

L’origine del nome di questo antico tracciato deriva dalla provenienza dei pellegrini diretti a Roma che in origine partivano da Canterbury attraversando la Terra dei Franchi.
Degli oltre 1000 chilometri in territorio italiano, 140 (adatti anche alla bici) percorrono il suolo emiliano romagnolo con ben 6 tappe tra Piacenza e Parma: un percorso adatto a tutti e per tutte le età tra sentieri di montagna, mulattiere di pietra, strade bianche.
A guidare il tuo cammino ci sarà un’apposita segnaletica che ti porterà, attraverso borghi, boschi e valli, a Roma, dove tutte le strade portano.
A completamento dell’esperienza non dimenticare di ottenere i documenti ufficiali del pellegrino come la Credenziale ed il Testimonium.

Per rimanere aggiornati sulla Via Francigena seguite la pagina FB.

Francigena
Francigena – Ph. www.viefrancigene.org

Non distanti dalle tappe 18 e 19 dell’antica via di Sigerico (Fiorenzuola – Fidenza e Fidenza – Fornovo) diversi gli stabilimenti termali nel parmense da provare.

I principi attivi dei quattro tipi di acque (salsoiodica naturale e deferrizzata, Acqua Madre, Acqua Madre decalcificata) delle Terme di Salsomaggiore sono alla base dei percorsi e trattamenti del Centro Benessere Berzieri, in stile Art Déco.
Potrai godere di un sano relax  in una delle 3 piscine Mari d’Oriente, mix esclusivo di luci, musica e getti d’acqua provando anche uno dei tanti programmi benessere. Tra questi, altamente consigliato, post tappa, il Day Relax con aromassaggio viso all’olio di argan, Day extremitas (mani o piedi) con massaggio al sale e fango termale aromatico.

Terme di Salsomaggiore – info sulle offerte termali

Potrai concederti momenti di puro relax dopo tanta fatica anche al Centro Termale Il Baistrocchi, immerso nella quiete del grande parco secolare. Diversi i programmi termali e di benessere che coniugano le benefiche proprietà delle acque termali alle tecniche di massaggio occidentale ed orientale, senza dimenticare i tradizionali hammam, bagno turco termale con docce cromoemozionali, sauna finlandese con frigidarium o i percorsi vapore&sale, relax o salute termale.

Terminato il percorso giornaliero, potrai trovare rifugio e conforto psico-fisico alle Terme di Sant’Andrea in Medesano situate tra verdi prati, zone fruttifere e ampie aree boschive. Qui potrai decidere se goderti le proprietà delle acque salso – bromo – iodiche o cimentarti in corsi di acquaticità.

Cammino Sant’Antonio

Questo cammino, che tocca i luoghi legati al peregrinare evangelico di uno dei più amati e venerati santi di tutta la cristianità, è fortemente legato all’Emilia Romagna. Delle 21 tappe lungo 408 km infatti ben 16 (per un totale di 258 km) percorrono strade della nostra regione, per lo più naturalistiche, regalando al viaggiatore scenari di inaspettata bellezza.
Come ogni cammino/sentiero sarà facile ritrovare sintonia con se stessi e con i territori che attraverserai grazie al sapore genuino delle cose che solo chi viaggia a piedi è in grado di capire. Visto che lungo il percorso ci sono alcuni tratti non segnalati assicurati di  avere con te una mappa dettagliata o  il download dei tracciati.
Ricorda inoltre che per ufficializzare il tuo percorso pellegrino è necessario chiedere la Credenziale su cui apporre tutti i timbri per ricevere la consegna dell’Assidua.

Su Facebook trovi anche il gruppo Quelli del cammino di Sant’Antonio.

Cammino di Sant'Antonio | Foto © Giorgio Minguzzi
Cammino di Sant’Antonio | Foto © Giorgio Minguzzi

Le località termali dove prendersi una pausa di benessere sono 2, a Castel S. Pietro e a Brisighella e interessano ben 5 tappe del Cammino: la 9° (Bologna San Ruffillo – Settefonti), la 10° (Settefonti – San Martino in Pedriolo), l’11° (San Martino in Pedriolo – Tossignano), la 13° (Parco naturale del Carnè – Modigliana) e la 14° (Modigliana – Dovadola).

In Emilia, giunto ai piedi dei colli, lungo la via Emilia tra Bologna e Imola, troverai ad attenderti le Terme di Castel San Pietro. Qui, circondato da un grande parco secolare potrai goderti il meritato riposo dopo la tua tappa da pellegrino e dedicarti benefiche attenzioni con uno dei pacchetti benessere a base delle sue acque termali.

Se invece deciderai di fermarti in Romagna, dopo aver ammirato lo splendore dei banconi di gesso cristallino del Parco della vena del Gesso Romagnolo  ad accoglierti ci saranno le Terme di Brisighella, le cui proprietà sono note fin dall’antichità. Per godere delle proprietà terapeutiche delle sue acque termali sulfuree e salso-iodiche, quattro i tipi di terapia che potrai sperimentare: Acquaterapia, Ariaterapia, Terraterapia e Naturaterapia.

Il Cammino di San Francesco da Rimini a La Verna

Questo è tra i percorsi più brevi in Emilia Romagna. Ti aspettano cinque giorni di cammino dal mare Adriatico all’appennino tosco-romagnolo, lungo l’affascinante ed emozionante Valmarecchia, da sempre terra di confine: boschi, fiumi e antichi borghi fortificati e arroccati che caratterizzano il panorama.
Vivrai un’esperienza del tutto nuova, in modalità slow, carica di significati scegliendo per la tua vacanza questo lembo di Romagna.
Il Cammino ha un livello di difficoltà basso, legato perlopiù alla lunghezza e ai dislivelli di alcune tappe anche se trattandosi di un percorso con tappe appenniniche, richiede comunque almeno l’abitudine a muoversi in ambienti montani.
Se deciderai di intraprenderlo, riscoprire la natura e la semplicità delle cose sarà la tua vera ricompensa.

emilia romagna slow - cammino di san francesco madonna-di-saiano1
Santuario della Madonna di Saiano

A ricompensarti invece con del benessere termale ci penserà Riminiterme, direttamente sul  mare, non lontano dalla 1° (Rimini – Villa Verucchio) e 2° tappa (Villa Verucchio – San Leo).
Dovrai solo scegliere tra i numerosi trattamenti a base talassoterapica (effetto combinato di sole, iodio e acqua salata) tra cui anche peeling corpo alla farina di ceci, polvere di curcuma e zenzero, massaggi rilassanti. Se sei un pellegrino a cui l’esercizio non basta mai sappi che ci sono anche campi da beach volley; mentre se vuoi completare l’esperienza con attività di gruppo, e cammini in estate, sono previsti anche tornei, scuola di ballo, lezioni di cucina e attività culturali.

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Social Trek

SocialTrek | Piccola storia sul cammino di San Francesco

Ben nota per le spiagge e le località turistiche, da qualche anno la nostra regione sta cercando di valorizzare e promuovere ogni forma di turismo slow e sostenibile in linea con le esigenze crescenti e diversificate di noi viaggiatori. I borghi dell’entroterra e gli antichi cammini sono diventati un modo diverso per conoscere la bellezza della nostra terra incrociando temi come l’arte, la cultura e l’enogastronomia.

Quattordici sono i cammini storici e religiosi che ancora oggi attraversano l’Emilia Romagna, collegandola a tutta l’Europa con oltre 2000km di itinerari: percorsi da compiere in solitaria o in gruppo aiutati, a differenza di un tempo, da supporti digitali come il nuovo sito dei cammini dell’Emilia-Romagna.

Proprio per promuovere queste nuove forme di turismo, difatti, negli ultimi due anni si sono messi in campo progetti diversi di valorizzazione con iniziative di vario tipo. Tra queste, una menzione particolare va al progetto SOCIALTREK realizzato in collaborazione con Igers Emilia Romagna, di cui avevamo già parlato qualche tempo fa: un’idea semplice, aperta a tutti, in grado di unire il piacere del cammino all’amore per la fotografia.

La settimana scorsa ha inaugurato così il progetto (si tratta del primo di quattro appuntamenti) in una delle mie valli preferite, la Valmarecchia, partendo da uno cammini più suggestivi presenti in regione, quello di San Francesco.

Ma come è andata la giornata?
Ve lo racconto brevemente, facendomi aiutare dalle immagini.

Ore 9.30 | Dopo aver ricevuto le informazioni necessarie sul cammino e dritte su come utilizzare al meglio la fotografia digitale, siamo partiti dal cuore di San Leo alla volta di Novafeltria. Obiettivo: percorrere metà della terza tappa del cammino originale a coprire una distanza di circa 8,38km.

Accompagnati da Roberto Forlivesi (guida AIGAE), Marco Pacelli e Franco Boarelli (Amici del Cammino di San Francesco), e Giobbe Pellegrino (Regional Manager Igers Emilia Romagna), abbiamo imboccato la strada per Maiolo, in direzione della rupe rocciosa di Maioletto. Sopra di noi un sole caldo e splendente illuminava un paesaggio bucolico da perdere il fiato.

Lungo il percorso panoramico “tagliato” nella natura e punteggiato da piccole case di campagna, una canonica e suggestivi passaggi su profondi calanchi, il gruppo ha avuto modo di conoscersi, scambiarsi opinioni e ascoltare dalle guide curiosità e aneddoti sul territorio.

Ore 13.00 | Tra tratturi e sterrati, alternando pause divulgative rigorosamente all’ombra, verso l’ora di pranzo abbiamo raggiunto la rupe rocciosa di Maioletto, un tempo sede di una delle roccaforti più difficili da espugnare dell’intera Valmarecchia e Montefeltro.
Qui, tra gli alberi del sottobosco, l’odore dei panini al sacco e l’aroma di un caffè preparato con un fornetto da passeggio, abbiamo ascoltato l’origine della formazione geologica della Valmarecchia e ci siamo confrontati sui km percorsi e cosa ci aveva fino a quel momento colpito maggiormente.

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Ore 14.30 | Dopo circa un’ora siamo riparti. Davanti a noi un lungo tratto di bosco fitto che ci ha permesso di raggiungere la strada asfaltata di collegamento tra Maiolo e Novafeltria. Sarà stato il caldo o il pranzo appena concluso, fatto sta che il passo più lento del gruppo ha richiesto maggiori soste all’ombra e in qualche caso anche qualche bustina di maegnesio. Ma niente di preoccupante!

Ore 16.15 | Poco lontano, il ponte sul fiume Marecchia ci ha “traghettato” fino a destinazione, dove un pullman ci stava aspettando pronto a riportarci a San Leo, dopo quasi 6 ore di cammino. Il tempo di un saluto e di un aperitivo, e di nuovo pronti a rinnovare l’invito al prossimo appuntamento, questa volta in programma il 9 settembre nelle terre matildiche.

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Social Trek

SocialTrek: lungo i Cammini Regionali con lo smartphone

Se siete appassionati di natura e camminate, ma anche di social e in particolare di Instagram, avete un po’ di appuntamenti da segnare in agenda: quest’anno assieme a Igers Emilia Romagna abbiamo organizzato 4 passeggiate lungo altrettanti Cammini dell’Emilia-Romagna, per trascorrere una giornata nel verde in compagnia e, nel mentre, apprendere le nozioni utili per scattare delle belle fotografie di paesaggio.

Il progetto si chiama SocialTrek ed ecco come Giobbe Pellegrino, Regional Manager di Igers Emilia Romagna, racconta come gli è venuta l’idea:

Tutto è nato dopo una salita infinita con la melma fin sopra le spalle…e il sorriso ebete perché mi stavo divertendo. Ciò è successo durante una passeggiata che ho fatto in mezzo alla natura con guide GAE della zona di Rimini. Dopo tanti anni sono tornato a camminare tra i boschi e le valli della zona riminese. A questo punto mancava solo una cosa: condividere queste emozioni con gli altri e far scoprire che, oltre al mare, esiste anche l’entroterra Emiliano Romagnolo.
Mi chiamo Giobbe Pellegrino, Regional Manager di Igers Emilia Romagna per l’associazione Igers Italia, e grazie al contributo di APT Emilia Romagna siamo riusciti a portare questo progetto alla luce! Insieme abbiamo pensato a portare le persone non solo a fare una passeggiata tra i monti, non solo a conoscersi e creare relazioni personali off-line, ma bensì a condividere questo momento on-line tramite delle piccole nozioni di phoneography, post produzione e condivisione sui social LIVE che avverranno durante questi tour.
In questo progetto serve solo un cellulare con una telecamera, ma se avete la macchina fotografica potete portarla e usarla. Lo scopo è quello di raccontare non solo la vita all’aria aperta, ma bensì far conoscere il nostro paesaggi in ben 4 appuntamenti per tutta l’Emilia-Romagna. Un po’ di lavoro all’inizio e tanto sulla strada per portare a casa delle splendide foto e degli ottimi suggerimenti nella condivisione dei vostri post!

Proprio Giobbe sarà colui che durante il percorso si occuperà di dare qualche suggerimento e spunto per migliorare le tecniche di fotografia naturalistica. A camminare assieme a lui ci saremo noi, ci saranno le guide Aigae, le Associazioni che si occupano dei diversi cammini…e speriamo ci siate anche voi!
La partecipazione è gratuita e aperta a chiunque lo desideri, basta registrarsi compilando il form (che sarà a breve) presente sul sito ufficiale dei Cammini in Emilia-Romagna.

Ecco le date che abbiamo in programma:

1 Luglio 2018 | Cammino di San Francesco da Rimini a La Verna
Tappa da San Leo a Novafeltria (13km)
in compagnia dell’Associazione del Cammino di San Francesco e delle guide Aigae Emilia-Romagna
#emiliaromagnaslow #camminosanfrancescorimini

9 Settembre 2018 | Via Matildica del Volto Santo
Anello dei Castelli Matildici (10km)
in compagnia dei referenti della Via Matildica, del CAI e delle Guide Aigae Emilia – Romagna
#emiliaromagnaslow #viamatildica

16 Settembre 2018 | Via Romea Germanica
Itinerario nel Parco del Delta del Po (13km)
in compagnia degli amici della Associazione Via Romea Germanica e delle guide Aigae Emilia – Romagna
#emiliaromagnaslow #viaromeagermanica

18 Novembre | Via della Lana e della Seta e Via degli Dei
Itinerario da Casalecchio di Reno a Palazzo de’ Rossi, con visita alla Chiusa sul Reno (monumento Unesco) sotto la guida del suo Direttore, in compagnia dei referenti dei due Cammini e di una guida Aigae Emilia–Romagna
#emiliaromagnaslow #vialanaeseta #viadeglidei

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La passeggiate sono state pensate per essere alla portata di tutti, anche di chi non fosse un camminatore troppo allenato, e i ritmi saranno sostenibili anche per i fotografi più esigenti.

Ogni giornata di cammino sarà organizzata secondo questa modalità:
ore 9.00: ritrovo in un luogo specificato nel programma da raggiungere con mezzi propri, dove chi verrà in auto potrà lasciare il mezzo;
ore 9.15 – 10.00: presentazione dell’incontro a cura APT e breve lezione introduttiva di phoneography a cura di Giobbe Pellegrino;
ore 10.00: partenza al seguito delle guide Aigae;
percorrenza a piedi di minimo 5 – massimo 15 km; pausa pranzo al sacco.
Al termine della camminata, laddove le tappe non siano ad anello, i partecipanti saranno riaccompagnati al punto di partenza.

Ai partecipanti è richiesto un equipaggiamento adeguato alla camminata: scarpe e vestiti comodi, cappello, copertura per pioggia (se le condizioni meteo lo necessitassero), acqua in abbondanza e pranzo al sacco con eventuale telo.

Per maggiori informazioni potete scrivere a m.valeri@aptservizi.com