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Rocchetta Mattei, un gioiello moresco immerso nell’Appennino bolognese

A pochi chilometri da Porretta, e precisamente nei pressi di Grizzana Morandi, si trova un edificio la cui architettura non può che lasciare a bocca aperta chi vi si imbatte. Proprio tra le verdi montagne dell’Appennino Bolognese sorge infatti un castello che coniuga lo stile medievale a quello arabo-moresco, decisamente originale e atipico per la zona: si tratta della Rocchetta Matteieretta nella seconda metà dell’Ottocento per desiderio del conte Cesare Mattei, letterato e omeopata fondatore di una scienza medica chiamata elettromeopatia, una sorta di mescolanza di omeopatia, fitoterapia, alchimia e magnetismo.

Nato a Bologna nel gennaio del 1809 in una famiglia agiata, Mattei crebbe a contatto con i massimi pensatori dell’epoca; alla morte della madre nel 1844 egli tuttavia lasciò la vita politica e sociale per ritirarsi a mettere a punto (seppur non laureato) una “nuova medicina” che fosse più efficace di quella tradizionale, che aveva fallito nel curare la madre.

Nel giro di qualche anno Mattei mise a punto una scienza basata sull’abbinamento di granuli simil-omeopatici (i cui principi erano estratti da piante officinali e lavorati con una metodologia segreta) con 5 liquidi elettrici, utili a ristabilire il corretto equilibrio delle cariche elettriche del corpo per riportarlo alla “neutralità”.
La pratica medica esercitata da Mattei si diffuse ben presto in tutta Europa e i suoi rimedi divennero molto richiesti, anche all’estero. Mattei venne infatti anche citato da Dostoevskji ne I fratelli Karamàzov.

La costruzione del castello iniziò nel 1850 (sulle rovine dell’antica rocca di Savignano, appartenuta probabilmente a Matilde di Canossa) e proseguì per tutta la vita del conte, che lì risiedeva dirigendone i lavori di riedificazione e ampliamento.
Il castello venne infatti concepito da Mattei per essere la sede della sua”nuova medicina” e per ospitare le persone (tra cui anche numerosi ospiti illustri dell’epoca) che da tutto il mondo giungevano alla Rocchetta per conoscere la sua particolare scienza e farsi curare da lui.

La struttura del castello fu modificata più volte dal conte durante la sua vita, rendendola un labirinto di torri, scalinate monumentali, sale da ricevimento e camere private che richiamano diversi stili, dal medievale al moresco, dal liberty al gotico.
Tra i richiami decorativi più evidenti troviamo quello all’Alhambra di Granada per il Cortile dei Leoni e quello alla Grande Moschea di Cordoba per la cappella dove il conte è sepolto.

 

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Grazie alle sue particolarissime atmosfere la Rocchetta Mattei è stata, inoltre, lo sfondo di un romanzo giallo dello scrittore bolognese Loriano Macchiavelli, “Delitti di gente qualunque”, e set cinematografico dei film “Balsamus, l’uomo di Satana” (1968) e “Tutti defunti tranne i morti” (1977) di Pupi Avati e “Enrico IV” (1984) di Marco Bellocchio.

Alla morte di Mattei nell’Aprile del 1896, la villa venne ultimata dal figlio adottivo Mario Venturoli Mattei, che parallelamente continuò la produzione e distribuzione dei “Rimedi Mattei” fino al 1959, quando i laboratori furono costretti a chiudere.

Dopo vari tentativi di cederlo al Comune di Bologna o ad altri enti, gli eredi conclusero le vendita con un commerciante locale, Primo Stefanelli, il cui obiettivo era quello di farne un’attrazione turistica di interesse. Con la morte di Stefanelli la Rocchetta venne però definitivamente chiusa al pubblico.

Grazie alla Fondazione Cassa in Risparmio di Bologna che l’ha acquistata nel 2005 e riaperta al pubblico nel 2015, e al Comune di Grizzana Morandi che lo gestisce (con il patrocinio dell’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese e della Città Metropolitana di Bologna), la Rocchetta Mattei è un gioiello architettonico che tutti oggi possono visitare.

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Arte e Cultura

10 Castelli del Ducato da non perdere

L’entroterra emiliano custodisce numerosi tesori; uno di questi è senza dubbio la rete dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza, che si innalzano dalla fertile pianura padana fino alle scenografiche montagne dell’Appennino, rendendo il paesaggio davvero memorabile.

Se il territorio Romagnolo è stato patria delle dinastie dei Malatesta e dei Montefeltro, il territorio emiliano ha visto nel corso dei secoli il succedersi di numerose famiglie nobili (come i Farnese, i Borbone di Parma, i Pallavicino, i Visconti, i Meli Lupi, i Gonzaga, i Rossi, i Sanvitale, gli Sforza, i Landi e i Malaspina) che vi hanno lasciato un segno indelebile. La traccia più tangibile è ancora oggi costituita da queste antiche dimore – castelli, rocche e ville – che testimoniano il passato importante di queste terre.

Ecco allora dieci tra i Castelli del Ducato da non perdere se avete in programma una visita in Emilia.

In provincia di PARMA:

BARDI

Arroccato sopra uno sperone di diaspro rosso che sorge al centro della Val Ceno, l’edificio sovrasta il punto in cui il torrente Noveglia confluisce nel Fiume Ceno. Il forte è uno dei massimi esempio di architettura militare in Emilia; è completamente circondato da mura scarpate, dotate di cammino di ronda interamente percorribile, la cui forma irregolare segue la conformazione dello sperone roccioso.
All’interno della fortezza sono presenti numerosi musei.
La leggenda vuole che tra le mura del castello si aggiri un fantasma, lo spirito inquieto di Moroello, giovane comandante della guardia la cui vita fu segnata da una tragica storia d’amore con la bellissima castellana Soleste.

Castello di Bardi | Ph. Filippo Aneli
Castello di Bardi | Ph. Filippo Aneli

COLORNO

La Reggia di Colorno fu costruita agli inizi del 18° secolo dal duca Francesco Farnese sui resti di una precedente rocca medievale. Il palazzo divenne poi dimora prediletta di Filippo di Borbone e della moglie Louise Elisabeth, che lo rinnovò sul modello di Versailles (di quest’epoca è l’aggiunta dello scalone esterno), e successivamente venne abitata dalla seconda moglie di Napoleone, Maria Luigia d’Austria, la “buona duchessa”, alla quale si deve la trasformazione dell’ampio giardino alla francese in un romantico giardino all’inglese.
Il palazzo è composto da oltre 400 sale, con pavimenti in marmo rosa e soffitti affrescati ed è conosciuto come la “piccola Versailles”.
Il percorso guidato prevede la visita al piano nobile, all’appartamento del Duca Ferdinando di Borbone e alla Cappella Ducale di San Liborio. Il Giardino Storico è invece aperto tutto l’anno durante il giorno, con ingresso gratuito.

Reggia di Colorno | Ph. wwikiwalter
Reggia di Colorno | Ph. wwikiwalter

FONTANELLATO

La medievale Rocca Sanvitale di Fontanellato sorge proprio al centro del borgo, circondata da un ampio fossato d’acqua. La sua struttura quadrata, con quattro torri ai vertici e mura merlate, presenta le caratteristiche tipiche delle costruzioni militari e originariamente l’accesso era consentito da un ponte levatoio, ora in muratura.
Al suo interno, arricchito da mobili e suppellettili rinascimentali, è presente uno dei capolavori del manierismo italiano: la saletta dipinta dal Parmigianino nel 1524, raffigurante il mito di Diana e Atteone tratto dalle Metamorfosi di Ovidio.
Inoltre, tra le sale, è presente l’ottocentesca Camera ottica, che grazie a un ingegnoso sistema di lenti e prismi permette di curiosare in segreto nella vita della piazza antistante il castello.

Rocca Sanvitale di Fontanellato | Ph. Castelli Del Ducato
Rocca Sanvitale di Fontanellato | Ph. Castelli Del Ducato

MONTECHIARUGOLO

Il Castello di Montechiarugolo svetta su un terrazzo naturale a strapiombo sulla riva sinistra del torrente Enza (da cui deriva il toponimo del suo nome Monticulus Rivoli), nella strategica posizione di confine tra il territorio parmense ed il territorio reggiano.
Costruito dal condottiero Guido Torelli nel XV secolo sui resti di un pre-esistente insediamento, il forte visse il suo periodo di massimo splendore durante la vita di Pomponio Torelliinsigne umanista e nipote di Pico della Mirandola, che lo rese meta di un’eletta cerchia di artisti ed ospiti illustri, tra i quali Papa Paolo III e il re di Francia Francesco I.
Con la “Congiura dei Feudatari”, nel 1612 il castello fu espropriato e affidato a un presidio militare e al suo interno venne collocata una fabbrica per la lavorazione delle polveri ardenti.
Nel 1864 è stato acquistato dalla famiglia Marchi, che ne è tutt’ora proprietaria.
Alla storia del Castello è legata anche la triste leggenda della Fata Bema, il cui fantasma si manifesta nel castello il 19 maggio di ogni anno.
In contrasto con la severa struttura esterna, composto da possenti mura merlate e un ponte levatoio, l’interno dell’edificio presenta un ricco arredamento rinascimentale, con cicli pittorici, tele, affreschi e suggestivi giardini fioriti.
Ben conservati sono anche i camminamenti di ronda coperti (attualmente chiusi al pubblico), mentre dal loggiato si apre il panorama su tutto il parco dell’Enza.

TORRECHIARA

Questo affascinante castello che sorge a Langhirano, sulle prime colline di Parma, fu costruito tra il 1448 e il 1460 (sulle rovine di una precedente casaforte) da Pier Maria II de’ Rossi in onore dell’amata Bianca Pellegrini. L’edificio, infatti, doveva servire non solo come struttura difensiva, ma anche come dimora isolata per i due amanti: la funzione difensiva è attestata dalle tre cerchia di mura e dalle quattro torri angolari, la destinazione residenziale è evidente dalla ricchezza degli ornamenti, tra cui il ciclo di affreschi attribuito a Benedetto Bembo che si trova nella cosiddetta Camera d’Oro, raffigurante scene di amore cavalleresco e la celebrazione del legame tra Bianca e Pier Maria. Nell’affresco si riconoscono infatti gli stemmi dei due amati e due cuori con le frasi Digne et in aeternum (degnamente e in eterno) e Nunc et semper (ora e per sempre), a testimonianza dell’eternità del loro amore. Il castello è considerato un esempio tra i meglio conservati di architettura dei castelli in Italia, poiché unisce elementi del medioevo a elementi del Rinascimento.

Castello di Torrechiara, Parma | Foto © Alberto Ghizzi Panizza
Castello di Torrechiara | Ph. Alberto Ghizzi Panizza

In provincia di PIACENZA:

CASTELL’ARQUATO

Strategicamente arroccato tra le colline sulla riva sinistra del torrente Arda, il borgo medievale di Castell’Arquato domina con le sue torri il territorio circostante della Val d’Arda. Risalendo i pittoreschi vicoli medievali del borgo si giunge infine nella piazzetta centrale, su cui svetta la Rocca Viscontea.
Eretta per volontà di Luchino Visconti a metà del XIV secolo, la Rocca era la sede della guarnigione militare ed è costituita da un impianto planimetrico quadrangolare, con quattro torri quadrate ai vertici, oltre al mastio, la torre principale.
Il castello è famoso anche per essere stato scelto tra i set del film Lady Hawke ed attualmente ospita un museo dedicato alla vita medioevale.

Rocca Viscontea di Castellarquato | Ph. Moreno Granelli
Rocca Viscontea di Castell’Arquato | Ph. Moreno Granelli

RIVALTA

Il millenario Castello di Rivalta sorge su una ripida scarpata prospiciente la riva del fiume Trebbia, in una posizione che, pur non essendo particolarmente elevata, consente un’ampia panoramica sulla Val Trebbia.
Questo imponente complesso è sempre appartenuto, con brevi interruzioni, alla famiglia Landi, che tutt’oggi lo possiede e abita. Il castello ha una planimetria quadrangolare, con un cortile interno circondato da un doppio ordine di logge, ma l’elemento architettonico che maggiormente caratterizza l’edificio è la torre sovrastata da un torrellino, cui si accede tramite una scala a chiocciola.
Al suo interno la torre ospita il famigerato Pozzo del Taglio, così chiamato per le lame che ha sul fondo, strumento di tortura per il malcapitato che vi veniva gettato.
L’interno è tutt’ora arredato con mobili, quadri ed oggetti antichi, fra i quali una vasta esposizione di armature, armi ed uniformi ed una curiosa raccolta di antichi strumenti musicali.

GROPPARELLO

Il Castello di Gropparello sorge in cima ad uno sperone roccioso, su uno strapiombo che domina il torrente Vezzeno; la sua posizione, che forma una gola di circa 85 metri di altezza, lo ha reso il castello praticamente inespugnabile nei secoli.
Il toponimo stesso del suo nome sembra derivare dal termine celtico Grop, che indica un ostacolo naturale di tipo roccioso. Il complesso venne edificato nell’VIII secolo sulla sede di un castrum romano posto a difesa della via per Veleia. Unica roccaforte guelfa nel territorio piacentino, il castello fu terreno di scontro tra Guelfi e Ghibellini, e passò per le mani di molte famiglie, fino a diventare proprietà della famiglia Gibelli, che lo ha attualmente aperto al pubblico.
L’edificio ha forma irregolare e la sua doppia cinta muraria merlata segue il profilo scosceso dello sperone roccioso. Pur se composto di parti risalenti a epoche diverse (la parte più antica è la torre quadrata costruita proprio sulla sommità della rupe) ha conservato l’aspetto compatto della roccaforte, accessibile tramite un doppio ponte levatoio.
Nel parco del Castello è nato lo scenografico Museo della Rosa Nascente mentre nel bosco circostante è stato creato il Parco delle Fiabe, il primo parco emotivo d’Italia, dove i bambini, accompagnati da animatori in costume, possono andare alla scoperta delle fiabe e dei miti nordici.

Castello di Gropparello | Ph. Castelli del Ducato
Castello di Gropparello | Ph. Castelli del Ducato

SAN PIETRO IN CERRO

Fondato per volere di Bartolomeo Barattieri nel 1460, sui resti di un insediamento precedente, il castello sorge a 20 km da Piacenza, sul confine con le provincie di Parma e Cremona. Concepito come residenza nobiliare fortificata, l’edificio ha una planimetria rettangolare da cui emergono il mastio d’ingresso e due torrioni rotondi; l’austerità esterna è però ingentilita da un’elegante corte con doppio loggiato quattrocentesco.
Al suo interno sono visitabili oltre 30 sale riccamente arredate, due saloni d’onore, le cucine e le prigioni. Tra le sale è presente anche una Biblioteca Storica, che racchiude oltre 2.000 volumi sulla storia di Piacenza, consultabile su appuntamento.
Gli ambienti del sottotetto ospitano invece il MIM – Museum in Motion, una collezione (esposta a rotazione) di oltre 800 opere di maestri contemporanei, italiani e stranieri, con una sezione dedicata ai pittori Piacentini.
L’edificio è circondato da un grande parco alberato e da un vasto giardino.

VIGOLENO

Questo imponente complesso fortificato sorge sulle colline più orientali del piacentino, al confine con la provincia di Parma, nel territorio comunale di Vernasca. Posto sul crinale che separa la Valle del torrente Ongina da quella dello Stirone, domina la campagna circostante e i suoi vitigni.
Il borgo medioevale, tutt’ora intatto, è fra i più suggestivi e ricchi di storia del piacentino. La sua fondazione risale al X secolo e nel corso della storia divenne proprietà di numerose famiglie, principalmente della famiglia Scotti.
Nel 1922 la principessa Ruspoli-Gramont lo restaurò e ne fece sede di incontri mondani con illustri artisti e scrittori, come Gabriele D’Annunzio, Max Ernst e Jean Cocteau.
Nei primi anni ’80 è stato anch’esso (come Castell’Arquato) scelto come set per le riprese del film Lady Hawke.
Il borgo ha una struttura elissoidale racchiusa da imponenti mura merlate, che un panoramico camminamento di ronda percorre interamente. Dal camminamento spicca il mastio quadrangolare, ornato di merli ghibellini, che oggi ospita alcune sale museali.

Vigoleno
Castello di Vigoleno – Foto di Cristiano Dallacasagrande

Ovviamente nel territorio ci sono molti altri castelli da scoprire, e li potete trovare tutti sul sito dei Castelli del Ducato: buona visita!

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Arte e Cultura

16 castelli in provincia di Modena da riscoprire e visitare

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Appuntamenti

Castelli Aperti 2019 #inEmiliaRomagna

Dopo il successo degli appuntamenti precedenti, dal 31 ottobre al 3 novembre 2019 torna “Oh Che Bel Castello”, con un’edizione dedicata ad Halloween nei Castelli Aperti dell’Emilia-Romagna.

Scopri le iniziative e prenota la tua!

60 sono i castelli già parte del Circuito dei Castelli dell’Emilia-Romagna che in occasione di queste date propongo numerose coinvolgenti attività: mostre, visite guidate, degustazioni e laboratori.

Circuito Castelli Emilia Romagna

I Castelli Aperti in Emilia Romagna sono la meta perfetta per famiglie con bambini, giovani coppie, camperisti e per gli appassionati di weekend ricchi di eventi e speciali visite guidate. Ecco un assaggio di quello che vi aspetta:

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Arte e Cultura

Due Cuori e un Castello: a San Valentino tornano i Castelli Aperti #inEmiliaRomagna

San Valentino è alle porte e siete in cerca di un’idea perfetta per stupire la vostra dolce metà? Perché non regalare…un castello! Dal 14 al 17 febbraio torna “Oh che bel Castello”, un nuovo appuntamento dei Castelli Aperti in Emilia Romagna con tante iniziative pensate apposta per due.

Aperitivi d’amore, romantiche cene itineranti di salone in salone, menù stellati creati per l’occasione, visite guidate dedicate alle celebri storie d’amore e passione che si sono consumate all’interno delle possenti mura, spettacoli teatrali, laboratori creativi, benessere di coppia, aperture speciali e iniziative a lume di candela: non vi resta che scegliere l’esperienza ideale da vivere con il partner.

SCOPRI LE INIZIATIVE NEI CASTELLI APERTI

CastelliAperti-SanValentino

Mano nella mano, occhi negli occhi, i castelli d’Emilia Romagna saranno la cornice ideale per celebrare il vostro amore e…chissà…avanzare qualche proposta di amore eterno? 😉

Come sempre, se durante la visita vorrete condividere un panorama, uno scorcio o un’esperienza attraverso una foto su Instagram, vi invitiamo ad utilizzare i due hashtag ufficiali #castelliemiliaromagna e #ohchebelcastello.

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Arte e Cultura

Capodanno da Favola nei Castelli Aperti #inEmiliaRomagna

Siete in cerca di idee per un Capodanno davvero speciale? In Emilia Romagna torna “Oh Che bel Castello”, il terzo appuntamento con i Castelli Aperti in Emilia Romagna.

Dal 29 dicembre al 1° gennaio tante iniziative nei castelli aderenti all’iniziativa, per celebrare l’arrivo del nuovo anno in grande stile, tra cultura e intrattenimento. In programma apertura straordinarie, spettacoli a tema anche per i più piccini, allestimenti e attività dedicate allo spirito delle feste, brindisi e fuochi d’artificio.

Non perdete l’occasione di trascorrere una giornata assieme ai vostri cari alla scoperta di alcune delle più Fortezze della regione immerse nel fascino del panorama invernale.

Scopri le iniziative nei castelli aperti

castelli aperti per capodanno 2018-2019

Come sempre, se durante la visita vorrete condividere con tutti noi la vostra esperienza attraverso una foto su Instagram, vi invitiamo ad utilizzare i due hashtag ufficiali #castelliemiliaromagna e #ohchebelcastello.

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Appuntamenti

Il 7, 8 e 9 dicembre tornano i Castelli Aperti #inEmiliaRomagna

Se lo scorso 7 ottobre vi siete persi la prima giornata dei Castelli Aperti in Emilia Romagna, ora potete rimediare: nel weekend dell’Immacolata torna “Oh che bel Castello” con una tre-giorni ricca di appuntamenti, tra cultura, intrattenimento e svago.

Una nuova occasione per trascorrere una domenica diversa, facendo una spensierata gita fuori-porta in compagnia della famiglia o degli amici. In programma infatti ci sono iniziative per tutti: aperture straordinarie, visite speciali e in anteprima, appuntamenti gastronomici e iniziative pensate apposta per far divertire i più piccini, strizzando già l’occhio al Natale in arrivo.

Trovate l’esperienza che fa per voi sul sito ufficiale dei Castelli in Emilia Romagna!

Se durante la visita vorrete condividere con tutti la vostra esperienza attraverso una foto su Instagram, vi ricordiamo di utilizzare gli hashtag ufficiali #castelliemiliaromagna e #ohchebelcastello. Buona domenica!

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A spasso per l’Emilia-Romagna

Fantasmi nei castelli in Emilia Romagna – esperienze da brivido

Chef, sportivi e artisti della nostra regione sono noti a tutti ma sai che ci sono anche tanti fantasmi in Emilia Romagna?
Che tu sia un moderno e coraggioso acchiappafantasmi o solo un curioso e appassionato di storia, l’Emilia Romagna è la tua meta grazie agli strani fenomeni che si registrano e alle tante presenze occulte (la maggior parte donne) che sembrano aver preso residenza qui! 😉
Oggi ti conduciamo alla scoperta di un’Emilia Romagna inconsueta, dove la storia si mescola alla leggenda, con addirittura 5 ghost tours organizzati👻, spesso con visita serale, in altrettanti Castelli del Ducato per un’esperienza davvero da brivido!
Fatti coraggio, ecco i luoghi “infestati” visitabili, dove andare a trovare i  fantasmi #inEmiliaRomagna.

Fantasmi in Emilia Romagna – Piacenza

Fantasma del cuoco di corte Giuseppe – Castello di Rivalta👻

Ucciso nel Settecento dal maggiordomo di cui aveva insidiato la moglie, sembra manifestare la sua presenza accendendo e spegnendo interruttori. Si dice inoltre che, quando la casa è particolarmente affollata, il cuoco si manifesti, sempre però in modo più scherzoso che terrificante.

Fantasma di Agata – Castello di San Pietro in Cerro 

La dolce e gentile Agata, che prestava servizio alla Corte dei Conti Barattieri, s’innamorò, corrisposta, dello scudiero di corte ma uno dei conti, geloso, la fece sua. Lo scudiero per vendicarsi accoltellò il conte e fu impiccato. Distrutta dal dolore Agata si gettò dalla torre del castello e da allora si aggira triste tra le mura ricordandoci che il vero amore non muore mai.

Fantasma di Aloisa – Castello di Grazzano Visconti

Morta di gelosia dopo aver scoperto il tradimento del marito, compare di notte tra le mura del castello dando fastidio agli ospiti, a meno che questi non le facciano dei doni. Diventata protettrice degli innamorati, molti visitatori le portano doni per consolarla della sfortuna amorosa.

Fantasma di Confalonieri – Castello di Paderna

Il cavaliere Confalonieri fu imprigionato nel Castello dove fu sottoposto a tortura, morendo sgozzato tra atroci sofferenze. Da allora c’è chi giura di sentire urla con riferimenti alle armi di un tempo (balestra) e forse la sua presenza aleggia ancora per un campo magnetico nella piccola Chiesa di Santa Maria…

Fantasma di Pier Maria Scotti detto il Buso spadaccino – Castello di Agazzano👻

Tragicamente morto nel 1529 per mano di Astorre Visconti si narra che il corpo del conte fu gettato nel fossato del castello e mai ritrovato. Oggi aleggia tra le mura del castello e del giardino manifestando la sua presenza con porte che si aprono, luci che rimangono accese e vetri nelle stanze.

Fantasma di Rosania Fulgosio – Castello di Gropparello

Murata viva nei sotterranei del castello dal marito Pietrone da Cagnano,  intorno al 1200, perché cedette, in seguito all’assedio del castello, alla passione del suo amore di gioventù, Lancillotto da Anguissola. Molti sostengono di sentire urla strazianti di donna provenienti dalle celle sotterranee e qualcuno afferma di vedere una diafana figura vestita di bianco aggirarsi nel parco e nella Sala d’Armi.

Fantasmi di Laura, Sergio e Spadone – Rocca Viscontea di Castell’Arquato

Nel 1620, nella Rocca in mano agli Sforza, Laura si innamora di Sergio Montale, incarcerato con il suo servitore detto Spadone e li aiuta a scappare. Gli innamorati vengono decapitati, mentre Spadone dopo anni di latitanza vendica l’amico e sconta l’ergastolo nella prigione della rocca. Da allora i 3 si aggirano nel luogo in cui sono tragicamente scomparsi.

Fantasmi in Emilia Romagna – Parma

Fantasma di Beatrice Pallavicino – Castello di Varano De’ Melegari👻

Il fantasma del Castello sembra sia quello di Beatrice Pallavicino, giovane madre di 4 figli, morta in circostanze misteriose. Sembra che si aggiri nel castello per trovare quella pace che non ebbe in vita.

Fantasma della Dama Bianca Pellegrini – Castello di Torrechiara

Bianca duchessa dagli occhi verdi si innamora, anche se entrambi sono sposati, del Condottiero Pier Maria de’ Rossi Conte di San Secondo che avendo bisogno di un posto dove incontrarsi edificò il Castello. A ricordo del  focoso amore consumato nella Camera d’Oro spesso vi ritornano, la dama apparendo nelle notti di luna piena e il condottiero ripetendo il motto a lei dedicato: ‘Nunc et semper’.

Fantasma di Donna Cenerina – Rocca Meli Lupi di Soragna

Cassandra Marinoni, nota come Donna Cenerina, sposa del Marchese Diofebo II Meli Lupi, fu barbaramente assassinata dal cognato Giulio Anguissola nel 1573 per motivi d’interesse. Il colpevole non fu mai assicurato alla giustizia ed è per questo che il suo spirito non trova pace e vaga sconsolato nelle sale della Rocca ad annunciare presagi e disgrazie ai signori del Castello e ai suoi discendenti.

Fantasma della Fata Bema – Castello di Montechiarugolo👻

La giovane Fata Bema arriva nei possedimenti di Ranuccio Farnese nel 1593. Il Duca temendo di essere vittima di incantesimo prima la imprigiona e poi condanna a morte il suo innamorato con esecuzione il 19 maggio 1612. Da allora il fantasma si manifesta alle giovani donne alla vigilia delle nozze per istruirle sulla loro nuova vita, tornando al Castello ogni 19 maggio in cerca del suo amante.

Fantasma della fanciulla senza nome – Rocca dei Rossi di San Secondo

Sembra che nella rocca, a mezzanotte, si aggiri una giovane fanciulla che fu trucidata non ancora ventenne. La leggenda narra di tracce di sangue ancora visibili sul camino della Sala Latona, luogo dell’assassinio.

Fantasma di Fumèra – Antica Corte Pallavicina

Personaggio enigmatico dallo spirito burlone nelle notti al calar della nebbia, si aggira facendo ondeggiare al suo passare i cibi appesi nei sotterranei più antichi, come  a volersi ancora gustare, nascosto dalla nebbia, dopo tanti secoli, il profumo del cibo più buono del mondo, sua maestà il Culatello.

Fantasma di Maria Sanvitale – Rocca di Fontanellato👻

Sembra che sia della piccola Maria Sanvitale, nipote dell’imperatrice Maria Luigia d’Austria morta a poco più di cinque anni, lo spirito che appare alla finestra della Sala da Ricevimento. Alcune persone raccontano di aver assistito a strani fatti: forte scalpiccio di passi in sale deserte, tonfi sordi nel cuore della notte e la sensazione di non essere soli in una sala vuota.

Fantasma di Moroello – Castello di Bardi

A fine 400 la nobile Soleste si innamorò del prode ma umile Moroello: tornato dalla guerra fu scambiato dall’amata per il nemico e lei credendolo morto si gettò dalla torre. Inconsolabile il cavaliere si suicidò e da allora erra nel castello in cerca dell’amata “immortalato” anche dagli infrarossi di due studiosi.

Fantasmi di Giangerolamo Pallavicino e di sua cugina Giacoma – Castello di Scipione dei Marchesi Pallavicino

Il matrimonio combinato (ma anche d’amore) tra i cugini Giangerolamo Pallavicino e Giacoma fu inusuale per l’epoca. Rimasta vedova con una cospicua eredità fu assassinata dai cugini. In alcune notti dell’anno la presenza degli sfortunati sposi si senta ancora al castello con rumori dei passi, porte trovate aperte, finestre che si spalancano improvvisamente nella galleria degli antenati (Giangerolamo) e passi più lievi (Giacoma).

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Fantasmi in Emilia Romagna – Reggio Emilia

Fantasma di Everelina – Castello di Rossena

Figlia di un vassallo di Matilde di Canossa, si gettò nel dirupo dall’antica torre pur di non andar in sposa ad un uomo che non amava. La sua presenza è avvertita di tanto in tanto nelle sale vicino alla torre.

Fantasmi in Emilia Romagna – Modena

Fantasma del Messer Filippo – Castello di Spilamberto

Nel 1947 a seguito del restauro dei danni arrecati dalla guerra fu scoperta una cella segreta con iscrizioni e graffiti (come in un fumetto ante litteram) che raccontano la tragica storia cinquecentesca di “Messer Filippo”: tra amori proibiti e intrighi politici lo sfortunato morì non prima di guardare il cielo e fatto udire il suo lamento triste che sembra ancora echeggi nelle notti estive.

Fantasmi in Emilia Romagna – Rimini

Fantasma di Azzurrina – Castello di Montebello

La piccola Guendalina, figlia del feudatario di Montebello probabilmente nacque albina. Detta Azzurrina a causa di una tinta sbagliata che dava riflessi azzurri, scomparve nella ghiacciaia della fortezza mentre stava giocando e non venne mai più ritrovata. Era il 21 giugno del 1375. Sembra che il fantasma della bambina sia ancora presente nel castello e che torni a farsi sentire, negli anni che finiscono con 0 o con 5,  con suoni provenienti dai sotterranei in concomitanza con il cadere del solstizio d’estate

Che il viaggio nel mistero inizi, non dite che non vi abbiamo avvertito!

 

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