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Arte e Cultura

10 Castelli del Ducato da non perdere

L’entroterra emiliano custodisce numerosi tesori; uno di questi è senza dubbio la rete dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza, che si innalzano dalla fertile pianura padana fino alle scenografiche montagne dell’Appennino, rendendo il paesaggio davvero memorabile.

Se il territorio Romagnolo è stato patria delle dinastie dei Malatesta e dei Montefeltro, il territorio emiliano ha visto nel corso dei secoli il succedersi di numerose famiglie nobili (come i Farnese, i Borbone di Parma, i Pallavicino, i Visconti, i Meli Lupi, i Gonzaga, i Rossi, i Sanvitale, gli Sforza, i Landi e i Malaspina) che vi hanno lasciato un segno indelebile. La traccia più tangibile è ancora oggi costituita da queste antiche dimore – castelli, rocche e ville – che testimoniano il passato importante di queste terre.

Ecco allora dieci tra i Castelli del Ducato da non perdere se avete in programma una visita in Emilia.

In provincia di PARMA:

BARDI

Arroccato sopra uno sperone di diaspro rosso che sorge al centro della Val Ceno, l’edificio sovrasta il punto in cui il torrente Noveglia confluisce nel Fiume Ceno. Il forte è uno dei massimi esempio di architettura militare in Emilia; è completamente circondato da mura scarpate, dotate di cammino di ronda interamente percorribile, la cui forma irregolare segue la conformazione dello sperone roccioso.
All’interno della fortezza sono presenti numerosi musei.
La leggenda vuole che tra le mura del castello si aggiri un fantasma, lo spirito inquieto di Moroello, giovane comandante della guardia la cui vita fu segnata da una tragica storia d’amore con la bellissima castellana Soleste.

Castello di Bardi | Ph. Filippo Aneli
Castello di Bardi | Ph. Filippo Aneli

COLORNO

La Reggia di Colorno fu costruita agli inizi del 18° secolo dal duca Francesco Farnese sui resti di una precedente rocca medievale. Il palazzo divenne poi dimora prediletta di Filippo di Borbone e della moglie Louise Elisabeth, che lo rinnovò sul modello di Versailles (di quest’epoca è l’aggiunta dello scalone esterno), e successivamente venne abitata dalla seconda moglie di Napoleone, Maria Luigia d’Austria, la “buona duchessa”, alla quale si deve la trasformazione dell’ampio giardino alla francese in un romantico giardino all’inglese.
Il palazzo è composto da oltre 400 sale, con pavimenti in marmo rosa e soffitti affrescati ed è conosciuto come la “piccola Versailles”.
Il percorso guidato prevede la visita al piano nobile, all’appartamento del Duca Ferdinando di Borbone e alla Cappella Ducale di San Liborio. Il Giardino Storico è invece aperto tutto l’anno durante il giorno, con ingresso gratuito.

Reggia di Colorno | Ph. wwikiwalter
Reggia di Colorno | Ph. wwikiwalter

FONTANELLATO

La medievale Rocca Sanvitale di Fontanellato sorge proprio al centro del borgo, circondata da un ampio fossato d’acqua. La sua struttura quadrata, con quattro torri ai vertici e mura merlate, presenta le caratteristiche tipiche delle costruzioni militari e originariamente l’accesso era consentito da un ponte levatoio, ora in muratura.
Al suo interno, arricchito da mobili e suppellettili rinascimentali, è presente uno dei capolavori del manierismo italiano: la saletta dipinta dal Parmigianino nel 1524, raffigurante il mito di Diana e Atteone tratto dalle Metamorfosi di Ovidio.
Inoltre, tra le sale, è presente l’ottocentesca Camera ottica, che grazie a un ingegnoso sistema di lenti e prismi permette di curiosare in segreto nella vita della piazza antistante il castello.

Rocca Sanvitale di Fontanellato | Ph. Castelli Del Ducato
Rocca Sanvitale di Fontanellato | Ph. Castelli Del Ducato

MONTECHIARUGOLO

Il Castello di Montechiarugolo svetta su un terrazzo naturale a strapiombo sulla riva sinistra del torrente Enza (da cui deriva il toponimo del suo nome Monticulus Rivoli), nella strategica posizione di confine tra il territorio parmense ed il territorio reggiano.
Costruito dal condottiero Guido Torelli nel XV secolo sui resti di un pre-esistente insediamento, il forte visse il suo periodo di massimo splendore durante la vita di Pomponio Torelliinsigne umanista e nipote di Pico della Mirandola, che lo rese meta di un’eletta cerchia di artisti ed ospiti illustri, tra i quali Papa Paolo III e il re di Francia Francesco I.
Con la “Congiura dei Feudatari”, nel 1612 il castello fu espropriato e affidato a un presidio militare e al suo interno venne collocata una fabbrica per la lavorazione delle polveri ardenti.
Nel 1864 è stato acquistato dalla famiglia Marchi, che ne è tutt’ora proprietaria.
Alla storia del Castello è legata anche la triste leggenda della Fata Bema, il cui fantasma si manifesta nel castello il 19 maggio di ogni anno.
In contrasto con la severa struttura esterna, composto da possenti mura merlate e un ponte levatoio, l’interno dell’edificio presenta un ricco arredamento rinascimentale, con cicli pittorici, tele, affreschi e suggestivi giardini fioriti.
Ben conservati sono anche i camminamenti di ronda coperti (attualmente chiusi al pubblico), mentre dal loggiato si apre il panorama su tutto il parco dell’Enza.

TORRECHIARA

Questo affascinante castello che sorge a Langhirano, sulle prime colline di Parma, fu costruito tra il 1448 e il 1460 (sulle rovine di una precedente casaforte) da Pier Maria II de’ Rossi in onore dell’amata Bianca Pellegrini. L’edificio, infatti, doveva servire non solo come struttura difensiva, ma anche come dimora isolata per i due amanti: la funzione difensiva è attestata dalle tre cerchia di mura e dalle quattro torri angolari, la destinazione residenziale è evidente dalla ricchezza degli ornamenti, tra cui il ciclo di affreschi attribuito a Benedetto Bembo che si trova nella cosiddetta Camera d’Oro, raffigurante scene di amore cavalleresco e la celebrazione del legame tra Bianca e Pier Maria. Nell’affresco si riconoscono infatti gli stemmi dei due amati e due cuori con le frasi Digne et in aeternum (degnamente e in eterno) e Nunc et semper (ora e per sempre), a testimonianza dell’eternità del loro amore. Il castello è considerato un esempio tra i meglio conservati di architettura dei castelli in Italia, poiché unisce elementi del medioevo a elementi del Rinascimento.

Castello di Torrechiara, Parma | Foto © Alberto Ghizzi Panizza
Castello di Torrechiara | Ph. Alberto Ghizzi Panizza

In provincia di PIACENZA:

CASTELL’ARQUATO

Strategicamente arroccato tra le colline sulla riva sinistra del torrente Arda, il borgo medievale di Castell’Arquato domina con le sue torri il territorio circostante della Val d’Arda. Risalendo i pittoreschi vicoli medievali del borgo si giunge infine nella piazzetta centrale, su cui svetta la Rocca Viscontea.
Eretta per volontà di Luchino Visconti a metà del XIV secolo, la Rocca era la sede della guarnigione militare ed è costituita da un impianto planimetrico quadrangolare, con quattro torri quadrate ai vertici, oltre al mastio, la torre principale.
Il castello è famoso anche per essere stato scelto tra i set del film Lady Hawke ed attualmente ospita un museo dedicato alla vita medioevale.

Rocca Viscontea di Castellarquato | Ph. Moreno Granelli
Rocca Viscontea di Castell’Arquato | Ph. Moreno Granelli

RIVALTA

Il millenario Castello di Rivalta sorge su una ripida scarpata prospiciente la riva del fiume Trebbia, in una posizione che, pur non essendo particolarmente elevata, consente un’ampia panoramica sulla Val Trebbia.
Questo imponente complesso è sempre appartenuto, con brevi interruzioni, alla famiglia Landi, che tutt’oggi lo possiede e abita. Il castello ha una planimetria quadrangolare, con un cortile interno circondato da un doppio ordine di logge, ma l’elemento architettonico che maggiormente caratterizza l’edificio è la torre sovrastata da un torrellino, cui si accede tramite una scala a chiocciola.
Al suo interno la torre ospita il famigerato Pozzo del Taglio, così chiamato per le lame che ha sul fondo, strumento di tortura per il malcapitato che vi veniva gettato.
L’interno è tutt’ora arredato con mobili, quadri ed oggetti antichi, fra i quali una vasta esposizione di armature, armi ed uniformi ed una curiosa raccolta di antichi strumenti musicali.

GROPPARELLO

Il Castello di Gropparello sorge in cima ad uno sperone roccioso, su uno strapiombo che domina il torrente Vezzeno; la sua posizione, che forma una gola di circa 85 metri di altezza, lo ha reso il castello praticamente inespugnabile nei secoli.
Il toponimo stesso del suo nome sembra derivare dal termine celtico Grop, che indica un ostacolo naturale di tipo roccioso. Il complesso venne edificato nell’VIII secolo sulla sede di un castrum romano posto a difesa della via per Veleia. Unica roccaforte guelfa nel territorio piacentino, il castello fu terreno di scontro tra Guelfi e Ghibellini, e passò per le mani di molte famiglie, fino a diventare proprietà della famiglia Gibelli, che lo ha attualmente aperto al pubblico.
L’edificio ha forma irregolare e la sua doppia cinta muraria merlata segue il profilo scosceso dello sperone roccioso. Pur se composto di parti risalenti a epoche diverse (la parte più antica è la torre quadrata costruita proprio sulla sommità della rupe) ha conservato l’aspetto compatto della roccaforte, accessibile tramite un doppio ponte levatoio.
Nel parco del Castello è nato lo scenografico Museo della Rosa Nascente mentre nel bosco circostante è stato creato il Parco delle Fiabe, il primo parco emotivo d’Italia, dove i bambini, accompagnati da animatori in costume, possono andare alla scoperta delle fiabe e dei miti nordici.

Castello di Gropparello | Ph. Castelli del Ducato
Castello di Gropparello | Ph. Castelli del Ducato

SAN PIETRO IN CERRO

Fondato per volere di Bartolomeo Barattieri nel 1460, sui resti di un insediamento precedente, il castello sorge a 20 km da Piacenza, sul confine con le provincie di Parma e Cremona. Concepito come residenza nobiliare fortificata, l’edificio ha una planimetria rettangolare da cui emergono il mastio d’ingresso e due torrioni rotondi; l’austerità esterna è però ingentilita da un’elegante corte con doppio loggiato quattrocentesco.
Al suo interno sono visitabili oltre 30 sale riccamente arredate, due saloni d’onore, le cucine e le prigioni. Tra le sale è presente anche una Biblioteca Storica, che racchiude oltre 2.000 volumi sulla storia di Piacenza, consultabile su appuntamento.
Gli ambienti del sottotetto ospitano invece il MIM – Museum in Motion, una collezione (esposta a rotazione) di oltre 800 opere di maestri contemporanei, italiani e stranieri, con una sezione dedicata ai pittori Piacentini.
L’edificio è circondato da un grande parco alberato e da un vasto giardino.

VIGOLENO

Questo imponente complesso fortificato sorge sulle colline più orientali del piacentino, al confine con la provincia di Parma, nel territorio comunale di Vernasca. Posto sul crinale che separa la Valle del torrente Ongina da quella dello Stirone, domina la campagna circostante e i suoi vitigni.
Il borgo medioevale, tutt’ora intatto, è fra i più suggestivi e ricchi di storia del piacentino. La sua fondazione risale al X secolo e nel corso della storia divenne proprietà di numerose famiglie, principalmente della famiglia Scotti.
Nel 1922 la principessa Ruspoli-Gramont lo restaurò e ne fece sede di incontri mondani con illustri artisti e scrittori, come Gabriele D’Annunzio, Max Ernst e Jean Cocteau.
Nei primi anni ’80 è stato anch’esso (come Castell’Arquato) scelto come set per le riprese del film Lady Hawke.
Il borgo ha una struttura elissoidale racchiusa da imponenti mura merlate, che un panoramico camminamento di ronda percorre interamente. Dal camminamento spicca il mastio quadrangolare, ornato di merli ghibellini, che oggi ospita alcune sale museali.

Vigoleno
Castello di Vigoleno – Foto di Cristiano Dallacasagrande

Ovviamente nel territorio ci sono molti altri castelli da scoprire, e li potete trovare tutti sul sito dei Castelli del Ducato: buona visita!

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A spasso per l’Emilia-Romagna

Trekking Urbano #inEmiliaRomagna

Oltre ad Halloween, il 31 ottobre si celebra la Giornata Nazionale del Trekking Urbano, l’iniziativa che ci permette di scoprire gli angoli più sconosciuti e inaccessibili delle nostre città: tema di questa XV edizione “Raccontami come mangi e ti dirò chi sei. Camminando tra cibo, arte e paesaggi.”

Trekking Urbano è una piacevole e salutare attività che unisce al benessere fisico il privilegio di riappropriarsi del tempo, della memoria e dell’identità culturale dei luoghi.
Potrai andare alla scoperta degli angoli più belli e gli scorci più suggestivi dei nostri centri storici a passo di trekking.
Un’avventura per gli ospiti e una scoperta per i cittadini: un trekking per tutti i gusti. Impegnativi per i piedi più allenati e più leggeri per famiglie con bambini.

#InEmiliaRomagna sono 4 le località che aderiscono con tanti percorsi tutti per voi.
Partecipazione gratuita ma con prenotazione obbligatoria.

Per me è stata una piacevole scoperta e, da qualche anno a questo parte, tutte le volte che mi è stato possibile ho partecipato per scoprire tante cose sulla città felsinea che spesso non conoscono neanche i bolognesi purosangue 😉

Scegli il tuo percorso, prenota e prepara le tue scarpe più comode per vivere la città con curiosità al ritmo del tuo passo.


Trekking Urbano a Bologna

Ai g’vol d’la chelma!
Ci vuole calma, ovvero quando il lavoro era “paziente”

Data: 31 ottobre h. 15.20, 2 novembre h. 10.00
Punto di partenza: Piazza della Mercanzia, 4
Durata: ca. 3 h /2 km

Tra le vie del centro storico di Bologna andando alla ricerca dei mirabili manufatti del fabbro e delle tante attività artigianali, scoprendo come prende vita un violino grazie alle abili mani del liutaio e tutti i segreti delle merlettaie bolognesi che danno vita a veri e propri “miracoli”.Lavoro paziente e lento il loro!

Prenotazioni da lunedì 14 ottobre presso Bologna Welcome

Scorci suggestivi, personaggi bizzarri, vecchie tradizioni, ricette improbabili sono gli ingredienti di questa visita gastronomica. Alla scoperta della Bologna delle osterie tra storia, degustazioni e antiche cantine.

Il 31 ottobre sarà possibile scegliere anche altri 3 trekking urbani Vi segnaliamo inoltre che Bologna estende l’evento al 1° e 2 novembre.


Trekking Urbano a Comacchio

 Luoghi di storia, arte e cibo nella ‘piccola Venezia delle Valli

Data: 31 ottobre h. 18.30
Punto di partenza: Cortile di Palazzo Bellini
Durata: ca. 1 h 30 min/4,5 km
Prenotazioni presso Comacchio Slowfest

Comacchio
Ph. Vanni Lazzari

A passeggio con i bastoncini nella “piccola Venezia delle Valli”: un inconsueto e curioso ‘urban walking’ fra ponti e vicoli di Comacchio ed i tanti suggestivi luoghi di storia, arte e cibo che caratterizzano la ‘capitale dell’anguilla’.
L’itinerario si conclude con un aperitivo con vini doc ‘delle sabbie’ del Bosco Eliceo e stuzzicherie locali dopo aver visitato i Trepponti, la Vecchia Pescheria, il Museo del Delta Antico, il Duomo di San Cassiano, la Torre Campanaria e la Manifattura dei Marinati, storica e ancora attiva fabbrica-museo per la lavorazione dell’anguilla.


Trekking Urbano a Correggio

1509. Veronica Gambara e Giberto da Correggio sposi: il banchetto a Palazzo

Data: 31 ottobre h. 21.00
Punto di partenza: Correggio Art Home
Durata: ca. 1 h 30 min/1,5 km
Prenotazioni presso Informaturismo

TrekkingUrbano
Ph. Federico Aili

Nell’ottobre del 1509 Veronica Gambara sposò per procura al conte Giberto da Correggio dove venne accolta da tutta la corte e da Antonio Allegri. L’itinerario, per le vie del centro storico, prevede voci narranti in costume che illustreranno i passaggi cruciali della storia, soprattutto, il conviviale offerto in occasione del suo definitivo insediamento nella contea.
Prevista anche l’illustrazione degli usi, tradizioni e consuetudini gastronomiche locali del tempo nonché le principali figure che ruotavano attorno alla cucina e alla gestione del banchetto.


Trekking Urbano a Forlì

Lo scarafo nella brodazza: a spasso per la città alla scoperta di cibi, gusti e disgusti delle varie epoche forlivesi

Data: 31 ottobre – 3 partenze  alle 14.15/14.45/15.15
Punto di partenza: Piazza Saffi
Durata: ca. 2 h 30 minuti/ 3 km
Prenotazioni fino alle 13.00 di giovedì 25 ottobre presso IAT Forlì

forli-forli-cesena-trekking-urbano-2018

Viaggio nel tempo tra abitudini e eccessi culinari di Forlì. Alla scoperta delle tante tracce dei cibi, che richiamano piccole e grandi storie, aneddoti che vanno dal Medioevo ai giorni nostri e che delineano un percorso parallelo agli episodi più significativi della storia cittadina.
Si parte dalla piazza, sede di un mercato plurisecolare e si procede con suggestioni e memorie legate al cibo da un secolo all’altro, sottolineando le affinità tra le tradizioni del passato più remoto e quello di un passato più prossimo, o addirittura quelle che caratterizzano il nostro presente.


Trekking Urbano a Salsomaggiore Terme

La fabbrica del sale

Data: 31 ottobre h.10.00
Punto di partenza: Terme Berzieri (pozzo Scotti)
Durata: ca. 2 h/ 3 km
Prenotazioni presso IAT Salsomaggiore Terme

Piazza Berzieri Salsomaggiore Terme
Terme di Salsomaggiore Terme, ph. @giorgia_chloe_nesli_orsi

Milioni di anni fa il mare copriva la Pianura Padana e il territorio di Salsomaggiore ne conserva nel sottosuolo un inestimabile tesoro: il sale. Il viaggio nella storia del sale di Salsomaggiore inizia da piazza Berzieri già luogo delle Regie Saline della fabbrica del sale di epoca ottocentesca.
La passeggiata continua lungo le vie del centro cittadino per raccontare la Salsomaggiore di oggi, che si è trasformata grazie al sale e alle sue acque. Al termine rinfresco a base delle produzioni De.C.O. “Denominazione Comunale di Origine”della città termale, sale compreso.


E non dimenticare di raccontare il tuo Trekking Urbano…

Per farlo sarà sufficiente scattare una foto e postarla con l’hashtag #trekkingurbano su Instagram.
Per condividere con gli altri trekker, emozioni, scoperte e curiosità legate ai percorsi a cui hai partecipato.


4 cose da sapere sul Trekking Urbano

CHE COSA È IL TREKKING URBANO?
Un nuovo modo di fare turismo, lontano dai circuiti più conosciuti. Turismo sostenibile e “vagabonding”, privilegia gli angoli nascosti e meno noti delle città d’arte italiane.

CHI PUÒ PRATICARE IL TREKKING URBANO?
Chiunque. Gli itinerari sono differenziati per lunghezza e per difficoltà al fine di poter essere percorsi sia da persone allenate che da trekker meno esperti.

QUANDO SI PRATICA IL TREKKING URBANO?
La giornata nazionale è il 31 ottobre ma ogni momento dell’anno è adatto per provarlo. Di giorno o di notte, d’estate o d’inverno. A differenza del trekking “classico”, quello in città può essere praticato, seguendo gli itinerari proposti, con qualsiasi condizione meteorologica e in qualsiasi momento della giornata.

QUALI SONO I BENEFICI DEL TREKKING URBANO?
Fa bene allo spirito e alla mente e permette di mantenersi in forma, curando anche le conseguenze della vita sedentaria come stress e ansia.
Lo sapevate che per percorsi da 1 a 4 ore, si possono bruciare da un minimo di 450 kilocalorie (percorso di un’ora) a un massimo di 1.800 kilocalorie (percorso di quattro ore)?

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Parlami di tER

[ParlamiditER #279] 4 panorami per Instagram nei Castelli del Ducato

Parlami di tER è una serie di racconti dall’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da persone che son natie, vivono o semplicemente si sono innamorate di questa singolare, bellissima, terra con l’anima.
Se anche tu vuoi raccontare l’Emilia-Romagna che si vede dalla tua finestra sei benvenuto. Basta una mail a inemiliaromagna@aptservizi.com o un commento qui sotto!


È tempo di weekend e vacanze estive! Per chi va in visita ai Castelli del Ducato nel territorio di Parma, Piacenza e Pontremoli, tra Emilia e Toscana, l’invito è riempirsi gli occhi di meraviglia, non solo all’interno dei manieri, ma anche scoprendo il paesaggio che li circonda: colline incantevoli, borghi storici medievali, piazze d’arte. Una meraviglia da portare a casa in uno scatto.
Come? Ecco qualche consiglio su suggestivi luoghi di osservazione da cui si possono ammirare alcuni manieri del circuito con l’ambiente suggestivo che li abbraccia. Si tratta in alcuni casi di scorci in prossimità del castello, o anche di soste all’interno della roccaforte dove i proprietari pubblici o privati autorizzano – durante la visita guidata – un momento di sosta per lo scatto fotografico.

Iniziamo da 4 punti di vista speciali che ci hanno segnalato i nostri castellani.
E, per chi posta, l’hashtag è #castellidelducato.


Castell’Arquato (PC)

Rocca di Castell'Arquato - Castelli del Ducato

L’angolo perfetto – e quello più fotografato – è lo scorcio che, varcando la soglia del portone della Rocca Viscontea, si apre sulle colline. Il colpo d’occhio è magnifico in tutte le stagioni.
Nei giorni infrasettimanali la piazza e la Rocca sono raggiungibili anche in auto (salvo eventi in corso), mentre al sabato pomeriggio e durante la domenica solo a piedi o in bicicletta da via Sforza Caolzio.
L’emozione: la sensazione che si prova è di pace e perfetta armonia dell’architettura con la natura.


Castello di Rivalta (PC)

Castello di Rivalta - Castelli del Ducato

Il punto perfetto per scattare magnifiche foto del Castello di Rivalta da lontano? Ce lo svelano i proprietari del maniero, i conti Zanardi Landi. Andate a Frazione Case Buschi nel comune di Rivergaro (PC): uscendo dal borgo di Rivalta si gira a destra prendendo la direzione per Piacenza. A poca distanza si trova il ponte sul fiume Trebbia, lo si percorre e, una volta attraversato il fiume, si gira a destra arrivando nella frazione. Qui è possibile scendere al fiume, da cui catturare splendide immagini del Castello nella sua interezza, con un colpo d’occhio davvero spettacolare.
L’emozione: giunti sulle rive del fiume, il Castello di Rivalta colpisce con la sua grandiosa bellezza; ammirando la sua inconfondibile sagoma, nobilitata dalla caratteristica torre del Solari, si vive una vera e propria immersione nella storia, indietro nel tempo ad un’epoca in cui le sale del maniero erano il fulcro della vita politica della zona.

Se invece volete trovare lo scatto perfetto all’interno del Castello, consigliamo l’ultima finestra della settecentesca Galleria dei Salotti, da cui è possibile ammirare la splendida torre del Solari ( la galleria è visitabile solo quando vengono organizzate mostre all’interno del castello).
L’emozione: osservando la torre attraverso i vetri della Galleria dei Salotti pare quasi di sentire ancora risuonare la musica che accompagnava le danze dei nobili ospiti dei conti Zanardi Landi.


Castello di Gropparello (PC)

Castello di Gropparello - Castelli del Ducato

Il punto più suggestivo e romantico per scattarsi un selfie è proprio davanti al ponte levatoio del Castello di Gropparello, un incantevole passaggio che accompagna i turisti dai grandi spazi del Parco delle Fiabe al maniero.


Rocca Sanvitale di Fontanellato (PR)

Fontanellato, Rocca Sanvitale Ph. gufo84 via ODM
Fontanellato, Rocca Sanvitale Ph. gufo84

Se volete una foto ricordo perfetta degli esterni della Rocca Sanvitale di Fontanellato, andate nella piazza antistante alla Rocca: da qui potrete cogliere la bellezza della sua facciata e la torre dell’orologio.
Lo scatto più bello all’interno del Castello (dove le guide si fermano per consentire qualche foto) è invece la grande Galleria degli Antenati, dove gli occhi dei nobili Sanvitale nei quadri appesi alle pareti osservano silenziosamente i visitatori in un gioco di sguardi.

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A spasso per l’Emilia-Romagna

Panorami mozzafiato in Emilia… e dove trovarli

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All’alba in Emilia Romagna: tante esperienze da vivere

Se sei il più mattiniero del gruppo di amici o della famiglia e hai voglia di provare qualcosa di nuovo cosa ne dici di vivere un’esperienza unica nel suo genere provando qualche attività all’alba in Emilia Romagna?
I colori pastello e l’aria frizzante ti faranno compagnia sia che tu decida di assistere ad un concerto al mare o in montagna, di partecipare ad una corsa, ad una particolare visita guidata o di scendere in pista per un liscio, di fare trekking o meditazione.

Alba in Emilia Romagna, esperienza sensoriale indimenticabile.

Alba in Emilia Romagna – liscio

Se la Romagna fosse una musica sarebbe un liscio, pronti a scendere in pista?

Club del liscio all’alba – h. 6.30

Tutti i giorni – Gatteo Mare (FC)

All’alba al Bagno Corrado da quasi 50 anni si balla il liscio, mantenendo viva una tradizione romagnola senza tempo. Lo stabilimento balneare si trasforma in balera e, non ci sono scuse, si balla tutte le mattine. Ottimo modo di iniziare con ritmo la giornata.
Info su Club del liscio all’alba

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Gatteo Mare (FC) – Club del liscio all’alba, foto via Bagno Corrado

Alba in Emilia Romagna – run

Hai mai provato la sensazione di correre o camminare guardando il sole sorgere?

Rimini for Mutoko: Run Rise

14 luglio – Rimini

A Rimini sono previsti 2 percorsi da 3 e 6.5 km. Al termine caffè, bevande e una piccola colazione per tutti.
Iniziativa benefica (non solo per il vostro corpo) per  chi ha più bisogno visto che l’intero ricavato andrà ai bambini di Operazione Cuore, all’acquisto di medicinali per l’ospedale di Mutoko e al Comune di Montegallo recentemente colpito dal terremoto.
Info costi e prenotazione Run Rise

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Rimini – Runrise for Mutoko, foto via Rimini for mutoko

Alba in Emilia Romagna – concerti

Cosa ne dici di allietare le dolci giornate d’estate, con una dolce melodia, che ti faccia emozionare in riva al mare o in montagna?

Musica all’alba – h. 6.00

15, 22 e 29 luglio e 5, 12, 19 e 26 agosto – Lidi di Comacchio (FE)

In riva al mare per godersi un vasto repertorio musicale dalla musica etnica alla brasiliana, dalle note del jazz a quelle del folk, fino alla musica classica con il suono del pianoforte, dell’arpa e del flauto.
Info su Musica all’alba

Albe musicali sulla spiaggia – h. 6.00

15, 22 e 29 luglio e 5, 12, 19 e 26 agosto – Pinarella di Cervia

Suggestivo appuntamento con le aurore musicali, ogni settimana in uno stabilimento balneare diverso.
Info su Albe musicali sulla spiaggia

Concerti all’alba – h. 6.00

15, 22, 29 luglio e 5, 15, 19 agosto – Cesenatico (FC)

Appuntamento mattutino in riva al mare che unisce la suggestione della musica blues, folk e jazz alle prime luci dell`alba: per ritardatari e mattinieri, mondi così diversi.
Info su Concerti all’alba

L’alba in musica – h. 5.15

15 luglio  e 5 agosto – Rimini

Il Blues, anima della musica, e la poesia di Prevert, tra le più amate di tutti i tempi i fili conduttori dei due appuntamenti musicali in riva al mare di inizio giornata. A fine concerto colazione con  brioche/bombolone e the/caffè per tutti.
Info su L’alba in musica

Concerto all’alba – h. 5.30

19 luglio e 13 agosto – Sestola (MO)

Nel cuore dell’Appennino Modenese, al sorgere del sole, due performance live (Duo Habanera e gruppo Parma Brass) nella magica atmosfera all’interno del parco del Castello, ai piedi del Monte Cimone. Per raggiungere il Parco della Covetta previste messe navette e trenino, a seguire verrà offerta la colazione.
Info su Concerto all’alba

sestola, modena foto al concerto all'alba ph. Eugenio Soliani
Sestola (MO) – Concerto all’alba, ph. Eugenio Soliani

Albe in controluce – Syria in concerto – h. 5.00

22 luglio – Riccione (RN)

Un concerto acustico che conduce in un viaggio musicale tra le voci femminili che hanno segnato la musica fino agli anni 80, incorniciato dal mare riccionese che prende colore e vita al sorgere del sole. Syria sarà accompagnata da Massimo Germini.
Info su Albe in controluce

Ci vediamo all’alba – h. 5.15

22 e 29 luglio, 5, 12 e 19 agosto – Bertinoro (FC)

Sulle prime colline romagnole, nell’ambito di Entroterre, festival di musica, cultura e territori dall’anima itinerante #InEmiliaRomagna c’è addirittura una sezione dedicata ai più mattutini. Per assistere da una posizione privilegiata al sorgere del sole che sale dal mare ascoltando musica popolare o le note di violoncello e clavicembalo e vivere un’esperienza memorabile.
Info su Ci vediamo all’alba

Concerti all’alba – h. 6.00

15 agosto – Milano Marittima (RA)

I colori del cielo, il profumo del mare, la sabbia tra le dita e una emozionante musica come colonna sonora per gustarsi un inizio di giornata magico e indimenticabile.
Info su Concerti all’alba

Alba in Emilia Romagna – canoa

Contro lo stress e la sedentarietà cosa c’è di meglio che provare all’alba la canoa,  uno degli sport acquatici più amati ?

Alba in canoa

15, 22, 29 luglio e 5, 12, 19 e 26 agosto – Gatteo Mare (FC)

Mens sana in corpore sano: questo sport silenzioso e lento, capace di farti scoprire “al rallentatore” i luoghi attraversati ti conquisterà.
Info costi e prenotazione Alba in canoa

gatteo mare, forli cesena, canoa all'alba ph. A.s.d. Delphinos
Gatteo Mare (FC) – Canoa all’alba, ph. A.s.d. Delphinos

Alba in Emilia Romagna – visite guidate

Sicuro di conoscere tutto di Rimini, capitale del turismo e città d’arte e sul sale di Cervia?

Salina speciale alba – h. 6.00

18 e 25 luglio e 1, 8, 15, 22 e 29 agosto – Cervia (RA)

Escursione guidata in barca elettrica ai bacini salati per l’osservazione delle fasi di cristallizzazione del sale, alla scoperta dei tesori e delle curiosità della Salina.
Info costi e prenotazione Salina speciale alba

Discover Rimini: l’Alba racconta – h. 5.45

28 agosto – Rimini

Una visita guidata inconsueta a cura di una storica dell’arte, partendo dal porto e camminando lungo la battigia, per scoprire Rimini e la storia della nascita del turismo balneare con una luce affascinante e magica. Sconti per i possessori della Romagna Visit Card e Rimini Cittàmica.
Info costi e prenotazione Discover Rimini – l’alba racconta

cervia, ravenna, alba in salina, ph. Guerrino Gori via gardenclub.it
Cervia (RA) – Alba in salina, ph. Guerrino Gori via gardenclub.it

Alba in Emilia Romagna – trekking

Fare trekking dà energia nonostante la fatica, immaginate quanto ne guadagnerete facendolo all’alba?

Cimone all’alba – h. 4.30

29 luglio, 26 agosto e 9 settembre

Per chi non teme una levataccia questa esperienza sulla vetta più alta dell’Appennino settentrionale tra faggi secolari regalerà un panorama emozionante del sole che sorge trasformando l’Adriatico in uno specchio dorato.
Info costi e prenotazioni Cimone all’alba

Fiumalbo, modena, CimoneAlba foto via laviadeimonti.com
Fiumalbo (MO) – Cimone all’Alba foto via laviadeimonti.com

Alba in Emilia Romagna – meditazione

Sei alla ricerca di un completo relax-corporeo?

Albe di benessere

Prevalentemente sabato e domenica di luglio e agosto, altri giorni su richiesta per gruppi organizzati – Bellaria, Rimini e Riccione

Un’uscita in mare al levar del sole in barca a vela sull’orizzonte marino con meditazione e biocolazione, è la soluzione che fa al caso tuo.
Info costi e prenotazione Albe di benessere

http://www.riminiturismo.it/visitatori/eventi/manifestazioni-e-iniziative/le-spiagge-del-benessere
Romagna – Albe di benessere, foto via Promozione Alberghiera

Se state immaginando già la sabbia fresca tra le dita dei piedi, l’arietta mattutina, il sole che sorge in lontananza e un panorama mozzafiato dagli Appennini alla riviera, la poesia dei colori pastello  e la compagnia delle persone amate al proprio fianco, non perdete tempo l’ “alba” ha loro in bocca!

 

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A spasso per l’Emilia-Romagna

Dimore di personaggi illustri in Emilia

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Parlami di tER

[ParlamiditER #264] Voci Emiliane

Parlami di tER è una serie di racconti dall’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da persone che sono nate, vivono o semplicemente si sono innamorate di questa singolare, bellissima, terra con l’anima.
Se anche tu vuoi raccontare l’Emilia-Romagna che si vede dalla tua finestra sei benvenuto.
Basta una mail a inemiliaromagna@aptservizi.com o un commento qui sotto!


Oggi vi parliamo di un blog che racchiude e racconta tutto il sapore dell’Emilia.

Voci emiliane nasce da un’idea di Rossella e Andrea, già creatori di Emilia Food Love. Cura e dedizione sono le parole d’ordine alla base di questo progetto, ma c’è un’altra parola altrettanto importante che da sempre accompagna Andrea e Rossella: amore, per la propria terra e per il proprio mestiere. Un amore che li spinge a cercare sempre nuove strade per far conoscere a tutto il mondo le meraviglie della terra in cui vivono e che è diventata la loro terra.

Così, in collaborazione con Diego Rosselli (fotografo) e Carlotta Fiore (content manager), ha preso forma Voci emiliane: un blog in cui ricordi, emozioni, memorie e tradizioni, si sposano con le ricette e i prodotti tipici del territorio. Una raccolta di storie, racconti dalla terra delle eccellenze gastronomiche. Perché non è possibile conoscere davvero l’Emilia Romagna senza ascoltarne la voce, anzi: le molte voci.

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Social Trek

Socialtrek: a piedi sull’antica Via Matildica del Volto Santo

A passo lento lungo l’antica Via Matildica, via di pellegrinaggio che corre lungo una terra antica, immersa in una storia millenaria dove genti, borghi e valli hanno trovato una loro identità nel corso dei secoli.

via matildica
Socialtrek Via Matildica

Questo in breve lo spirito dei Socialtrek InEmiliaRomagna, progetto che punta a immergervi nelle migliaia di “piccole” storie che avvolgono i borghi della nostra regione, percorrendo le antiche vie di pellegrinaggio a passo d’uomo ed incrociando lungo il cammino genti e tradizioni, modi di vivere e territori, plasmati dalla storia.
Le iniziative di SocialTrek non sono dei  trekking veri e propri, lo scopo di queste giornate di passeggio non è arrivare in vetta, non è chiudere una tappa o scalare un costone, ma è l’esperienza di attraversare il territorio a piedi, di vivere il tempo incontrando altre persone sul percorso e, tra una chiacchiera e l’altra, disvelare lentamente le antiche bellezze di un territorio.

Domenica 9 settembre siamo quindi partiti alla volta delle colline reggiane, terra di Matilde di Canossa e di manieri, con l’obbiettivo di percorrere parte della 6° tappa dell’antica Via Matildica del Volto Santo, cammino che dalla città di Mantova arriva fino a Lucca, attraversando il tratto reggiano dell’Appennino Tosco-Emiliano.


Il Percorso

via matildica
Mappa SocialTrek – Sarzano / Marola

Ore 8.30 | Ci ritroviamo di buon ora alle pendici del Castello di Sarzano, una delle imponenti roccaforti degli antichi possedimenti matildici e, dopo una breve presentazione del percorso, partiamo alla volta del borgo di Marola, circa 10 Km di cammino.

Come sempre siamo accompagnati da tre diverse guide: Giorgio, guida AIGAE che ci condurrà lungo i sentieri delle colline reggiane fornendoci tutte le informazioni sulla natura e sul percorso, Giobbe, community manager di Igers Emilia Romagna che approfitta delle nostre numerose soste per regalarci preziosi consigli sulla fotografia naturalistica e Mauro,  memoria storica del territorio e della Via Matildica che lungo il percorso ci racconterà di queste terre, delle loro genti e di tutte le cose buone che qui si producono.
Lungo la Via Matildica abbiamo modo di apprezzare la cura secolare con cui l’uomo ha plasmato queste colline; qui e li castelli e fattorie ravvisano il paesaggio ed in fondo la grande ed alta muraglia delle montagne d’Appennino, tra le più alte dell’Emilia-Romagna. Tra le tante riconosciamo bene la suggestiva forma della Pietra di Bismantova e subito dietro i grandi massicci del monte Cusna, del Monte Ventasso, e dell’Alpe di Succiso.
Con i compagni di viaggio chiacchieriamo della Mucca reggiana, di Parmigiano Reggiano di Montagna e di quello che incontriamo lungo il cammino: le querce, i faggi ed i castagneti, l’antica risorsa di queste zone.

Ore 12.00 | I sali scendi delle colline reggiane se da una parte stancano le gambe, dall’altra ci danno l’opportunità di scoprire i variopinti panorami di queste terre. Ogni tanto un’antica torre di avvistamento fa capolino tra le alte fronde, più spesso siamo accompagnati dai piccoli borghi dell’Appennino. Nonostante infatti l’Appennino Reggiano rimanga un luogo poco antropizzato, qui gli insediamenti sono sparpagliati su tutto il territorio. Sono piccole unità produttive, ci spiegano, sorte anticamente li dove il terreno consentiva la coltivazione, l’allevamento o la produzione di castagne.

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Ore 13.00 | Arriviamo a Marola per mezzogiorno, ancora pochi metri in salita e siamo nell’omonima Abbazia, luogo in cui ci fermeremo per la pausa pranzo.
Secondo alcuni la fondazione di questa austero complesso ecclesiastico, ad opera della contessa Matilde di Canossa, risale agli anni tra il 1076 ed il 1092, con consacrazione nel 1102-1106 e costruzione del monastero in un periodo precedente il 1101 e, data la sua posizione sull’antica via di pellegrinaggio, al monastero era un tempo annesso un ospedale per i viandanti.
Il bosco subito accanto all’Abbazia sembra un luogo perfetto per il nostro ristoro, ci rilassiamo sdraiati all’ombra delle alte conifere che circolano il complesso e, tra una chiacchiera ed un racconto, abbiamo il tempo di mangiare i nostri panini

Ore 15.00 | Tornare a piedi verso il Castello di Canossa avrebbe comportato un cammino di altri 20 Km, decidiamo quindi di prendere un pullman che ci condurrà verso il Castello di Rossena, una delle residenze della Contessa Matilde.

Il tragitto in pullman ci consente di gettare uno sguardo più ampio su queste terre; una successione di calanchi, argille, boschi e campi coltivati fanno da contorno alle rupi rocciose che spuntano dalla vegetazione. Su ogni sperone roccioso sorge una torre o un castello, segno dell’antico feudo di Matilde, e tra tutte svettano la rupe di Canossa e quella di Rossena. La prima è oramai spoglia della sua antica Fortezza, la seconda invece si erge imponente a metà tra la pianura padana e l’Appennino, entrambe costruite su affioramenti di rossastre rocce laviche (da cui deriva anche il nome Rossena); affioramenti geologici che ci dicono di particolare importanza, qui infatti nelle ere passate non è mai esistito un vulcano e questi affioramenti sono il risultato di singolari movimenti tettonici.
La visita al Castello di Rossena non prende più di un paio di ore; abbiamo quindi modo di apprenderne la storia, di vivere i suoi angusti spazi e di affacciarsi dai panoramicissimi camminamenti.
Da qui si domina tutto: Parma, Reggio Emilia e le montagne dell’Appennino; ora capiamo perché Matilde lo abbia un tempo eletto a sua dimora.

Il tempo di riprendere il Bus per rientrare al Castello di Sarzano e siamo di nuovo al punto di partenza, pronti a rientrare a ognuno alla propria casa, ma non prima di esserci dati appuntamento per domenica 16 settembre, quando andremo alla scoperta dell’antica Via Romea Germanica nell’ambiente naturale del Parco del Delta del Po e delle Valli di Comacchio.

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Social Trek

I Love Francigena

Appassionato/a di camminate? La possibilità di farlo in nostra compagnia, raddoppia!

Dopo SocialTrek, il calendario di appuntamenti in compagnia di Igers Emilia Romagna (se fai veloce riesci ancora ad iscriverti per le date del 916 settembre e 7 ottobre) arriva un’altra interessante iniziativa lungo uno dei 14 Cammini dell’Emilia-Romagna.

Si tratta del debutto di I Love Francigena #InEmiliaRomagna: due giornate di cammino lungo il tratto emiliano dell’itinerario di Sigerico, tra le province di Parma e Piacenza, con l’obiettivo di promuovere e valorizzare il percorso europeo.
Un’esperienza davvero sostenibile, dove il protagonista del viaggio evento sarai tu, camminatore, che scoprirai o conoscerai meglio il percorso contribuendo in prima persona alla manutenzione dell’itinerario attraverso la pulizia e l’integrazione della segnaletica istituzionale.
Ad accompagnarti in questo viaggio l’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF) con il supporto tecnico di ItinerAria S.r.l. e Associazione Fiorenzuola in Movimento.

La partecipazione è gratuita e aperta a chiunque, basta registrarsi compilando i form presenti sul sito ufficiale dei Cammini in Emilia-Romagna.

A camminare assieme a te ci saremo anche noi, non mancare!

Ecco le date in programma:

8 Settembre 2018 | I Love Francigena

Tappa da Fidenza a Medesano (22,4 km – difficoltà media)

Lasciata la pianura alle spalle, comincerà la lenta e graduale salita all’Appennino. Si camminerà lungo strade campestri agevoli e prive di traffico. In questa tappa l’arte romanica, ben rappresentata dal Duomo di Fidenza, è ricca di riferimenti al pellegrinaggio Medievale.locandina-I-Love-francigena emilia romagna fidenza medesano

15 Settembre 2018 | I Love Francigena

Tappa da Fiorenzuola d’Arda a Fidenza (22,4 km – difficoltà facile)

Si camminerà su facili strade campestri, ma con lo sguardo già rivolto all’orizzonte dove si profila il rilievo delle colline che preannunciano l’Appennino. Tappa caratterizzata dall’abbazia di Chiaravalle della Colomba, dove i monaci cistercensi sono presenti da oltre 900 anni.locandina-I-Love-francigena- emilia romagna fiorenzuola d'arda fidenza

Dobbiamo informarti però che la maggior lunghezza dei percorsi e l’attività di manutenzione dell’itinerario rendono queste escursioni più impegnative di quelle previste per il SocialTrek. Sono previsti comunque momenti di visita culturale e di incontri con persone del luogo.

Ciascuno dei 2 appuntamenti sarà organizzato secondo questa modalità:

ore 8.15: ritrovo alla stazione ferroviaria specificata nel programma da raggiungere con mezzi propri, dove chi verrà in auto potrà lasciare il mezzo;
ore 8.30/9.00: breve visita guidata ad una delle emergenze storico culturali in loco e partenza del cammino;
ore 10.00: partenza al seguito delle guide dall’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF) con pausa pranzo al sacco;
ore 17.00: termine della tappa con veloce saluto dell’amministrazione locale.

Se deciderai di partecipare vieni con un equipaggiamento adeguato alla camminata: scarpe e vestiti comodi, cappello, copertura per pioggia (se le condizioni meteo lo necessitassero), acqua in abbondanza e pranzo al sacco con eventuale telo.

Sarà un’occasione speciale per farti una passeggiata tra i monti lungo un antico cammino, conoscere nuove persone e contribuire in maniera fattiva alla conservazione/promozione di uno dei Cammini europei più importanti.

E se scatterai foto del paesaggio, nel condividerle con gli amici sui social non dimenticare di utilizzare gli hashtag #emiliaromagnaslow e #viafrancigena.

I Love Francigena e tu?