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Parlami di tER

[ParlamiditER #285] Modena, un racconto nella storia

Parlami di tER è una serie di racconti dall’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da persone che son natie, vivono o semplicemente si sono innamorate di questa singolare, bellissima, terra con l’anima.
Se anche tu vuoi raccontare l’Emilia-Romagna che si vede dalla tua finestra sei benvenuto. Basta una mail a inemiliaromagna@aptservizi.com o un commento qui sotto!


Modena, anno 1106.
La costruzione del nuovo Duomo cittadino è iniziata da qualche anno e le attività di edificazione vanno avanti molto velocemente.
Ma è necessario subito affrontare una questione che sarebbe eufemistico definire delicata: spostare nella nuova cripta i resti mortali di San Geminiano, l’amatissimo e veneratissimo santo patrono della città.
Tra lo stupore e l’attesa generale, alla delicata operazione soprintendono tutte le figure di primo piano dell’apparato religioso cittadino.
Ma accanto a loro è presente un personaggio di spicco della “società civile”: l’architetto Lanfranco, il forestiero che era stato chiamato a Modena per fare l’impresa e che per le sue capacità tecniche e progettuali venne definito mirabilis artifex.
Tutto ciò ci è noto dalle pagine del codice noto come Relatio, è conservato nell’Archivio Capitolare di Modena. Si tratta di una sorta di cronaca dettagliata delle vicende iniziali della costruzione dell’edificio sacro – dal 1099 anno di inizio dei lavori al 1106 anno in cui viene spostato il corpo del Santo.
Qui si legge di come tutti i cittadini modenesi e l’entourage religioso decisero di edificare una nuova magnifica Cattedrale che andasse a sostituire quella precedente. Qui apprendiamo della ricerca dell’architetto e dell’affidamento del progetto a tale Lanfranco, uno “straniero” che si dimostrò all’altezza dell’incarico ricevuto tanto da essere celebrato da tutto il popolo per la fama del suo ingegno.
Nel manoscritto, Lanfranco appare citato più volte e con tutti gli onori del caso – un fatto letteralmente inusitato per le cronache del tempo, considerando che sono pochissimi ad oggi i nomi noti tra gli architetti e gli artisti di questa epoca storica.
Lanfranco appare anche nelle miniature a corredo del testo. Nelle raffigurazioni, il progettista sbuca sulla sinistra più grande degli altri personaggi con un elegante cappello ed una veste raffinata: l’architetto è magnificato nelle sue capacità tecniche e nelle sue doti intellettuali, forse uno dei primi esempi del genere nella storia del medioevo.

Il sito UNESCO denominato “Cattedrale, Torre Civica e Piazza Grande di Modena” è costituito da tre monumenti siti nell’attuale capoluogo di provincia dell’Emilia-Romagna e fortemente interconnessi tra di loro:

  • la Cattedrale,
  • la Torre Civica più nota come Ghirlandina,
  • la Piazza Grande dove si affacciano le prime due strutture ed altre meraviglie della città.

Il Duomo di Modena è uno dei massimi esempi in Italia dello stile romanico e ha una disposizione planimetrica molto chiara, frutto degli sforzi compositivi dell’architetto Lanfranco. La pianta rettangolare è suddivisa in tre navate che terminano in tre absidi semi-circolari. Le navate sono suddivise da un sistema di pilastri e colonne e al di sopra delle navate laterali si imposta il matroneo (spazio dedicato ad accogliere le donne) che però in questo caso è del tipo non praticabile ed ha quindi una funzione puramente strutturale.

All’esterno su tutti i lati della chiesa si ripete il motivo della loggia a trifora (sorta di finestra suddivisa in tre parti da due esili elementi verticali). Le logge si trovano anche nella parte superiore della facciata principale, perfettamente tripartita – a richiamare le tre navate interne – ed adornata con il tipico rosone nella parte centrale.
Ma in questa meraviglioso edificio, Lanfranco ha dovuto dividere la fama con un altro portento dell’arte romanica: lo scultore Wiligelmo. Una figura avvolta nel mistero, considerando che ancora oggi non conosciamo la giusta scrittura del suo nome. Ma anche in questo caso, la fama dell’artista è testimoniata dalla epigrafe posta in facciata dove viene menzionato come degno di onore tra gli scultori. E proprio sulla facciata della chiesa è possibile ammirare i portentosi cicli scultorei di Wiligelmo, in particolare quello con le storie tratte dalla Genesi con tanto di raffigurazione del peccato originale con Adamo che morde la mela biblica.

Vicino all’abside del Duomo, si staglia con i suoi quasi 90 metri di altezza la Torre Civica – per tutti i modenesi semplicemente la Ghirlandina, simbolo assoluto della città. Nata in funzione della Cattedrale, la torre ha una storia costruttiva molto lunga che si protrae fino ai primi decenni del XIV secolo quando fu aggiunta la guglia in stile gotico. Ben presto la Ghirlandina assume funzioni “civiche”: al quinto piano della torre trova posto la cosiddetta stanza dei Torresani dove alloggiavano le guardie che vigilavano dall’alto sulla città dando il segnale di apertura e chiusura delle porte cittadine comunali. Altro particolare della Ghirlandina è la secchia rapita: si tratta di un comune recipiente di legno sottratto dai modenesi da un pozzo pubblico di Bologna e poi portato solennemente in trionfo in città. Attualmente nella torre è conservato solo una copia dello strambo trofeo mentre l’originale è stato spostato nel Palazzo Comunale.

Cuore pulsante della città e luogo di rappresentanza per eccellenza del potere politico e religioso è la Piazza Grande su cui affacciano uno dei maestosi lati del Duomo, il porticato del Palazzo Comunale e la Ghirlandina dall’alto. La piazza è luogo di incontro, di dibattiti e di scambi commerciali: proprio qui avveniva il mercato settimanale. Questo è il posto privilegiato dove svolgere grandiosi cerimonie religiose all’aperto e processioni ma anche dove allestire feste popolari e più mondane. Sempre in piazza si amministra la giustizia, nei modi brutali previsti dalle leggi del tempo: qui vengono svolte le torture e le esecuzioni capitali. I corpi martoriati dei criminali, una volta calati dalla forca venivano deposti per le funzioni di rito sulla Pietra Ringadora – un enorme masso che fa ancora bella mostra di sé in un angolo di questo microcosmo del mondo medievale.

Contenuto a cura di Roberto Giarrusso, autore del blog www.thearteller.com

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Food Valley

Acetaie Aperte 2019

Una domenica all’insegna della scoperta dell’Oro Nero di Modena: come ogni anno a fine settembre, anche quest’anno torna l’appuntamento con Acetaie Aperte, l’evento organizzato dal Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP e dal Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale DOP che aprono le porte delle acetaie ai visitatori.

acetaie aperte 2019

Domenica 29 Settembre oltre 40 acetaie della provincia di Modena aspettano i visitatori per portarli a scoprirne i segreti di produzione, per imparare a degustarlo, apprezzando le particolarità dei due più preziosi tesori gastronomici del territorio.

Molte poi le iniziative collaterali organizzate dalle diverse acetaie: dalle degustazioni di Aceto Balsamico di Modena IGP e Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP con prodotti tipici del territorio, alle dimostrazioni di cottura e pigiatura del mosto, dagli show-cooking per scoprire abbinamenti e utilizzi dell’Oro Nero in cucina, a percorsi “museali” con esposizione di antichi strumenti di laboratorio e attrezzature per la lavorazione dell’aceto.

Tutte le informazioni si possono trovare su acetaieaperte.com

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Arte e Cultura

16 castelli in provincia di Modena da riscoprire e visitare

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Motor Valley

Guida al Motor Valley Fest

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Parlami di tER

[ParlamiditER #268] Modena in un giorno

Parlami di tER è una serie di racconti dall’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da persone che sono nate, vivono o semplicemente si sono innamorate di questa singolare, bellissima, terra con l’anima.
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Modena è interessante anche in una giornata uggiosa.
Se arrivate in treno, dovete ponderare bene quale percorso seguire per iniziare la vostra visita: dalla stazione, infatti, possono essere raggiunti a piedi la Casa Museo di Enzo Ferrari, il Giardino Ducale Estense e il meraviglioso centro, Patrimonio UNESCO dell’Umanità.

Vi racconto la mia giornata trascorsa a Modena partendo dalla Galleria delle Statue, una collezione d’arte scoperta per caso e che ha segnato nel migliore dei modi l’inizio della mia visita. La galleria ha sede presso l’Istituto d’Arte Venturi, e da fuori è possibile vedere giovani mani dare forma a terrecotte, stucchi e ceramica.

La meravigliosa Piazza Roma attende di essere attraversata con obbligatoria una visita all’atrio del Palazzo Ducale, sede dell’Accademia Militare, vanto di questa città per il ricordo dei caduti in guerra, ma anche per sottolineare la vita militare come dura e necessaria per il nostro Paese.

Una volta usciti, mettetevi il Palazzo alle spalle e iniziate la vera esplorazione: andate sempre dritti verso un’attrazione che vi lascerà piacevolmente a bocca aperta prima, e piena poi…
Percorrendo le strade di Modena non saprete dove girare la testa: dai pavimenti ai soffitti dei portici, tutto è testimonianza di secoli di storia, o di audaci prove di stile moderno.

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Giunti davanti al Mercato Albinelli, prendetevi un momento per attivare tutti i vostri sensi: da subito sarà il vostro olfatto a reagire, perché in prossimità del mercato, e un po’ in tutte le vie della città, fin dal mattino si sente profumo di soffritto e pane appena sfornato. A seguire l’udito vi farà capire le antiche e buone maniere di fare dei commercianti.
Infine, toccherà alla vista farvi girare la testa tra i colori accesi della frutta e della verdura, i pezzi di carne pronti per essere cucinati, il rosso di vini genuini e la perfezione dei dolci fatti come opere d’arte.

Dopo che avrete messo alla prova la vostra acquolina, dirigetevi in Piazza Grande e alimentate il vostro spirito d’arte all’interno delle stanze storiche del Municipio, salendo i gradini della Torre Ghirlandina e varcando la soglia del Duomo. Questo concentrato di palazzi, storia e arte vi farà posticipare di un’ora la fame per alimentare nuovamente la vista con esempi di scultura e architettura splendidamente collocati in armonia.
Troverete anche curiosità e storie interessanti che provengono dal passato, come quella della Secchia o degli strani animali mitologici che compongono i lati esterni del Duomo, ma lascio a voi il piacere della scoperta di questi misteri.

Un luogo molto carino della città da visitare è il Mercato dell’Artigianato Artistico. Posto sulla Via Emilia, per 6 mesi l’anno accoglie artigiani provenienti da tutta Italia che qui si ritrovano per vendere pezzi unici, sia per materiale e lavorazione, e che mostrano il riconosciuto potenziale della creatività italiana oltre a ricordare la preziosità di oggetti fatti da mani lente e accorte.

Giunta l’ora del pranzo, avete l’imbarazzo della scelta e siete liberi di perdervi tra aperitivi nei bar, mangiare nelle gastronomie del mercato oppure fermarvi in qualche ruspante trattoria.

Una cosa che mi capita spesso di vedere sono turisti solitari che, con la loro bella guida, cercano di scoprire i miti classici della città, oppure sono più curiosi e visitano luoghi che nemmeno gli abitanti conoscono. Non esiste uno stile unico per visitare una città e il migliore è sempre quello casuale che porta a scoprire per caso le più belle meraviglie.

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Parlami di tER

[ParlamiditER #261] Emilia Romagna: Terra di Velocità

Parlami di tER è una serie di racconti dall’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da persone che sono nate, vivono o semplicemente si sono innamorate di questa singolare, bellissima, terra con l’anima.
Se anche tu vuoi raccontare l’Emilia-Romagna che si vede dalla tua finestra sei benvenuto.
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In Emilia Romagna le persone hanno imparato a dare forma a quasi tutto, anche alla velocità. La si può vedere nelle curve dei circuiti, delle piste, degli autodromi o nelle discese delle nostre colline; la velocità può essere descritta nella forma di un muso o di un alettone, disegnati ad hoc per rappresentare, inoltre, perfezione e stile.
Chi più di tutto però qui rappresenta la velocità sono gli uomini che con i loro occhi sembrano guardare oltre l’orizzonte, vanno oltre lo spazio con un obiettivo, ed è quello di essere più veloci del vento.

L’Emilia Romagna è terra di motori, di piloti, di atleti e lo dimostra di continuo, ma fin a quando non si viene qui ad assistere alla magia, stando davanti alla creazione e ascoltando un motore rombante, non si può capire quale genio e immaginazione abbiano spinto le persone a fare la differenza.
Città simbolo e luoghi dove trovare i più importanti musei sono Maranello, Modena, Bologna e provincia; qui potrete vivere il vero sogno del cavallino rampante con il Museo Ferrari e la Casa Museo di Enzo Ferrari; qui inoltre troverete lo Showroom Maserati, il Museo Lamborghini, il Ducati Factory Store, il Museo Horacio Pagani e la Collezione Umberto Panini.

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Ci sono piste che potrete vivere da spettatori come l’Autodromo di Misano, oppure da protagonisti come il Circuito di Maranello; a proposito di questa città, se farete un test-drive tra le sue strade vedrete tante di quelle Ferrari circolare liberamente che non saprete dove voltare la testa, perché qui c’è chi viene dal Brasile per provare l’emozione di accelerare con l’auto più famosa al mondo, che lega la storia del suo simbolo ai motori del cielo (il cavallino rampante era infatti dipinto sull’aereo di Francesco Baracca).

Chi invece vorrà vivere un’occasione più amatoriale dovrà cercare i raduni realizzati con regolarità per la regione, che raccolgono mezzi molto diversi tra loro, ma che sanno diventare amici nel momento giusto: non perdetevi l’occasione di vedere distese di Harley, Guzzi e di mitiche Vespe.

Raduno Vespa @Marella Alcorini

Qui sentirete storie di piloti e dello speciale legame con le loro auto, bici e moto, e vi spiegheranno perché hanno sposato la strada e le piste; storie di atleti che hanno raggiunto i 130km/h sulla neve o hanno volato su e giù dalle colline in bici. Come anticipato, gli uomini non sono semplici comparse: sono l’anello che completa la visione della velocità, persone che hanno donato la loro anima a motori e ruote, e tagliando traguardi il giusto numero di volte sono diventati delle leggende.
Tra queste leggende ricordiamo Pantani, Simoncelli (il Sic), Zanardi, Rossi, Ferrari, Tomba e tutti quelli che ancora devono venire, perché un sangue così non lo si può fermare mai.

C’è poi una storia che credo vada raccontata a parte e che in pochi conoscono: è quella di Giuseppe e Giuliano Landini, nati in terra reggiana e pluricampioni mondiali di motonautica, che hanno raggiunto velocità in grado di accarezzare il grande fiume Po e sono stati capaci di fare scuola in tutto il mondo; oggi Giuliano è il capitano della Motonave Stradivari e racconta che per lui sotto i 200 km/h la vita è noiosa.

Ultimo elemento, ma non ultimo per importanza, è la follia, e qui ce n’è da vendere: la normalità non ha mai portato a nulla di eccezionale, mentre una visione straordinaria è stata la chiave per vedere più di un semplice mezzo di trasporto e credere nel poter realizzare l’incredibile.
C’è una caratteristica che è molto diffusa nel Bel Paese: per quanto amiamo lamentarci e fare polemica, nei momenti di ritrovo sappiamo essere una grande famiglia e fare il tifo per la stessa bandiera, perché prima di imparare ad usare la frizione noi impariamo a dar gas al sangue che ci scorre nelle vene.

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Motor Valley

MotorValleyFest: dal 16 al 19 maggio a Modena

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Motor Valley

Supercars italiane: itinerario tra le auto da sogno #inEmiliaRomagna

Ferrari, Lamborghini, Pagani, De Tomaso, Bugatti sono alcuni dei più famosi nomi che hanno reso celebre il nome di Modena nel mondo.
Si perché è proprio qui che si concentrano i più desiderati marchi automobilistici del pianeta, in questo territorio unico che ha saputo unire e miscelare sapere tecnico, creatività e condizioni ambientali, dando vita a quel sogno automobilistico che ancora oggi è simbolo riconoscibile di stile, lusso e velocità.

Un fazzoletto di terra da girare in un paio giorni e che custodisce il meglio dell’automobilismo sportivo e delle Supercars Italiane. Un viaggio all’interno di un territorio, in prevalenza modenese, in cui assaporare il gusto della velocità, senza dimenticare la famosa gastronomia che in queste zone raggiunge livelli eccelsi.

Ma non attendiamo oltre e partiamo alla ricerca delle SuperCars Italiane, in un itinerario tra le auto da sogno della MotorValley dell’Emilia-Romagna.

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SelfieDOP

Un SelfieDOP al profumo di Balsamico

Avete mai fatto un corso di formazione in mezzo a 5.600 botticelle di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, che sprigionano nell’aria il delicato aroma dell’oro nero che invecchia?
Noi sì! 🙂

Lo scorso 27 ottobre a Cavezzo (in provincia di Modena) la 13^ data dei SelfieDOP, i nostri workshop gratuiti di Food Photography con Reflex e Smartphone, si è svolta proprio a Casa Mazzetti, uno spazio polifunzionale inaugurato di recente, tutto dedicato al Balsamico di Modena DOP e IGP.
Qui, per l’appunto, è possibile ammirare un “teatro del balsamico” composto da innumerevoli batterie e scoprire, accompagnati dalle note di Pavarotti, la storia e il processo produttivo del Balsamico DOP. Nell’edificio adiacente si può invece scoprire tutto del Balsamico IGP, dalle diverse materie prime utilizzate, ai tempi di invecchiamento, fino alle modalità per distinguerne le diverse qualità. Proprio per produrre l’IGP Casa Mazzetti utilizza, tra le altre, anche Hercules, una botte che, con i suoi 274.000 litri di capacità, un’altezza di 8 metri e un diametro di 7,50, è la botte più grande del mondo!

È stata un’intera giornata aperta a chi, per lavoro o per passione, fosse interessato alla fotografia gastronomica e desiderasse scoprire come fotografare al meglio i più golosi prodotti made in Emilia-Romagna.
Ecco una selezione degli scatti realizzati durante i due workshop paralleli, sotto la guida di Silvia Canini per il corso Smartphone e di Marco Fortini per il corso Reflex:

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