Categorie
Motor Valley

Il Museo Ducati di Borgo Panigale

Ristrutturato nel 2016 in occasione del 90esimo Anniversario del marchio, Il Museo Ducati si presenta oggi in una nuova veste e con contenuti che comprendono il contesto socio culturale, i fatti,  le persone e le innovazioni tecnologiche appartenenti alla storia di Ducati e che fanno da cornice all’esposizione delle moto di serie  e delle moto da corsa che hanno lasciato un segno indelebile nel cuore dei Ducatisti e degli amanti delle moto.

Cenni Storici


Il Museo Ducati di Borgo Panigale, Bologna, si articola in 5 differenti sale, più una sala centrale, in cui viene ripercorsa la storia del mitico marchio bolognese dalla nascita, nel 1926, fino ai modelli da strada e da gara dei giorni nostri e si articola lungo tre diversi percorsi: la storia delle moto di serie e il contesto socio-culturale in cui si inseriscono; la storia del racing attraverso l’esposizione delle moto da corsa e dei trofei vinti e l’ultimo percorso, che racconta i “Ducati Moments” ovvero fatti, persone, innovazioni tecnologiche che hanno fatto la storia del marchio.

Si perché forse non tutti sanno che la Ducati nacque inizialmente come industria di trasmissioni e, lungo la sua storia, non ha costruito solamente bolidi delle due ruote. Nel primo ‘900 a Bologna infatti c’era un gran fermento sul settore elettronico. Guglielmo Marconi era osannato in tutto il mondo per l’invenzione della radiotelegrafia e così i fratelli Ducati (Adriano prima e poi Bruno e marcello) iniziano a produrre il piccolo condensatore Manens, assemblato in un alloggio con due operai e una segretaria. Il successo fu strepitoso: in 10 anni la fabbrica diede lavoro a migliaia di operai inaugurando anche il grande stabilimento a Borgo Panigale. Con l’arrivo della Seconda Guerra Mondiale però, l’impianto divenne obiettivo dei bombardamenti Alleati, che il 12 ottobre 1944 lo distrussero interamente.

Ducati
Fratelli Ducati – Foto di Museo Ducati

Fu con la ricostruzione del secondo dopo guerra che partirà la riconversione al settore motoristico e la nuova era; nell’immediato dopoguerra infatti l’espansione produttiva e lo sviluppo tecnologico generano un consistente aumento dell’occupazione e dei redditi stimolando una nuova propensione ai consumi. Il Cucciolo, il piccolo e primo ciclomotore Ducati, diventa simbolo di una nazione che ha necessità di muoversi e di incontrarsi ed il successo delle corse motociclistiche su strada inizia presto a insinuare il desiderio di velocità, al di là di un mezzo di trasporto economico e affidabile.
Siamo agli albori di quel mito che ancora oggi riesce a coinvolgere appassionati da tutto il mondo e che, dopo tanti anni e tante peripezie, ha reso il marchio Ducati uno dei più desiderati dai motociclisti di tutto il mondo. 

La Collezione


Ducati
Museo Ducati – Foto di Museo Ducati

Come già anticipato sopra il Museo Ducati di Borgo Panigale si articola lungo tre diversi percorsi: la storia delle moto Ducati di serie e il contesto socio-culturale in cui si inseriscono; la storia del racing attraverso l’esposizione delle moto da corsa e dei trofei vinti e l’ultimo percorso che racconta fatti, persone ed innovazioni tecnologiche che hanno fatto la storia Ducati.

La storia delle motociclette Ducati sono raccontate in un’esposizione permanente allestita in sei sale: la Sala Uno che racconta delle origini del marchio fino alla seconda guerra mondiale; la Sala Due mostra modelli ed innovazioni tecnologiche fino al 1860; la Sala Tre ci riporta invece ai fasti degli anni 60 e 70, alla moto come simbolo di libertà, alla prima Ducati Scrambler, fino alla fine degli anni 80. La Sala Quattro è dedicata invece ai modelli più recenti, dalla prima Monster alla mitica e minuta, ma solo nelle dimensioni, 996 (giudicata una delle moto più belle del secolo). La Sala Cinque è invece dedicata agli ultimi modelli ed ai grandi raduni motociclistici, come la World Ducati Week. Gli appassionati vi potranno trovare le più moderne creazioni del marchio Ducati, le soluzioni importate dal mondo delle corse cosi come i modelli più recenti della casa di Borgo Panigale.  La Sala Sei, o sala centrale, è invece un tripudio del mondo Ducati, dal primo ciclomotore “Cucciolo” fino ai modelli da corsa dei giorni nostri, vi sono esposti e raccontati i momenti più importanti della fabbrica motociclistica. Qui compaiono i campioni del passato, le grandi gare classiche degli anni ’60 ’70, le grandi vittorie in SuperBike, fino alla più recente storia della MotoGP. Modelli, personaggi e storia che hanno fatto la storia della Ducati ed insieme, la storia del motociclismo italiano e mondiale.

Per tutti coloro che fossero interessati a visitare anche da lontano il Museo, ricordiamo che è possibile effettuare una visita virtuale attraverso la piattaforma di Google Street View. Segnaliamo inoltre che è possibile effettuare su prenotazione Tour della Fabbrica di Borgo Panigale che permette di scoprire non solo come nasce una moto Ducati, ma anche di immergersi in un momento di vita aziendale insieme agli uomini e alle donne che ogni giorno lavorano a Borgo Panigale.

Durante la visita si potranno vedere le diverse fasi di lavorazione e di assemblaggio dei motori, le linee di montaggio dei veicoli, i test di collaudo e scoprire persino dove è situato il mitico Reparto Corse, all’interno dello stesso stabilimento. 

Personaggi Famosi e Curiosità


Se parliamo di personaggi famosi, a parte i grandi piloti che hanno cavalcato un motore Desmo nella storia del motociclismo non possiamo non citare Hollywood. La Ducati infatti è uno di quei marchi italiani che ormai da tempo hanno conquistato le grandi star del cinema. Angelina Jolie è una nota ducatista, ha regalato una Monster anche al marito Brad Pitt; Keira Knightley ha cavalcato una Ducati 750SS per la pubblicità di Chanel; Tom Cruise ha domato tra le altre una Desmosedici RR e utilizzato la Hypermotard 1100 nel film Knight & Day. Poi ci sono Mickey Rourke, Ryan Reynolds, Orlando Bloom e Jim Carry, e solo per rimanere ai giorni nostri.

Ci sono poi i film ed i video musicali, più di 50, in cui compare una moto Ducati quasi sempre associata a figure femminili ed inseguimenti mozza fiato ed evoluzioni iperboliche, ricordate il video di Britney Spears “Toxic” o l’inseguimento in moto di Matrix Reloaded?

Forse non tutti sanno che alcune moto Ducati degli anni 50 sfoggiavano sulla carena lo stesso Cavallino Rampante di casa Ferrari. Per un breve periodo, le moto da corsa Ducati e una versione stradale di 98 cc. (denominata “Cavallino” in Europa e “Bronco” negli Stati Uniti) hanno avuto sulle fiancate un cavallino identico a quello della Ferrari. Per gli amanti delle vecchie storie, questo aspetto ha contribuito a identificare le Ducati come le “Ferrari a due ruote“.

Intorno al 1956, l’ingegner Taglioni chiese e ottenne di poter dipingere sulle nostre moto il famoso cavallino. La prima moto con questo simbolo è stata la 125 Trialbero Desmo del 1956, che debuttò e vinse il G.P. di Svezia dello stesso anno. Successivamente altre moto quali la Marianna, alcune versioni della 175 F3

Ducati
La 250 Bicilindrica Desmo di Mike Haiwood, anch’essa raffigurante il Cavallino Rampante – Foto di Museo Ducati

Perché Taglioni abbia scelto il cavallino rampante è presto detto: Fabio Taglioni è nato a Lugo di Romagna, un paese distante circa 35 Km da Bologna. Nella stessa città è nato il personaggio italiano più famoso della Prima Guerra Mondiale, il maggiore Francesco Baracca: “l’asso” italiano della Grande Guerra, con 34 vittorie aeree sul Fronte Italiano, che fu ucciso sul Montello il 19 giugno 1918.

Eventi


https://youtu.be/_TvmUbbseh0?t=6s

La casa di Borgo Panigale propone costantemente eventi dedicati ai suoi clienti affezionati ed ai motociclisti in generale. Dalla World Ducati Week, evento solo per possessori di moto Ducati, ai corsi di guida, alle richiestissime Tribune Ducati durante le gare della MotoGP, sono innumerevoli gli eventi che ogni anno vengono organizzati dalla casa madre di Ducati. Per rimanere sempre aggiornati vi consigliamo di tenere d’occio il sito ufficiale.

Come Arrivare

Orari di apertura, biglietti e tutte le altre informazioni 

Categorie
Motor Valley

Il Museo Ferruccio Lamborghini

Non ho mai smesso di pensare ad una macchina ideale… tutto quel che ho fatto è stato avere un progetto per realizzarla
Ferruccio Lamborghini

 

Lamborghini
Museo Ferruccio Lamborghini – Foto di Andrea Margelli

Inaugurato nel 2014 negli spazi dell’ex-stabilimento Lamborghini Oleodinamica il Museo Ferruccio Lamborghini di Argelato, Bologna, è uno spazio interamente dedicato alla memoria di un geniale imprenditore ed a tutte le sue innovative creazioni ingegneristiche e di design.
Interamente ri-progettato da Tonino Lamborghini, figlio di Ferruccio, il Museo è oggi un grande monumento alla memoria del Cav. Lamborghini e raccoglie le più importanti creazioni meccaniche del Toro insieme con le  più significative foto dell’archivio di famiglia con l’intento di esaltare e dare profondità alla figura di Ferruccio, vero e proprio genio creativo del ‘900 italiano. Si perché dalle fabbriche Lamborghini non sono uscite solamente fantastiche Super Car, ma anche trattori, motori nautici, formula1 e persino un prototipo di elicottero… ma andiamo con ordine.

Cenni Storici


Lamborghini
Museo Ferruccio Lamborghini

Il primo Museo dedicato alla storia industriale di Ferruccio Lamborghini fu inaugurato nel 1995 a Dosso in piena campagna ferrarese, proprio accanto allo stabilimento Lamborghini Calor, una delle tante aziende che facevano parte della galassia di attività di Ferruccio ed era costituito principalmente dai modelli e dai pezzi della raccolta personale della Famiglia Lamborghini.
Dopo ben 19 anni, e migliaia di visitatori, nel 2014 Tonino Lamborghini decise di avvicinare il Museo al centro di Bologna, uno dei cuori pulsanti della MotorValley dell’Emilia Romagna; nasce cosi nel 2014 il Museo Ferruccio Lamborghini di Argelato, spazio espositivo di 5000 mq dedicato interamente alle creazioni di Ferruccio, ma che, data la splendida e particolare location, può essere adibito ad eventi e manifestazioni di ogni sorta.
Nel Museo Ferruccio Lamborghini di Argelato oggi è possibile trovare quasi tutto l’excursus industriale dell’ingegner Lamborghini, dai primi trattori fino alle mitiche super car, in un percorso che dal 1945 agli anni ’80, abbraccia gran parte della storia industriale italiana.
Ecco come Tonino Lamborghini, attuale padrone del Museo di Argelato, racconta l’origine del Museo e le gesta e le creazioni del padre Ferruccio:

La Collezione


Lamborghini
Museo Ferruccio Lamborghini

In quanto raccolta familiare della intera produzione industriale della Lamborghini, il Museo di Argelato oggi restituisce ai visitatori oggetti e prototipi che vanno dagli anni del primo dopo guerra alla metà degli anni ’80, per un arco temporale che attraversa ben 40 anni di storia meccanica e automobilistica italiana.
Il percorso di visita, organizzato secondo uno schema temporale, parte dai primi modelli di Trattori Carioca che furono ricavati utilizzando i motori ed i differenziali di mezzi militari recuperati e che diedero il via alla prima produzione industriale.
Da quel momento Lamborghini non abbandonerà più il mondo della macchine agricole, ed anzi amplierà la sua produzione alle auto sportive, ai motori marini , arrivando a progettare anche un elicottero.
Il percorso prosegue poi con alcuni prototipi della casa del Toro come la mitica 350 GTV, prima automobile prodotta dalla Lamborghini, vettura che fu il risultato della leggendaria sfida automobilistica tra Enzo Ferrari e Ferruccio Lamborghini.

Lamborghini
Museo Ferruccio Lamborghini – Miura SV

Non possiamo non segnalare poi l’esemplare di MiuraSV personale di Ferruccio Lamborghini, la mitica auto che prese il nome da uno degli allevatori di tori da combattimento Don Eduardo Miura Fernandez e che fu un autentico concentrato del genio creativo italiano. Nata da un progetto meccanico degli ingegneri Dallara e Stanzani (qui alcuni video di approfondimento), la Miura deve la sua fama alla sua forma particolarmente innovativa per l’epoca e che fu opera di un allora giovane casa di design di nome Bertone. Presentata al salone di Ginevra nel 1966, la Miura riscosse fin da subito un incredibile successo e, anche se aveva evidenti problemi di tenuta stradale, gettò le basi di quel mito Lamborghini, vetture veloci e impossibili, che ancora oggi ammanta la casa del Toro.

Proseguono l’esposizione poi un esemplare di Motoscafo Off-Shore Fast45 Diablo Classe 1, che grazie al motore Lamborghini si aggiudicò ben 11 campionati del mondo, un esemplare di Elicottero, e la “Barchetta”, autovettura che venne appositamente rielaborata da Ferruccio per partecipare alla MilleMiglia del 1948.

Lamborghini
Museo Ferruccio Lamborghini

Completano la collezione auto e moto del periodo, esemplari di caldaie e di condizionatori Lamborghini (Tra le tante innovazioni, Ferruccio Lamborghini fu il primo a portare l’aria condizionata in Italia), una ricostruzione dell’ufficio di Ferruccio Lamborghini ed una esposizione selezionata di foto della Famiglia Lamborghini e delle migliaia di persone che hanno incrociato i destini della casa del Toro.

Sono presenti poi modelli unici al mondo fra i quali il prototipo Urraco, realizzato nel 1975, la Jalpa spider del 1982, unico prototipo con soft top, il restyling della Jarama SVR del 1972  che fu modificato dal mitico ingegnere e collaudatore Bob Wallace, il prototipo della Espada con apertura ad ali di gabbiano, realizzato nel 1967.

Eventi


Lamborghini
Museo Ferruccio Lamborghini – eventi

Il Museo Ferruccio Lamborghini di Argelato oltre ad essere uno dei musei più ricchi e completi di tutta la MotorValley dell’Emilia Romagna, organizza spesso eventi e manifestazioni dedicate agli appassionati del marchio del Toro. Consigliamo di dare sempre uno sguardo alla sezione eventi del sito ufficiale per rimanere sempre aggiornati su iniziative ed appuntamenti.

Personaggi Famosi e Curiosità


MotorValley : Ferruccio Lamborghini
Motor Valley : Ferruccio Lamborghini

Innanzitutto il segno del Toro, il simbolo della casa e delle industrie Lamborghini e segno zodiacale di Ferruccio Lamborghini che lo trasformò nel tratto distintivo delle sue auto sportive. Potenza, maestà, sinuosità che condite al carattere forte di Ferruccio contribuivano a donare un carattere forte ed una personalità spiccata alle sue automobili.
Poi la lite con l’ingegner Enzo Ferrari:

Che vuol saperne di macchine lei che guida trattori

Questa su per giù la risposta che Enzo Ferrari diede a Ferruccio Lamborghini allorché si presentò con la sua Ferrari 250GT con evidenti problemi alla frizione. Fu proprio per reazione a questa risposta, che Ferruccio decise d’affiancare alla produzione di trattori quella di automobili gran turismo, in grado di far concorrenza alle Ferrari. L’obiettivo dichiarato fin da subito? Costruire “Un’automobile perfetta anche se non particolarmente rivoluzionaria“, e per far questo Lamborghini si circondò di tecnici d’alto valore, Bizzarrini, Dallara, Stanzani, Bertone ed altre personalità importanti, anche della stessa Ferrari.
Poi i proprietari; come le grandi case automobilistiche la Lamborghini deve la sua fama all’estro del suo proprietario, ma anche agli innumerevoli VIP, attori di Hollywood e personaggi famosi che nel tempo hanno apprezzato ed acquistato queste vetture. Tra i proprietari di Lamborghini illustri contiamo Grace di Monaco, Claudio Villa, Little Tony, Gino Paoli, Frank Sinatra, Roger Moore, lo Scià di Persia, Rod Stewart, Dean Martin, fino agli estimatori dei modelli più recenti (realizzati dal Gruppo Audi-VW), come Nicholas Cage, Russel Crowe, il cantante Jamiroquai e molti altri…

Come arrivare



Il Museo Ferruccio Lamborghini è facilmente raggiungibile grazie all’estrema vicinanza all’uscita autostradale della A13 Bologna-Padova (uscita Bologna Interporto). Dopo il casello svoltare a destra e proseguire per circa 3km sulla SP 3. Prendere lo svincolo Bologna/Galliera/Funo/S. Giorgio di P., mantenere la sinistra al bivio e seguire le indicazioni per San Giorgio di Piano/Ferrara lungo la Strada Provinciale 4 Galliera. Dopo circa 1 Km, il museo si trova sulla sinistra.

Da Bologna Autostazione, piazza XX settembre, nei presso della stazione ferroviaria Bologna Centrale: bus nr. 97 Lame (circa 30 minuti). Il museo si trova circa 2 minuti a piedi dalla fermata: Zona Industriale Larghe

Categorie
Motor Valley

MotorValley: 4 cose da sapere per gli appassionati di auto d’epoca

4 cose che gli appassionati di auto d’epoca dovrebbero sapere sulla MotorValley dell’Emilia Romagna, 4 must che proprio non si possono perdere, dai Musei ai Circuiti che hanno fatto la storia dell’automobilismo, dai tracciati collinari alle collezioni private, vero e proprio tesoro distribuito della Regione.

I Musei della MotorValley

MotorValley
Museo Enzo Ferrari – Modena

Sono il piatto forte della MotorValley, ovvero i musei ufficiali gestiti direttamente dalle case automobilistiche Ferrari, Lamborghini, Pagani, Ducati. Una miniera aurea per gli appassionati di auto d’epoca, dato che raccolgono quasi l’intera produzione industriale della case.
I due Musei Ferrari (Quello di Maranello e il Museo Enzo Ferrari di Modena) raccolgono la storia, i modelli ed i trofei del Cavallino Rampante, cosi come i due musei Lamborghini (Il Museo Lamborghini di Sant’Agata Bolognese e quello di della Famiglia Lamborghini di Funo di Argelato) che custodiscono la memoria storica e le creazioni mille del genio di Ferruccio Lamborghini. Nel nuovo Museo Ducati sono invece le due ruote a farla da padrone. Qui troverete tutti i modelli ed i trofei della casa di Borgo Panigale, insieme a video, cimeli ed alle tute dei piloti che, nel tempo, hanno vestito il colori Ducati. Un excursus sulla storia delle due ruote bolognesi, ma anche un racconto sulle evoluzioni tecniche dei motori e delle parti meccaniche che hanno reso grande e vincente questa casa motociclistica.
Ultimo, ma solo in ordine di elenco, lo showroom della Pagani, spazio allestito direttamente nella sede della fabbrica di San Cesario sul Panaro ed in cui è possibile ripercorrere la storia e le autovetture create da Horacio Pagani e dai suoi meccanici.

I Circuiti della MotorValley

MotorValley
Circuito Imola

Non si può parlare di vetture storiche senza comprendere i Circuiti dell’Emilia Romagna: i templi dell’automobilismo moderno. Tosa, Acque Minerali,  la curva della Quercia, sono termini diffusi tra gli appassionati, parole che indicano luoghi in cui si sono compiuti atti eroici ed errori colossali, ma in cui si è comunque solcata la storia delle corse.

Il primo in ordine di costruzione fu l’AeroAutodromo di Modena, che come molti circuiti del tempo (ad esempio Silverstone) era stato costruito sfruttando la pista aerea di un campo di aviazione. Fu uno dei primi circuiti di test di tutta l’Emilia Romagna ed era talmente affollato di richieste che non era mai disponibile per più di qualche giorno. Proprio per la difficoltà di girare sulla pista dell’Autodromo di Modena e per la convivenza forzata con l’aeroporto, l’ingegner Enzo Ferrari decise di costruire un proprio circuito dedicato esclusivamente alle Ferrari, nasceva cosi nel 1972 l’Autodromo di Fiorano, che da quel momento sarebbe passato alla storia come il circuito di test di tutti i modelli Ferrari.
Secondo in ordine di costruzione fu invece lo storico Circuito di Imola, inaugurato il 25 aprile del 1953. Circuito misto, ricavato dall’unione delle strade collinari a sud di Imola, questo tracciato è un pezzo della storia dell’automobilismo e della Formula 1. Progettato con l’aiuto di Enzo Ferrari ed intitolato nel 1970 allo scomparso figlio Dino, Imola ha ospitato gare ufficiali del Campionato del Mondo di Formula 1 dal 1980, diventando tristemente famoso nel 1989 per l’incendio all’autovettura del pilota Gerard Berger e nel 1994 per una serie di incidenti che causarono, tra l’altro, la morte dei piloti Ayrton Senna e Roland Ratzenberger.  Ad oggi il circuito di Imola ospita le gare del Campionato Mondiale SuperBike oltre ad una serie di manifestazioni automobilistiche dedicate alle auto d’epoca.
Ed eccoci arrivati a Santa Monica sotto le tribune del il famosissimo Misano World Circuit Marco Simoncelli, il tempio del motociclismo italiano (è infatti il circuito di casa di Valentino Rossi ed è situato nel bel mezzo di quella che viene definita la “Riders Land  – La Terra dei Piloti). Disegnato e realizzato sotto l’egida dell’onnipresente Ingegner Enzo Ferrari fu inaugurato nel 1972 ed è sempre stato un circuito dedicato principalmente alle gare motociclistiche. Ad oggi l’autodromo di Misano è una delle tappe del Campionato Mondiale di Moto Gp, del Campionato mondiale di SuperBike e, nonostante sia la casa di molti piloti romagnoli, il record del circuito appartiene allo spagnolo Daniel Pedrosa, che nel 2016 fece fermare le lancette su 1’ 32’’ e 979’’’.
L’autodromo Riccardo Paletti di Varano de Melegari è intitolato invece alla memoria dell’omonimo pilota di Formula 1 milanese, scomparso nel 1982 durante il gran premio del Canada e consueto frequentatore del circuito. Agli appassionati di auto d’epoca interesserà invece la storia della Curva Ickx, che deve il suo nome al campione belga che nel 1970, al volante della sua Ferrari, impostò male la traiettoria ritrovandosi maldestramente nella sabbia e meritandosi l’intitolazione della curva. Oggi il circuito di Varano è sede della Driving Accademy ed ospita, con la partecipazione della vicina Dallara, giornate aperte agli appassionato in cui la pista è aperta alle auto private.

Le Gare Storiche della MotorValley

MotorValley
Vernasca Silver Flag

Va bene, i musei, le auto, la storia dell’automobilismo ed i circuiti in cui poter provare la propria macchina, ma dov’è che la passione per le auto d’epoca tocca il suo massimo? Dov’è che si possono guidare questi bolidi del tempo passato sui vecchi tracciati di gara?
Se la vostra passione per le auto consiste in prevalenza nel guidarle al massimo, mettendo alla prova le loro componenti, allora non potete perdere la mitica Vernasca Silver Flag.  Nata come prova minora del campionato provinciale nel 1953 la Vernasca Silver Flag sviluppa un percorso su strade provinciali famoso per la sua difficoltà e per la sua varietà di guida (si sviluppa infatti per metà sulla strada di fondovalle e per metà in salita con curve e tornanti davvero impegnativi).  Antenata delle odierne gare di rally ha visto la partecipazione di case automobilistiche quali Alfa Romeo, Lotus, Porsche attestandosi sempre tra le gare d’auto tra le più partecipate.
Tra le altre gare per appassionati alle auto d’epoca non possiamo non citare il Gran Premio Terre di Canossa, gara di regolarità classica con più di 75 prove a cronometro che prevede la partecipazione di vetture costruite tra il 1919 ed il 1976. Quel che rende davvero unico il GP Terre di Canossa è il clima che si respira durante la gara ed i paesaggi attraversati. Il tracciato oggi infatti prevede la partenza dalla pianura emiliana e attraversa gli antichi possedimenti dei Canossa, scollinando in Toscana e tagliando la linea del traguardo nelle bellissime Cinque Terre liguri, il tutto accompagnato dalla presenza degli Chef Stellati emiliani, dalle feste in spiaggia della Versilia e dai gustosi piatti di mare della Liguria.

Le Collezioni Private della MotorValley

MotorValley
Collezione Auto Storiche Panini

Faremmo un torto alla ricchezza della MotorValley dell’Emilia Romagna se non accennassimo alle più importanti Collezioni Private che qui, in queste campagne e colline, sono custodite. Frutto della passione di singoli proprietari, queste raccolte in molti casi sono un vero e proprio tesoro museale salvato dalle intemperie della storia.
Tra queste spicca la Collezione che appartiene ad Umberto Panini di Modena, che in pratica possiede quella che era la collezione ufficiale della casa automobilistica Maserati di Modena. Nel Museo privato, oltre ad alcune auto (non solo Maserati) i visitatori potranno ammirare una trentina di moto d’epoca, la maggior parte dei veicoli prodotti in Emilia Romagna.
Tra le altre collezioni da menzionare c’è il Museo del Motociclo di Rimini che è nato dall’unione di tre collezioni private differenti.Una collezione museale che consta di circa 250 motocicli rappresentanti 55 marche differenti, con motociclette ce vanno da quelle realizzate alla fine del 19800 fino ai prototipi della Bimota.
Inoltre qualora siate interessati alle collezioni private dell’Emilia Romagna, vi suggeriamo di leggere la sezione dedicata nel sito di MotorValley che conta più di 20 differenti musei privati che possono essere visitati.

Categorie
FavolER

C’era una volta un pilota inarrestabile

C’era una volta un pilota, non penso possa essere l’inizio di una favola per far addormentare i bambini. Soprattutto se si tratta di questo pilota. Meglio iniziare a raccontarla ben consapevoli delle reazioni che potrebbe suscitare: occhi sgranati, livello di attenzione che si incendia, e una valanga di domande, di e poi?, di curiosità da soddisfare.

_69575439_alex_zanardi_getty5

C’era una volta un ragazzo nato a Bologna e cresciuto a Castel Maggiore, tutta Emilia Romagna, una terra che, onestamente, sono ormai secoli che si diverte a mettere al mondo persone destinate a cambiare la storia.
Alessandro è nato con un’incredibile dose di curiosità e una gran passione per i motori e il fatto che i suoi genitori non fossero entusiasti di questa sua voglia di correre non l’ha certo fermato. Alessandro, detto Alex, non ha mai vacillato e, con una costanza inarrestabile, ha iniziato costruendosi un kart nel garage del padre, lo stesso che, dopo il freno iniziale, lo ha aiutato e incoraggiato.
Era il 1988 quando diventò campione europeo nella categoria 135cc kart e proprio quell’anno fu protagonista di un episodio che ne condensa l’energia: durante un lungo duello con il pilota Massimiliano Orsini nella gara di Göteborg, venne speronato all’ultimo giro e costretto al ritiro. Determinato a portare comunque al termine la gara, Alex decise di spingere il kart fino al traguardo.
Tanta gavetta e un successo crescente, fino al debutto in Formula 1. Poi tester Benetton, poi Minardi e quindi Lotus. Forte, sempre esuberante, simpatico, sorridente.
E poi il primo ostacolo, quella botta spaventosa durante le prove a Spa. Una legnata davanti alla quale non si arrese e partì per andare a disputare il campionato in America. E di nuovo, iniziò a vincere, tanto e presto con quella sua inarrestabile forza che tutto travolge: debuttante nell’anno 1995, titolo conquistato due volte di fila, nel ’97 e nel ’98.
Io credo che questa sia soprattutto la storia di un ragazzo nato con una sconvolgente capacità di rimanere in piedi qualunque ostacolo ti metta davanti la vita e dotato di un entusiasmo tale che è impossibile non rimanerne travolti. Come in ogni favola che si rispetti, l’eroe deve attraversare quelle che per chiunque altro sarebbero difficoltà insormontabili, quelle che ad un certo punto fanno dire basta.
Non sono un eroe, ma un ottimista che ci prova.
E allora ecco Alex che torna in Formula 1. Tre anni di contratto Williams, chiusi dopo una sola stagione di guai, affanni, difficoltà. Ancora Cart, e nel 2001 tappa europea al Lausitzring. Il resto è drammaticamente noto, con quegli attimi irremovibili dagli occhi di chiunque quel giorno avesse una tv e un padre appassionato di corse automobilistiche. Un impatto tragico che lo avrebbe portato via per sempre, se solo lui non fosse Alex Zanardi. E alla fine gli portò via entrambe le gambe, era destino che lui continuasse a correre, il modo lo avrebbe trovato in fretta.

C’era una volta un pilota e c’è ancora: Alex è risalito in auto senza un briciolo di paura o di autocommiserazione, ha corso, ha disputato la Iron Man in bici, sedie a rotelle e nuoto. Ha vinto due medaglie d’oro e una d’argento correndo in handbike ai mondiali paraolimpici di Londra 2012 e Rio De Janeiro 2016, mentre ai mondiali su strada ha conquistato tre ori nel 2013  e nel 2015 e due nel 2014.

Ci sono persone destinate a lasciare una traccia indelebile, quella di Alex è scolpita. Inarrestabile.