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Arte e Cultura

Fellini 100: le iniziative per il Centenario del Maestro del Cinema

Rimini 1920 – 2020: Fellini 100 “Tutto si immagina”
Nel centenario della nascita, le iniziative dedicate al Maestro

Il 20 gennaio del 1920 nasceva a Rimini Federico Fellini, il Maestro del cinema mondiale.
Se l’Italia è diventata per tutto il mondo il paese della Dolce Vita lo si deve al suo sguardo unico e inconfondibile. Pochissimi artisti sono riusciti a rappresentare l’intera storia del nostro Paese come ha fatto Fellini. Un artista che attraverso il cinema è riuscito a inventare un mondo intero, creando un immaginario capace non solo di raccontare la propria generazione – quella di chi ha vissuto le più importanti tappe del Novecento – ma anche di entrare in contatto con quelle successive.

Fellini ci ha mostrato come, viaggiando a ritroso nel tempo, si possono trovare magici suggerimenti per comprendere il presente. La sua eredità è ancora dinamica e viva nel linguaggio artistico e creativo contemporaneo. “Tutto si immagina” non è solo una celebre espressione del regista riminese, genio immortale, ma la chiave di volta per fotografarne l’eredità artistica e creativa attuale e senza tempo.

A 100 anni dalla sua nascita, Rimini si prepara a celebrarlo per un intero anno con una serie di iniziative che partiranno a metà dicembre con una grande mostra nelle sale di Castel Sismondo, antica residenza dei Malatesta, e proseguiranno tutto il prossimo anno per culminare nell’apertura, a dicembre 2020, nel più grande progetto museale a lui interamente dedicato.


La mostra “Fellini 100” a Castel Sismondo

Ad aprire le celebrazioni sarà la mostra itinerante “Fellini 100 Genio immortale”, a Rimini dal 14 dicembre 2019, riportando in primo piano memorie, emozioni, fotogrammi, scene, suggestioni provenienti da quel mondo straordinario capace di dirci tutta la verità su noi stessi con l’irresistibile fascino universale del sogno.

La mostra, allestita a Castel Sismondo, parte della sede futura del Museo Fellini, ruota attorno a tre nuclei di contenuti:
1) la storia d’Italia, dagli anni Venti agli anni Ottanta, attraverso l’immaginario dei film di Fellini;
2) il racconto dei compagni di viaggio del regista;
3) la presentazione del progetto permanente del Museo Internazionale Federico Fellini.

Tra le varie sezioni che compongono la mostra, che presenta tanto materiale inedito, non manca materiale del Fondo Nino Rota, il celebre compositore che ha collaborato con Fellini su molti film.
In particolare sarà esposta, per la prima volta, una serie di taccuini originali sui quali Rota appuntava le indicazioni del Maestro sulla musica che avrebbe dovuto accompagnare ed esaltare le sue scelte registiche.

Tra i materiali inediti in esposizione anche la primissima sceneggiatura di quello che poi sarebbe diventato Amarcord, intitolato in prima stesura “Il borgo”, e la sceneggiatura di Otto e mezzo di proprietà di Lina Wertmuller, che fu assistente alla regia di Federico Fellini proprio in quel film.

Anche dall’archivio dell’Associazione Tonino Guerra sono presenti materiali inediti appartenuti al poeta, scrittore e sceneggiatore romagnolo, testimonianza di un incontro umano e professionale che ha segnato il cinema e la cultura italiana.

Una mostra inedita su Fellini, perché porta al centro del proprio percorso la visione dei film, e questo grazie alla partecipazione sia dei produttori più o meno recenti, sia di coloro che in questi anni hanno custodito e tutelato una parte considerevole della filmografia.

Dopo l’allestimento riminese, la mostra comincerà un viaggio e arriverà a Roma il prossimo aprile 2020 a Palazzo Venezia, per poi varcare i confini nazionali con esposizioni a Los Angeles, Mosca e Berlino.

Fellini 100, manifesto mostra
Fellini 100, manifesto mostra

Il Museo Internazionale Federico Fellini

L’appuntamento del centenario è anche l’occasione per porre le fondamenta del Museo Internazionale Federico Fellini. Un’esposizione permanente la cui apertura è prevista a dicembre 2020 con l’ambizione di diventare per il pubblico di tutto il mondo il luogo dove poter incontrare e riscoprire l’universo inimitabile di Federico Fellini.
Il Museo Internazionale sarà, infatti, il più grande progetto museale dedicato al regista riminese e coniugherà la poesia del cinema felliniano con le tecnologie e le scelte urbanistiche più innovative. Un progetto ambizioso, che, nel mescolare poesia e tecnologia, intende restituire tutto quello che il cinema ha voluto essere fin dalla sua origine e che i film di Fellini esprimono nel modo più compiuto: stupore, fantasia, spettacolo, divertimento.

Il Museo Fellini ruoterà intorno a tre poli:
Castel Sismondo, la rocca del Quattrocento al cui progetto contribuì Filippo Brunelleschi; Palazzo Valloni, un edificio di origine settecentesca recentemente restaurato, dove a piano terra ha sede il mitico Cinema Fulgor dove Fellini vide i primi film; e infine una grande area urbana, una vera e propria Piazza dei Sogni, che, attraverso un percorso di installazioni e scenografie felliniane creerà un fil rouge tra questi due edifici.

Gli spazi di Palazzo Valloni e di Castel Sismondo, così interconnessi, diventeranno il luogo di una narrazione coinvolgente attraverso film, documentari, interviste e ancora sceneggiature, lettere, spartiti, oggetti di scena e insieme a questi i disegni – che tanta parte hanno avuto nel processo ideativo del Maestro – e i costumi, a documentare anche la qualità e l’originalità delle collaborazioni e delle maestranze coinvolte in ognuno dei progetti di Fellini.


Infine una curiosità…

Tutte le iniziative che festeggeranno il centenario sono raccolte sotto l’etichetta di “Fellini 100”, che ha adottato come proprio logo un disegno del regista Paolo Virzì ispirato a una delle foto più famose della storia del cinema: Fellini domatore (di personaggi, di fantasie, di ossessioni) sul set di Otto e mezzo, scattata da Tazio Secchiaroli.

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Parlami di tER

[ParlamiditER #280] La Marecchia Sailing Cup

Parlami di tER è una serie di racconti dall’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da persone che son natie, vivono o semplicemente si sono innamorate di questa singolare, bellissima, terra con l’anima.
Se anche tu vuoi raccontare l’Emilia-Romagna che si vede dalla tua finestra sei benvenuto. Basta una mail a inemiliaromagna@aptservizi.com o un commento qui sotto!


È tutto nato 5 anni fa, dall’idea di sei giovani ragazzi riminesi che avevano solo l’intenzione di divertirsi e sfuggire alla calura estiva, ma ben presto quella che doveva essere una goliardata tra amici è diventata un grande evento del Riminese.

Il 4 agosto (data posticipata causa allerta meteo) si terrà infatti la quinta edizione della Marecchia Sailing Cup, che porta sempre più giovani a sfidarsi fino all’ultimo remo nelle acque cittadine. È un evento, unico nel suo genere, che si basa sui pilastri dell’ecosostenibilità, del rispetto dell’ambiente e della valorizzazione del territorio.

Infatti, l’unico modo per poter gareggiare e giungere al traguardo è costruire con il proprio team una barca. Come?
Usando esclusivamente materiali di riciclo e non inquinanti e decorandola nei modi più bizzarri possibili.

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L’intera competizione non ha solo lo scopo di far divertire pubblico e partecipanti, ma vuole anche sensibilizzare sul tema dell’inquinamento ambientale: i vincoli imposti per la costruzione dell’imbarcazione pongono gli agonisti nella condizione di accumulare grandi quantità di rifiuti in vista della sua fabbricazione, e una tra le prime cose di cui ogni team si accorge subito è l’enorme volume di plastica che è possibile accumulare in pochissimo tempo. Motivo per cui oltre al tema del riciclo, è importantissimo quello del riutilizzo: servono grande ingegnosità e creatività per poter trasformare ciò che è considerato un rifiuto in qualcosa di completamente nuovo e funzionante. Qualità che in questi anni i partecipanti (fino a 200 nel 2018) hanno saputo abilmente mostrare e per le quali esiste un premio apposito: oltre al premio “velocità” per la prima barca a tagliare il traguardo esiste anche quello “barcaccia” per l’imbarcazione più bella e ingegnosa, assegnato da un’apposita giuria.

Quest’anno si partirà dalla spiaggia libera di Sangiuliano e si arriverà alla spiaggia del Seasun lato Rivabella, dopo un’incursione dentro al fiume Marecchia fino al primo ponte.

Ormai giunto alla quinta edizione, l’evento non consiste più nella sola regata ma, crescendo di anno in anno, è arrivato a comprendere l’intera giornata con l’obiettivo di rendere l’evento sempre più grande, coinvolgente, e soprattutto, divertente.
Tutto partirà dalla mattina del 4 agosto, in cui i partecipanti più ritardatari potranno ultimare la loro barca in spiaggia mentre parte degli organizzatori costruirà dal vivo la barca “Rex” targata Birreria Amarcord, creata in tributo al transatlantico dell’omonimo film felliniano.

Per il primo pomeriggio è stato allestito un villaggio con info point, stand di magliette e dj set, dove saranno presenti anche i ragazzi di Mal di Plastica, che hanno costruito una barca di bottiglie di plastica con cui hanno viaggiato da Rimini a Venezia, per raccontare la loro avventura.

Alle 18.30 ci sarà l’attesissima partenza della regata e tutto culminerà con una grande festa: cozze e vino gratuito per tutti i presenti e musica dal vivo con la band Ludovico Van e Duo Bucolico, nella loro unica data riminese estiva.

Per maggiori informazioni potete seguire la pagina Facebook e l’account Instagram dell’evento.

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La Riviera

Il curioso caso dell’Isola delle Rose

Capita di andare tante volte in un posto, credere di conoscerlo a fondo, padroneggiarne usi e costumi… e poi salta fuori una storia che ancora non si conosceva, e ci si sorprende per la scoperta.
Oggi vi raccontiamo di un episodio curioso, che forse non tutti conoscono: la storia dell’Isola delle Rose, sorta per poche settimane al largo della spiaggia di Rimini.

È il 1968, anno che – come tutti sanno – ha segnato l’inizio dei movimenti di contestazione politica in Europa e in Italia. Per la precisione è il 1° maggio 1968: l’Isola delle Rose, una palafitta di 400 mq costruita su un’ossatura di tubi d’acciaio e posizionata in mare a 11 chilometri e mezzo dalla costa riminese (500 metri fuori dalle acque territoriali italiane), viene inaugurata con un grande banchetto ufficiale, autoproclamandosi Repubblica Indipendente.

Isola delle Rose Ph Giac83 via Wikipedia
Isola delle Rose Ph Giac83 via Wikipedia

L’Isola delle Rose nasce – come una sorta di Utopìa di Thomas More – per essere una micro-nazione “ideale”, del tutto sganciata dallo Stato Italiano, con una propria bandiera, una lingua ausiliaria ufficialmente utilizzata (l’esperanto – infatti il nome originale dell’Isola era Insulo de la Rozoj), una moneta (il Mill) e una linea filatelica del tutto autonome.

Ideatore di questo luogo era Giorgio Rosa, ingegnere bolognese già affiliato alla sedicente Repubblica di Salò negli anni della Guerra. Scopo di questa sua impresa era creare uno stato del tutto slegato da quello Italiano, autonomo anche fiscalmente (sul modello di San Marino), che potesse auto-finanziarsi attraverso i ristoranti e i negozi di souvenir che sarebbero stati aperti per i turisti e i curiosi in arrivo da Rimini.

Subito i giornali dell’epoca ripresero la notizia, dandogli ampia visibilità anche a causa delle (o grazie alle) leggende che vi giravano attorno: si diceva infatti che sull’Isola ci fossero casinò e case chiuse, che ospitasse una stazione radio pirata, che fosse un centro di spionaggio internazionale, addirittura che fungesse come base per sottomarini sovietici.

Nulla di tutto ciò venne ovviamente mai comprovato; fatto sta che il sogno di Rosa durò ben poco: trascorsi nemmeno due mesi dall’inaugurazione, il 25 giugno 1968, la capitaneria di porto e la guardia di finanza circondarono la piattaforma e con un serrato pattugliamento impedirono a chiunque – costruttori compresi – di potervi attraccare, ottenendo quindi un vero e proprio blocco navale.

Nel febbraio del 1969 i sommozzatori della Marina Militare Italiana iniziarono le operazioni per la demolizione dell’Isola, che venne fatto brillare con diversi chili di esplosivo. La costruzione era però così ben realizzata che neppure la seconda esplosione la fece inabissare, operazione che invece riuscì a una burrasca il 26 febbraio 1969.

Finì così questo “esperimento di libertà”, un esperimento fino a qualche anno fa poco ricordato, ma oggi sempre più conosciuto grazie a documentari e libri ad esso ispirati, e presto protagonista di un film.

Isola delle Rose via cartesiani.it
Isola delle Rose via cartesiani.it
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Appuntamenti Parlami di tER

[ParlamiditER #276] UlisseFest 2019: torna la Festa del Viaggio di Lonely Planet

Parlami di tER è una serie di racconti dall’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da persone che son natie, vivono o semplicemente si sono innamorate di questa singolare, bellissima, terra con l’anima.
Se anche tu vuoi raccontare l’Emilia-Romagna che si vede dalla tua finestra sei benvenuto. Basta una mail a inemiliaromagna@aptservizi.com o un commento qui sotto!


È una festa, è un luogo d’incontro, è un’occasione per conoscere e comprendere meglio il vasto mondo, ma anche per imparare piccoli segreti per vivere al meglio il percorso di ognuno di noi. È il Lonely Planet UlisseFest – La festa del viaggio, quest’anno arrivata alla terza edizione. L’appuntamento è a Rimini, dal 12 al 14 luglio, e il tema di quest’anno è domanda diretta, ma tutt’altro che semplice: perché viaggiamo?

Lo chiederemo innanzitutto a due visionari, diversi tra loro ma ugualmente rivoluzionari, Carlo Petrini e Tony Wheeler, il nostro fondatore. Insieme a loro, che apriranno il festival, saranno con noi oltre cento ospiti che ci faranno viaggiare con i loro racconti. Ci spingeremo in Antartide ascoltando Erling Kagge, andremo in Giappone con Alex Kerr, raggiungeremo Etiopia e Eritrea con le fotografie di Antonio Politano, mentre Marco Biazzetti ci guiderà lungo il Jordan Trail.

Seguiremo in Caucaso e nei Carpazi la neve di frontiera di Mario Casella, e percorreremo tutto intero lo Stivale per festeggiare i trent’anni del Sentiero Italia. E poi ancora approderemo a Marsiglia con il reading di Paolo Di Paolo, rifletteremo su com’è cambiato il viaggio d’avventura con Manuel Lugli, Stefano Ardito e la carovana di Overland, e tanti altri porteranno all’UlisseFest il loro cromosoma di viaggiatori; solo per citarne alcuni, Francesco Piccolo, Dario Vergassola, Iaia Forte, Elena Stancanelli, Bruno Arpaia, Valerio Corzani.

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Poiché la musica ha la capacità di farci viaggiare, UlisseFest porterà musica e spettacolo nella centralissima Piazza Cavour con le performance di grandi artisti che sono essi stessi l’emblema del viaggio, come il chitarrista tuareg Bombino, la regina del fado Ana Moura, affiancata per l’occasione dal poliedrico trombettista Giorgio Li Calzi, e il pianista e compositore Stefano Bollani, accompagnato dal musicista brasiliano Hamilton de Holanda.

Ma il viaggio è fatto tanto di idee, stimoli e aspirazioni quanto di passi, polvere e praticità. E chiunque si sia messo in cammino, sa che uno dei momenti più belli è quello della condivisione dell’esperienza. Ecco perché UlisseFest è anche workshop e opportunità concrete: per chi cerca un’esperienza ancora più coinvolgente e inclusiva ci saranno veri e propri spazi di lavoro e confronto curati da professionisti. Come si diventa autore Lonely Planet, Workshop in filmmaking di viaggio, Workshop in videomaking con drone e fotografia aerea sono solo alcuni dei momenti di formazione che illustreranno come migliorare le proprie skills e trasformare la passione per il viaggio in qualcosa di nuovo. Ma ci sarà anche la possibilità di partecipare a molti laboratori gratuiti, perché accrescere la consapevolezza del mondo che ci circonda è un valore da non smettere di coltivare con passione.

Il programma completo è disponibile su www.ulissefest.it.

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Food Valley

Al Mèni, sapori fatti a mano!

Siete pronti a fare un viaggio nel gusto? Il 22 e 23 giugno il celebre chef Massimo Bottura torna a Rimini con il suo equipaggio di 24 chef (12 cuochi emiliano-romagnoli e 12 cuochi internazionali selezionati) ed un ricco tesoro gastronomico fatto con le mani e con il cuore.

Tutto questo è Al Mèni (in dialetto romagnolo ‘le mani’, dal titolo di una poesia di Tonino Guerra), una grande festa dedicata alla gastronomia, che è tecnica e artigianato, tradizione e innovazione. Due giorni da leccarsi i baffi tra chef stellati, produttori, artigiani e designer.

Dalle 10 del mattino fino a notte, un colorato tendone da circo che si trasforma in una grande cucina a vista, a due passi dal mare, dove c’è tutto quello che puoi immaginare…

Al Mèni è…

  • il grande tendone da circo 8 e 1/2, omaggio allo spirito onirico di Fellini, sotto il quale lo chef Bottura e i 24 chef selezionati propongono idee e ricette con show cooking e degustazioni: guarda il programma degli showcooking;
  • il mercato dei produttori allestito sul Lungomare Tintori dal circo al porto, dove si possono ammirare e gustare molti dei 44 prodotti DOP e IGP regionali;
  • il mercato degli artigiani e designer di Matrioška Lab Store in Piazzale Fellini, dove trovare vestiti, gioielli, arredi, ceramiche, illustrazioni, lampade e tanti prodotti dedicati al cibo, realizzati con creatività e originalità;
  • street food stellato e gelato gourmet nei punti ristoro allestiti attorno al tendone da circo 8 e 1/2;
  • laboratori del gusto, incontri di educazione dei sensi per allenare mente e palato;
  • fare la spesa con i personal shopper di Slow Food, che svelano come riconoscere i prodotti del territorio (su prenotazione direttamente allo stand);
  • Al Mèni Night Out, musica e drink sulla spiaggia per continuare a festeggiare fino a notte con gli chef protagonisti dell’evento e non solo;
  • Déjeuner sur l’herbe, una colazione pic-nic nei giardini del Grand Hotel di Rimini.

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È proprio il caso di dire che ce n’è per tutti i gusti: scopri il programma completo di Al Mèni 2019.

Mappa Al Mèni 2019

Anche quest’anno Al Mèni è realizzato in collaborazione con Food for Good, l’iniziativa promossa da Federcongressi&eventi, Banco Alimentare ed Equoevento Onlus per recuperare il cibo in eccesso e donarlo a chi ha più bisogno.

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Arte e Cultura

La vera storia del Ponte di Tiberio di Rimini

Non si può certo dire che i romani fossero degli sprovveduti quando innalzavano le proprie opere murarie. Sono passati più di 2000 anni dal loro dominio e in tutta Europa sono ancora tante le tracce visibili della loro attività edificatoria che testimoniano una longevità e una accuratezza tecnica di certo molto più difficile da ritrovare nelle grandi opere contemporanee.

Secondo una lista stilata vent’anni fa (1995) dall’archeologo Vittorio Galliazzo, i ponti romani conosciuti sono circa 900, sparsi in tutte le antiche Province di quello che un tempo costituiva l’Impero. Un numero consistente, quindi, soprattutto se rapportato a una variabile non di poco conto: il trascorrere inesorabile del tempo.

Ponte di Tiberio
Ponte di Tiberio (Rimini)

Ponti per unire, ponti per celebrare ma soprattutto ponti per mettere in contatto gli uomini alla divinità. Un accostamento quest’ultimo forse esagerato, soprattutto se visto attraverso gli occhi di noi contemporanei. Ma al tempo dei romani, dovete sapere, l’arte di costruire i ponti era qualcosa di estremamente sacro, tanto da ricadere nelle prerogative del più importante sacerdote della società, quello del Pontifex Maximus.

Anche a Rimini le cose non andarono diversamente. Perfetto esempio di sintesi tra funzionalità e intento celebrativo, il ponte di Augusto e Tiberio – comunemente noto come ponte di Tiberio – vide la posa della sua prima pietra sotto il grande Augusto.
Era il 14 d.C. e la colonia di Rimini necessitava, a seguito delle Guerre Civili, di un rinnovamento infrastrutturale di tutto il centro abitato. Tra alti e bassi, i lavori proseguirono a singhiozzo per ben sette anni, concludendosi solo nel 21 d.C. sotto il principato di Tiberio, come ricorda una doppia iscrizione presente lungo i suoi parapetti.

Rimini diveniva così uno snodo fondamentale nel sistema viario dell’Italia romana. Il nuovo ponte segnava non solo l’inizio della via Emilia diretta nel cuore dell’Italia Settentrionale verso Bologna e Piacenza, ma anche della via Popilia in direzione di Ravenna e Adria. A queste si aggiungevano la via Flaminia verso Roma e la strada per Arezzo attraverso gli Appennini.

Tecnica costruttiva

Costruito interamente in pietra d’Istria, il ponte di Tiberio rappresenta uno dei più notevoli ponti romani superstiti ancora oggi. Posto sull’antico percorso del fiume Marecchia, fu realizzato quasi sicuramente a sostituzione di un passaggio già esistente.

Realizzato in stile dorico su ben cinque arcate, il suo percorso – leggermente incurvato (dicesi a schiena d’asino) – in origine doveva essere più lungo degli attuali 74 metri. Lastricato con i tradizionali basoli di trachite, aveva una larghezza di 4,80 metri ed era fiancheggiato da marciapiedi sopraelevati di ca. 30 cm e ampi ca.60 cm., ancora oggi percorribili.

Ponte di Tiberio - Pannello con iscrizione dedicatoria
Ponte di Tiberio – Pannello con iscrizione dedicatoria | Foto © riminiturismo

Simbolo della capacità tecnica e ingegneristica dei romani, sappiamo che le arcate si adagiano su massicci piloni immersi nell’acqua, sostenuti da un sistema di pali di legno isolati; una serie di speroni frangiflutti, posti obliquamente rispetto all’asse del ponte, riducono poi la forza d’urto della corrente del fiume.

Significati simbolici

Pur non riportando un ricco apparato figurativo, sulla sua struttura sono presenti simboli e immagini di potere che richiamano il ruolo di sacro svolto dall’imperatore nel collegare uomini e divinità: tempietti stilizzati, una brocchetta per le abluzioni, un piatto per le offerte, il bastone ricurvo dei sacerdoti e dei magistrati (lituo); e ancora un grande scudo e una corona di quercia.

Insieme all’arco di Augusto, il ponte costituisce uno dei simboli fondamentali del potere imperiale a Rimini, in cui gli abitanti si identificarono, riconoscendo il valore del loro principe e sposandone la politica.

Nel corso dei secoli queste due infrastrutture viarie si sono trasformate in veri e propri simboli dell’identità di Rimini, tanto da comparire a partire dall’epoca medievale nei sigilli e negli stemmi pubblici. Il Rinascimento li ha poi trasformati in veri casi di studio per architetti e ingegneri, ma anche protagonisti indiscussi delle opere di artisti e pittori di passaggio.

Scampato a terremoti e alle conseguenze di diverse guerre (si ricordano i terremoti del 1672 e del 1786, un tentativo distruzione di durante la guerra greco-gotica nel giugno del 552 d.C., un presunto tentativo d’incendio da parte di Pandolfo Malatesta nel 1528, e una quasi distruzione alla fine del Secondo Conflitto Mondiale), ancora oggi il ponte di Tiberio è un punto di sosta imprescindibile per chi si trova a raggiungere il centro storico dal vivace borgo di pescatori di San Giuliano.

Parco XXV Aprile (Rimini)
Parco XXV Aprile (Rimini) | Foto © riminiturismo

Dalla nuova “Piazza sull’Acqua” che si affacciata sull’invaso dell’antico Marecchia appare in tutta la sua bellezza, immobile e saldo alla città. Accanto il nuovo Parco Archeologico “Le pietre raccontano” conduce alla scoperta della sua lunga storia con una passeggiata pedonale a filo d’acqua che vi lascerà senza fiato.

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La Riviera

Rimini: Lost in the Weekend

“Andiamo a vivere su Marte, oppure a Rimini sul mare” canta Cesare Cremonini…come non seguire il suo consiglio, se a Rimini per tutta la primavera (e oltre) non c’è un weekend da perdere?!

Lost in the Weekend è il nome di un calendario di appuntamenti che per otto fine settimana consecutivi animano il capoluogo romagnolo tra benessere, sport, musica, congressi, cinema, motori e divertimento per ogni età.

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Ecco gli appuntamenti in programma:

Dal 3 al 5 maggio

Reunion Rimini.
 Un weekend su due ruote
Raduno motociclistico di rilevanza nazionale ed internazionale per tutti gli amanti del mondo dei motori. Tre giorni ‘a tutto gas’, con un programma che prevede demo ride, mostra auto americane, freestyle motocross, bike show, live music e street food.

La Settima Arte. Un weekend in sala
Rimini celebra il cinema con un festival di tre giorni fra mostre, proiezioni, conferenze, masterclass e presentazioni di libri. Apertura di grande respiro internazionale, il 3 maggio, con l’esposizione “DAVID LYNCH. Dreams. A Tribute To Fellini”.

Dal 10 al 12 maggio

Matrioska Lab Store. Un weekend di design creativo
Artigiani, designer e creativi si ritrovano nel contenitore per artisti che producono pezzi unici realizzati a mano: ad ospitarli questa volta l’ex Colonia Novarese, che si trasforma in uno spazio di ricerca, dove mostrare e vendere i propri prodotti e come concretamente vengono creati.

19 maggio

Fattorie aperte. Un weekend nel verde
Un’occasione utile per avvicinare il mondo della campagna alla città con l’obiettivo di vincere una sfida importante: la trasmissione dei saperi e dei sapori che caratterizzano un patrimonio di riconosciuta salubrità, tradizione e cultura.

Dal 24 al 26 maggio

Giardini d’Autore. 
Un weekend tra i fiori
La mostra di giardinaggio che porta a Rimini i migliori vivaisti italiani propone un’edizione speciale con collezioni botaniche uniche dedicata alle fioriture del mese di maggio, che si affiancano ad arte, artigianato e una esclusiva cena nel Castello di Sigismondo Malatesta.

Dal 30 maggio al 2 giugno

Rimini Wellness. 
Un weekend in forma
Fitness, benessere e sport on stage: alla Fiera di Rimini scende in campo la più grande kermesse al mondo dedicata a fitness, benessere, business, sport, cultura fisica e alimentazione sana.

Dal 7 al 9 giugno

IT.A.Cà: Festival del turismo responsabile. Un weekend a velocità naturale
Il primo e unico festival in Italia sul turismo responsabile invita a scoprire luoghi e culture attraverso itinerari a piedi e a pedali, workshop, seminari, laboratori, mostre, concerti, documentari, libri e degustazioni per lanciare un’idea di turismo più etico e rispettoso dell’ambiente e di chi ci vive.

Dal 14 al 16 giugno

Mare di libri. 
Un weekend tra le parole
ll festival di letteratura per giovani adulti”: una manifestazione all’insegna del divertimento culturale per tutti i ragazzi che amano i libri e la lettura e che hanno voglia di condividere le loro passioni con altri coetanei, un’occasione di incontro e di dialogo con scrittori italiani e ospiti internazionali.

Dal 22 al 23 giugno

Al Mèni. Un weekend di sapori
Rimini diventa la capitale italiana del gusto con il Circo 8 e 1/2 dei sapori fra showcooking di chef stellati (scelti da Massimo Bottura), street food e gelati gourmet, mercato dei prodotti di contadini, artigiani e designer.

29 giugno

Molo Street Parade. Un weekend al porto
Deejay e pescatori si uniscono per servire sui loro “piatti” musica & sardoncini: gli ingredienti della grande parata musicale sul porto di Rimini che, dal 2012, contagia con la sua energia musicale giovani, giovanissimi e famiglie per ascoltare i più famosi dj d’Europa.


Per maggiori informazioni riminiturismo.it

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Parlami di tER

[ParlamiditER #250/bis] Segui la Cometa fino al Lago di Monte Colombo

Parlami di tER è una serie di racconti dall’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da persone che sono nate, vivono o semplicemente si sono innamorate di questa singolare, bellissima, terra con l’anima.
Se anche tu vuoi raccontare l’Emilia-Romagna che si vede dalla tua finestra sei benvenuto.
Basta una mail a inemiliaromagna@aptservizi.com o un commento qui sotto!


La scorsa settimana abbiamo presentato il Lago di Monte Colombo, il Piccolo Paese fuori dal mondo, e le sue attività culturali e di intrattenimento durante le festività natalizie. Questa settimana proseguiamo il racconto, presentandovi le attività previste per la celebrazione dell’Epifania di questa domenica.

Il 6 gennaio alle ore 16.00, quando nel tempo d’inverno inizia già l’imbrunire, una brillante stella cometa ti porterà al Lago di Monte Colombo, sulle colline di Rimini, dove incontrerai i Re Magi che sul cammello raggiungeranno il presepe vivente in musical, mettendo in scena uno dei momenti più esaltanti della Natività all’interno del Paese del Natale.

Lago di Monte Colombo, Re Magi lungo lago
Lago di Monte Colombo, Re Magi lungo lago

Potrai così anche tu prendere parte alla rappresentazione, percorrendo il lungolago, seguendo i Magi, assistendo alle danze dei pastori, partecipando ai canti…A gran richiesta, poi, la rappresentazione straordinaria del musical Notte di Natale 1223.
E poi eventi, mercatini, curiosità da scoprire fino al 6 gennaio in tutto il Lago di Monte Colombo vestito a festa, e dalle 17.00 ogni giorno nel Teatro Leo Amici immagini, proiezioni e performance dal vivo con ingresso libero.

Lago di Monte Colombo, capanna della Natività
Lago di Monte Colombo, capanna della Natività

 

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Parlami di tER

[ParlamiditER #250] Lago di Monte Colombo, Piccolo Paese fuori dal mondo

Parlami di tER è una serie di racconti dall’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da persone che sono nate, vivono o semplicemente si sono innamorate di questa singolare, bellissima, terra con l’anima.
Se anche tu vuoi raccontare l’Emilia-Romagna che si vede dalla tua finestra sei benvenuto.
Basta una mail a inemiliaromagna@aptservizi.com o un commento qui sotto!


Anche durante le festività natalizie è bello scoprire luoghi dell’Emilia Romagna capaci di unire arte e bellezza, ospitalità secondo la più viva tradizione romagnola, solidarietà, professionalità, turismo sostenibile e savoir vivre.

Lasciate alle spalle Rimini e l’animata Riviera, si sale verso l’entroterra: passata Coriano, che ha dato i natali al Sic, il compianto Marco Simoncelli, si raggiunge il Piccolo Paese fuori dal mondoLago di Monte Colombo, che si è trasformato nel Paese del Natale e che offre per le Feste eventi, mercatini, curiosità e un presepe vivente in musical.

Il musical “Notte di Natale 1223 va in scena al Teatro Leo Amici ogni domenica di Dicembre alle 16.30. Ogni giorno dalle 17.00 nello stesso teatro ci sono inoltre immagini, proiezioni e performance dal vivo con ingresso libero.
Il 6 gennaio alle ore 16.00, arriverà poi le rappresentazione con corteo dell’arrivo dei Re Magi, con canti e danze fino alla Capanna della Natività.

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Il Lago di Monte Colombo è un vero e proprio resort aperto al pubblico, con un bar-ristorante sul lago (dove si trova un veliero protagonista in passato di grandi film sulla pirateria), un hotel con centro benessere naturale, una piadineria nel bosco e ampi spazi verdi che permettono di fare passeggiate lungolago.
Offre anche mostre d’arte, visitabili gratuitamente, come attualmente “+Sè-Io=Pace”, una mostra nazionale itinerante sulla pace che ha toccato nel 2016 e 2017 le località di Pesaro, Milano, Trento, Assisi, Foggia, Teramo e Modena.

Sorto negli anni ’80, il Lago di Monte Colombo, fu scelto come sede di un’associazione di volontariato per attuare progetti solidali. Fondata da Leo Amici, l’associazione è cresciuta, e con lei il Piccolo Paese, un luogo unico dove il turismo diventa solidale, dove l’ospite fruisce di strutture qualificate il cui utile è tutto destinato ad interventi umanitari in Italia e all’estero.
La località offre anche occasioni di lavoro per tanti giovani: dalle strutture ricettive fino al locale Teatro, denominato da oltre 30 anni “tempio del musical”, che ospita produzioni di grande successo. Una vera e propria fucina di talenti artistici – ballerini, cantanti, attori – apprezzati poi in ambito televisivo e teatrale nazionale.