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Parlami di tER

[ParlamiditER #284] Crisalide Festival a Forlì

Parlami di tER è una serie di racconti dall’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da persone che son natie, vivono o semplicemente si sono innamorate di questa singolare, bellissima, terra con l’anima.
Se anche tu vuoi raccontare l’Emilia-Romagna che si vede dalla tua finestra sei benvenuto. Basta una mail a inemiliaromagna@aptservizi.com o un commento qui sotto!


CRISALIDE Festival giunge alla 26-esima edizione e si svolge dal 6 al 15 settembre 2019 a Forlì (negli spazi del Teatro Felix Guattarì, ex Filanda Maiani in via Orto del Fuoco 3).
In questa edizione la compagnia teatrale forlivese Masque teatro, direzione artistica del festival, sceglie come titolo/tema: “NACHLEBEN. Sopravvivenze”.

Crisalide abbandona le note indicazioni di teatro, danza, musica, videoarte, filosofia per farle confluire in: «Arti dinamiche del presente». É questo in effetti, nelle ultime edizioni, il sottotitolo del festival.

Crisalide nasce nel 1994 per volontà della compagnia Masque teatro di Forlì.
Uscire dal teatro per potervi ritornare fortificati: questo è il mantra di Crisalide, la costante a cui riferirsi per comprendere il perché di tante scelte.
Crisalide si rivolge alle arti performative, ma, da sempre, la ricerca di nuovi orizzonti ha indirizzato il festival verso la scienza e la filosofia.

Far crescere il festival ha significato nei primi anni e significa ancor oggi andare più a fondo nel rapporto tra l’artista e l’investimento delle proprie risorse in un ambito progettuale e organizzativo che, per essere considerato proprio, richiede di essere esperito in tutti i suoi aspetti.

Dal 1994 ad oggi il Festival ha cercato costantemente questo, promuovendo la riflessione e lo scambio tra generazioni artistiche e favorendo la visibilità di giovani formazioni, sia in ambito nazionale sia internazionale. In questo modo, Crisalide si è imposto negli anni come luogo di riflessione e di pratiche sceniche, contraddistinguendosi nel panorama nazionale come propulsore di istanze assolutamente originali. Già dal 1996, il festival supera la forma della vetrina, maturando nei concetti di “imbattersi fortuito” e di “avamposto” i termini di una ricerca che esplori dal proprio interno le questioni legate alla prassi teatrale e al fare artistico: lo spettacolo come risultato di una processualità che assume i contorni del “farsi vivente”.

Crisalide, sin dalle sue prime edizioni, si è data un titolo/tema.
Così nel 1997 è stato «Lo spazio scenico». In quella occasione Thierry Salmon, assieme alla sua equipe di lavoro, Patricia Saive, Renata Molinari, Enrico Bagnoli, accolse la proposta del festival di legare la propria esperienza a quella di otto, allora, giovani compagnie. Nelle quattro giornate di scambio e reciproco ascolto, apparve evidente la forza che prorompe dall’accostamento delle esperienze.

Questa Crisalide che allaccia a sé il concetto di Nachleben pensato dal grande storico dell’arte e delle civiltà Aby Warburg, si pone di fronte agli artisti e agli studiosi invitati come un recinto vasto, all’interno del quale si dice a coloro che vorranno frequentarlo di come ci si stia preparando ad accogliere, di come, in altre parole, ci si stia allenando all’incontro con altre menti, altri luoghi, altri fatti.

Nello specifico quello che ci lega al Nachleben warburghiano è la sua vicinanza al concetto freudiano di “rimozione” e “ritorno del rimosso”, che sentiamo prioritario ogniqualvolta dal nulla ci si avvicina al luogo della creazione, con tutto il suo portato di elementi consci ed inconsci, di sopravvenienze e dimenticanze, di certezze anticipate e di abbandoni.

Vengono così proposte, nelle domeniche 8 e 15 settembre, due tavole rotonde, accumunate dal titolo «Ricerca di un linguaggio» proposto dallo studioso Raimondo Guarino, con l’obiettivo di esprimere questo feeling che ha permesso a Crisalide di costruire un percorso di margine tra processo e pensiero, tra fare performativo e ragionamento sul fare, seguendo linee concentriche in termini di relazioni, nel senso di condivisione di esperienze ed incontri, e di interferenze, nel senso di un approccio attento alle ibridazioni e ai confini interdisciplinari.

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Si parte venerdì 6 settembre alle 20.30 con la lettura “L’esperienza interiore” di Francesca Proia.
Alle 21.15 va in scena il solo di danza butoh “Clorofilla” di Alessandra Cristiani; conclude la serata il dialogo tra Raimondo Guarino, Alessandra Cristiani, Samantha Marenzi, Marcello Sambati, quest’ultimo coautore dello spettacolo e fondatore di Dark Camera, storica compagnia delle cantine romane.

Sabato 7 settembre alle 18.00 la compagnia Opera Bianco, già in residenza al Guattarì durante l’estate, presenta il secondo studio del loro ultimo lavoro JUMP!.
Alle 18,40 l’incontro è con Simone Azzoni dal titolo “Il clown inciampa”. Si prosegue alle 19.25 con “VON solo” spettacolo di danza della compagnia STALKER di Daniele Albanese, anch’essa in residenza a Forlì presso gli spazi della compagnia Masque.
Alle 20.30 il dibattito filosofico con Arianna Mazzotti, Francesco Albanese, Marco Tronconi.
Dopo una breve pausa, in cui verrà offerto un ristoro agli spettatori in attesa della ripresa degli spettacoli serali, si continua con lo spettacolo di Lea Barletti e Werner Waas “Natura morta con attori”, cui segue la lettura/performance «Gaming» di Pietro Babina, regista della storica compagnia bolognese Teatrino clandestino.
Si conclude con il concerto/performance “Cosmesi fa un live” della compagnia friulana Cosmesi.

Domenica 8 settembre viene proposta una tavola rotonda (che vedrà il suo secondo step la domenica successiva, il 15 settembre) dal titolo «Ricerca di un linguaggio» a cura di Raimondo Guarino, studioso e docente dell’università Roma Tre e Lorenzo Donati, direttore del collettivo Altre Velocità, alla presenza di artisti, studiosi, operatori, critici e teorici delle arti performative.
Nel pomeriggio dalle 16 alle 19 il “Corso per ragazze indipendenti”, laboratorio condotto da Eleonora Sedioli di Masque teatro ed Eva Geatti della compagnia Cosmesi.
La giornata si conclude con il concerto di Giacomo Piermatti, straordinario contrabbassista del noto gruppo “Ludus gravis” (ore 21.00).

Crisalide prosegue venerdì 13 settembre con Amleto + Die Fortinbrasmaschine di Roberto Latini, attore della compagnia romana Fortebraccio teatro (ore 20,30).
Segue “Kiva”, ultima produzione di Masque Teatro.
Chiude la serata alle 22.00 il dialogo tra Raimondo Guarino e Lorenzo Bazzocchi, regista di Masque.

Sabato 14 settembre alle 18.00 Francesca Leoni e Davide Mastrangelo presentano una performance di videoarte dal titolo “Alzaia(S)”. Li accompagna nell’incontro che segue il critico Piero Deggiovanni.
Alle 18.40 il dialogo tra Anete Colacioppo, direttrice dello storico Acker Stadt Palast di Berlino e l’attrice Catia Gatelli.
Segue la compagnia Teatro Akropolis che presenta il video “Ludi”.
L’intervento della compagnia genovese si chiude con un incontro che vede la partecipazione di Roberta Nicolai direttrice del festival romano “Teatri di Vetro”.
La serata continua con il solo di danza “Waste movements” di Paola Bianchi.
Alle 21.30 la filosofia torna al centro della scena con Sara Baranzoni e Paolo Vignola con una doppio intervento dal titolo “Arcipelaghi del presente”.
Alle 22.15 la compagnia bolognese Ateliersi porta a Crisalide lo spettacolo di teatro “Soli”.
Conclude la serata la lettura del poeta e scrittore Ivan Fantini.

L’ultima giornata del festival, domenica 15 settembre vede il secondo step della tavola rotonda “Ricerca di un linguaggio” e la fase conclusiva del “Corso per ragazze indipendenti”.
Il festival si chiude con la conferenza/laboratorio “TESLA COIL – how to build”, nella quale Lorenzo Bazzocchi svela i segreti costruttivi delle stupefacenti macchine ideate dallo scienziato serbo-americano Nikola Tesla.

www.crisalidefestival.eu

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Arte e Cultura

Visitare i Teatri Storici #inEmiliaRomagna

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[ParlamiditER #250/bis] Segui la Cometa fino al Lago di Monte Colombo

Parlami di tER è una serie di racconti dall’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da persone che sono nate, vivono o semplicemente si sono innamorate di questa singolare, bellissima, terra con l’anima.
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La scorsa settimana abbiamo presentato il Lago di Monte Colombo, il Piccolo Paese fuori dal mondo, e le sue attività culturali e di intrattenimento durante le festività natalizie. Questa settimana proseguiamo il racconto, presentandovi le attività previste per la celebrazione dell’Epifania di questa domenica.

Il 6 gennaio alle ore 16.00, quando nel tempo d’inverno inizia già l’imbrunire, una brillante stella cometa ti porterà al Lago di Monte Colombo, sulle colline di Rimini, dove incontrerai i Re Magi che sul cammello raggiungeranno il presepe vivente in musical, mettendo in scena uno dei momenti più esaltanti della Natività all’interno del Paese del Natale.

Lago di Monte Colombo, Re Magi lungo lago
Lago di Monte Colombo, Re Magi lungo lago

Potrai così anche tu prendere parte alla rappresentazione, percorrendo il lungolago, seguendo i Magi, assistendo alle danze dei pastori, partecipando ai canti…A gran richiesta, poi, la rappresentazione straordinaria del musical Notte di Natale 1223.
E poi eventi, mercatini, curiosità da scoprire fino al 6 gennaio in tutto il Lago di Monte Colombo vestito a festa, e dalle 17.00 ogni giorno nel Teatro Leo Amici immagini, proiezioni e performance dal vivo con ingresso libero.

Lago di Monte Colombo, capanna della Natività
Lago di Monte Colombo, capanna della Natività

 

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[ParlamiditER #250] Lago di Monte Colombo, Piccolo Paese fuori dal mondo

Parlami di tER è una serie di racconti dall’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da persone che sono nate, vivono o semplicemente si sono innamorate di questa singolare, bellissima, terra con l’anima.
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Anche durante le festività natalizie è bello scoprire luoghi dell’Emilia Romagna capaci di unire arte e bellezza, ospitalità secondo la più viva tradizione romagnola, solidarietà, professionalità, turismo sostenibile e savoir vivre.

Lasciate alle spalle Rimini e l’animata Riviera, si sale verso l’entroterra: passata Coriano, che ha dato i natali al Sic, il compianto Marco Simoncelli, si raggiunge il Piccolo Paese fuori dal mondoLago di Monte Colombo, che si è trasformato nel Paese del Natale e che offre per le Feste eventi, mercatini, curiosità e un presepe vivente in musical.

Il musical “Notte di Natale 1223 va in scena al Teatro Leo Amici ogni domenica di Dicembre alle 16.30. Ogni giorno dalle 17.00 nello stesso teatro ci sono inoltre immagini, proiezioni e performance dal vivo con ingresso libero.
Il 6 gennaio alle ore 16.00, arriverà poi le rappresentazione con corteo dell’arrivo dei Re Magi, con canti e danze fino alla Capanna della Natività.

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Il Lago di Monte Colombo è un vero e proprio resort aperto al pubblico, con un bar-ristorante sul lago (dove si trova un veliero protagonista in passato di grandi film sulla pirateria), un hotel con centro benessere naturale, una piadineria nel bosco e ampi spazi verdi che permettono di fare passeggiate lungolago.
Offre anche mostre d’arte, visitabili gratuitamente, come attualmente “+Sè-Io=Pace”, una mostra nazionale itinerante sulla pace che ha toccato nel 2016 e 2017 le località di Pesaro, Milano, Trento, Assisi, Foggia, Teramo e Modena.

Sorto negli anni ’80, il Lago di Monte Colombo, fu scelto come sede di un’associazione di volontariato per attuare progetti solidali. Fondata da Leo Amici, l’associazione è cresciuta, e con lei il Piccolo Paese, un luogo unico dove il turismo diventa solidale, dove l’ospite fruisce di strutture qualificate il cui utile è tutto destinato ad interventi umanitari in Italia e all’estero.
La località offre anche occasioni di lavoro per tanti giovani: dalle strutture ricettive fino al locale Teatro, denominato da oltre 30 anni “tempio del musical”, che ospita produzioni di grande successo. Una vera e propria fucina di talenti artistici – ballerini, cantanti, attori – apprezzati poi in ambito televisivo e teatrale nazionale.

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Arte e Cultura

Il Teatro Galli di Rimini tra passato, presente e futuro

Domenica 28 ottobre riapre in grande stile il Teatro Amintore Galli di Rimini; nell’attesa di questo desiderato ritorno, vi raccontiamo la nascita e le vicende che hanno coinvolto un luogo simbolo della città dall’Ottocento ad oggi, e oltre.

Storia del Teatro Galli

La nostra storia parte il 15 maggio 1841, quando Luigi Poletti di Modena, illustre architetto legato alla scuola neoclassica purista romana, viene incaricato del progetto per la realizzazione del Nuovo Teatro di Rimini.
Poletti progetta un teatro all’italiana, ma con alcune significative varianti. In primo luogo ha 4 ordini e 23 palchi ciascuno, caratteristica che lo porta a essere uno dei teatri più grandi d’Italia!
Il teatro, inoltre, non ha un palco reale, ma il primo ordine di palchi è a doppia altezza e supporta giganti colonne corinzie che sostengono direttamente la balaustra del loggione. Affascinanti anche le ampie scale circolari del Foyer, studiate secondo le esigenze di sicurezza e comodità della società del tempo.
Il teatro nel suo insieme è fin da subito riconosciuto come uno dei massimi capolavori di Poletti, assieme alla Basilica di San Paolo fuori le mura a Roma, ed uno degli esempi più significativi del superamento del Neoclassico della prima metà dell’Ottocento.

Nel marzo del 1843, sull’avancorpo dell’antico fabbricato dei Forni settecenteschi affacciato su Piazza della Fontana (l’attuale Piazza Cavour), vengono avviati i lavori di costruzione.
Poletti si avvale delle migliori maestranze per la realizzazione di stucchi e decori, tra cui il pittore Francesco Coghetti a cui viene commissionato il sipario storico raffigurante Cesare che attraversa il Rubicone.

Al termine dei lavori, nell’estate del 1857 il Teatro viene inaugurato, caso unico in Italia, niente meno che dal Grande Maestro Giuseppe Verdi, che presenta una opera nuova, composta appositamente: l’Aroldo.
Nel 1859 il Teatro viene dedicato al Re Vittorio Emanuele II.

Fra il 1916 e il 1923 l’edificio viene lesionato dal terremoto e viene chiuso. Per l’occasione, oltre ai necessari restauri, viene installato l’impianto elettrico, sostituito il lampadario e creata la buca d’orchestra, riducendo la lunghezza del palcoscenico. Nel 1923 il Teatro riapre con l’opera Francesca da Rimini di Zandonai. Per la nuova inaugurazione viene commissionato un secondo sipario raffigurante Paolo e Francesca nell’atto di baciarsi.

Frail 1928 e il 1931 l’architetto Gaspare Rastelli completa il Ridotto (poi Sala Ressi) e la galleria al piano superiore senza seguire il progetto di Poletti, utilizzando stilemi neoclassici. Dal 1930 al 1943 il Teatro vive una fiorente stagione lirica, che si conclude con la pucciniana Madama Butterfly nella primavera del 1943.

Il 28 dicembre 1943, nel corso di un bombardamento aereo, il Teatro è centrato dalle bombe, che provocano il crollo del tetto della sala. Nell’immediato dopoguerra il Teatro viene occupato dai militari prima, e dai riminesi poi, e viene saccheggiato di arredamenti, mobilio e lampadari al fine di utilizzare i materiali per la ricostruzione delle abitazioni distrutte dalla guerra.
Nel 1947 il Teatro, semidistrutto, è dedicato al riminese Amintore Galli, critico musicale e compositore famoso a livello nazionale e mondiale per il successo del suo Inno dei lavoratori (l’inno del partito operaio italiano), con il testo scritto da Filippo Turati.

Nel 1975, viene realizzato il primo restauro dell’avancorpo del Teatro: è rinnovata la pavimentazione degli atri e delle sale laterali, consolidati il piano e il soffitto della Sala Ressi, restaurate le decorazioni e le pitture, impermeabilizzato l’esterno dell’edificio. Nel 1997 si provvede poi al  restauro delle facciate esterne, delle superfici decorate nella Sala delle Colonne e nella Sala Ressi.
Nel 2010, dopo un lungo dibattito culturale, viene approvato il progetto che prevede la  ricostruzione della Sala e del Palcoscenico, e viene così sostituito il progetto che prevedeva la costruzione di un teatro completamente nuovo.

Fra gli anni 2010-2015 viene realizzato un complesso e articolato intervento di restauro, consolidamento e adeguamento funzionale del Foyer, rendendolo in grado di adattarsi alle nuove esigenze. Nel corso dei lavori viene realizzata anche la Sala Balletto a livello del 2° sottotetto, prevista dall’architetto Luigi Poletti ma incompleta dal 1857.
Il 28 marzo 2015 il Foyer viene consegnato alla città per essere utilizzato come contenitore culturale nell’attesa che si concludesse la ricostruzione.

La programmazione del nuovo Teatro Galli

Arriviamo così ai giorni nostri, i giorni della rinascita: questa domenica 28 ottobre 2018, dopo 75 anni, il Teatro Galli tornerà ad alzare il suo sipario con la straordinaria voce di Cecilia Bartoli, mezzosoprano stella della lirica mondiale, che presenterà la sua Cenerentola in forma semiscenica, accompagnata dai Musiciens du Prince.

Sabato 3 novembre sarà poi il turno di una incontrastata star della danza, capace di entusiasmare le platee di tutto il mondo: Roberto Bolle, per la prima volta a Rimini, con un’eccezionale tappa di Roberto Bolle and Friends.

Il programma inaugurale del Teatro Galli si snoderà poi lungo un arco temporale di due mesi, fino alla fine dell’anno.

Tra fine novembre e inizio dicembre la Sagra Musicale Malatestiana, uno dei più antichi e prestigiosi festival musicali italiani, proporrà i suoi appuntamenti all’interno del Galli:
il 10 novembre il concerto-spettacolo La musica è pericolosa di Nicola Piovani;
il 21 e 25  novembre i concerti sinfonici del Coro e dell’Orchestra del Comunale di Bologna diretto da Michele Mariotti;
il 30 novembre e 1 dicembre i concerti sinfonici del Coro e l’Orchestra del Teatro Regio di Torino affidati alla bacchetta di Manlio Benzi;
il 3 e 4 dicembre l’appuntamento con l’étoile del balletto Svetlana Zakharova e il virtuoso del violino Vadim Repin accompagnati dai musicisti dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini e da étoiles e ballerini del Teatro Bol’šoj di Mosca e del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo.

Il 10 e 11 dicembre protagonista sarà invece la grande opera lirica, con l’allestimento in forma scenica del Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi sotto la direzione di Valery Gergiev.

Da ottobre 2018 a marzo 2019 il Teatro Galli ospiterà anche una ricca Stagione di Prosa con i protagonisti più affermati e autorevoli della scena nazionale: da Peppe e Toni Servillo a Umberto Orsini, da Luisa Ranieri diretta da Luca Zingaretti a Isa Danieli e Giuliana De Sio per citarne solo alcuni.
Dal 2019 saranno invece previsti gli appuntamenti della Stagione di Opera Lirica e di Danza, per offrire un panorama completo su tutte le arti sceniche.

Per il futuro

L’ambizione del Teatro Galli è quello non solo di ospitare sul palcoscenico prestigiosi spettacoli e concerti, ma anche quello di offrire la possibilità a tutti di visitarlo e ammirarlo da vicino, anche al di fuori dell’attività performativa. Dopo l’inaugurazione ufficiale saranno quindi organizzate visite ai vari spazi del teatro, mentre proseguono i lavori di allestimento di un museo multimediale, situato sotto il teatro, che darà la possibilità di vedere, valorizzati e contestualizzati, i reperti archeologici ritrovati durante gli scavi per la ricostruzione.

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Arte e Cultura

Autunno a teatro: cinque consigli su cosa andare a vedere

Ormai terminato il periodo delle magliette a maniche corte e dei cinema all’aperto, comincia l’autunno con il suo meteo un po’ incerto e la sua esplosione di colori. Quale migliore occasione allora, per regalarsi una serata a teatro, nella quale godersi una delle grandi opere della lirica o uno spettacolo tutto da ridere con la propria famiglia. Bene, oggi vi consigliamo i cinque, imperdibili, spettacoli dell’autunno che si terranno nei teatri di tutta l’Emilia Romagna.

Festival Verdi

Anche quest’anno si rinnova l’appuntamento con il Festival Verdi. Dal 28 settembre al 22 ottobre, nei teatri di Parma e Busseto, ci saranno concerti, spettacoli ed eventi che celebrano le grandi opere di uno dei più famosi compositori Italiani.

Gli spettacoli sono numerosi e molto vari, infatti si spazia da un grande classico come “La Traviata” ad un concerto esclusivo dedicato a Verdi eseguito dal giovane pianista italiano Raphael Gualazzi. Scegliere un solo spettacolo da consigliarvi è davvero molto difficile, però il nostro suggerimento è quello di non perdervi JÉRUSALEM, che per quest’anno propone scenografie e costumi nuovi e la regia è affidata a Hugo de Ana.
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Il libro di Giobbe

Dal 13 al 16 ottobre sarà in scena al teatro Arena del Sole di Bologna “Il Libro di Giobbe”, di Emanuele Aldrovandi e Pietro Babina. Lo spettacolo ripercorre la storia di Giobbe, personaggio biblico, come ispirazione per un racconto contemporaneo, un’indagine sulle ragioni del male, sul valore del bene, sull’esistenza di una dimensione magica, sulle relazioni fra ingiustizia e giustizia, potere e libertà.

Questi i temi che ossessionano l’autore e su cui, nella sua visione, si fonda la necessità del teatro. Uno spettacolo che si basa su una storia antica ma che tratta questioni estremamente attuali.
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I “Dispositivi meravigliosi” del Festival Aperto

Dal 15 settembre al 12 novembre ritorna a Reggio Emilia il Festival Aperto, con un ricchissimo cartellone di spettacoli che intrecciano musica, danza e arti visive. Tra i numerosi spettacoli in programma vi consigliamo “Silent” di Gabriele Marangoni che, con il sottotitolo “Visioni dal limite della percezione”, va in scena in prima assoluta al Teatro Cavallerizza sabato 4 novembre.

Quella che si prospetta è un’esperienza unica e innovativa attraverso l’uso poetico delle tecnologie. “Silent” è un viaggio musicale ai limiti della percezione, in virtù della presenza – accanto a un gruppo di solisti – di un ensemble vocale costituito da persone sorde. L’idea è quella di regalare allo spettatore un’esperienza estrema della percezione, in cui il suono si fonde con la luce e le vibrazioni, il tutto grazie al supporto di dispositivi tecnologici e scenici all’avanguardia.
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Il lago dei cigni

Uno dei grandi classici del teatro è “Il lago dei cigni”, uno dei più famosi e acclamati balletti del XIX secolo che continua a mantenere intatto il suo fascino. Quest’opera racconta la storia della principessa Odette costretta da un sortilegio del malefico mago Rothbart, a cui la principessa ha negato il suo amore, a trascorrere le giornate sotto le sembianze di un cigno bianco. La maledizione potrà essere sconfitta soltanto da un giuramento d’amore.


A metterlo in scena sarà il celebre “Balletto di San Pietroburgo”, uno dei gruppi più antichi d’Europa e con esperienza internazionale, un’occasione imperdibile per gustarsi una serata di grande teatro a Ferrara.
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Richard II

Dal 30 novembre al 3 dicembre al Teatro Bonci di Cesena va in scena Richard II, firmato da Peter Stein, uno fra i maggiori artefici del teatro europeo della seconda metà del Novecento.
Il dramma tratta esclusivamente della deposizione di un re, ponendo questioni politiche ancora attuali: è possibile deporre un sovrano legittimo? Il nuovo re non è un usurpatore?


Scegliendo un’attrice per il ruolo del sovrano, la pluripremiata Maddalena Crippa, si amplifica l’ambiguità di questa figura, che incarna un potere arbitrario e odioso. Alla fine, incarcerato, Richard riflette con malinconia sulla mancanza di senso dell’esistenza umana toccando profondamente la sensibilità contemporanea.
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EmptyTeatroER | Il Teatro Valli di Reggio Emilia

Con l’anno nuovo tornano gli appuntamenti di EmptyTeatroERe il protagonista di questa prima tappa del 2017 è stato il Teatro Valli di Reggio EmiliaPochi fortunati fotografi che, insieme agli Instagramers Reggio Emilia , hanno potuto cogliere i dettagli e le prospettive degli angoli più segreti del teatro.

Il Teatro Valli di Reggio Emilia è un teatro d’opera e di concerti realizzato negli anni 1852-1857 in Piazza dei Martiri, nello spazio urbano occupato dall’antica cittadella.
Dispone di una biblioteca, specializzata in musica e spettacolo, di un archivio video-sonoro-fotografico e della discoteca e nastroteca “Agosti”, che ospita una raccolta storica tra le più consistenti in Italia. Il Teatro vanta inoltre un altro primato: il 29 aprile del 1961 debuttò qui Luciano Pavarotti, interpretando il ruolo di Rodolfo ne La Boheme.

Ecco alcuni degli scatti realizzati durante la visita:

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EmptyTeatroER | Il Teatro Comunale di Carpi

Si conclude il calendario annuale di EmptyTeatroER, il progetto che ha visto per tutto il 2016 i teatri più suggestivi della Regione protagonisti di una serie di visite esclusive a cura degli Instagramers Emilia-Romagna.

L’ultimo appuntamento, svoltosi venerdì 18 novembre, è stato dedicato al Teatro Comunale di Carpi che, collocato tra il rinascimentale Palazzo dei Pio ed il tardosettecentesco Palazzo Scacchetti, si affaccia sull’imponente Piazza dei Martiri, simbolo della cittadina modenese.

Il Teatro Comunale di Carpi -uno dei più importanti teatri storici dell’Emilia-Romagna- è l’erede diretto del Teatro Vecchio, un teatro quasi completamente ligneo progettato nel 1639 dall’architetto e scenografo ducale Gaspare Vigarani e posto all’interno del Palazzo dei Pio. Nel 1848 i palchettisti del Teatro Vecchio costituirono una società per poter raggiungere la somma che permettesse di costruire un nuovo teatro; nacque così il Teatro Comunale, su disegno del professor Claudio Rossi, esponente con Cesare Costa della corrente neoclassica modenese.

Il Comunale di Carpi aprì i battenti all’indomani della proclamazione del Regno d’Italia, l’11 agosto 1861, mandando in scena “Il Rigoletto” di Giuseppe Verdi; da quel momento in poi il suo palcoscenico ha ospitato personalità di risonanza internazionale, tra cui Eleonora Duse, Ermete Novelli, Luciano Pavarotti, e molti altri.

Oggi quello stesso palcoscenico è stato calcato dai partecipanti all’appuntamento carpigiano di EmptyTeatroER, organizzato grazie a Instagramers Modena.
Ecco una selezione degli scatti più belli realizzati durante la visita:
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EmptyTeatroER | La Sala dei Teatini di Piacenza

Sabato scorso, 22 Ottobre 2016, si è svolto a Piacenza un nuovo appuntamento del calendario di visite EmptyTeatroER: stavolta a essere fotografata durante il canonico orario di chiusura è stata la Sala dei Teatini, a pochi passi dal Duomo della città. Pochi fortunati fotografi, sotto la guida delle organizzatrici Instagramers Piacenza, hanno potuto cogliere i dettagli e le prospettive di un luogo unico, come visitatori esclusivi.

La Sala dei Teatini si trova all’interno dell’ex-Chiesa di San Vincenzo, costruita per volere dai Teatini attorno al 1600. La Chiesa è oggi un moderno auditorium nonché -grazie alle sue caratteristiche di acustica e alle soluzioni tecniche adottate- è sala prove dell’Orchestra Giovanile “Luigi Cherubini” diretta dal Maestro Riccardo Muti, che ha sede proprio a Piacenza.

Ecco alcuni degli scatti realizzati durante la visita:

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