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Parlami di tER

[ParlamiditER #282] Vivi la Natura con Trail Romagna

Parlami di tER è una serie di racconti dall’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da persone che son natie, vivono o semplicemente si sono innamorate di questa singolare, bellissima, terra con l’anima.
Se anche tu vuoi raccontare l’Emilia-Romagna che si vede dalla tua finestra, sei benvenuto. Basta una mail a inemiliaromagna@aptservizi.com o un commento qui sotto!


Trail e trekking urbani stanno diventando una realtà sempre più solida e partecipata. Il turista e il cittadino prendono parte sempre più numerosi ad attività sportive e culturali siano esse semplici passeggiate, corse, incontri, conferenze o escursioni in canoa.

Dal 2008 Trail Romagna propone diverse iniziative dedicate al turismo ecosostenibile volto alla ri-scoperta degli angoli cittadini e di un territorio, come quello emiliano romagnolo che ha molto da offrire.

In più di dieci anni di attività l’associazione ha realizzato centinaia di eventi con l’obiettivo di motivare persone di ogni età a muoversi in natura, stimolando in loro il desiderio di adottare uno stile di vita sano, in piena sintonia con i principi cardine dell’ecosostenibilità ambientale.

Discesa Fiumi Uniti (Ravenna 2018)
Discesa Fiumi Uniti (Ravenna 2018) | Foto © Trail Romagna

Conoscere, tutelare, amare sono gli ingredienti precipui che arricchiscono il calendario di manifestazioni di Trail Romagna: si va dai concerti trekking che si avvalgono della collaborazione del Ravenna Festival, passando da percorsi trail, bike tour, ecomaratone, conferenze e approfondimenti tematici fino a veri e propri momenti conviviali.
Una formula aperta, partecipativa e comunitaria che punta non solo a far conoscere un territorio ma anche a scoprirne le tradizioni e i sapori.

Da qualche anno sempre più spazio viene dato al tema del cammino con la diffusione delle tecniche Nordic Walking e Fitwalking, senza dimenticare altre pratiche sportive come la canoa e tutte le attività che vivono la natura come scenario e compagna di viaggio.

Il periodo autunnale è dedicato alla FESTA DEL CAMMINO CONSAPEVOLE: dal 28 settembre al 13 ottobre 2019 torna, difatti, la 3° edizione di ItineRA. Quindici giorni nel verde di Ravenna e dintorni che rappresentano un punto di incontro tra benessere fisico e mentale, tra il cammino e la cultura, tra la storia e l’ambiente.
La rassegna è caratterizzata da numerosi eventi, conversazioni e passeggiate, da giornate di cammino dove, passo dopo passo, si può conoscere o migliorare la propria tecnica grazie a insegnamenti e consigli di istruttori qualificati di Nordic Walking e Fitwalking.

ItineRA è anche una festa della città di Ravenna che per l’occasione riscopre spazi pubblici e privati e vede l’ampia partecipazione di enti, istituzioni e associazioni che operano in sinergia accrescendo il valore delle proposte: dagli assessorati comunali alla Cultura, Ambiente, Sport e Turismo, al Polo Museale di Ravenna – sempre più aperto a una nuova fruizione del patrimonio culturale – al Dipartimento della Scuola Superiore di Studi sulla Città e il Territorio Università di Bologna, fino alla Fondazione Flaminia che partecipano attivamente alle più importanti passeggiate culturali.

Meditazione nella pineta di Classe (Ravenna)
Meditazione nella pineta di Classe (Ravenna) | Foto © Trail Romagna

Tra i partner non manca chi del cammino fa la principale mission come il Cai di Ravenna e coloro che operano a difesa e a rispetto della natura come i Carabinieri per la Biodiversità di Punta Marina, il Parco Regionale Delta del Po e il Corpo Volontario Guardie Forestale. Ancora importanti istituzioni con la collaborazione di Ravenna Festival, del FAI, della Comunità Monastica Camaldolese, della Fraternità di San Damiano; associazioni amiche come Romagna-Camaldoli, Darsena PopUp, Ravenna Food, Quieora e Persone in Movimento.

Dopo i successi ottenuti grazie ai primi eventi dell’anno quali la “Discesa dei Fiumi Uniti”, il “Concerto Trekking” e “Urban Trail, Ravenna città d’acque”, la seconda parte di questo 2019 vede ancora numerosissimi momenti in programma da agosto a novembre 2019.

Scoprite tutti gli eventi organizzati da Trail Romagna su: www.trailromagna.eu

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Natura

Trekking col treno 2019 – turismo lento per un’esperienza sostenibile e consapevole

Un buon camminatore non lascia tracce.

Lao Tzu – Tao Te Ching

La frenetica vita quotidiana ci pesa sempre di più e bastano le prime giornate di sole e le temperature più miti per stimolare in molti di noi la voglia di stare all’aria aperta e di dedicarsi a ciò che più ci piace, alla ricerca di uno stile di vita più in simbiosi con la natura.
#InEmiliaRomagna, la soluzione che soddisfa in un colpo solo queste necessità l’abbiamo trovata, risponde al nome di Trekking col treno e da 27 anni ci dà anche modo di conoscere meglio la nostra regione.

Si tratta di un calendario – da marzo a dicembre – di escursioni e itinerari poco battuti, organizzati dal CAI di Bologna e Città Metropolitana di Bologna, che prevedono, nel rispetto dell’ambiente,  il raggiungimento del punto di partenza o di qualche tappa intermedia con i mezzi pubblici, treno prevalentemente ma anche bus.

Un’occasione per un’escursione o per viaggio lento, sostenibile e consapevole, alla scoperta del territorio, denso di memoria storica. In questo 2018 più che mai, Anno Europeo del Patrimonio Culturale, un’esperienza per comprendere il passato e adoperarci per un futuro migliore. Oltre 50 le escursioni previste a piedi o in bicicletta che solcheranno i sentieri di valli, colline e cime del territorio bolognese, di cui almeno un terzo anche in inglese*.

Novità di quest’anno le camminate in notturna e alcune tappe della “Via della Lana e della Seta”, nuovo percorso escursionistico che collega Bologna a Prato. Immancabile la classica escursione Barbiana-Monte Sole, un trekking di sette giorni (19-25 aprile) tra Toscana ed Emilia-Romagna: il trekking termina simbolicamente nel giorno della Liberazione a Monte Sole, luogo simbolo della Resistenza, di valori e di memoria.

Perché camminare all’aria aperta, lo sa bene anche chi lo fa anche di tanto in tanto, fa scoprire la storia di luoghi che pensavi di conoscere e le sue genti con saperi che spesso rischiano l’estinzione, permette di allargare i tuoi orizzonti rendendoti più attento e più sensibile. Dà energia nonostante la fatica, rigenera dandoti la carica aiutandoti a riscoprire le vere priorità della vita e talvolta anche a trovare le soluzioni ai tuoi problemi.

Concedetevi il lusso di sentirvi liberi, vedere posti nuovi, toccare con mano tracce di storia, gustare i prodotti del sottobosco, odorare l’aria fine e pura e ascoltare la voce dei ruscelli: vi arricchirete come non avreste mai pensato e non vedrete l’ora di tornarci.

Per voi una selezione di escursioni (sempre con pranzo/cena al sacco), divisi per tema.

Trekking col treno – di via in via 
Trekking col treno – di rifugio in rifugio 
Trekking col treno – in sella alla bici 
Trekking col treno – di esperienza in esperienza 
Trekking col treno – di fiore in fiore 

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Trekking col treno – di via in via

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ph. Trekkingcoltreno.it

La Via della Lana e della Seta / 3ª tappa*
Domenica 25 marzo 2018

Un percorso di media difficoltà, 19 km, che percorre la terza delle sei tappe di questo nuovo trekking che collegherà Bologna a Prato. Alla scoperta dei territori montani, per conoscere storie, luoghi e personaggi dell’Appennino tosco-emiliano.

Mezzo di trasporto – Treno+Bus
Ritrovo – h.6.30 Bologna Stazione Centrale Piazzale Est
Partenza a piedi – h. 8.00 Castiglion dei Pepoli, Piazza della Libertà
Arrivo previsto – h. 17.49 Bologna Stazione Centrale

Cronίche Appenniniche
Sabato 15 settembre 2018

Facile percorso, 11km,  che lungo la Via Francesca, da Pavana a Molino del Pallone, camminando “a vago” condurrà al nido d’aquila della Sambuca.

Mezzo di trasporto – Treno
Ritrovo – h. 7.50 Bologna Stazione Centrale Piazzale Ovest
Partenza a piedi – h. 9.40 Ponte della Venturina
Arrivo previsto – h. 19.32 Bologna Stazione Centrale

Transappenninica da Vernio a Castiglione
Domenica 14 ottobre 2018

Percorso di media difficoltà, 23 km, che conduce, dalla Toscana all’Emilia, lungo i percorsi della fede, della Resistenza e dell’energia.

Mezzo di trasporto – Treno+Bus
Ritrovo – h. 6.30 Bologna Stazione Centrale Piazzale Est
Partenza a piedi – h. 7.40 Vernio
Arrivo previsto – h. 20.35 Bologna Autostazione


Trekking col treno – di rifugio in rifugio

Viaggio lento in primavera con Trekking col treno al-rifugio-piu-basso-ditalia
Ph. Trekkingcoltreno.it

Al rifugio più basso d’Italia
Lunedì 2 aprile 2018

Un percorso facile, 16 km, che raggiungerà il Casetto Bassarone CAI, soprannominato Rifugio, che non è altro che una vecchia casa di guardia del fiume Reno risalente agli anni 800, a ben 2  metri s.l.m.! Per una Pasquetta alternativa nel cuore del Delta del Po.

Mezzo di trasporto – Treno
Ritrovo – h.8.30 Bologna Stazione Centrale Piazzale Est
Partenza a piedi – h. 10.00 Consandolo
Arrivo previsto – h. 19.40 Stazione Bologna

Ha riaperto il nostro rifugio*
Domenica 24 giugno 2018

Un percorso facile, 12 km, per festeggiare la riapertura del Rifugio Duca degli Abruzzi, per la classica escursione sull’Appennino Tosco-Emiliano che inaugura la stagione estiva. Ultima tappa un altro rifugio, quello del Cavone.

Mezzo di trasporto – Treno+Bus
Ritrovo – h.6.50 Bologna Stazione Centrale Piazzale Ovest
Partenza a piedi – h. 9.30 Madonna dell’Acero
Arrivo previsto – h. 19.32 Stazione Bologna

Verso il Duca degli Abruzzi*
Domenica 12 agosto 2018

Un percorso ad anello di 16 km, difficolta media, sull’Alta Via dei Parchi, nel 150° Anniversario della fondazione della Sezione CAI di Firenze che nel 1878, in collaborazione con il CAI di Bologna, costruì in questo luogo il primo rifugio.

Mezzo di trasporto – Treno+Bus
Ritrovo – h.6.50 Bologna Stazione Centrale Piazzale Ovest
Partenza a piedi – h. 9.40 Rifugio Cavone
Arrivo previsto – h. 19.32 Stazione Bologna


Trekking col treno – bici in pista

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Ph. Trekkingcoltreno.it

In bici nella “Bassa” Bolognese
Sabato 7 aprile 2018

Un percorso facile, 60 km, lungo piste ciclabili e stradine secondarie, ghiaiate o asfaltate, e poco trafficate della pianura, da Bologna a S. Giovanni in Persiceto e ritorno.

Mezzo di trasporto – Bici
Ritrovo – h.9.00 Parcheggio Villa Angeletti (entrata Via Carracci)
Arrivo previsto – h. 17.00 Bologna Villa Angeletti

In bici a Monte Bibele
Sabato 14 aprile 2018

Un percorso di 55 km, media difficoltà, fino a Monte Bibele con visita al Parco Archeologico Naturalistico e all’abitato etrusco – celtico sulla Pianella di Monte Savino e alla Necropoli del IV secolo a.c. percorrendo la “Via della Carrozza”.

Mezzo di trasporto – Bici
Ritrovo – h.8.30 Pian di Macina Stazione FS
Arrivo previsto – h. 17.00 Pian di Macina Stazione FS

Orgoglio pieghevole: in bici con la Graziella
Sabato 20 ottobre 2018

Un percorso facile, 40 km, fino a Osteria Grande, passando per San Lazzaro di Savena e Ozzano nell’Emilia: un tuffo nel passato sulla mitica e un po’ retrò, Graziella pieghevole!

Mezzo di trasporto – Bici
Ritrovo – h.9.00 Bologna Piazza Maggiore
Arrivo previsto – h. 17.00 Bologna


Trekking col treno – di esperienza in esperienza

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ph. Trekkingcoltreno.it

Ora volano le cicogne
Domenica 15 aprile 2018

Un percorso facile ad anello, 21 km, dove tenere gli occhi ben aperti per individuare la cicogna bianca che vive nelle aree umide protette tra Bentivoglio e San Pietro in Casale attorno al Casone del Partigiano, un simbolo della resistenza italiana.

Mezzo di trasporto – Bus
Ritrovo – h.7.00 Bologna Autostazione
Partenza a piedi – h. 8.00 San Giorgio di Piano
Arrivo previsto – h. 19.05 Bologna Autostazione

Yoga e trekking*
Domenica 22 aprile 2018

Un percorso facile ad anello, 13 km, per un trekking che include anche una sessione di yoga, svolta da una insegnante certificata. Per coniugare la natura e le energie che ci circondano.

Mezzo di trasporto – Treno
Ritrovo – h. 6.50 Bologna Stazione Centrale Piazzale Ovest
Partenza a piedi – h. 8.15 Riola Stazione
Arrivo previsto – h. 19.32 Bologna Stazione Centrale

In cammino di giorno… e di notte*
Sabato 4 agosto 2018

Un percorso facile di 15 km,  che dai prati di Mugnano condurrà al parco Talon per scoprire che il buio può non far paura e che, per camminare, può anche bastare la luce delle stelle!

Mezzo di trasporto – Bus
Ritrovo – h.16.50 Bologna Piazza XX Settembre, fermata 92B
Partenza a piedi – h. 18.15 Sasso Marconi, fermato Mercato
Arrivo previsto – h. 00.17 Bologna Via Marconi

Tartutrek*
Giovedì 1 novembre 2018

Facile percorso ad anello, 15 km, alla scoperta di Monghidoro e dei suoi dintorni, territorio ideale per provare le specialità di montagna, compreso il pregiato tartufo bianco locale.

Mezzo di trasporto – Bus
Ritrovo – h.7.45 Bologna Autostazione
Partenza a piedi – h. 9.45 Monghidoro
Arrivo previsto – h. 19.05 Bologna Autostazione


Trekking col treno – di fiore in fiore

Viaggio lento in primavera con Trekking col treno orchidea

Peonie nostre*
Martedì 1 maggio 2018

Un facile itinerario, 12 km, che immerso nei boschi, ci regalerà, con un po’ di fortuna, una delle più sorprendenti fioriture di peonie selvatiche del nostro Appennino, vera ricchezza per gli occhi e per lo spirito.

Mezzo di trasporto – Treno
Ritrovo – h.8.50 Bologna Stazione Centrale Piazzale Est
Partenza a piedi – h. 10.00 Grizzana stazione FS, Pian di Setta
Arrivo previsto – h. 18.32 Bologna Stazione

Orchidea
Domenica 6 maggio 2018

Un percorso facile, 17 km, lungo un sentiero punteggiato di straordinarie e colorate orchidee spontanee. Un mondo sconosciuto ai più che impareremo a conoscere, amare e tutelare capendo che “solo il fiore che lasci sulla pianta è tuo” (A. Capitini).

Mezzo di trasporto – Bus
Ritrovo – h.7.45 Bologna Autostazione
Partenza a piedi – h. 9.15 San Benedetto del Querceto
Arrivo previsto – h. 19.05 Bologna Autostazione

Le ortensie di Tresana *
Domenica 8 luglio 2018

Facile itinerario ad anello, 12 km, che conduce a Tresana, suggestivo paesino, che ogni anno è un perfetto teatro per le ortensie: piante generose che sfoggiano lunghe e vistose fioriture di ogni colore.

Mezzo di trasporto – Treno+Bus
Ritrovo – h.6.50 Bologna Stazione Centrale
Partenza a piedi – h. 9.35 Pennola
Arrivo previsto – h. 19.32 Bologna Stazione

 

Come partecipare

Mappa delle escursioni

Libretto escursioni 2018 in pdf

Il nostro consiglio, visto che il tempo può subire sempre sbalzi termici importanti, è quello di prevedere  un abbigliamento consono che preveda anche capi caldi e impermeabili (modalità cipolla ON) e un buon paio di scarpe comode, meglio se  impermeabili.

Buon viaggio trekker!

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Social Trek

I Love Francigena

Appassionato/a di camminate? La possibilità di farlo in nostra compagnia, raddoppia!

Dopo SocialTrek, il calendario di appuntamenti in compagnia di Igers Emilia Romagna (se fai veloce riesci ancora ad iscriverti per le date del 916 settembre e 7 ottobre) arriva un’altra interessante iniziativa lungo uno dei 14 Cammini dell’Emilia-Romagna.

Si tratta del debutto di I Love Francigena #InEmiliaRomagna: due giornate di cammino lungo il tratto emiliano dell’itinerario di Sigerico, tra le province di Parma e Piacenza, con l’obiettivo di promuovere e valorizzare il percorso europeo.
Un’esperienza davvero sostenibile, dove il protagonista del viaggio evento sarai tu, camminatore, che scoprirai o conoscerai meglio il percorso contribuendo in prima persona alla manutenzione dell’itinerario attraverso la pulizia e l’integrazione della segnaletica istituzionale.
Ad accompagnarti in questo viaggio l’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF) con il supporto tecnico di ItinerAria S.r.l. e Associazione Fiorenzuola in Movimento.

La partecipazione è gratuita e aperta a chiunque, basta registrarsi compilando i form presenti sul sito ufficiale dei Cammini in Emilia-Romagna.

A camminare assieme a te ci saremo anche noi, non mancare!

Ecco le date in programma:

8 Settembre 2018 | I Love Francigena

Tappa da Fidenza a Medesano (22,4 km – difficoltà media)

Lasciata la pianura alle spalle, comincerà la lenta e graduale salita all’Appennino. Si camminerà lungo strade campestri agevoli e prive di traffico. In questa tappa l’arte romanica, ben rappresentata dal Duomo di Fidenza, è ricca di riferimenti al pellegrinaggio Medievale.locandina-I-Love-francigena emilia romagna fidenza medesano

15 Settembre 2018 | I Love Francigena

Tappa da Fiorenzuola d’Arda a Fidenza (22,4 km – difficoltà facile)

Si camminerà su facili strade campestri, ma con lo sguardo già rivolto all’orizzonte dove si profila il rilievo delle colline che preannunciano l’Appennino. Tappa caratterizzata dall’abbazia di Chiaravalle della Colomba, dove i monaci cistercensi sono presenti da oltre 900 anni.locandina-I-Love-francigena- emilia romagna fiorenzuola d'arda fidenza

Dobbiamo informarti però che la maggior lunghezza dei percorsi e l’attività di manutenzione dell’itinerario rendono queste escursioni più impegnative di quelle previste per il SocialTrek. Sono previsti comunque momenti di visita culturale e di incontri con persone del luogo.

Ciascuno dei 2 appuntamenti sarà organizzato secondo questa modalità:

ore 8.15: ritrovo alla stazione ferroviaria specificata nel programma da raggiungere con mezzi propri, dove chi verrà in auto potrà lasciare il mezzo;
ore 8.30/9.00: breve visita guidata ad una delle emergenze storico culturali in loco e partenza del cammino;
ore 10.00: partenza al seguito delle guide dall’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF) con pausa pranzo al sacco;
ore 17.00: termine della tappa con veloce saluto dell’amministrazione locale.

Se deciderai di partecipare vieni con un equipaggiamento adeguato alla camminata: scarpe e vestiti comodi, cappello, copertura per pioggia (se le condizioni meteo lo necessitassero), acqua in abbondanza e pranzo al sacco con eventuale telo.

Sarà un’occasione speciale per farti una passeggiata tra i monti lungo un antico cammino, conoscere nuove persone e contribuire in maniera fattiva alla conservazione/promozione di uno dei Cammini europei più importanti.

E se scatterai foto del paesaggio, nel condividerle con gli amici sui social non dimenticare di utilizzare gli hashtag #emiliaromagnaslow e #viafrancigena.

I Love Francigena e tu?

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Natura

Passeggiate ed escursioni per bambini in Emilia-Romagna

Passare un giornata all’aria aperta assieme a mamma e papà, avendo la possibilità di osservare la natura da vicino e fare esperienze nuove, è una necessità, oltre che un desiderio, per ogni bambino. Non sempre però per i genitori è facile conoscere quali siano gli itinerari sul territorio adatti a tutta la famiglia.
Ecco allora alcune dritte sulle escursioni che si possono fare assieme ai bambini in Appennino, per organizzare le vostre passeggiate nel verde dell’Emilia-Romagna.


Nel Parco dell’Appennino Tosco-Emiliano i sentieri adatti a tutti sono quelli classificati con la T (turistici): si tratta di escursioni entro le 4 ore di cammino, con dislivelli che per lo più non superano i 500 m, su sentieri ben segnalati. Ne fanno parte:

  • il percorso ad anello che dal Passo del Cerreto arriva alle Sorgenti del Secchia, e ritorno;
  • l’escursione che da Cerreto Alpi conduce ai laghi Pranda, Gore e Scuro lungo mulattiere storiche;
  • il percorso ad anello che dal Passo del Lagastrello conduce alla scoperta del Monte Acuto;
  • il percorso ad anello che dal Rifugio Lagoni attraversa la Valle di Badignana, permettendo di osservare il paesaggio di origine glaciale dell’alta Val Parma;
  • il percorso ad anello che dalle Fonti di Poiano conduce, tra doline e castagneti secolari, alla scoperta del sistema carsico locale;
  • il percorso “Cuore nel Parco” presso la Pietra di Bismantova.

Numerose passeggiate lungo itinerari contrassegnati come T (turistico) sono presenti anche nel Parco dei 100 Laghi, nel Parco dei Boschi di Carrega e nel Parco dei Sassi di Roccamalatina, mentre il Parco Storico di Monte Sole permette di percorrere numerosi itinerari didattici.

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Nel Parco del Frignano da non perdere è il panoramico sentiero che dal Passo della Croce Arcana raggiunge il Lago Scaffaiolo (con il suo Rifugio Duca degli Abruzzi), percorrendo un tratto in quota ma pianeggiante della GEA (l’Alta Via dei Parchi), che regala una magnifica veduta sulle cime dell’Abetone, del Libro Aperto, del Cimone e sul vicino Monte Spigolino.

Nel Parco delle Foreste Casentinesi ci sono ben 9 “Sentieri Natura”, itinerari escursionistici di pochi chilometri nati come invito all’osservazione e alla fruizione consapevole di un’area protetta; ognuno di essi si sviluppa attorno a un tema particolare: la struttura geomorfologica del territorio, la vegetazione, la fauna, la storia dei luoghi e così via. Ne fanno parte:

  • il sentiero andata e ritorno che da San Benedetto in Alpe raggiunge la scenografica Cascata dell’Acquacheta, celebre per essere stata citata da Dante;
  • il breve sentiero che sale al Monte Penna, conosciuto anche come Monte La Verna, fino al Santuario Francescano;
  • due sentieri che attraversano le Foreste Demaniali Casentinesi, cuore del Parco Nazionale, fino all’Eremo di Camaldoli: il primo attraverso una spettacolare faggeta, il secondo alla scoperta degli alberi storici della zona;
  • il sentiero che si sviluppa in una delle più belle e meglio conservate abetine del Parco, sul Monte Campigna;
  • il sentiero che parte dalla Diga di Ridracoli e giunge al Rifugio Cà di Sopra, lungo mulattiere che si aprono a scorci panoramici sulle Foreste Casentinesi;
  • il sentiero che parte dal suggestivo lago di Ponte e percorre l’Alta Valle del Tramazzo, una delle più solitarie e selvagge del Parco.

Nel Parco del Sasso Simone e Simoncello troviamo invece il Percorso floristico della “Costa dei Salti”, percorso ad anello poco impegnativo che attraversa boschi e aree rurali, e il Percorso Pietrarubbia, un anello di medio-bassa difficoltà su antiche stradine e mulattiere, tra antichi borghi e bizzarre formazioni rocciose.

Tra le associazioni che organizzano attività adatte ai bambini in regione, e in particolare nella zona romagnola, ci sono le passeggiate “Into the wild Family” di Romagna Trekking, gli eventi de La tribù dei piedini verdi e le iniziative della cooperativa sociale Altlantide.

Un blog a tema, ricco di dettagli e inesauribile di idee, che vi consigliamo infine di seguire è Sentieri di Cioccolata, autore anche delle foto presenti in questo nostro blogpost.

Se avete suggerimenti su altri itinerari adatti ai bambini in Emilia-Romagna, aspettiamo il vostro commento qui sotto!

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Social Trek

SocialTrek | Piccola storia sul cammino di San Francesco

Ben nota per le spiagge e le località turistiche, da qualche anno la nostra regione sta cercando di valorizzare e promuovere ogni forma di turismo slow e sostenibile in linea con le esigenze crescenti e diversificate di noi viaggiatori. I borghi dell’entroterra e gli antichi cammini sono diventati un modo diverso per conoscere la bellezza della nostra terra incrociando temi come l’arte, la cultura e l’enogastronomia.

Quattordici sono i cammini storici e religiosi che ancora oggi attraversano l’Emilia Romagna, collegandola a tutta l’Europa con oltre 2000km di itinerari: percorsi da compiere in solitaria o in gruppo aiutati, a differenza di un tempo, da supporti digitali come il nuovo sito dei cammini dell’Emilia-Romagna.

Proprio per promuovere queste nuove forme di turismo, difatti, negli ultimi due anni si sono messi in campo progetti diversi di valorizzazione con iniziative di vario tipo. Tra queste, una menzione particolare va al progetto SOCIALTREK realizzato in collaborazione con Igers Emilia Romagna, di cui avevamo già parlato qualche tempo fa: un’idea semplice, aperta a tutti, in grado di unire il piacere del cammino all’amore per la fotografia.

La settimana scorsa ha inaugurato così il progetto (si tratta del primo di quattro appuntamenti) in una delle mie valli preferite, la Valmarecchia, partendo da uno cammini più suggestivi presenti in regione, quello di San Francesco.

Ma come è andata la giornata?
Ve lo racconto brevemente, facendomi aiutare dalle immagini.

Ore 9.30 | Dopo aver ricevuto le informazioni necessarie sul cammino e dritte su come utilizzare al meglio la fotografia digitale, siamo partiti dal cuore di San Leo alla volta di Novafeltria. Obiettivo: percorrere metà della terza tappa del cammino originale a coprire una distanza di circa 8,38km.

Accompagnati da Roberto Forlivesi (guida AIGAE), Marco Pacelli e Franco Boarelli (Amici del Cammino di San Francesco), e Giobbe Pellegrino (Regional Manager Igers Emilia Romagna), abbiamo imboccato la strada per Maiolo, in direzione della rupe rocciosa di Maioletto. Sopra di noi un sole caldo e splendente illuminava un paesaggio bucolico da perdere il fiato.

Lungo il percorso panoramico “tagliato” nella natura e punteggiato da piccole case di campagna, una canonica e suggestivi passaggi su profondi calanchi, il gruppo ha avuto modo di conoscersi, scambiarsi opinioni e ascoltare dalle guide curiosità e aneddoti sul territorio.

Ore 13.00 | Tra tratturi e sterrati, alternando pause divulgative rigorosamente all’ombra, verso l’ora di pranzo abbiamo raggiunto la rupe rocciosa di Maioletto, un tempo sede di una delle roccaforti più difficili da espugnare dell’intera Valmarecchia e Montefeltro.
Qui, tra gli alberi del sottobosco, l’odore dei panini al sacco e l’aroma di un caffè preparato con un fornetto da passeggio, abbiamo ascoltato l’origine della formazione geologica della Valmarecchia e ci siamo confrontati sui km percorsi e cosa ci aveva fino a quel momento colpito maggiormente.

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Ore 14.30 | Dopo circa un’ora siamo riparti. Davanti a noi un lungo tratto di bosco fitto che ci ha permesso di raggiungere la strada asfaltata di collegamento tra Maiolo e Novafeltria. Sarà stato il caldo o il pranzo appena concluso, fatto sta che il passo più lento del gruppo ha richiesto maggiori soste all’ombra e in qualche caso anche qualche bustina di maegnesio. Ma niente di preoccupante!

Ore 16.15 | Poco lontano, il ponte sul fiume Marecchia ci ha “traghettato” fino a destinazione, dove un pullman ci stava aspettando pronto a riportarci a San Leo, dopo quasi 6 ore di cammino. Il tempo di un saluto e di un aperitivo, e di nuovo pronti a rinnovare l’invito al prossimo appuntamento, questa volta in programma il 9 settembre nelle terre matildiche.

[cta url=” CamminiEmiliaRomagna ” txt=”Scopri i nuovi appuntamenti del SOCIALTREK”]

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Social Trek

SocialTrek: lungo i Cammini Regionali con lo smartphone

Se siete appassionati di natura e camminate, ma anche di social e in particolare di Instagram, avete un po’ di appuntamenti da segnare in agenda: quest’anno assieme a Igers Emilia Romagna abbiamo organizzato 4 passeggiate lungo altrettanti Cammini dell’Emilia-Romagna, per trascorrere una giornata nel verde in compagnia e, nel mentre, apprendere le nozioni utili per scattare delle belle fotografie di paesaggio.

Il progetto si chiama SocialTrek ed ecco come Giobbe Pellegrino, Regional Manager di Igers Emilia Romagna, racconta come gli è venuta l’idea:

Tutto è nato dopo una salita infinita con la melma fin sopra le spalle…e il sorriso ebete perché mi stavo divertendo. Ciò è successo durante una passeggiata che ho fatto in mezzo alla natura con guide GAE della zona di Rimini. Dopo tanti anni sono tornato a camminare tra i boschi e le valli della zona riminese. A questo punto mancava solo una cosa: condividere queste emozioni con gli altri e far scoprire che, oltre al mare, esiste anche l’entroterra Emiliano Romagnolo.
Mi chiamo Giobbe Pellegrino, Regional Manager di Igers Emilia Romagna per l’associazione Igers Italia, e grazie al contributo di APT Emilia Romagna siamo riusciti a portare questo progetto alla luce! Insieme abbiamo pensato a portare le persone non solo a fare una passeggiata tra i monti, non solo a conoscersi e creare relazioni personali off-line, ma bensì a condividere questo momento on-line tramite delle piccole nozioni di phoneography, post produzione e condivisione sui social LIVE che avverranno durante questi tour.
In questo progetto serve solo un cellulare con una telecamera, ma se avete la macchina fotografica potete portarla e usarla. Lo scopo è quello di raccontare non solo la vita all’aria aperta, ma bensì far conoscere il nostro paesaggi in ben 4 appuntamenti per tutta l’Emilia-Romagna. Un po’ di lavoro all’inizio e tanto sulla strada per portare a casa delle splendide foto e degli ottimi suggerimenti nella condivisione dei vostri post!

Proprio Giobbe sarà colui che durante il percorso si occuperà di dare qualche suggerimento e spunto per migliorare le tecniche di fotografia naturalistica. A camminare assieme a lui ci saremo noi, ci saranno le guide Aigae, le Associazioni che si occupano dei diversi cammini…e speriamo ci siate anche voi!
La partecipazione è gratuita e aperta a chiunque lo desideri, basta registrarsi compilando il form (che sarà a breve) presente sul sito ufficiale dei Cammini in Emilia-Romagna.

Ecco le date che abbiamo in programma:

1 Luglio 2018 | Cammino di San Francesco da Rimini a La Verna
Tappa da San Leo a Novafeltria (13km)
in compagnia dell’Associazione del Cammino di San Francesco e delle guide Aigae Emilia-Romagna
#emiliaromagnaslow #camminosanfrancescorimini

9 Settembre 2018 | Via Matildica del Volto Santo
Anello dei Castelli Matildici (10km)
in compagnia dei referenti della Via Matildica, del CAI e delle Guide Aigae Emilia – Romagna
#emiliaromagnaslow #viamatildica

16 Settembre 2018 | Via Romea Germanica
Itinerario nel Parco del Delta del Po (13km)
in compagnia degli amici della Associazione Via Romea Germanica e delle guide Aigae Emilia – Romagna
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18 Novembre | Via della Lana e della Seta e Via degli Dei
Itinerario da Casalecchio di Reno a Palazzo de’ Rossi, con visita alla Chiusa sul Reno (monumento Unesco) sotto la guida del suo Direttore, in compagnia dei referenti dei due Cammini e di una guida Aigae Emilia–Romagna
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La passeggiate sono state pensate per essere alla portata di tutti, anche di chi non fosse un camminatore troppo allenato, e i ritmi saranno sostenibili anche per i fotografi più esigenti.

Ogni giornata di cammino sarà organizzata secondo questa modalità:
ore 9.00: ritrovo in un luogo specificato nel programma da raggiungere con mezzi propri, dove chi verrà in auto potrà lasciare il mezzo;
ore 9.15 – 10.00: presentazione dell’incontro a cura APT e breve lezione introduttiva di phoneography a cura di Giobbe Pellegrino;
ore 10.00: partenza al seguito delle guide Aigae;
percorrenza a piedi di minimo 5 – massimo 15 km; pausa pranzo al sacco.
Al termine della camminata, laddove le tappe non siano ad anello, i partecipanti saranno riaccompagnati al punto di partenza.

Ai partecipanti è richiesto un equipaggiamento adeguato alla camminata: scarpe e vestiti comodi, cappello, copertura per pioggia (se le condizioni meteo lo necessitassero), acqua in abbondanza e pranzo al sacco con eventuale telo.

Per maggiori informazioni potete scrivere a m.valeri@aptservizi.com

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Verde e Parchi Naturali

Parchi Naturali dell’Emilia

Dopo il Parco dell’Appennino Tosco-Emiliano, le Foreste Casentinesi, il Delta del Po e i parchi del bolognese, prosegue la nostra rubrica dedicata alle aree protette dell’Emilia-Romagna con i 7 parchi regionali racchiusi nel territorio emiliano, da Piacenza a Modena.

Parco regionale del Frignano

Il Parco Alto Appennino Modenese, conosciuto anche come Parco del Frignano, tutela l’intero crinale appenninico modenese, un territorio di oltre 15mila ettari che va dai 500 metri s.l.m. ai 2.165 del Monte Cimone, la vetta più alta dell’Appennino settentrionale.
Un ambiente estremamente variegato dal punto di vista naturalistico, in cui i querceti e castagneti delle quote più basse lasciano il posto a faggete e conifere e, ancora più in alto, a brughiere di mirtillo e vaste praterie che arrivano fin quasi alle vette, sulle quali volteggia l’aquila reale.
Tra i numerosi laghi presenti, il lago di Pratignano è una torbiera, uno tra i biotopi di maggior valore della regione per rarità e peculiarità. La grande ricchezza di acque, inoltre, crea torrenti che formano scenografiche cascate.
Dal punto di vista socio-culturale, il ricco patrimonio storico locale ha lasciato in eredità ponti a schiena d’asino, vecchi metati nei castagneti, edicole votive, oratori, chiese e case in pietra nei borghi montani.
L’area protetta offre un’ampia rete sentieristica con percorsi perfetti per gli amanti della mountain bike e del trekking, mentre chi desidera praticare equitazione può percorrere l’Ippovia dell’Appennino.

Panorama Libro Aperto Ph. Matteo Palmieri, via Flick

Parco regionale Boschi di Carrega

Il Parco dei Boschi di Carrega, primo parco regionale istituito nel 1982, si estende sui terrazzi fluviali tra il fiume Taro ed il torrente Baganza, in un paesaggio raffinato ed elegante caratterizzato da ampi boschi con laghetti, prati, siepi e campi coltivati.
La bellezza dei luoghi ha da sempre affascinato la nobiltà parmense, che ha storicamente eletto queste colline a luogo di svago e villeggiatura. Sin dall’epoca medievale, infatti, le foreste della zona (appartenute nel corso dei secoli ai Sanvitale, ai Farnese e ai Borbone) furono destinate all’attività venatoria.
Simbolo dell’area, composta da querceti, castagneti e una particolare faggeta a bassa quota di impianto ottocentesco, sono i branchi di caprioli che vi abitano in buon numero.
Nel cuore dell’area protetta, in parte nascosto dalla rigogliosa vegetazione del parco all’inglese progettato da Barvitius, sorge il Casino dei Boschi, una delle più splendide dimore dell’intera regione.
Il parco è percorso da 10 semplici itinerari da fare a piedi e da 2 itinerari adatti alle biciclette.

Faggio Boschi di Carrega Ph. Sara Soliani, via parchidelducato.it

Parco regionale Sassi di Roccamalatina

Sulle colline del Medio Appennino Modenese, sul versante destro della valle del fiume Panaro, sorge il Parco dei Sassi di Roccamalatina, un territorio di 2.300 ettari composto da antichi castagneti, boschi e coltivi, nel cui centro svettano le spettacolari guglie di arenaria, a dominare un paesaggio punteggiato di borghi e torri medievali.
Un’ampia biodiversità di habitat concentrata in poco spazio, permette la presenza di una flora variegata e di numerose specie faunistiche: scoiattolo, moscardino, volpe, capriolo e daino si muovono al riparo dei boschi, mentre nei cieli volano rapaci come il falco pellegrino, che ha eletto questo parco come storico luogo di nidificazione.
Tra le emergenze storico-architettoniche più significativa troviamo l’antica Pieve di Trebbio, ma notevoli sono anche le numerose case-torri e le torri rondonaie.
Oltre 100 chilometri di sentieri suddivisi in 9 itinerari rendono fruibile il parco ai visitatori a piedi, a cavallo o in bici.

Sassi di Roccamalatina Ph. Pagarau, via wikipedia

Parco regionale Stirone e Piacenziano

Il Parco, istituito nel 2011 dall’unione del Parco regionale dello Stirone e della Riserva naturale geologica del Piacenziano, si sviluppa per 14 km lungo la valle del fiume Stirone, tra le province di Parma e Piacenza.
Il tesoro più grande che il parco custodisce sono i fossili, soprattutto di molluschi e gasteropodi marini, dell’era Terziaria e Quaternaria, portati alla luce da processi erosivi (dovuti in parte anche alle attività estrattive legate alla realizzazione dell’Autostrada del Sole negli anni Cinquanta). Tali ritrovamenti hanno reso l’area nota al mondo scientifico internazionale: grazie a questi fossili è stato infatti possibile ricostruire importanti fasi dell’orogenesi appenninica.
Un Parco che si può percorrere in tanti modi diversi, con 3 percorsi accessibili, 11 sentieri e 1 ciclovia;
per gli appassionati di paleontologia e geologia, ma non solo, di particolare interesse sono gli itinerari dell’Area Piacenziano, percorsi che permettono di scoprire dal vivo un pezzo dell’evoluzione del mondo: il cosiddetto “Piano Piacenziano”, il periodo compreso tra 2,5 e 3,5 milioni di anni fa.

Stirone, via parchidelducato.it

Parco regionale Taro

Il Parco fluviale del Taro si estende nella provincia di Parma lungo il corso del fiume Taro, dalla via Emilia sino a Fornovo: un corridoio naturale in cui convivono luoghi ad elevata naturalità, aree agricole e altre profondamente modificate dall’uomo.
Gli uccelli sono senza dubbio l’elemento faunistico di maggiore interesse del luogo: qui sono state infatti osservate oltre 270 specie, anche rare o di comparsa irregolare, caratteristica che è valsa al parco il riconoscimento di Zona di Protezione Speciale a livello europeo.
Di notevole importanza è anche il patrimonio storico della zona, in buona parte legato a una delle principali strade romee medievali, la via Francigena che, proveniente da oltralpe, risaliva la valle del Taro sino al passo della Cisa. Sempre al periodo medievale risale la Corte di Giarola, un magnifico complesso rurale fortificato che oggi ospita la sede del parco, nonché due tra i Musei del Cibo della provincia di Parma: il Museo del Pomodoro e il Museo della Pasta.
Lungo i 20 Km di fiume ai snodano 10 sentieri attrezzati e 1 ciclovia che permettono di scoprire il territorio e le sue peculiarità.

Tramonto sul Taro, via parchidelducato.it

Parco regionale Trebbia

Il parco fluviale del Trebbia, in provincia di Piacenza, tutela una trentina di km del basso corso del fiume omonimo, da Rivergaro sino alla confluenza nel Po. Il fiume Trebbia risulta essere uno dei principali affluenti del Grande Fiume che tutt’ora conserva buone caratteristiche di naturalità; la zona è infatti ricca di eterogeneità sia ambientale che geomorfologica. Il paesaggio è dominato dalle ampie zone di greto del Trebbia, di notevole importanza per l’avifauna migratoria, e dai terrazzi fluviali dove prati e arbusti si alternano a colture agricole tradizionali e zone estrattive.
5 brevi percorsi tematici permettono di osservare gli ambienti più caratteristici dell’area protetta, oltre a una ciclovia e alla 16ima tappa della Via Francigena, che va da Orio Litta a Piacenza.

Greto del Trebbia Ph. R. Ziliani via parchidelducato.it

Parco dei Cento Laghi

Il parco regionale Valli del Cedra e del Parma, meglio noto come Parco dei Cento Laghi, tutela una porzione dell’Appennino parmense orientale che comprende l’alta valle del torrente Cedra, la selvaggia testata del torrente Bratica e la porzione inferiore dell’alta Val Parma: un’accogliente “terra di mezzo” tra la pianura parmense e le vette del crinale del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano.
La presenza di diverse fasce altimetriche garantisce una notevole varietà di ambienti e un elevato grado di biodiversità: lungo i rilievi della dorsale appenninica, tra i quali emerge il monte Sillara (1.859 m), spettacolari pareti rocciose sorvolate dall’aquila reale si alternano a versanti più dolci, rivestiti da brughiere a mirtillo e praterie.
Il territorio custodisce inoltre numerose testimonianze delle ultime due glaciazioni, con specchi d’acqua e torbiere sul fondo di conche e circhi glaciali.
Tante sono le opportunità per scoprire a piedi il parco: 8 percorsi adatti a tutti, altri 8 perfetti per gli escursionisti più esigenti ed allenati, oltre alla seconda tappa dell’Alta Via dei Parchi, la lunga tappa che percorre l’intero “Crinale dei Laghi” da Lago Santo Parmense a Prato Spilla.

Lago Verde, via parchidelducato.it
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Verde e Parchi Naturali

[Emilia Romagna Parchi] Parchi Naturali di Bologna e provincia

Prosegue la nostra rubrica sui parchi naturali dell’Emilia-Romagna; oggi andiamo alla scoperta dei parchi naturali del bolognese, dai primi colli fino alle cime dell’Appennino.

Parco regionale Abbazia di Monteveglio

Dominata dalla millenaria Abbazia di Monteveglio, l’omonimo Parco regionale alle porte di Bologna tutela la porzione più significativa della Valle del Samoggia ed è composto da un susseguirsi di rilievi boscosi, piccole valli e grigi calanchi.
Il territorio è percorribile attraverso una strutturata rete di percorsi: 3 Sentieri Natura e 6 Itinerari.
I Sentieri Natura sono percorsi tematici dedicati alla scoperta di ambienti o aspetti di particolare valore e significato nel contesto territoriale nel quale sono inseriti. Gli Itinerari sono invece percorsi escursionistici che si sviluppano nei vari settori dell’area protetta, spesso ripercorrendo tratti significativi della viabilità storica del territorio.
L’area è attraversata anche dalla Ciclovia di Monteveglio, un itinerario di collina con qualche dislivello tutto su strade asfaltate, che parte da Bazzano e conduce all’Abbazia di Monteveglio.

Abbazia di Monteveglio

Parco regionale Gessi Bolognesi e Calanchi dell’Abbadessa

Sulle prime pendici della collina bolognese c’è un parco che tutela un paesaggio davvero peculiare: nella valle del torrente Idice, le dolci colline di Ozzano sono interrotte dai crinali tormentati dei Calanchi dell’Abbadessa, affioramenti gessosi che hanno dato vita a un complesso carsico tra i più importanti e studiati d’Europa.
Un’area protetta di 5.000 ettari che racchiude forme erosive spettacolari e un complesso sistema di grotte, tra cui la Grotta della Spipola, visitabile con l’accompagnamento di personale specializzato.
Per scoprire il territorio a piedi sono presenti numerosi percorsi immersi nel silenzio delle colline e accomunati da un livello di difficoltà mai eccessivo: 1 Sentiero Natura e 5 Itinerari, oltre alla Ciclovia dei Gessi di Gaibola.

Gessi Bolognesi Ph. @paPisc via Flickr

Parco regionale Corno alle Scale

Il Parco regionale Corno alle Scale è composto da 5.000 ettari che racchiudono i maestosi rilievi da cui hanno origine le valli dei torrenti Dardagna e Silla. Il cuore del parco è la cima più alta dell’Appennino bolognese, il Corno alle Scale, un massiccio che sfiora i duemila metri (1944 m) segnato fino in vetta da strati di arenaria (da cui deriva il nome “Scale”), che assomigliano al profilo di un libro appoggiato sopra i sottostanti boschi di faggio. Attorno ad esso, le altre vette del Monte La Nuda (1828 m) e del Monte Gennaio (1812 m).
Praterie in quota ricche di mirtilli, vallate solitarie dedicate al pascolo, piccoli paesi che emergono dal bosco, santuari, torrenti cristallini e scenografiche cascate sono alcuni dei panorami che si possono ammirare.
Il territorio è percorso da 17 itinerari percorribili a piedi, oltre che dalla 10^ tappa dell’Alta Via dei Parchi.

Cascate del Dardagna
Cascate del Dardagna Ph. @CarminedeSimone

Parco regionale Laghi Suviana e Brasimone

Nel settore centrale della montagna bolognese, intorno ai due ampi bacini di Suviana e Brasimone, realizzati a partire dai primi del Novecento a scopo idroelettrico, è racchiuso un territorio ricco di boschi di querce, faggi e conifere, dove la diminuita presenza umana ha favorito l’incremento della fauna selvatica, tra cui spiccano per importanza i cervi, di cui, specialmente tra settembre e ottobre, è facile sentire i bramiti.
130 chilometri di sentieri rendono percorribile il parco agli appassionai di trekking di tutti i livelli di allenamento, dalle facili passeggiate semi pianeggianti alle quasi scalate sul Monte Calvi: 5 itinerari tra laghi e boschi, percorribili anche in mountain-bike, e 3 tappe (11^, 12^, 13^) dell’Alta Via dei Parchi, il tratto che dal Rifugio di Monte Cavallo porta fino all’Alpe di Monghidoro.

Lago di Suviana Ph. @deblu68 via wikipedia

Parco regionale storico Monte Sole

Il Parco regionale storico Monte Sole si estende su un’area di 6.300 ettari compresa tra il fiume Reno e il torrente Setta ed estesa sul territorio dei Comuni di Marzabotto, Monzuno e Grizzana Morandi, dove il noto pittore Giorgio Morandi villeggiava e oggi resa nuovamente celebre per la sua peculiare Rocchetta Mattei.
Si tratta di una piccola dorsale appenninica, composta dai monti Pezza, Salvaro, Termine e Sole, che si eleva fino a 826 metri sul livello del mare e che durante la II Guerra Mondiale rappresentava la linea del fronte.
Il Parco, oltre che per le straordinarie bellezze naturalistiche e la ricchezza faunistica, si caratterizza infatti per la sua valenza storica: proprio questi luoghi furono testimoni di una delle pagine più tragiche della Guerra di Liberazione dal nazifascismo,  quando, il 29 settembre 1944, i reparti tedeschi trucidarono 770 persone inermi.
Per questo motivo, ricordare alle future generazioni quegli avvenimenti drammatici, è nato il Parco Storico, unico esempio in Italia.
Nel territorio del Parco sono stati individuati alcuni itinerari tematici: Etrusco, del Memoriale, Morandiano, per citarne alcuni. Il territorio è percorso inoltre dalla Ciclovia della Memoria e dall’itinerario faunistico “Sulle orme del lupo“.

Daini a Monte Sole P.h @lpvva1 via Flickr
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Natura

Emilia Romagna Slow | 5 sentieri per la Primavera

Addentrarsi all’interno della Natura fino al limite della civilizzazione umana, dove il bosco ritrova il suo stato originario nel regno degli animali selvatici.

L’escursionismo a piedi nella Natura è una di quelle attività che ancora oggi permette di accedere ad una dimensione differente dello spazio naturale, mano mano che ci addentriamo all’interno di un sentiero infatti iniziano a diminuire le tracce della civilizzazione umana, dove paesi, borghi e cascine lasciano lentamente spazio alle grandi distese boschive. Qui e lì qualche traccia di antiche strutture di ricovero, segno di una civiltà oramai scomparsa e di un rapporto con l’ecosistema naturale più diretto.
Le grandi città del XIX secolo oramai da tempo attirano genti da tutti i territori, spopolando le aree collinari e montane più interne, che con lentezza stanno tornando al loro paesaggio originario.
Ecco, l’escursionismo a piedi lungo i sentieri naturali permette di ritrovare questo paesaggio, insieme con le tracce degli uomini che lo hanno abitato ed è per questo che oggi, nel momento in cui ci apprestiamo ad accogliere la bella stagione primaverile, vorremmo portarvi lungo 5 sentieri della rete escursionistica dell’Emilia Romagna. Percorsi escursionistici di estremo valore storico e naturale, in cui ritrovare un rapporto differente con la natura, con i manufatti e con la storia degli uomini che hanno vissuto per secoli in stretto rapporto con le risorse circostanti.

5 sentieri a simbolo di una rete escursionistica ampia e di estremo valore, L’Emilia-Romagna è attraversata infatti da oltre 7000 km di percorsi; una fitta rete di percorsi escursionistici segnalati, che si estende dal crinale appenninico sino alla pianura e che, dalla fine degli anni ’80, ha dato vita ad un progetto di cartografia escursionistica realizzato in collaborazione con la delegazione regionale del CAI, realizzando una mappature delle tracce ed una loro pubblicazione per gli utenti finali su SentieriWEB e l’Applicazione mobile Maps4You.


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Alta Via dei Parchi

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Alta Via dei Parchi – Ph. Trekking Emilia Romagna

Di certo il più grande percorso escursionistico dell’Emilia Romagna, l’Alta Via dei Parchi è un fantastico itinerario da percorrere a piedi lungo l’Appennino fra l’Emilia-Romagna, la Toscana e le Marche. Quasi 500 chilometri di salite e discese che riassumono in sé il meglio che le montagne appenniniche sanno offrire, circhi glaciali, laghi immersi nello splendore delle praterie d’alta quota, sterminate foreste e limpidi torrenti, rupi vulcaniche e falesie di gesso, su quel crinale climatico tra Europa e Mediterraneo.
L’Alta via dei Parchi deve il suo nome al fatto che attraversa in totale otto parchi naturali: due nazionali (Il Parco dell’Appennino Tosco Emiliano – Il Parco delle Foreste Casentinesi e del Monte Falterona e Campigna); Cinque parchi regionali ( Parco dell’Alto Appennino Modenese, Valli del Cedra e del Parma, Corno alle Scale, Laghi di Suviana e Brasimone, Vena del Gesso) ; ed un parco interregionale (Sasso Simone Simoncello).
Il percorso dell’Alta Via dei Parchi, viene solitamente suddiviso in 27 tappe, ma si presta ad essere affrontato anche in parte o in alcune singole tappe, ed è chiaramente individuabile dagli escursionisti grazie a un’apposita segnaletica coordinata e completato da una serie di strutture a servizio dei visitatori.
Sul sito ufficiale dell’Alta Via dei parchi è possibile trovare anche le tracce GPS delle 27 tappe che compongono l’itinerario, ognuna corredata di un file compatibile con i dispositivi GPS da escursionismo per seguire il tracciato del sentiero in modo sicuro e preciso. I file possono anche essere scaricati singolarmente, in formato GPX.
Inoltra a supporto degli escursionisti è disponibile anche l’App Maps4You (disponibile sia per Android che per Apple), applicazione gratuita che presenta una lista di mappe tematiche specifiche, oltre a tutti gli altri sentieri della Regione Emilia-Romagna

Specifiche Tecniche

Percorrenza: 500 Km
Difficoltà: E++
Periodo consigliato: Da Maggio a Settembre a seconda dell’andamento neve


Via Vandelli

Sentieri
Via Vandelli – Selva Romanesca, Modena Ph. Giuliof via Wikipedia

La Via Vandelli nasce nel XIIX Secolo per volere del Duca di Modena, Francesco III d’Este che desiderava avere un sicuro accesso al mare sul territorio del ducato. Fu cosi incaricato il matematico Domenico Vandelli di disegnare il tracciato impervio di una strada per carrozze per attraversare l’Appennino; dopo dieci anni di lavori nel 1751 la strada fu completata. Purtroppo l’itinerario risultò da subito troppo impervio e infestato dai briganti, oltre all’impossibilità di percorrerlo per molti mesi all’anno a causa della neve, cosa che ben presto lo rese un itinerario abbandonato.
La Via Vandelli è oggi uno spettacolare percorso escursionistico che collega le città di Modena e Massa Carrara e che si dipana lungo l’Appennino Modenese e le Alpi Apuane. Con una settimana circa di cammino, partendo da Modena si raggiungono le montagne del Frignano fino ad entrare nelle Valli della Garfagnana in territorio toscano. Purtroppo oggi non esistono carte escursionistiche dettagliate della Via Vandelli, ne è possibile percorrerla su un unico sentiero del CAI. Consigliamo quindi tutti coloro che intendono percorrere questo spettacolare itinerario di contattare preventivamente il CAI di Modena o la sezioen del CAI Di Massa per un aggiornamento delle condizioni dei sentieri.

Specifiche Tecniche

Percorrenza: 200 Km circa
Difficoltà: E++
Periodo consigliato: Da Maggio a Settembre a seconda dell’andamento neve


Il Sentiero delle Foreste Sacre

Sentieri
Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e del Monte Falterona e Campigna – Riserva Integrale di Sasso Fratino

Un connubio tra natura e spiritualità che attraversa il Parco delle Foreste Casentinesi e del Monte Falterona e Campigna toccandone tutti i punti più significativi. Questi boschi incontaminati hanno accolto per più di mille anni comunità di monaci che hanno vissuto in strettissimo rapporto con l’ambiente circostante, una natura da cui ricavavano prezioso legname e dove trovavano le condizioni necessarie alla contemplazione, al raccoglimento interiore e alla preghiera.
Il Sentiero delle Foreste Sacre è un percorso di circa 100 chilometri che si articola in sette tappe, da Lago di Ponte di Tredozio a La Verna, sette giorni in cui raramente si incontrano automobili e centri abitati, ma si attraversa il verde manto delle Foreste Casentinesi, con la possibilità di visitarne i luoghi più suggestivi: la valle dell’Acquacheta, il Monte Falterona, la Foresta di Campigna, la valle Santa, Camaldoli e La Verna.
Il Parco delle Foreste Casentinesi e del Monte Falteorna e Campigna è stato dichiarato Patrimonio Mondiale dell’UNESCO grazie alla presenza di faggete tra le più antiche d’Europa, con un patrimonio diffuso sul territorio nazionale di alberi vetusti che superano 400-500 anni di età e che si trovano nella sezione più meridionale del Continente.

Specifiche Tecniche

Percorrenza: 95 Km circa
Difficoltà: E
Periodo consigliato: Da Maggio a Novembre


Trekking della Linea Gotica

Sentieri
Trekking Linea Gotica – Mappa

La Linea Gotica era la linea difensiva organizzata dall’esercito tedesco lungo l’Appennino Tosco-Emiliano, dalla costa del Tirreno fino all’Adriatico, e fu realizzata per frenare l’avanzata degli Alleati al termine della Seconda Guerra Mondiale, il cui percorso originario saliva dal borgo di Sarzana, a cavallo fra le odierne province di La Spezia e Massa Carrara, e proseguiva lungo le Alpi Apuane e la Garfagnana, seguendo i crinali dell’Appennino emiliano e toscano fino al Montefeltro e a Pesaro.
Il trekking della Linea Gotica oggi ricalca la cartografia che sviluppò l’esercito tedesco del 1944 ed è frutto di un lavoro di ricerca negli archivi militari di Friburgo dello storico Carlo Gentile e dell’Istituto dei Beni Culturali Emilia-Romagna.
Il trekking della Linea Gotica è un percorso storico-naturalistico di più giorni che parte da Massa-Carrara e termina a Ravenna ed e’ solitamente suddiviso in 25 tappe che attraversano sei differenti ambienti naturali: Alpi Apuane, Alto Appennino, Medio Appennino, Contrafforte Pliocenico, Vena del Gesso Romagnola e Pianura Romagnola.
Un itinerario spettacolare fra creste e crinali, ma anche viaggio nella memoria collettiva: un silenzioso ringraziamento a quanti, nostri conterranei o giunti da paesi lontani, fra quei boschi e quei dirupi hanno sacrificato i loro anni giovani per la libertà d’Italia.

Specifiche Tecniche

Percorrenza: 376 Km circa
Difficoltà: E++
Periodo consigliato: Da Maggio a Novembre


L’Abetina Reale

Nel 1451 buona parte dell’alta Val Dolo, sulle colline reggiane, fu ceduta al duca d’Este in cambio di privilegi fiscali: la residua foresta mista di abete bianco e faggio fu detta così abetina ducale o reale per 4 secoli e venne sfruttata principalmente come legnaia del ducato.
Dopo oltre un secolo di proprietà privata, da 30 anni fa parte del demanio regionale ed è oggi un vero polmone verde ricco di storia e cultura inserito nel suggestivo scenario del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano.
L’itinerario presenta un percorso ad anello che tocca tre rifugi, fino agli storici pascoli affacciati sulla Val d’Ozola, tra il Prado e il Cusna, con alcune varianti un poco più avventurose e segue i percorsi segnati dal CAI n° 605 – 605A – 633 – 631.
L’itinerario dell’Abetina Reale è oggi un affascinante trekking adatto a tutte le tipologia di camminatori che si snoda lungo il crinale dell’Appennino tosco Emiliano toccando una quota massima di 1772 metri sul livello del mare.

Specifiche Tecniche

Percorrenza: 9 Km circa
Difficoltà: E
Periodo consigliato: Da Giugno a Novembre


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